Tarragona (o Tarracona in italiano arcaicoGeografia de’ Fanciulli [...] traduzione da Francese, edizione accresciuta. In Venezia MDCCLXXIX Appresso Pietro Savioni, G. D’Anna Editore, introduzione di C. Lapucci, 1996, p. 43.) è una città della Spagna orientale di abitanti. È situata nella comunità autonoma della Catalogna ed è il capoluogo della provincia omonima e della comarca del Tarragonès.

L'insieme archeologico della città di Tarragona è stato inserito nell'anno 2000 tra i Patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO sotto la dizione di Complesso archeologico di Tarraco.

Per l'occasione, il comune ha promosso un esteso programma di celebrazioni denominato "Tarraco25" che ha preso il via nel novembre del 2024 e si è protratto per tutto il 2025, con l'obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini verso il proprio patrimonio e di avvicinare il lascito storico a tutti i pubblici, con particolare attenzione ai più giovani.

Tra le numerose iniziative, si sono distinte le "Conversazioni di oggi in spazi del passato", con dibattiti su tematiche attuali in scenari storici; "Le notti di tarraco", visite notturne ai monumenti (Mura, Pretorio, Ciro e Anfiteatro) con ricostruzioni storiche e supporto di realtà virtuale; e il ciclo di monologhi storici "Passatges", che ha dato voce a sette personaggi di diverse epoche, tra cui Pere Gil i Babot, Violant de Bar e Josep Maria Jujol. La celebrazione di chiusura al Teatro Auditorio del Camp de Mart, durante la quale è stato assegnato il Premi Tàrraco al team creatore della serie documentaria "Ingeniería Romana".

Un aspetto fondamentale del progetto Tarraco25 è stato il coinvolgimento educativo della comunità, con la partecipazione di oltre 700 bambini alla cantata "Amics de Pedra" e programmi come "L'Escola visita Tàrraco". L'iniziativa ha avuto anche un'imponente ricaduta culturale, con concerti in spazi emblematici come L'Anfiteatro e spettacoli di danza sul Pretorio.

Geografia fisica La città si trova sulla costa del Mar Mediterraneo (Costa Daurada), su una altura rocciosa affacciata sul mare (altezza massima ) Gode di un clima mediterraneo.

Il territorio è attraversato dai fiumi Francolí (lunghezza di e portata media di 1.390 l/s) e Gaià (lunghezza di e portata di 390 l/s).

Clima

Storia A partire dalla fine del V secolo a.C. è esistito un oppidum (centro fortificato) iberico (Kese o Kissa o Kissis), della tribù dei Cessetani, ma le origini della città risalgono alla seconda guerra punica. Nel 218 a.C. una spedizione romana, sbarcata nella città greca di Emporion (oggi Empúries) si dirige verso sud per controllare i territori a nord del fiume Ebro. La spedizione è guidata da Gneo Cornelio Scipione, a cui più tardi si aggiungerà il fratello Publio Cornelio Scipione: una guarnigione si insedia nei pressi dell'antico oppidum indigeno, che si trasformerà nella più importante base militare romana in Hispania, la città di Tarraco. Plinio testimonia che Tarragona nacque per opera degli Scipioni (Tarraco Scipionum opus) e dagli stessi venne fortificata con mura ciclopiche..

La via Heraclea collegava la città ai Pirenei e prese più tardi il nome di via Augusta.

In età repubblicana la città era probabilmente suddivisa in un accampamento militare nella parte alta e in una zona residenziale presso il villaggio iberico e il porto. La presenza militare si amplia con commercianti e cittadini romani che si stabiliscono nei nuovi territori conquistati. Di quest'epoca si conservano principalmente le mura, costruite probabilmente intorno al 197 a.C., data di istituzione della provincia romana di Hispania Citerior. Intorno alla metà dello stesso secolo le mura furono ampliate.

Nella guerra tra Cesare e Pompeo, si schierò dalla parte di Cesare e ottenne lo status di colonia nel 45 a.C., con il nome di Colonia Iulia Urbs Triumphalis Tarraco. Nel 27 a.C. divenne la capitale della provincia che prese il nome di Hispania Tarraconensis. Negli anni 26-25 a.C. vi risiede Augusto per dirigere le campagne militari in Cantabria e nelle Asturie. e la città ne riceve un forte impulso urbanistico con la costruzione del teatro e monumentalizzazione del foro cittadino.

