Rochester veniva rinomato come un genio nella Corte del re durante la Restaurazione inglese ed era una figura di spicco dei cavalier lyrists, cioè gli scrittori e i poeti che facevano parte della Corte del sovrano Carlo II. Veniva considerato il miglior wit"Uomo di spirito, umorista" di tutta l'Inghilterra.

Fu anche un protettore degli artisti e noto libertino, tanto da diventare, insieme a personalità come Vanini, Casanova e de Sade, una delle figure più emblematiche di questo movimento, e da guadagnarsi il soprannome "Il libertino".

Fu il marito dell'ereditiera Elizabeth Malet, dalla quale ebbe quattro figli. La sua fama si deve anche alle sue numerose amanti, tra cui l'attrice teatrale Elizabeth Barry, alla quale sembra che abbia tenuto in privato delle lezioni di recitazione, rendendola un'attrice brillante, e dalla quale ebbe una figlia.

Rochester era piuttosto famoso nella corte del re e nella nobiltà inglese non solo per il suo eroismo militare e le sue poesie, ma anche per il fatto che abusava molto degli alcolici (lui stesso disse allo storico e vescovo Gilbert Burnet "di essere stato continuamente ubriaco per cinque anni") e ciò lo rendeva "sfarzosamente gradevole". Tuttavia veniva rinomato non solo per le scorribande ma anche per i guai: venne cacciato e riammesso innumerevoli volte alla corte di re Carlo II, che Rochester aveva satireggiato in modo scurrile. Oltre all'alcol, la distruzione da parte sua di una meridiana regale, una rissa nella quale rimase ucciso un suo amico, Mr. Downes, e vari altri avvenimenti lo portarono alla disgrazia. Morì di malattia a soli 33 anni.

Biografia

John Wilmot, II Conte di Rochester nacque a Ditchley, nella contea di Oxfordshire. Sua madre Anna St. John, contessa di Rochester, era una realista, discendente di un'antica e nobile famiglia anglicana. Ella divenne una partigiana dei Parlamentari durante la Prima rivoluzione inglese e fu anche incline al puritanesimo. Suo padre, Henry Wilmot, era un visconte alcolizzato, anch'egli realista, come la moglie, e di origini anglo-irlandesi; era stato nominato conte di Rochester nel 1652 per servizi militari resi a Carlo II durante l'esilio del re sotto il Protettorato di Oliver Cromwell.

John Wilmot nacque due anni prima della decapitazione del re Carlo I e Henry Wilmot, padre di John, morì nel 1658, due anni prima della restaurazione della monarchia in Inghilterra.

Wilmot fu iniziato dalla madre a un'istruzione esemplare sin da bambino. Egli studiava alla Burford Grammar School e a casa veniva seguito da un tutore. Era molto bravo in latino e in storia ed era particolarmente appassionato degli scritti di Augusto. Rochester veniva generalmente considerato come uno studente modello e ben educato. All'età di soli dodici anni Rochester frequentò il Wadham College dell'Università di Oxford.. Qui, lontano dall'occhio vigile della madre, Rochester aveva cominciato a far emergere una personalità differente da quella che tutti conoscevano. A quattordici anni gli fu conferito un titolo di studio onorifico da Edward Hyde, primo conte di Clarendon, che era Cancelliere all'Università e suo zio. In segno di gratitudine verso il figlio di Henry Wilmot, il re Carlo II Stuart conferì a John una pensione annuale di 500 sterline. Dopo aver eseguito un Grand Tour in Francia e Italia, Rochester ritornò a Londra nel 1664, accompagnato da Andrew Balfour, e venne ammesso alla corte del sovrano.

