Fondatore dei due principali partiti del centro-destra francese, il Raggruppamento per la Repubblica e l'Unione per un Movimento Popolare, all'interno delle istituzioni francesi è stato primo ministro dal 1974 al 1976 con Valéry Giscard d'Estaing e dal 1986 al 1988 con François Mitterrand e sindaco di Parigi dal 1977 al 1995.
Nel 1981 e nel 1988 si candidò alla presidenza senza successo per il partito da lui fondato e guidato, il Raggruppamento per la Repubblica. Le politiche interne di Chirac inizialmente includevano aliquote fiscali più basse, la rimozione dei controlli sui prezzi, forti pene per la criminalità e il terrorismo e la privatizzazione delle imprese.
Dopo aver perseguito queste politiche nel suo secondo mandato come primo ministro, ha cambiato opinione. Le politiche economiche di Chirac, basate sul dirigismo, che consentivano investimenti diretti da parte dello stato, furono opposte alle politiche del laissez-faire del Regno Unito sotto i governi di Margaret Thatcher e John Major, le quali furono definite da Chirac come "ultraliberalismo anglosassone".
Nel 1995 è stato eletto ventiduesimo presidente della Repubblica francese e ha nominato primi ministri Alain Juppé e, durante la cohabitation, Lionel Jospin. Rieletto nel 2002, ha nominato primi ministri Jean-Pierre Raffarin e Dominique de Villepin. Dal momento che durante la sua seconda presidenza viene ridotto il mandato presidenziale a cinque anni, rimane presidente fino al 2007. È stato Protocanonico d'onore dell'Arcibasilica Lateranense.
In qualità di ex presidente, è stato membro di diritto del Consiglio costituzionale, anche se dal 2011 non ha partecipato più alle riunioni. Nel 2011 il tribunale di Parigi ha dichiarato Chirac colpevole di aver deviato fondi pubblici e abusato della fiducia pubblica, concedendogli una pena detentiva con sospensione di due anni.
Divenne noto per essersi opposto all'invasione dell'Iraq a guida americana, riconobbe il ruolo del governo collaborazionista francese nella deportazione degli ebrei e promosse la riduzione del mandato presidenziale da 7 a 5 anni attraverso un referendum nel 2000. Fu l'ultimo presidente ad essere rieletto fino al 2022.
Biografia Famiglia e studi Nato nel V arrondissement di Parigi il 29 novembre 1932, Chirac era di origini borghesi: suo padre Abel François Chirac (1898-1968) era un funzionario di banca e sua madre Marie-Louise Valette (1902-1973) era la figlia di un istitutore di Sainte-Féréole.
Nel 1950 lascia la famiglia e s'imbarca a Dunkerque come mozzo su un cargo verso gli Stati Uniti. Lì fa il lavapiatti ad Harvard, la guardia del corpo di una signora anziana e ricca e poi è fidanzato della figlia di un importante imprenditore del cotone della Carolina del Sud.
Nel 1951 torna a Parigi e frequenta l'Institut d'études politiques e nel 1954 entra nell'École nationale d'administration. Nel 1956 presta il servizio militare in Algeria, sottotenente del 6º reggimento degli Chasseurs d'Afrique. Entra a far parte della Corte dei conti.
Primo ministro e sindaco di Parigi Esordio in politica Dopo aver assunto posizioni vicine alla sinistra francese negli anni Cinquanta, aderisce al gollismo.
Nel 1965 viene eletto consigliere municipale di Sainte-Féréole, piccolo comune del dipartimento della Corrèze.
Viene eletto deputato all'Assemblée nationale per la prima volta nel 1967 e in seguito costantemente rieletto; dal 1968 al 1971 è segretario di Stato, al Lavoro e poi all'Economia e finanze, e dal 1971 al 1974 ministro per i rapporti con il parlamento, dell'agricoltura e dell'interno. È anche presidente del consiglio generale della Corrèze dal 1970 al 1979. Fedelissimo di Georges Pompidou, è anche l'uomo di fiducia di Marie-France Garaud e di Pierre Juillet, membri influenti dell'entourage dello scomparso presidente della Repubblica e accaniti avversari del gollismo riformista di Jacques Chaban-Delmas.
