Anticipatore dell'idealismo, oggi è stato ampiamente rivalutato, tanto da essere considerato un precursore indiretto di Mach, Einstein e Bohr per la sua tesi sull'inesistenza della materia (come res extensa esterna alla mente) e sull'impossibilità di un tempo e uno spazio assoluti.
Questa dottrina fu esposta nel suo principale lavoro filosofico, Trattato sui principi della conoscenza umana (1710), anticipato dal Saggio su una nuova teoria della visione (1709) in cui avanzava la teoria secondo cui gli oggetti percepiti non sono materiali ma costituiti di luce e colore. Riscritto in forma di dialogo, fu ripubblicato col titolo Tre dialoghi tra Hylas e Philonous (1713).In questo libro, le opinioni del filosofo erano rappresentate da Philonous (dal greco: "amante della mente"), mentre Hylas ("hyle", greco: "materia") incarna gli oppositori del pensatore irlandese, in particolare John Locke.
Berkeley criticò inoltre la dottrina newtoniana di spazio, tempo e movimento assoluti nel De Motu (1721), mentre in Alcifrone (1732) svolgeva un'apologia cristiana in contrapposizione ai liberi pensatori, e nel 1734 con L'analistaː un discorso indirizzato ad un matematico infedele, una critica dei fondamenti del calcolo, influente nello sviluppo della matematica. Le sue critiche rivolte alla matematicaIn primis riguardo al concetto di numero infinito. e alla scienza sono fra le più controverse della storia della filosofia.
Biografia Berkeley nacque nella residenza della sua famiglia, il castello di Dysart nella contea di Kilkenny, in Irlanda, come primo figlio di William Berkeley, un figlio cadetto della nobile famiglia dei Berkeley. Poco si sa di sua madre. La sua educazione avvenne al Kilkenny College per proseguire poi al Trinity College di Dublino, dove ottenne l'elezione a "Scholar" nel 1702. Ottenne la laurea nel 1704 e completò una laurea magistrale nel 1707. Rimase al Trinity College dopo la sua laurea come tutor e docente di greco.
La sua prima pubblicazione riguardava la matematica, ma la prima che gli portò notorietà fu il suo Saggio su una nuova teoria della visione, pubblicato per la prima volta nel 1709. Nel saggio, Berkeley esamina la distanza visiva, la grandezza, la posizione e i problemi di vista e tatto. Mentre questa pubblicazione al tempo ebbe reazioni controverse, le sue conclusioni sono adesso accettate come parte della teoria dell'ottica.
La pubblicazione successiva fu, nel 1710, il Trattato sui principi della conoscenza umana, che ebbe grande successo e gli diede una reputazione permanente, anche se pochi accettarono la sua teoria che niente esista al di fuori dalla mente. Questo trattato fu seguito nel 1713 dai Tre dialoghi tra Hylas e Philonous, nei quali Berkeley propose il suo sistema filosofico, il principio primo del quale è che l'esistenza del mondo, così come rappresentato dai nostri sensi, dipenda dall'essere percepito.
Di questa teoria, i Principi danno un'esposizione, i Dialoghi una difesa. Uno dei suoi obiettivi principali era quello di combattere la prevalenza del materialismo nel suo tempo. La teoria fu largamente ridicolizzata, e anche studiosi come Samuel Clarke e William Whiston, che avevano riconosciuto il suo genio straordinario, erano tuttavia convinti che i suoi primi principi fossero falsi.
I viaggi in Inghilterra ed Europa Poco dopo Berkeley visitò l'Inghilterra e fu ricevuto nel circolo di Addison, Pope e Steele. Nel periodo tra il 1714 e il 1720, intervallò i suoi sforzi accademici a periodi di estesi viaggi in Europa, tra cui uno dei più grandi tour dell'Italia mai intrapresi. Nel 1721 prese gli ordini sacri nella Chiesa di Irlanda, ricevendo un dottorato in un alto grado accademico di teologia (divinity), e nuovamente scelse di rimanere al Trinity College di Dublino, insegnando questa volta teologia ed ebraico. Nel 1721/1722 fu fatto decano di Dromore e, nel 1724, decano di Derry.