Carlo II, in funzione di in loco parentis, suggerì a Wilmot la possibilità di un matrimonio tra lui e una giovane e ricca ereditiera e poetessa, Elizabeth Malet. Nel 1665 John Wilmot si invaghisce così di Elizabeth Malet, che tenta più volte di corteggiare e con modi non sempre galanti. Tuttavia nella questione si intromettono i familiari della ragazza, anch'essi affamati di denaro, che si oppongono al matrimonio tra lei e lo squattrinato Rochester, che decide quindi di prendere la situazione in mano: la sera del 28 maggio dello stesso anno, mentre Elizabeth ritorna alla sua dimora dopo aver cenato alla Whitehall, viene forzatamente trasferita dalla sua carrozza a quella di Rochester, che la rapisce e la porta via con sé, come racconta Samuel Pepys nel suo diario:

Rochester venne presto catturato e rinchiuso nella Torre di Londra, dove rimase per varie settimane. Venne rilasciato solo dopo aver scritto un'apologia di pentimento a re Carlo II. Rochester, in cerca di redenzione, si offrì volontario per combattere nella Seconda guerra anglo-olandese. Il suo coraggio nella battaglia marittima di Vågen contro gli olandesi gli procurò grandissima fama, tanto da farlo diventare un eroe di guerra. Rallegrato per la condotta di Rochester, Carlo II lo nominò Gentleman of the Bedchamber poco dopo il suo ritorno in patria.Frank H. Ellis, "Wilmot, John, secondo conte di Rochester (1647–1680)", Oxford Dictionary of National Biography , Oxford University Press, 2004; edizione online, gennaio 2008, consultato il 4 aprile 2013

Alla fine Elizabeth Malet acconsentì al matrimonio con Rochester, celebrato nel gennaio 1667. Dopo le nozze e l'acquisizione del cospicuo patrimonio della moglie, Rochester e lei si trasferiscono in campagna, nella grande tenuta di Rochester, come racconta nel suo diario Pepys Samuel Pepys, entry for 26 May 1665, Diary of Samuel Pepys May 28, 1665. Accessed May 5, 2007. Da allora Elizabeth Malet, divenuta contessa di Rochester, controllò il denaro del marito, che quindi non poteva mai essere totalmente libero o sicuro a livello finanziario. Insieme scrissero anche un libro di poesie.

Nel 1667 Rochester ottenne il suo seggio alla Camera dei lord, nonostante le contestazioni degli stessi lord riguardo al fatto che era troppo giovane.Paul Davis, a cura di (2013). Poesie scelte: John Wilmot, conte di Rochester . Oxford University

La vita di Rochester fu divisa in due parti molto distinte, cioè quella domestica e quella di corte: la prima, Rochester la trascorreva leggendo libri e scrivendo opere teatrali e poetiche, spesso mentre si dedicava agli alcolici, il che faceva preoccupare molto la moglie Elizabeth, che sembrava amarlo sinceramente; la seconda fu particolarmente burrascosa, a causa del fatto che spesso Rochester si ubriacava in pubblico, faceva discorsi abbastanza "vivaci" e se la spassava in modo stravagante. Rochester faceva inoltre parte della "Merry Gang". (così definita da Andrew Marvell per il suo carattere cameratesco e canzonatorio), composta per lo più da letterati, drammaturghi e in genere personalità della borghesia inglese accomunate dalla passione per il teatro. La compagnia divenne molto florida dal 1665 in poi e lo rimase per almeno quindici anni. Tra le sue file si annoveravano personalità del calibro di George Etherege, William Wycherley, Charles Sackville, VI conte di Dorset, Henry Jermyn, I conte di St Albans, Sir Charles Sedley, V baronetto, Henry Killigrew, Nell Gwyn e George Villiers, II duca di Buckingham (da quest'ultimo il giovane Rochester rimase affascinato a tal punto da dedicargli alcuni versi esplicitamente erotici).

Ancor oggi Rochester viene considerato uno dei maggiori esponenti del libertinismo dei costumi non solo per le sue avventure galanti a sfondo sessuale, ma anche per la sua presunta bisessualità, che trova conferma anche in numerosi sonetti dedicati agli amici della Merry Gang, ma sempre tuttavia legati a quella che sembra essere solo un'ammirazione artistica.

