Esponente della Democrazia Cristiana, è stato diverse volte sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero di Grazia e Giustizia. Inoltre per due volte ha ricoperto il ruolo di Ministro delle poste e delle telecomunicazioni durante i governi Fanfani III e IV. Morì nel corso del secondo mandato al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni.

Biografia Nato in Sicilia, a Cefalù, Spallino si era trasferito giovanissimo a Como. Nel corso della Prima guerra mondiale aveva combattuto come ufficiale di fanteria ed era stato decorato al valor militare con la Croce al Merito. Laureato in Giurisprudenza, divenne avvocato.

Fin da ragazzo aveva maturato la passione per la politica. Seguace di Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare, fu tra gli animatori del giornale “L’Idea”, creato nel 1920 come foglio della sinistra cattolica.

Su quel periodico, dopo l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, rapito e ucciso da membri della polizia politica fascista nel giugno 1924, ma i cui resti furono ritrovati il successivo 16 agosto, Spallino scrisse:

Pochi mesi dopo, nel 1925, il regime fascista sospese le pubblicazioni del giornale. Spallino era iscritto all’Azione Cattolica, al Partito Popolare e divenne avvocato del sindacato delle “Leghe Bianche”. Svolse un'intensa attività di propaganda antifascista per la quale, nel 1944, venne deferito al Tribunale speciale militare di Milano e arrestato. Continuò a far parte della Resistenza, divenne membro del Comitato di Liberazione Nazionale e nel 1945 venne fatto il suo nome per trattare la resa della Questura di Como.

Dopo la Guerra fu eletto consigliere nazionale della Democrazia Cristiana e iniziò una rapida ascesa politica. Nel 1948 venne eletto senatore nel Collegio di Cantù, venendo confermato alle elezioni del 1953 e del 1958.

Nel 1957, durante il Governo presieduto da Adone Zoli, fu nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Fu nominato sottosegretario al ministero di Grazia e Giustizia nei gabinetti Fanfani (II), Segni (II) e Tambroni. Inoltre divenne ministro delle Poste e Telecomunicazioni nei governi Fanfani III e Fanfani IV.

La legge sul contrabbando Si dedicò con impegno a limitare l’uso delle armi da parte delle forze dell'ordine nella lotta al contrabbando. In quanto avvocato, Spallino conosceva tante storie di contrabbandieri: gli capitava spesso di assumerne la difesa e, se il processo non andava a buon fine, aiutava le famiglie dei condannati inviando loro denaro. Nel 1958, dopo diversi tentativi, riuscì a far approvare la legge sul contrabbando. Da allora non si poté più sparare ai contrabbandieri con licenza di uccidere.

Il caso del "Gronchi rosa" Toccò a Spallino, da ministro, disporre il ritiro del cosiddetto “Gronchi rosa”, il celebre francobollo italiano emesso con un disegno sbagliato il 3 aprile 1961 e a causa del quale si rischiò un incidente diplomatico con il Perù. L’emissione filatelica era stata autorizzata per celebrare la visita del presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi in Argentina, Uruguay e Perù. Dopo la scoperta dell’errore, Spallino sospese con telegramma urgente la vendita del francobollo.

Vita privata Era sposato con Linda Fogliani ed ebbe due figli: Antonio, atleta olimpico e sindaco di Como, e Angelo.

La morte Morì in un tragico incidente stradale, mentre era in carica da ministro il 27 maggio 1962.

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