Primo ministro di Giscard Alle elezioni presidenziali francesi del 1974 volta le spalle al candidato ufficiale del movimento gollista Jacques Chaban-Delmas e si schiera apertamente con quello liberale Valéry Giscard d'Estaing. Una volta eletto, battendo il socialista François Mitterrand al secondo turno, Giscard si sdebita nominando Chirac primo ministro.
Fondatore del Rassemblement
Dimessosi da primo ministro nell'agosto 1976 a causa di forti dissensi con il capo dello Stato, scatena una guerra senza quartiere contro Giscard e il primo ministro Raymond Barre.
Il 5 dicembre 1976 rifonda il partito gollista, emarginando i capi storici del movimento e costituendo il Raggruppamento per la Repubblica (di cui sarà presidente fino al 1994), sostenendo una politica basata sul rispetto della sovranità e l'indipendenza della nazione.
Sindaco di Parigi
Nel 1977, essendo stata ripristinata dopo un secolo di amministrazione prefettizia la carica di sindaco di Parigi, Chirac decide di presentarsi contro il candidato di Giscard Michel d'Ornano e viene eletto. È riconfermato sindaco di Parigi nel 1983 e 1989, rimanendo in carica fino al 1995. Visti i poteri e i mezzi economici sterminati di cui gode il primo cittadino della capitale - funzione ulteriormente rafforzata dalle leggi Defferre del 1982 e 1983 sul decentramento amministrativo - Jacques Chirac dispone di una potente macchina da guerra che gli sarà utilissima nella sua lenta ma fortunata scalata all'Eliseo.
Appena insediatosi all'Hôtel de Ville, Chirac mette a segno due operazioni destinate a lasciare una traccia indelebile sul volto della città: la sistemazione della vasta area delle Halles e il primo piano regolatore di Parigi. Se il primo progetto è incontestabilmente un errore urbanistico e uno scivolone estetico,Il centro commerciale sotterraneo (il Forum des Halles) con i manufatti in vetro-cemento eretti al di sopra della piastra che lo ricopre sono destinati a scomparire in base al piano messo a punto nel 2008 su iniziativa del sindaco Bertrand Delanoë. il secondo ribadisce la politica smaccatamente in favore dell'auto privata perseguita durante la precedente gestione prefettizia della città.
Tra gli interventi pianificati o realizzati nel corso degli ultimi anni del suo mandato spiccano Paris Seine Gauche, il nuovo quartiere direzionale a Tolbiac e la risistemazione dell'Avenue des Champs-Élysées. Chirac dà il via anche a una serie di importanti iniziative volte a incrementare l'attività culturale della città come, ad esempio, grandi mostre, spettacoli, concerti, eccetera. Durante il suo mandato, la stagione del Théâtre du Châtelet è portata al livello di quella di un vero e proprio teatro dell'opera, entrando in concorrenza con l'Opéra National de Paris, che dipende dal ministero della Cultura, retto dal 1981 al 1986 e dal 1988 al 1993 dal socialista Jack Lang.
Il dirimpettaio Théâtre de la Ville, opportunatamente ristrutturato, diventa il tempio della danza contemporanea. Il Palais de Tokio è adibito a sede di mostre di arte moderna, in competizione con il Centro Georges Pompidou. Sono inaugurate numerose biblioteche comunali e una grande mediateca alle Halles.