La comunanza di gusti e idee fa nascere tra John Wilmot e l'amico George Etherege un intenso e profondo legame, che col tempo passerà dall'amore per la letteratura e per il teatro a un amore forse di tipo sessuale. I due decidono di intraprendere insieme una carriera nel mondo dello spettacolo, scrivendo varie poesie e pièce; in particolare, Etherege diventa un modello di stile per i lavori di Rochester e di contro il commediografo si ispirerà alla figura eclettica e irriverente di John Wilmot per delineare il protagonista libertino Dorimante del suo The Man of Mode, scritto nel 1676, un elogio teatrale al suo amico Rochester e indiscutibilmente la migliore comedy of manners scritta in Inghilterra prima dell'avvento di Congreve, nonché una delle più emblematiche pièce del teatro della Restaurazione inglese.

Avendo fatto il suo ingresso nel mondo del teatro e delle compagnie londinesi, Wilmot finanzia gli allestimenti dell'amico Etherege e conosce Elizabeth Barry, una giovane e inesperta attrice che Wilmot prende sotto la sua ala. Rochester le dà lezioni di recitazione, rendendola in breve tempo molto brillante e capace (Elizabeth in seguito diverrà anche sua amante e "protetta"). La giovane Barry diede presto a Wilmot una figlia, così come anche al suo amico Etherege: Barry sarà l'acclamata protagonista di tutti i lavori teatrali di Wilmot, compresa una satira su Carlo II scritta nel 1674, conosciuta come Il Satiro. Questa è essenzialmente una critica alla tendenza del monarca a concedere privilegi e terre a ogni donna che gli si conceda, facendo ricadere il mantenimento delle sue amanti e dei suoi figli (illegittimi) sulle spalle del popolo inglese. La pièce, oltre a essere una violenta critica alla corte e al governo di Carlo II, mostra il sovrano preoccupato solo di quanto i suoi sudditi spendano per il sesso e di quante prostitute ci siano a Londra.Jenkinson, Matthew (2010). Cultura e politica alla corte di Carlo II: 1660–1685 . Boydell & Brewer. p. 99. Il conte coniò per il re il famoso soprannome Merry Monarch: «Senza tregua andava da una prostituta all'altra. Un monarca allegro, scandaloso e povero». Il re aveva invece commissionato al conte di Rochester una satira contro un suo avversario politico; Rochester una sera, alterato dagli effetti dell'alcol, consegnò al monarca il componimento sbagliato, irritando il sovrano tanto da essere costretto a lasciare la corte. Durante il suo esilio, Wilmot spese il suo tempo ad Adderbury e praticò il mestiere di mercante nella città vecchia di Londra.

Ormai fallito e ridotto sul lastrico, il conte decise di operare per un certo periodo di tempo nelle vesti di un fantomatico guaritore, il "Dottor Bendo", esperto nella cura di impotenza, infertilità e altri disturbi sessuali: applicando metodi scientificamente discutibili ma all'apparenza efficaci, Rochester attirò a sé una clientela popolare, soprattutto femminile, della quale risolveva i problemi di infertilità proponendosi egli stesso come donatore di seme e visitando approfonditamente le ignare pazienti sotto le sembianze di "Mrs. Bendo", la "moglie del medico".. Venne in seguito reintegrato nella Camera dei lord, dove riprese posto al suo seggio, dopo un'assenza di sette settimane..

Tuttavia, Rochester si ricacciò nei guai nel 1676. Una sera tardi, a Epsom, sembra che abbia avuto una rissa con un guardiano, presumibilmente provocato dallo stesso Rochester, e che, durante questa rissa, uno degli amici di Rochester, Billy Downes, nonché altro suo probabile amante, venne ucciso con una picca, ma il conte si dileguò dalla scena del delitto..

All'età di trentatré anni Rochester la sua salute si aggravò, presumibilmente colpito da sifilide terziaria, gonorrea, cirrosi epatica, tutte malattie veneree o provocate dall'uso eccessivo di alcolici. Fu inoltre malato di depressione e, secondo le note biografiche, accettò, solo sul letto di morte, con gli sforzi del vescovo e storico Gilbert Burnet e di sua madre, di convertirsi al cristianesimo.