Nel 1723, a seguito della sua violenta lite con Jonathan Swift, che era stato uno dei suoi amici intimi per molti anni, Esther Vanhomrig (per cui Swift aveva creato il soprannome "Vanessa") nominò Berkeley come suo erede insieme all'avvocato Robert Marshall; la sua scelta di testamento causò sorpresa dato che ella non conosceva bene nessuno dei due, anche se Berkeley da molto giovane aveva conosciuto suo padre. Swift disse generosamente che non avrebbe portato rancore a Berkeley per la sua eredità, gran parte della quale fu in ogni caso vanificata in una causa legale. È probabilmente falsa una storia che circola sul fatto che Berkeley e Marshall avrebbero ignorato una condizione dell'eredità che li obbligava a pubblicare la corrispondenza tra Swift e Vanessa.
In America Dopo gli anni trascorsi in studi e viaggi in Europa, egli concepì il proposito di evangelizzare e civilizzare i «selvaggi» d'America. Così dopo il 1725 intraprese il progetto di fondare un college alle Bermude per la formazione dei ministri e dei missionari nella colonia, per il perseguimento del quale rinunciò al suo lauto stipendio. Si fermò nel Rhode Island attendendo inutilmente i sussidi promessigli fino al 1731.
Nel 1728 intanto sposò Anne Forster, figlia di John Forster, giudice capo delle cause civili irlandesi, e della sua prima moglie Rebecca Monck. Stabilitosi vicino a Newport, comprò una piantagione a Middletown, la famosa «Whitehall». Acquistò diversi schiavi per farli lavorare nella piantagione. È stato affermato che «egli introdusse il palladianesimo in America prendendo un disegno di William Kent chiamato Progetti di Inigo Jones per la porta di ingresso della sua casa nel Rhode Island, a Whitehall».
Portò anche nella Nuova Inghilterra John Smilbert, l'artista inglese da lui «scoperto» in Italia, generalmente insignito del titolo di padre fondatore del ritratto americano. Nel frattempo, Berkeley disegnò progetti per la città ideale che voleva costruire alle Bermude.E. Chaney, "George Berkeley's Grand Tours",Evolution of the Grand Tour, p. 324 Visse nella piantagione mentre cercava i fondi per costruire il suo college. I fondi però non arrivarono. «Dopo aver deciso di ritirarsi da Londra, l'opposizione si rafforzò e il primo ministro Walpole diventò più scettico e indifferente. Alla fine divenne chiaro che la concessione essenziale del Parlamento non sarebbe stata prossima»Geoffrey J. Warnock, Introduzione a George Berkeley, A Treatise Concerning the Principles of Human Knowledge, Open Court La Salle, 1986, p. 9. e nel 1732 lasciò l'America e ritornò a Londra. In questo periodo compose lAlcifrone, un dialogo polemico contro i liberi pensatori dell'epoca. Lui e Anne ebbero quattro figli che sopravvissero all'infanzia: Henry, George, William e Julia, e almeno altri due figli morirono da infanti. La morte di William nel 1751 fu una grande causa di dolore per il padre.
Episcopato in Irlanda Berkeley fu nominato vescovo di Cloyne nella Chiesa di Irlanda il 18 gennaio 1734. Venne consacrato tale il 19 maggio 1734. Rimase vescovo di Cloyne fino alla sua morte il 14 gennaio 1753, anche se morì a Oxford (vedi sotto).
Durante la sua permanenza in Saville Street a Londra, prese parte agli sforzi di costruire una casa per i bambini abbandonati della città. Il Foundling Hospital fu fondato tramite la Royal Charter nel 1739 e Berkeley è nell'elenco come uno dei governatori originari.
Ultimi lavori Ritenendo di aver trovato un medicamento miracoloso per debellare le epidemie che colpirono l'Irlanda, le sue ultime due pubblicazioni furono Siris: catena di riflessioni e di ricerche filosofiche riguardo alle virtù dell'acqua di catrame, con vari altri argomenti connessi tra loro e derivanti l'uno dall'altro (1744), in cui giunse a una dottrina metafisica di stampo neoplatonico, e Altre considerazioni sull'acqua di catrame (1752).
L'acqua di catrame è considerato un efficace antisettico e disinfettante, specie nel momento in cui viene applicata sulle ferite della pelle: George Berkeley ne sostenne l'uso come ampia panacea per le malattie. Il suo lavoro del 1744 sull'acqua di catrame vendette più copie di qualunque altro libro pubblicato nella sua vita.
