La sonata per pianoforte n. 30 è la terzultima delle 32 composte da Beethoven; vide la luce nel 1819-1820, in un periodo libero da altre commissioni ma i cui sforzi erano rivolti principalmente per la creazione della Messa Solenne Op. 123. Il 31 maggio 1820 si impegnò con l'editore Schlesinger a consegnare tre sonate entro tre mesi. Tuttavia in autunno soltanto l'Op. 109 era terminata; per le future Op. 110 e Op. 111 dovrà attendere più di un anno.

Struttura

La sonata n. 30 è suddivisa nei seguenti 3 movimenti:

Vivace ma non troppo Prestissimo (in Mi minore) Gesangvoll, mit innigster Empfindung. Andante molto cantabile ed espressivo [Pieno di canto, con il più intimo sentimento]

I primi due sono di proporzioni assai ridotte. Il Vivace ma non troppo apre l'opera con uno stile apparentemente simile ad un'improvvisazione musicale; segue il conciso Prestissimo, in forma sonata come il precedente ma dal carattere «spettrale e carico di demoniaca energia», secondo l'opinione di Walter Riezler.

Il terzo movimento (il cui titolo è in tedesco - come avvenuto nelle precedenti sonate Op. 90 e Op. 101 - è un tema (Andante molto cantabile ed espressivo) con sei variazioni: Variazione I: Molto espressivo; Variazione II: Leggermente; Variazione III: Allegro vivace; Variazione IV: Etwas langsamer als das Thema [Un poco più lento del tema]; Variazione V: Allegro ma non troppo; Variazione VI.

All'ultima variazione segue immediatamente il ritorno del tema iniziale originario, con il quale si conclude la sonata.

Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sonata ha come metro due quarti (con alcune parti in tre quarti) nella tonalità di base di mi maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Vivace, ma non troppo” e “Adagio espressivo” in alcune zone centrali del movimento. La struttura formale può essere interpretata come quella di una semplice forma-sonata. con le tre classiche parti: Esposizione (misure 1-16) - Sviluppo (misure 17-54) - Ripresa (misure 54-67) con Coda finale (misure 67-102). In realtà la forma di questo primo tempo ha dato luogo ad un certo dibattito tra i vari commentatori musicali. Innanzitutto il movimento è molto breve (non più di 4 minuti) per poter sviluppare compiutamente e con un certo approfondimento la struttura della forma-sonata (Charles Rosen lo definisce "estremamente compresso".); ma soprattutto è difficile stabilire quale sia il secondo tema. Wilhelm von Lenz (Riga, 1808 - Pietroburgo, 1883), uno dei primi studiosi della musica di Beethoven, dà un giudizio non molto favorevole: "È molto se questo primo pezzo con i due Adagi può passare per un preambolo di un'improvvisazione".. Per alcuni lAdagio espressivo è considerato come secondo tema; mentre per altri, in realtà, non vi è una vera e propria seconda idea. Anche se in questo primo tempo è evidente il collegamento alla "forma-sonata", della quale si possono individuare le seguenti sezioni: un primo tema, un contrasto (l'Adagio espressivo), lo sviluppo e ripresa, tuttavia è innegabile che queste parti sono "l'espressione di uno stato d'animo che non si piega alle volute limitazioni formali"..

LEsposizione inizia senza preamboli con il primo tema, molto lirico e costruito liberamente. La melodia è "portata da ambedue le mani data la distribuzione tra di esse degli accordi spezzati". Il tema vero e proprio è comunque "nascosto" nelle semiminime della voce superiore: la mano destra in effetti suona due voci. In brevissimo spazio (da misura 1 a misura 9) l'armonia dalla tonica (mi maggiore) modula alla dominante (si maggiore) e nel contempo si chiude l'arco espressivo del tema.[batt. 1-9]

