La segregazione razziale è una pratica che consiste nella restrizione dei diritti civili su base razzista. È caratterizzata dalla separazione delle persone nella vita quotidiana e può ripercuotersi su varie attività, come ad esempio mangiare in un ristorante, bere da una fontana, usare i servizi igienici, frequentare la scuola, andare al cinema, o affittare o acquistare una casaPrinciples to Guide Housing Policy at the Beginning of the Millennium, Michael Schill & Susan Wachter, Cityscape. Spesso inibisce i cosiddetti matrimoni misti e può coinvolgere la divisione geografica della popolazione nonché l'utilizzo separato di istituzioni sociali come scuole e ospedali. La segregazione razziale può essere stabilita per legge o derivare da abitudini sociali in un clima di odio che può arrivare fino a manifestazioni di estrema violenza come il linciaggio. Fornisce un metodo per mantenere i vantaggi economici ed il superiore status sociale del gruppo politico dominante. Quando le persone tendono ad associarsi o fare affari esclusivamente con persone che riconoscono come appartenenti alla loro "razza", preferiscono parlare di separatismo razziale o di "separazione razziale de facto" anziché di segregazione.

Casi storici

L'Inghilterra degli anglosassoni Un sistema simile all'apartheid esisteva probabilmente in Inghilterra al tempo della dominazione degli anglosassoni. Prevedeva restrizioni ai matrimoni misti ed ebbe come risultato il decremento della popolazione dei Britanni a favore delle popolazioni di stirpe germanica. Secondo una ricerca condotta dallo University College di Londra, i colonizzatori anglosassoni acquisirono sostanzialmente un vantaggio socioeconomico rispetto ai britanni che avevano popolato l'attuale Inghilterra per più di 300 anni dalla metà del V secolo. D'altro canto, Stephen Oppenheimer e Bryan Sykes sostengono che gli anglosassoni ebbero un impatto genetico relativamente esiguo sull'Inghilterra.

La Spagna dei Visigoti La prima parte del periodo visigotico fu caratterizzata da un sistema di "apartheid". I matrimoni misti fra i Visigoti e nativi abitanti dell'Impero romano furono proibiti in Gallia e Spagna fra la fine del V secolo e l'inizio del VI secolo. I Visigoti e gli Ispano-Romani erano separati; ciascun popolo aveva i propri sacerdoti e le proprie chiese, i propri tribunali, giudici e i propri magistrati.

Segregazione antisemita

Gli ebrei in Europa occidentale generalmente erano costretti, dalla legge oppure dalle usanze, a vivere nei ghetti e nelle shtetl (parola yiddish che significa cittadina). Nell'Impero russo, gli ebrei erano obbligati a risiedere in speciali Zone di insediamento, alla frontiera occidentale dell'Impero, corrispondente oggi a Polonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina e Moldavia.. Già all'inizio del XX secolo, la maggioranza degli ebrei europei viveva nelle Zone di insediamento.

In Marocco gli ebrei furono confinati nelle mellah a partire dal XV secolo. Nelle città la mellah era circondata da mura e da porte. Invece, le mellah rurali erano villaggi separati abitati solo da ebrei.

A metà del XIX secolo, J. J. Benjamin descrisse la vita degli ebrei in Persia:

Dinastia Qing in Cina Dopo la loro conquista della Cina e l'affermazione della dinastia Qing nel 1644, i manciù erano profondamente consapevoli della loro minoranza. Perseguirono una severa politica di segregazione razziale fra i manciù e i mongoli da una parte e gli Han dall'altra. Questa segregazione etnica ebbe ragioni culturali ed economiche: i matrimoni misti furono proibiti per preservare le tradizioni manciù e minimizzare la sinizzazione. Inoltre, nel 1668 a tutti i cinesi Han fu vietato di insediarsi in Manciuria.