Nel 73 d.C. alle province iberiche fu concessa la cittadinanza romana. In seguito alle trasformazioni amministrative, Tarraco, capitale provinciale, fu dotata, in aggiunta al foro coloniale, il vecchio foro cittadino, di un nuovo immenso foro provinciale, a cui pochi anni dopo si aggiunse il circo. Nel corso del II secolo venne inoltre costruito un anfiteatro.

La città subisce le conseguenze della generale insicurezza nel III secolo e viene saccheggiata nel 260. Nel IV secolo si ha una ripresa, con la costruzione di nuovi edifici pubblici e il restauro di quelli già esistenti. Si sviluppa il cristianesimo e sul luogo di sepoltura del vescovo Fruttuoso e dei suoi diaconi Augure e Eulogio, martirizzati nel 259 nell'anfiteatro, si installa a partire dal V secolo una grande basilica funeraria con un battistero: altri edifici ecclesiastici e una seconda basilica si aggiungono successivamente al complesso, intorno a cui si sviluppa un'ampia necropoli paleocristiana.

Nel tardo impero Tarragona, pur essendo sede saltuariamente del comes Hispaniae, perse il ruolo di capitale. Dopo la conquista visigota rimane tuttavia città di una certa importanza, come sede ecclesiastica arcivescovile e la conservazione delle installazioni portuali. Con la conquista araba nel 713 inizia invece un periodo di decadenza e abbandono.

Dopo la Reconquista, la ripresa della città deve attendere il XII secolo: nel 1129 l'arcivescovo di Tarragona, Oleguer Bonestruga, che risiedeva a Barcellona, cedette la città in vassallaggio a Roberto Burdet, un cavaliere normanno che aveva servito agli ordini di Alfonso I d'Aragona, il quale ottenne il titolo di principe di Tarragona. Il principe restaura alcuni antichi edifici e fa di un'antica torre romana (oggi "Torre del pretorio") il proprio castello. Nel 1146 il nuovo arcivescovo Bernat Tort si trasferì nella città, iniziando un periodo di conflitti giurisdizionali tra principe e arcivescovo, che culminò nell'assassinio dell'arcivescovo allora in carica Hug de Cervelló nel 1171. I normanni furono esiliati a Maiorca e le loro proprietà passarono al conte re di Barcellona Alfonso I il Casto.

In questo periodo la città si era nuovamente sviluppata e vi era sorto un consiglio cittadino. A partire dalla fine del XII secolo l'area dell'antico foro provinciale venne interamente occupata dall'abitato, sorto in modo pianificato, su una rete di strade ortogonale. A partire dal 1171 si iniziò a costruire la cattedrale, consacrata nel 1331. Al di fuori del recinto fortificato si svilupparono altri nuclei: sul circo sorse un borgo fortificato destinato soprattutto ad attività commerciali, chiamato Corral e tra questo e la zona del porto, l'area della Vila Nova vedeva soprattutto orti e mulini.

La peste del 1348 segnò una recessione demografica e un arresto dello sviluppo urbano. Nel 1368 furono tuttavia iniziati i lavori di restauro e rinnovamento delle mura: la costruzione della Muralleta o Mur Nou permette di incorporare il Corral nella città. Il conflitto della guerra civile catalana tra il re Giovanni II e la Generalità, si ripropose nella città tra l'arcivescovo, schierato con il re, e il consiglio municipale che appoggiava il parlamento. Nel 1462 la città fu assediata da Giovanni II e si arrese: le mura e l'area del Corral avevano subito pesanti danni e la popolazione diminuì drasticamente.

Nel XVI secolo le difese vennero ricostruite contro gli attacchi dei pirati. La città divenne un'importante piazzaforte militare e le mura bloccarono le sue possibilità di espansione urbanistica. Diverse epidemie continuavano inoltre a far diminuire la popolazione.