Un accordo di fa diesis maggiore (dominante della dominante) prepara l'entrata della frase seguente nell'armonia della dominante (si maggiore). Cambia il metro in tre quarti e l'indicazione agogica (o tempo) è “Adagio espressivo”. Questa seconda parte (normalmente assegnata ad un secondo tema alla dominante) è interpretata variamente: come una divagazione., come avente il carattere di una "libera fantasia", o semplicemente come il "secondo gruppo di temi". La prima cosa ad essere notata è la semplicità elementare del primo tema (interrotto però bruscamente) "contrapposta ad una profonda e appassionata sensibilità drammatica dell'Adagio espressivo". In realtà "a dispetto dello stupefacente cambiamento del tempo... la linea superiore della fine del vivace trova continuazione in modo spontaneo e naturale nell'adagio che viene preparato in maniera convincente dal crescendo".. L'armonia dell'Adagio è cromatica e la dominante non viene affermata subito: a misura 11 raggiunge la relativa minore (do diesis minore), quindi con un primo slittamento armonico a misura 13 raggiunge il re diesis maggiore, mentre a misura 14, con un secondo slittamento armonico, raggiunge finalmente il si maggiore (dominante della tonalità di base).[batt. 10-14]

Ancora un cambio di metro (2/4 e "Tempo I°") e si "entra" a misura 17 nello Sviluppo. Questo è molto breve (una trentina di battute) ed elabora unicamente il tema principale, in modo tensivo, nella tonalità di si maggiore (dominante). Un culmine espressivo s'individua, a misura 35, determinato dagli forzando assegnati alla seconda parte della battuta. Un secondo culmine espressivo si individua a misura 50 (coda dello sviluppo prima della ripresa) dove il basso scende da mi a mi con una nuova figurazione. [batt. 50-59]

La Ripresa del tema principale alla tonica (mi maggiore) è molto breve (da misura 54 a misura 59). La fusione della ripresa con lo sviluppo è tale che il ritorno del tema principale passa quasi inosservato. La ripresa del secondo tema inizia alla tonica come prevedono le norme della forma-sonata, ma dopo tre misure un cambio dell'armatura di chiave modula al do maggiore e un'acme espressiva viene raggiunta a misura 64 su un accordo di do maggiore in fortissimo. Quindi alla misura successiva si rientra nella tonica e con un ritardando si chiude il secondo tema.

Con la Coda (a misura 69) si ritorna al tema principale, questa volta sviluppato in modo distensivo. Notevoli sono "una dozzina di battute (78 - 88) con una semplicissima successione di accordi, cantabile, come un inno"..

Schema riassuntivo ParteSezioneGradoTonalitàBattute:da-aEsposizione Tema principaleI (tonica)mi magg.1 – 9 Secondo temaV (dominante)si magg.10 - 16 Sviluppo(Tema principale) V (dominante) => I (tonica)si magg. => mi magg.17 - 54Ripresa Tema principaleI (tonica)mi magg.54 - 59 Secondo tema=> I (tonica)=> mi magg.60 - 68 Coda(Tema principale) I (tonica)mi magg.68 - 102

Analisi del Secondo movimento Il Secondo movimento della sonata ha come metro sei ottavi nella tonalità di base di mi minore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Prestissimo”. La struttura formale è quella di uno scherzo in forma-sonata.. Si tratta di "Prestissimo vivace e impetuoso dal carattere chiaramente beethoveniano".

NellEsposizione inizia subito il Primo tema nella tonalità di mi minore (la tonica per questo movimento). Questo consiste in 8 misure divise su 2 semifrasi simmetriche di 4 misure ciascuna (domanda - risposta): la prima semifrase inizia sulla tonica (mi minore) e termina sulla dominante (si maggiore), la seconda semifrase inizia sulla sottodominante (la minore) per poter chiudere sulla tonica (mi minore è anche la dominante di la minore). Interessante è il marcato rilievo tematico del basso che fornirà il materiale per il successivo sviluppo. Inoltre un certo parallelismso si può trovare tra la figurazione delle prime due battute del tema e la scala discendente del basso (da mi a mi) che preparava l'avvio (battute 50 - 54) della ripresa del movimento precedente, unificando così i due movimenti.. [batt. 1-8]

