La sonata per pianoforte n. 26, Op. 81a, nacque poco dopo le coeve Op. 78 (Per Teresa) e Op. 79 (Sonata facile) e, al pari di esse, non fu commissionata al maestro come solitamente avveniva all'epoca. In particolare, la ventiseiesima sonata trova ispirazione nel periodo di allontanamento forzato dall'arciduca Rodolfo, amico, allievo e protettore di Beethoven; al suo ritorno a Vienna — il 30 gennaio 1811 — dedicò l'opera composta nei mesi precedenti.

Struttura Beethoven diede un titolo ad ognuno dei tre movimenti che compongono l'opera (e da cui derivano le varie denominazioni che essa ha assunto).

L'Addio. Adagio - Allegro L'Assenza. Andante espressivo (in Do minore) – attacca: Il Ritorno. Vivacissimamente

Ognuno di essi esprime i sentimenti causati dall'assenza di una persona cara. I tre bicordi iniziali richiamano proprio le sillabe del termine "Lebewohl" (addio, vivi bene in tedesco) danno in seguito origine a elementi musicali chiaramente malinconici, gementi. Inoltre essi tornano nel secondo movimento, Andante espressivo, interamente pervaso da sensazioni di solitudine, una sorta di «monologo di uno che è rimasto solo» per dirla con le parole di Walter Riezler.

La sonata si conclude con un Vivacissimamente dal sapore opposto, brioso e pieno di gioia per il ritorno della persona cara.

I dissidi con gli editori Beethoven inviò la futura opera 81a con precise indicazioni da stampare insieme allo spartito musicale. Il primo movimento doveva essere intitolato:

Das Lebewohl. Wien am 4ten Mai 1809 bei der Abreise S. Kaiserl. Hoheit des Verehrten Erzherzogs Rudolf

L'addio. Vienna il 4 maggio 1809 per la partenza di Sua Altezza Imperiale il venerato arciduca Rodolfo.

Il secondo (cui fa subito seguito il Finale) doveva recare invece la data e il luogo del ritorno:

Die Ankunft S. Kaiserl. Hoheit des Verehrten Erzh. Rudolf den 30. Januar 1810

Il ritorno di Sua Altezza Imperiale il venerato arciduca Rodolfo il 30 gennaio 1810

Tuttavia, sia l'editore Artaria che Breitkopf & Härtel non fecero nulla di ciò. A quest'ultimo Beethoven ebbe a dire:

Anche il titolo venne modificato al momento della stampa, traducendolo nel francese Les adieux (con il quale la sonata è ora maggiormente conosciuta).

Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sonata (Das Lebewohl) ha come metro due quarti nella tonalità di impianto di mi bemolle maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Adagio” seguito dopo 16 misure da un “Allegro” (qui cambia anche il metro musicale in quattro quarti). La struttura formale è quella della forma-sonata con le tre classiche parti più una prima parte introduttiva: Introduzione - Esposizione - Sviluppo - Ripresa - Coda finale..

Introduzione L'introduzione è subito caratterizzata da un particolare timbro musicale: quello del corno. Le prime tre note (sol - fa - mi bemolle = inciso iniziale o '"motto"') sono chiaramente un richiamo del corno, simbolo, ai tempi di Beethoven, di lontananza, solitudine e ricordo poetico.. Queste tre note sono anche di riferimento per tutte le melodie della composizione.. Sono inoltre tre accordi che dalla tonica (mi bemolle maggiore) portano alla tonalità relativa minore (do minore) passando per la dominante (Si b maggiore). [batt. 1 - 2]

La frase seguente (misure 2 - 7) è formata da una prima parte ascendente che esprime "un senso di mancanza, di rimpianto e di melanconia" e una seconda parte discendente nella quale viene riconfermata la tonica anche se sotto forma di un accordo di settima (mi b maggiore settima). In questa frase va notato sia l'elemento ritmico iniziale che contiene in embrione il ritmo dell'"Allegro", sia un motivo di quarta ascendente generatore dei vari temi della sonata.[batt. 2 - 7]

