La 33ª America's Cup si è svolta a Valencia, in Spagna, dall'8 al 14 febbraio 2010 con una serie al meglio delle tre regate, inizialmente programmate rispettivamente l'8, il 10 ed eventualmente il 12 febbraio, in una sfida a due su multiscafi tra il catamarano Alinghi 5 del Defender e il trimarano USA 17 di , vinta da quest'ultimo col punteggio di 2-0. Le dispute legali Questa edizione di questa manifestazione a causa delle numerose dispute legali, con lo scopo di difendere i principi sanciti dal Deed of Gift. Un'analoga sequenza di eventi si verificò anche in occasione della XXVII edizione (1988), quando i neozelandesi con KZ1 sfidarono gli Stati Uniti di US 1 Stars & Stripes 88. Curiosamente, anche all'epoca il defender statunitense scese in acqua con un catamarano prevalendo nettamente sul monoscafo presentato dallo sfidante, mentre in questa edizione è stato utilizzato anche un trimarano, prima volta nell'America's Cup.

Il confronto legale ha visto come protagonisti il sindacato svizzero (di Ernesto Bertarelli) in rappresentanza della Société nautique de Genève (SNG), defender della coppa in quanto vincitore della precedente edizione, e (di Larry Ellison), in rappresentanza del Golden Gate Yacht Club (GGYC) di San Francisco. Quest'ultimo originariamente contestava la designazione, fatta dal defender, del Club Náutico Español de Vela (CNEV) come Challenger of Record, ovvero sindacato rappresentante di tutti gli sfidanti, ottenendo ragione dopo un lungo processo svoltosi presso le istanze della Corte Suprema dello Stato di New York, cui fanno riferimento tutte le dispute legali riguardanti l'America's Cup. Tuttavia, l'estrema conflittualità venutasi a creare sin dall'inizio tra i due sindacati ha dato luogo ad una serie di ulteriori dispute, per un totale di nove cause legali, su molteplici motivi, spesso addentrandosi nei minimi dettagli tecnici e appigliandosi a interpretazioni più o meno letterali del Deed of Gift; anche tali cause sono state dibattute presso la Suprema Corte dello Stato di New York, con giudizi favorevoli di volta in volta a ognuna delle due parti e ribaltamenti di precedenti decisioni.

Il Challenger of Record Le scelte della SNG e la protesta del GGYC Il 5 luglio 2007, appena due giorni dopo la conclusione della XXXII America's Cup con la vittoria di su , in una conferenza stampa a Valencia la SNG presentò il "Protocollo per la XXXIII America's Cup", col quale: vennero stabilite le regole principali; venne introdotta una nuova Classe, che comprendeva barche più grandi (90 piedi fuori tutto) rispetto a quelle precedenti, con più di 20 uomini di equipaggio; venne dato all'America's Cup Management (ACM)Ditta creata dalla Société nautique de Genève per organizzare l'edizione 2007 il compito di organizzare la competizione; venne stabilito che entro il 31 dicembre 2007 sarebbero stati fissati il luogo, la data e regole della competizione; venne stabilito che la sfida si sarebbe dovuta svolgere non prima del 2009 ed entro il 2011.

Il 25 luglio in conferenza stampa vennero annunciati il luogo e la data: Valencia, come per la precedente, tra maggio e luglio 2009. Si preannunciò anche l'organizzazione, per il 2008, degli atti preparatori che si sarebbero svolti a Valencia e in un'altra località europea. La definizione delle nuove regole (tra cui quelle per la nuova classe) venne invece rinviata al mese di ottobre. Queste decisioni scatenarono aspre polemiche, in quanto si accusò la SNG di volersi dedicare alla progettazione delle nuove barche con un anticipo di alcuni mesi rispetto agli equipaggi sfidanti, un consistente vantaggio per il Defender, ancor più rilevante tenendo conto del tempo, relativamente ridotto, per la preparazione alla nuova edizione (2 anni anziché gli abituali 3-5). Una delle voci critiche più autorevoli in questo senso è stata quella del patron di , Vincenzo Onorato, che si dichiarò subito contrario al nuovo format, posizione ribadita in una lettera del 27 marzo 2008. Su tali basi, diversi sindacati giunsero poi a citare in giudizio la SNG davanti al tribunale di New York, ma i loro procedimenti vennero ben presto completamente oscurati dalla guerra legale tra SNG e GGYC.