Durante la Guerra dels Segadors tra catalani e francesi da un lato e spagnoli dall'altro, la città subì due assedi, nel 1641 e nel 1644 che comportarono ulteriori distruzioni di edifici e decadenza economica. Il porto fu per diverso tempo abbandonato, mentre i commerci si svolsero nel porto di Salou. Durante la guerra di successione spagnola la città fu difesa da una guarnigione inglese, che ampliò il sistema difensivo con una serie di fortini e baluardi oggi in gran parte scomparsi.

Alla fine del XVIII secolo si ebbe una ripresa: il porto fu ricostruito ed ebbe il permesso di commercio con le Americhe. Nel 1798 fu inoltre completato l'acquedotto, che portava in città l'acqua dal Puigpelat, voluto dagli arcivescovi Joaquin de Santiyan e Francesc Armañá.

Nel 1811 la città fu presa dalle truppe napoleoniche e per oltre due anni, dal 26 gennaio 1812 al 10 marzo 1814, fu annessa al Primo Impero, all'interno del quale divenne una sottoprefettura del dipartimento delle Bocche dell'Ebro. Finita l'occupazione francese, il recupero e la ricostruzione fu aiutato dal governo centrale con l'esenzione dalle imposte tra il 1816 e il 1826. Fu ripristinato il porto e si favorì l'insediamento di commercianti stranieri, che contribuirono alla formazione di una piccola borghesia e alla modernizzazione della città.

L'attività economica si orienta all'esportazione di vino e liquori, comportando una grande estensione delle vigne. Si sviluppa una classe di operai e artigiani e la borghesia avvia diverse imprese. Nella seconda metà del XIX secolo gli alti e bassi dei prezzi condizionano l'economia cittadina e l'espansione urbana.

Dal 1868 la città non fu più piazzaforte militare e si iniziarono a smantellare le mura, ormai inutili di fronte agli sviluppi delle tecniche militari, favorendo il collegamento tra il nucleo più antico e la zona del porto: la prima restò residenza della nobiltà e degli ecclesiastici, mentre la seconda, più dinamica ospitava la borghesia commerciale e gli artigiani. Le opere per la costruzione del porto e lo sviluppo urbanistico portarono alle prime scoperte archeologiche e alla formazione di un Museo archeologico.

Nella prima metà del XX secolo la guerra civile spagnola del 1936-1939 comportò diversi bombardamenti della città, che fecero numerose vittime e causarono distruzioni. Dalla fine degli anni 1950 si installarono nella città delle industrie chimiche e nel 1975 una raffineria petrolifera. La città diviene una sede industriale petrolchimica e il porto diviene il secondo della Spagna per volume commerciale, La maggiore crescita della popolazione, più che raddoppiata, si è avuta tra il 1960 e il 1975. L'aumento della popolazione provoca la creazione di diversi nuclei periferici, soprattutto sulla strada verso Valencia (Torreforta, Campclar, Bonavista, Icomar, Riuclar, La Foresta, La Granja) e verso nord (Sant Salvador, Sant Pere e Sant Pau).

Monumenti e luoghi d'interesse Mura romane

Le mura urbane furono edificate tra il 217 e il 197 a.C. Furono costruite in opera poligonale ed erano alte circa 6 m. Avevano un muro esterno e un muro interno, con un riempimento di terra e pietrame, fino a raggiungere uno spessore complessivo di 4,50 m. Erano rinforzate da torri quadrate, di cui restano oggi quelle di Cabiscol o del Seminario, di Minerva o di Sant Magí e dell'Arcivescovo (quest'ultima, ricostruita nel XIV secolo per un'altezza complessiva di 25 m e coronata da merli, fa parte del Palazzo arcivescovile).

Nella torre della Minerva era stato murato un bassorilievo frammentario raffigurante Minerva e all'interno è stato rinvenuta graffita in latino arcaico, la più antica iscrizione latina fuori dall'Italia, un'invocazione alla dea. La torre conserva inoltre una serie di teste sommariamente scolpite nei blocchi, che rappresentano forse simboli dei nemici uccisi e la testimonianza dell'assimilazione degli usi locali da parte dei Romani. Presso la torre si conserva la principale porta di accesso, da cui entrava in città la via Heraclea.