L'accordo finale della frase non è altro che il primo accordo delle tre note iniziali (inciso iniziale). Ritornano (a misura 7) le tre note iniziali ma gli accordi sono diversi: settima diminuita sulla mediante (sol minore settima diminuita = sol - si b - re b - mi) - settima di dominante (si bemolle maggiore settima) - settima/quarta di sottodominante (la bemolle 7/4 = la bemolle - do bemolle - mi bemolle). A questo punto un'ulteriore modulazione porta al modo minore (mi bemolle minore) In questo ambito armonico viene ripresa immutata la prima parte della frase iniziale per chiudere con una codetta modulante: dalla dominante (si bemolle maggiore) alla sottodominante, prima minore (la bemolle minore) e poi maggiore (la bemolle maggiore). Quest'ultima è la tonalità di entrata dell'esposizione del tema principale. Nelle ultime cinque misure dell'introduzione il motto iniziale delle tre note è invertito "trasformandolo in una espressione di desiderio" o (secondo un altro commentatore) "in ansia non contenuta".[batt. 11-16]

Esposizione Con l'esposizione si cambia l'indicazione agogica (Allegro) e il metro (due metà). Appare subito il tema principale, esposto in 12 battute (misure 16 - 29). Questo tema deriva direttamente dall'"elemento ritmico" dell'introduzione e dal motivo di quarta ascendente; inoltre si presenta subito ricco di riferimenti del "motto iniziale": compare nelle prime tre semiminime della voce centrale di battuta 18, relegando in questo modo il la bemolle iniziale a una specie di appoggiatura. Una misura dopo lo si individua per moto contrario (mi bemolle - fa - sol) e ancor più è presente nel basso alle misure 21 - 24 dove le prime quattro note dell'Allegro sono invertite (mi bemolle - fa - sol - la bemolle).[batt. 17-24]

Il movimento del basso sulle prime quattro note del tema viene ripetuto alle misure 25 -28, ma l'ultimo la bemolle è trasformato in un la naturale (seconda parte della battuta 28) per salire alla dominante (si bemolle maggiore). In questa tonalità si apre la fase intermedia dell'esposizione, ossia la transizione verso il secondo tema, che normalmente viene presentato alla dominante. Dopo alcuni rapidi passaggi, con delle scale ascendenti e discendenti di doppie e triple note, di conferma della dominante (misure 29 - 33), compare il motto in modo speculare alle due mani (misura 35 e seguenti). Il modo diventa minore (il sol è abbassato = mi b - fa - sol b). Nella tonalità della dominante (si bemolle maggiore) il sol bemolle è una sesta abbassata, questo "colora la dominante con una dissonanza espressiva e perfino dolorosa". In queste battute compaiono anche dei gruppi di crome oscillanti su due note che faranno da base alla seconda idea.[batt. 35-39]

La seconda idea o secondo tema (misure 50 - 57) compare compiutamente a misura 50 nella dominante (si bemolle). Il motto si trova ora alla voce superiore distribuito su tre misure (in realtà considerato che lallegro è "staccato" più o meno quattro volte più veloce, questo motto è suonato al tempo originale dell'introduzione). [batt. 50-53]

Dopo quattro battute di collegamento (misure 57 - 61) compare la coda che chiude l'esposizione. Qui il motto è presentato otto volte più veloce dell'originale in figurazioni discendenti imitative. [batt. 62-66]

Sviluppo Lo sviluppo (da misura 72 a misura 111) è impostato unicamente sulle prime due battute del tema principale e naturalmente sul motto iniziale. L'ambiente armonico generale è la tonlità relativa minore (do minore). Nella prima parte dello sviluppo (misure 72 - 95) per quattro volte si alternano il tema principale e il motto. Il moto in realtà è ridotto a due sole note non armonizzate, mentre il tema principale dal sol maggiore (dominante della tonalità relativa minore) chiude sul do minore (tonalità relativa minore).[batt. 72-80]

Nella seconda parte dello sviluppo (misure 96 - 111) un semplice disegno melodico di semibrevi è interrotto dal ritmo quasi tragico delle crome (elemento generatore del tempo). La linea melodica del soprano scende di un'ottava dal la bemolle iniziale fino ad un accordo di do minore (tonalità relativa minore).[batt. 96-104]

Mantenendo immutato il disegno melodico tra le due mani, il la bemolle viene proposto per sei volte (battute 105 - 110), quindi due battute di ottave spezzate di la bemolle in crescendo prepara il ritorno del tema principale nell'armonia di la bemolle maggiore.