Candidato alle presidenziali del 1981
Nel dicembre 1978, a pochi mesi dalle elezioni europee, lancia un appello (il cosiddetto appello di Cochin, dal nome dell'ospedale parigino in cui è ricoverato per i postumi di un incidente stradale). Si tratta di un virulento attacco alle istituzioni europee che, oltre a chiamare in causa indirettamente Giscard, rappresenta una notevole evoluzione in senso conservatore e nazionalista della sua linea politica.
Gli ispiratori sono Garaud e Juillet, che tramano nell'ombra ai danni del presidente della Repubblica.In seguito, Chirac sosterrà di essere stato indotto a firmare il proclama quando era ancora sotto l'effetto dell'anestesia. Ma questa presa di posizione, troppo radicale, ha solo l'effetto di disorientare gli elettori: alle europee del 1979 il RPR avrà solo il 16% dei voti, creando malcontento nel partito neo-gollista. Decide quindi di disfarsi della coppia Garaud-Juillet e la sua linea politica vira dalla destra al centro dello scacchiere politico.In quegli anni, fra i suoi consiglieri incomincia ad assumere un ruolo sempre più rilevante Édouard Balladur. Prosegue, intanto, la sua lotta senza quartiere contro Giscard.
Alla fine del 1980 incontra segretamente François Mitterrand per concordare una strategia comune ai danni del presidente uscente. Si candida quindi alle elezioni presidenziali del 1981, arrivando terzo al primo turno con il 17,9% dei voti. Escluso dal ballottaggio, fa in televisione una dichiarazione di voto a favore di Giscard, ma il tono è di una tale freddezza da indurre nell'entourage del presidente della Repubblica uscente la convinzione che Chirac si sta adoperando sottobanco per far eleggere il socialista François Mitterrand.
Primo ministro di Mitterrand Eletto Mitterrand presidente della Repubblica, dal 1981 Chirac diventa il capofila naturale dell'opposizione di centrodestra, che alle elezioni legislative del 1986 riconquisterà la maggioranza all'Assemblée nationale. È così di nuovo primo ministro dal 1986 al 1988, in un governo di coabitazione con il presidente della Repubblica François Mitterrand (socialista). I rapporti fra i due saranno spesso sull'orlo della rottura e, come prevedibile, alle elezioni presidenziali del 1988 Chirac si presenta candidato contro Mitterrand.
Candidato alle presidenziali del 1988 Al primo turno, il 24 aprile, ottiene il 19,94% dei voti ed entra nel ballottaggio con François Mitterrand, che ha il 34,1%. Il secondo candidato del centrodestra Raymond Barre ha il 16,6% e invita i suoi lettori a votare al ballottaggio per Chirac. Questi al secondo turno, il 6 maggio, ha il 45,98% ed è quindi battuto dal presidente della Repubblica uscente.
Presidente della Repubblica Candidato alle presidenziali del 1995 Torna a essere la guida dell'opposizione di centrodestra, che alle elezioni del 1993 esce vittoriosa aggiudicandosi l'80% dei seggi dell'Assemblée nationale, lascia però che a guidare un governo di coalizione sia il collega di partito Édouard Balladur.
Alle elezioni presidenziali del 1995 è candidato per la terza volta, ma deve vedersela anche con un avversario della sua parte politica, lo stesso Balladur, che volendo monetizzare la popolarità conquistata in due anni di governo presenta la sua candidatura. La connotazione nettamente conservatrice della candidatura di Balladur induce Chirac a impostare la sua campagna puntando sul sociale (la lotta alla fracture sociale), fortemente ispirata da Philippe Séguin. Il primo ministro in carica non riesce a entrare nel ballottaggio e invita i suoi elettori a votare Chirac al secondo turno.Balladur sconterà la decisione di presentarsi con l'emarginazione politica per sé e (anche se di breve durata) per i suoi sostenitori all'interno del RPR, fra cui Nicolas Sarkozy. Al ballottaggio, con il 52,6%, Chirac riesce a battere il candidato socialista Lionel Jospin e viene eletto ventiduesimo presidente della Repubblica francese.
I primi atti