La politica di segregazione trovava applicazione direttamente nelle Bandiere (speciali divisioni amministrative riservate ai manciù), la maggior parte delle quali occupava una zona separata e recintata all'interno di una città. In città in cui c'erano limiti di spazio, come a Qingzhou (青州), una nuova città fortificata fu appositamente costruita per ospitare la Bandiera con le famiglie. A Pechino, residenza imperiale, il reggente Dorgon dispose che l'intera popolazione cinese fosse forzosamente trasferita nella parte meridionale della città, che divenne nota con il nome di "Cittadella Esterna" (外城 wàichéng). La parte settentrionale circondata da mura era chiamata la "Cittadella Interna" (內城 nèichéng) e suddivisa fra le restanti otto Bandiere manciù, ciascuna responsabile della sorveglianza di un settore della Cittadella Interna attorno alla Città Proibita (紫禁城 Zǐjìnchéng).

Mentre i manciù seguivano la struttura di governo della precedente dinastia Ming, la loro politica etnica prevedeva la divisione delle cariche fra nobili manciù e dignitari Han che avevano ottenuto i massimi voti negli esami di stato. Gli imperatori Qing fecero sì che tutte le decisioni importanti fossero decise dalla "Corte Interna", che era dominata dalla famiglia imperiale e dalla nobiltà manciù ospitata nella parte settentrionale della Città Proibita.

Fu solo nel XIX secolo che la segregazione iniziò ad infrangersi e nel XX secolo i manciù si fusero con il resto della popolazione cinese.

America latina Molti paesi dell'America Latina hanno caste basate sulla classificazione per razza e miscugli di razze. Si è sviluppata un'intera nomenclatura, che include i termini familiari "mulato" (mulatto), "mestizo" e "zambo". Il sistema delle caste fu imposto durante il dominio coloniale dagli Spagnoli, che avevano utilizzato una forma di divisione in caste in Spagna prima dell'espulsione di ebrei e musulmani (1492). Mentre molti paesi latinoamericani hanno da molto tempo resa la divisione in caste ufficialmente illegale mediante la legislazione, generalmente al tempo dell'indipendenza dalla Spagna, il pregiudizio basato sui gradi di distanza razziale dagli antenati spagnoli combinato allo status socioeconomico rimane un'eco del sistema delle caste coloniale.

Germania nazista (1933-1945) Il bando dei matrimoni interrazziali era parte delle leggi di Norimberga promulgate dai nazisti in Germania contro gli ebrei tedeschi negli anni 1930. Le leggi proibivano i matrimoni fra gli ebrei e gli ariani, considerati appartenenti a razze diverse.

Nel Governatorato di Polonia nel 1940, la popolazione fu divisa in gruppi differenti, ciascuno con diversi diritti, razioni alimentari, quartieri urbani, mezzi di trasporto pubblico, ecc. Tali gruppi erano: tedeschi, ucraini, polacchi, polacchi della montagna (Goralenvolk, in un tentativo di frazionare l'identità polacca), casciubi (Kaschobenvolk, in un altro tentativo simile, ma meno riuscito), ebrei, omosessuali, rom e testimoni di Geova.

Durante gli anni '30 e fino al 1945, gli ebrei in Germania e negli stati occupati dai nazisti avevano l'obbligo di indossare un distintivo giallo o la stella di David, ed erano, insieme agli zingari discriminati dalle leggi razziali. I dottori e i professori ebrei non potevano rispettivamente curare pazienti ariani o insegnare ad allievi ariani. Gli ebrei non potevano neppure servirsi dei mezzi pubblici, eccetto dei traghetti e potevano acquistare solo in negozi per ebrei. Dopo la Notte dei cristalli, gli ebrei furono multati di 1.000.000 di Reichsmark. Gli ebrei e gli zingari subirono il genocidio come gruppi razziali durante la Shoah/Porajmos. I nazisti istituirono i ghetti per confinare gli ebrei, i rom, e altre categorie in quartieri sovraffollati delle città dell'Europa orientale, trasformandoli di fatto in campi di concentramento. Il Ghetto di Varsavia era il più grande, con 400.000 persone, ed era seguito dal Ghetto di Łódź, con 160.000.