Ripresa e coda La ripresa (da battuta 112 a 163) è perfettamente simmetrica all'esposizione con il dovuto cambio di armonia dei gruppi tematici secondari dalla dominante (si bemolle maggiore) alla tonica (mi bemolle maggiore).

Se la ripresa non presenta sorprese, è invece la coda (da misura 164) che sicuramente è " è la sezione più pittoresca e programmatica del movimento".. Questa inizia con un'ulteriore ripresa del tema principale. Si tratta della quarta presentazione del tema nella quale "alcuni disegni dello sviluppo acquistano un nuovo è più intenso significato". Il tema inizia con un accordo di do maggiore, mentre la seconda parte del tema viene ripetuta più volte su accordi di settima (accordi in ottava con saldi di ottava ascendenti/discendenti in do maggiore settima [battute 169-170 e 173-174] e si bemolle maggiore settima [battuta 177-178]).

A misura 183 inizia una nuova fase della coda: il motto iniziale viene proposto in imitazione, prima con singole note, poi armonizzato e alla fine accompagnato da un motivo di quartine discendenti/ascendenti.[batt. 187-201]

Nell'ultima fase della coda (da battuta 225) il motto ritorna senza accompagnamento simile a richiami del corno. Dopo 12 battute la durata delle note si riduce di un quarto: da semibrevi a semiminime. In questa fase un effetto armonico insolito è ricavato dalla collisione della tonica con la dominante.[batt. 225-237]

Nelle ultime battute della coda (da misura 245) si contrappongono due linee melodiche: una scala di semibrevi verso il basso della tastiera e una scala di crome verso l'alto della tastiera. Mentre il basso è formato da due note: il mi bemolle presente in tutte le battute, e l'altra nota che scende dal mi bemolle al sol; la scala ascendente "sale quanto può, come inseguendo qualcosa che sparisce in lontananza". Entrambe le scale si chiudono con la cadenza perfetta: dominante - tonica (si bemolle maggiore settima - mi bemolle maggiore).

Schema riassuntivo ParteSezioneSottosezioneGradoTonalitàBattute: da-aIntroduzione Motto iniziale I (tonica)/V (dominante)/VI (relativa minore)mi b magg./si b magg./do minore1 - 2 Tema dell'introduzione semifrase ascendente VI (rel. minore) => I (tonica)do minore => mi b maggiore2 - 4 semifrase discendente I (tonica)mi b maggiore4 - 6 Motto iniziale accordi di settima su III - V - IVsol min. sett. diminuita - sett. di dom. - settima/quarta di sottodom. 7 - 8 Ripresa della prima semifrase ascendente I (tonica minore)mi b minore 8 - 12 Codetta dell'introduzioneponte modulante V (dominante) / IV (sottodominante min.-magg.)si b magg. - la b min. - la b magg. 12 - 16 Esposizione Tema principale IV (sottodominante)la b magg.17 - 29 Transizione al secondo tema V (dominante)si b magg.29 - 49 Secondo tema V (dominante)si b magg.50 - 57 Codetta dell'esposizioneTema conclusivo V (dominante)si b magg.58 - 71 SviluppoSviluppo del tema e del motto III (rel. minore)do minore71 - 111Ripresa Tema principale IV (sottodominante)la b magg.112 - 124 Transizione al secondo tema V (dominante)si b magg.124 - 143 Secondo tema I (tonica)mi b magg.144 - 151 Codetta dell'esposizioneTema conclusivo I (tonica)mi b magg.152 - 163 Coda finale Tema principale III (rel. magg.) => V (dominante)do magg. => si b magg.164 - 182 Motto iniziale(imitazione) 183 - 224 Motto iniziale(sovrapposto) I (tonica) + V (dominante) mi b magg. + si b magg. 225 -245 Scale finali I (tonica) mi b magg. 246 - 257

Analisi del secondo movimento