Restò a Cloyne fino al 1752, quando andò in pensione. Con sua moglie e sua figlia Julia si trasferì a Oxford per supervisionare l'istruzione di suo figlio GeorgeGraham P. Conroy George Berkeley and the Jacobite Heresy: Some Comments on Irish Augustan Politics. Morì poco dopo e fu sepolto nella Cattedrale di Cristo a Oxford. La sua disposizione affettuosa e i suoi modi cordiali lo hanno reso molto amato da molti suoi contemporanei. Anne visse dopo la morte del marito per molti anni, e morì nel 1786.Pope, nelle sue Satire, Epistole e Odi di Orazio (Epilogo alle Satire, Dialogo II, linea 73) si riferisce a Dio dicendo "A Berkeley ogni virtù sotto il Paradiso".
Pensiero
Per Berkeley l'unico scopo autentico della filosofia è quello di confermare e avvalorare la visione della religione: è Dio, infatti, l'unica causa della realtà naturale.TPC, I, § 26, p. 212. Citazione: " percepiamo una successione continua di idee: alcune vengono suscitate ex novo, altri si modificano o scompaiono del tutto. Deve esserci, quindi, una causa di queste idee, dalla quale dipendono, che riproduce le modifica. Questa causa Non può essere una qualità, un'idea o una combinazione di vetro tutti Dunque deve essere una sostanza Punta si è mostrato, però, per la sostanza corporea è un materiale non esiste; amore, quindi, che ricercare la causa delle idee in una sostanza attiva e corporea, vale a dire in uno spirito. Lo spirito, volontà attiva che ha il potere di produrre e modificare le idee, e sostanza i corporea, possono essere le anime e Dio (oppure gli angeli). Nei Commentari filosofici scrive che, se l'estensione esistesse al di fuori della mente, o si avrebbe a che fare con un Dio esteso, oppure si dovrebbe riconoscere un essere eterno e infinito accanto a Dio. Berkeley aderisce quindi all'immaterialismo ovvero alla dottrina per cui nulla esiste al di fuori della mente: non esiste la materia, ma solo Dio e gli spiriti umani.
Egli giudicava errata l'esistenza delle idee astratte, essendo fautore di un nominalismo radicale. Secondo l'irlandese infatti non esistono idee generiche o universali, ma semplici idee particolari usate come segni, appartenenti ad un gruppo di altre idee particolari tra loro affini. Per Berkeley non ci sono sostanze, non esiste l'uomo o il cane, bensì solo quell'uomo, questo cane.
Ma anche gli oggetti che noi crediamo esistere sono in realtà delle astrazioni ingiustificate; non esistono oggetti corporei, ma soltanto collezioni di idee che ci danno una falsa impressione di materialità e sussistenza complessiva.«Se invece per sostanza materiale si intende soltanto un corpo sensibile, quello che si vede e si tocca, allora io sono più certo dell'esistenza della materia di quanto non lo sia tu stesso...» (Dialoghi fra Hylas e Philonous, 1713). Noi conosciamo infatti soltanto le idee che coincidono con le impressioni dei sensi. Proprio come in un sogno, noi abbiamo percezioni spazio-temporali relative ad oggetti materiali senza che questi esistano.All'obiezione che, allora, non sarebbe possibile distinguere il sogno dalla veglia, egli replica che le percezioni oniriche sono "sregolate", mentre le leggi di natura in cui Dio ci fa vivere sono rigorose (Jeanne Hersch, Storia della filosofia come stupore, trad. it. di Alberto Bramati, p. 153, Milano, Mondadori, 2002).
La celebre formula che riassume la filosofia di Berkeley, «Esse est percipi», vuol dire "l'essere significa essere percepito", ossia: tutto l'essere di un oggetto consiste nel suo venir percepito e nient'altro. La teoria immaterialistica così enunciata sentenzia che la realtà si risolve in una serie di idee che esistono solo quando vengono percepite da uno spirito umano. È Dio, spirito infinito, che ci fa percepire sotto forma di cose e fatti le sue idee calate nel mondo. Idee, in un certo senso, "umanizzate", e in quanto tali "percepibili".