Nonostante le polemiche, il protocollo venne firmato congiuntamente dalla SNG e dal Club Náutico Español de Vela (CNEV), che fu scelto contestualmente come Challenger of record. Nel corso del 2007 l'America's Cup Management raccolse le sfide di sette sindacati: , Club Náutico Español de Vela (Challenger of Record) , Royal Cape Yacht Club , Royal Thames Yacht Club , Royal New Zealand Yacht Squadron , Deutscher Challenger Yacht Club , Real Club Náutico de Dénia , Yacht Club de Saint-TropezIl sindacato, ufficialmente iscritto, inizialmente aveva preferito rimanere nell'anonimato in attesa di avere chiarezza dall'esito della vicenda giudiziaria tra e

La scelta del CNEV come Challenger of Record venne contestata dal Golden Gate Yacht Club già l'11 luglio 2007 in una lettera alla Société nautique de Genève, nella quale veniva espressamente minacciato il ricorso alle vie legali nel caso in cui gli svizzeri non avessero mutato posizione. Inoltre, il GGYC si spinse a dichiarare che, qualora avesse prevalso nella disputa legale, avrebbe costretto il Defender ad una sfida a due, escludendo così tutti gli altri challenger, da effettuarsi in un'unica regata il 4 luglio 2008 su imbarcazioni multiscafo lunghe e larghe novanta piedi (circa 27,40 metri).

La contestazione del GGYC si basava su un'interpretazione estremamente rigida (e controversa, come dimostreranno gli eventi successivi) del Deed of Gift, secondo cui una sfida, per essere regolare, deve provenire da uno yacht club che organizza almeno una regata ogni anno. Siccome il CNEV era uno yacht club di nuova formazione (era stato creato dalla federazione spagnola di vela appositamente per competere nell'America's Cup), esso non aveva mai organizzato una regata, ragion per cui la sua sfida – e quindi il ruolo di Challenger of Record – era illegittima.

Inizialmente, tale azione puntava solamente a costringere la SNG a ritirare il protocollo appena emesso e adottarne uno simile a quello dell'edizione precedente anche per la XXXIII America's Cup – una posizione condivisa da molti altri sfidanti – ma col passare del tempo le parti si sono irrigidite sulle loro posizioni, portando così la faccenda dinanzi alla prima istanza della Suprema Corte di New York, nella persona del giudice Herman Cahn (22 ottobre 2007).

Nel frattempo, il 7 settembre Tom Schnackenberg venne designato consulente tecnico incaricato dello sviluppo della nuova classe, e come tale ha avuto il compito, dal 15 settembre al 31 ottobre 2007, di redigere le nuove regole di classe insieme ai team che avevano già ufficializzato la loro sfida.

Infine, il 31 ottobre l'ACM pubblicò le nuove regole di classe, definita AC90. La novità principale consisteva nel cambio di stazza delle imbarcazioni: era previsto l'utilizzo di monoscafi di 90 piedi con un pescaggio di 6.5 metri e un dislocamento di 23 tonnellate. In seguito, nel pieno delle dispute legali, lo stesso Ernesto Bertarelli confessò di aver commesso un errore nell'agire con eccessiva precipitazione, giudicando inopportuno l'aver deciso così tanti cambiamenti in un lasso di tempo troppo breve.

Prima sentenza favorevole al GGYC Prima ancora che venisse emessa una sentenza, il 3 ottobre 2007 l'ACM, annunciò di valutare la possibilità di rinviare l'evento a causa del ritardo provocato dalla disputa legale. Tale rinvio a data da destinarsi divenne ufficiale il 22 novembre 2007. Cinque giorni dopo, dopo circa un mese di dibattimento e consultazione, il giudice di prima istanza Herman Cahn della Corte Suprema di New York si espresse a favore del GGYC, dichiarando nulla la nomina del CNEV come Challenger of Record e ordinando alla SNG di trovare un accordo con gli statunitensi per l'organizzazione della manifestazione.