Fra il 1939 e il 1945, almeno 1,5 milioni di cittadini polacchi furono trasferiti nel Reich per i lavori forzati, contro la loro volontà (in tutto, furono impiegati circa 12 milioni di forzati nella Germania nazista). Sebbene la Germania nazista ricorresse anche a lavoratori forzati dall'Europa occidentale, i polacchi, come altri popoli dell'Europa orientale, erano considerati razzialmente inferiori, ed erano sottoposti a più gravi forme di discriminazione. Erano obbligati ad indossare contrassegni viola con una P cucita sui loro abiti, dovevano rispettare un coprifuoco ed erano esclusi dai mezzi di trasporto pubblico. Mentre il trattamento degli operai e dei braccianti spesso variava secondo il datore di lavoro, la manodopera polacca di regola era obbligata ad orari di lavoro più lunghi e a salari minori; in molte città, erano obbligati a vivere in campi separati recintati da filo spinato. I rapporti sociali con i tedeschi al di fuori del lavoro era vietati, e i rapporti sessuali erano puniti con la condanna a morte.

Rhodesia (XX secolo)

La colonia britannica della Rhodesia (oggi Zimbabwe), sotto Ian Smith, leader del governo della minoranza bianca, dichiarò unilateralmente l'indipendenza nel 1965. Nei seguenti 15 anni, la Rhodesia fu soggetta il governo della minoranza bianca fino a quando le sanzioni internazionali obbligarono Smith a indire elezioni multirazziali, dopo un breve periodo di dominio britannico nel 1979. Le leggi di segregazione erano state promulgate prima del 1965, sebbene molte istituzioni le lasciassero inapplicate. Una battaglia legale fortemente pubblicizzata si ebbe nel 1960, in favore dell'apertura di un teatro aperto a tutte le razze ("The Battle of the Toilets").

Sudafrica (XX secolo)

L'apartheid era un sistema in vigore in Sudafrica per più di quarant'anni, sebbene la parola stessa risale agli anni 1910 e non ufficialmente a periodi ancora precedenti. L'apartheid fu formalizzato negli anni che seguirono la vittoria del National Party nelle elezioni del 1948 riservate ai soli bianchi, e fu applicato con maggiore sistematicità durante il governo del primo ministro Hendrik Frensch Verwoerd, rimanendo in vigore fino al 1994. Esempio di apartheid fu la proibizione di matrimoni misti nel 1951. L'apartheid fu abolito in seguito ad un rapido mutamento dell'opinione pubblica circa la segregazione razziale e ad un boicottaggio economico contro il Sudafrica che incrinò e minacciò di distruggere l'economia del paese.

Stati Uniti (XIX-XXI secolo)

Dopo che il Tredicesimo emendamento abolì la schiavitù negli Stati Uniti, la discriminazione razziale fu regolamentata dalle cosiddette Leggi Jim Crow, che prevedevano una severa divisione delle razze. Sebbene queste leggi fossero state istituite subito dopo la fine degli scontri, furono ufficialmente formalizzate dopo la fine della Ricostruzione repubblicana negli anni 1870 e 1880 durante il periodo noto come il nadir del razzismo americano. Questa segregazione legalizzata durò fino agli anni 1960, soprattutto a causa del potere dei Democratici sudisti.

La segregazione razziale istituzionalizzata terminò come pratica ufficiale grazie all'impegno degli attivisti per i diritti civili come Clarence Mitchell, Rosa Parks e Martin Luther King Jr., operante durante il periodo fra la fine della Seconda guerra mondiale fino all'approvazione del Civil Rights Act nel 1964 e del Voting Rights Act nel 1965 sostenuta dal presidente Lyndon B. Johnson. Molti dei loro sforzi si concretizzarono in atti di disobbedienza civile non violenti volti a ostacolare l'applicazione di regolamenti e leggi di segregazione razziale, come il rifiuto di cedere ad un bianco un posto a sedere su un autobus nella parte riservata ai neri (Rosa Parks) o sit-in di fronte a ristoranti riservati ai bianchi. Dal 1967, con il caso del matrimonio tra la donna di colore Mildred Loving e il bianco Richard Perry Loving, che fu permesso con una sentenza della Corte Suprema, si poterono eliminare in ogni stato le leggi contro i matrimoni misti.