La chiusura del tema (o codetta) si sviluppa da misura 9 a misura 20 sulla tonica. Sono 16 misure nelle quali viene presentata per quattro volte una delle due semifrasi variamente elaborata su un continuo pedale di dominante. Il Secondo tema, derivato chiaramente dal primo (battute 3 - 4), inizia prima con un unisono tra le due mani (una specie di introduzione), proseguendo poi con la stessa voce in contrappunto. La tonalità è quella della dominante (si minore) disturbata da alcuni cromatismi in progressione. [batt. 25-31]

Nella parte finale (da misura 57) un contrappunto doppio all'ottava chiude l'esposizione. Per quattro misure la mano destra suona una scala ascendente, mentre la sinistra un motivo di semiminime discendenti; le due mani partendo dalla zona centrale della tastiera, raggiungono così gli estremi rispettivamente acuto e grave. A battuta 61 le due mani si scambiano i temi e ritornano così nella zona centrale della tastiera. L'ambiente armonico è la dominante della dominante (fa diesis maggiore). [batt. 57-64]

Lo Sviluppo (a misura 66) inizia sull'inciso iniziale del tema principale (la terzina di crome della prima battute del tema) su un pedale di dominante (si). Da notare il concatenamento della conclusione dell'esposizione con la sezione dello sviluppo: "la fine dell'una si sovrappone all'inizio dell'altra". A misura 70 lo sviluppo continua con un canone rigoroso a due voci (tra soprano e contralto).. [batt. 66-73]

Nella parte finale dello sviluppo notevole è il movimento ascendente del basso: da do a la (misure 83 - 88), da si a re diesis (misure 89 - 92) e da mi fino al fa diesis (misure 93 - 96). Il fa diesis non è altro che la dominante della dominante (fa diesis è la dominante di si che è la dominante di mi - tonica). I tre accordi conclusivi di questa fase (misure 102 - 104) sviluppano questo concetto armonico e preparano quindi il ritorno del tema principale alla tonica (mi minore).

La Ricapitolazione inizia a misura 105 con il tema principale alla tonica, prosegue a misura 121 con il secondo tema alla tonica e termina con una Coda finale sulla dominante e da misura 167 alla fine con una classica cadenza dominante-tonica.

Schema riassuntivo ParteSezioneSottosezioneGradoTonalitàBattute:da-aEsposizione Tema principale Prima semifrase I (tonica) => V (dominante)mi minore => si maggiore1 – 4 Seconda semifrase IV (sottodominante) => I (tonica)la minore => mi minore5 - 8 Codetta del tema V (dominante) => I (tonica)la minore => mi minore9 - 24 Secondo tema Quattro misure introduttive V (dominante) si maggiore25 - 28 Tema in contrappunto V (dominante) si maggiore28 - 32 Codetta del tema V (dominante) si maggiore33 - 56 Codetta dell'esposizioneContrappunto doppio II (sopratonica) fa # maggiore57 - 65 SviluppoTema principale V (dominante)si maggiore66 - 104Ripresa Tema principale Prima semifrase I (tonica) => V (dominante)mi minore => si maggiore105 - 108 Seconda semifrase IV (sottodominante) => I (tonica)la minore => mi minore109 - 112 Codetta del tema V (dominante) => I (tonica)la minore => mi minore113 - 119 Secondo tema Quattro misure introduttive I (tonica) mi minore120 - 123 Tema in contrappunto I (tonica) mi minore124 - 131 Codetta del tema I (tonica) mi minore132 - 157 Codetta della ripresaContrappunto doppio V (dominante) si maggiore158 - 166 Coda finale(accordi) I (tonica)mi minore167 - 177

Analisi del Terzo movimento Il Terzo movimento della sonata ha come metro tre quarti nella tonalità di base di mi maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Andante molto cantabile ed espressivo”. La struttura formale è quella di un tema con sei variazioni.

Tema