La SNG si è subito rifiutata di accettare il GGYC come Challenger of Record. In prima istanza, essa cercò di aggirare la sentenza sfavorevole del 27 novembre 2007, asserendo in un documentato memoriale che anche la sfida del GGYC era irregolare e quindi la posizione di Challenger of Record doveva spettare al sindacato sudafricano , capitanato da Salvatore Sarno, in quanto secondo sindacato in ordine di tempo ad aver lanciato la sfida al Defender svizzero. Il reclamo della SNG si basava sulle parole usate dallo stesso GGYC nella lettera dell'11 luglio, in cui le barche da impiegare nella sfida a due erano definite “imbarcazioni a chiglia (in inglese keelboat) multiscafo”: tale espressione, secondo la SNG, era una contraddizione in termini, in quanto una barca a chiglia deve essere per forza un monoscafo. Malgrado tale tesi fosse supportata da autorevoli pareri, fra cui quello di Jerome Pels, segretario generale dell'ISAF, il 18 marzo 2008 ancora il giudice Cahn respinse il ricorso della SNG, confermando la precedente decisione.

L'appello: il CNEV torna Challenger of Record La SNG però non si arrese, e stavolta impugnò direttamente la sentenza del 27 novembre 2007 innanzi alla Divisione d'Appello della Suprema Corte di New York, la quale, al termine di un aspro dibattimento, il 29 luglio 2008 a sorpresa ribaltò il giudizio di primo grado, dando ragione alla SNG e reintegrando il CNEV come Challenger of Record. Alla base di questa decisione, presa col minimo scarto (3-2 nel collegio giudicante), stava la considerazione che le esatte parole del Deed of Gift in merito all'organizzazione di una regata all'anno da parte dei sindacati sfidanti (più in particolare, il significato della parola “tenere” una regata) erano ambigue: per l'Arbitration Panel, infatti, questa regata può essere organizzata anche dopo aver lanciato una sfida al Defender.

La SNG non perse tempo e come se nulla fosse accaduto riprese l'organizzazione della coppa da dove l'aveva lasciata, riaprendo le liste d'iscrizione di nuovi challenger e fissando nel 15 dicembre 2008 il termine ultimo per la presentazione delle sfide. Contemporaneamente, la SNG cercò di venire incontro al GGYC e altri sindacati “ribelli” (fra cui e ), apportando alcune modifiche al protocollo originario e avviando trattative dirette coi singoli challenger. Questa fase conciliatoria ebbe il suo apice nell'incontro del 28 settembre 2008 in California, tra Ernesto Bertarelli e Larry Ellison, che portò ad un ammorbidimento delle parti, e in un primo momento sembrava poter sfociare in un accordo generale: infatti il 29 ottobre si ritirò dalla causa avanzata presso il tribunale di New York contro la SNG. Il giorno seguente il Defender e undici challenger, riuniti nella sede della SNG a Ginevra, invitarono il GGYC a ritirare la causa legale e unirsi a loro nell'organizzazione dell'evento.

Pertanto, il 18 dicembre 2008, l'America's Cup Management (ACM) comunicò la lista definitiva dei challenger iscritti alla XXXIII America's Cup. Essa comprendeva 18 sindacati, di cui ben un terzo aventi base in Italia, record nella storia di questa competizione. In ordine di iscrizione, i sindacati erano: , Société nautique de Genève (Defender) , Club Náutico Español de Vela (Challenger of Record) , Royal Cape Yacht Club , Royal Thames Yacht Club , Royal New Zealand Yacht Squadron , Deutscher Challenger Yacht Club , Circolo Vela Gargnano , Real Club Náutico de Dénia , Gamla Stans Yacht Skällskap , Club Nautico Gaeta , Reale Yacht Club Canottieri Savoia , Yacht Club de Saint-Tropez , Yacht Club Punta Ala , Yacht Club Seven Feet , Società Canottieri Lecco , Cercle de la Voile de Paris , N.O.K. Poseidon - Nautical Club of Kalamata , Circolo della Vela Muggia , Qingdao International Yacht Club

Il 20 dicembre 2008 venne pubblicato un nuovo protocollo, emanato in seguito agli accordi del Competitor meeting, disponibile sia nella versione che evidenzia gli emendamenti modificati sia nella versione definitiva.