I monumenti scomparsi di Parma erano opere architettoniche sia religiosi, che militari o civili un tempo presenti nella città di Parma che in seguito sono andate distrutte per varie cause.
Architetture religiose Chiesa di San Pietro Martire
Antica chiesa gotica, sorgeva sul lato oggi aperto del grande cortile del Palazzo della Pilotta; la sua importanza era tale che neppure i duchi di Parma riuscirono a demolirla per chiudere il cortile. Costruita nel 1287 con notevoli dimensioni67,5 m di lunghezza per 25 m di altezza, era retta dai frati domenicani, che ne abitavano l'attiguo convento. A differenza della chiesa di San Francesco del Prato, era costituita da un'unica navata con sette cappelle laterali ed il soffitto era dotato di volte gotiche. I decreti napoleonici del 1805 e 1810 ne causarono l'abbattimento, stessa sorte che interessò nel 1813 anche il suo convento, il suo campanile e l'adiacente grande cappella dell'Inquisizione. Se ne conserva una testimonianza in un dipinto di Antonio Romagnese che ne raffigura gli interni, conservato presso la Galleria Nazionale di Parma. Sulle sue macerie nel 1871 fu edificato il Teatro Reinach, a sua volta distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e nel 1998 vi fu costruita la grande fontana di piazzale della Pace, progettata dall'architetto Mario Botta ricalcando il perimetro dell'antica chiesa.
Oratorio di San Lorenzo Antico oratorio in stile gotico, era anticamente situato nell'odierno omonimo piazzale. Nel periodo longobardo era quasi pari per importanza all'attuale cattedrale. Dotato di una cupola ottagonale ed un aguzzo campanile, fu inspiegabilmente demolito nel 1858.
Oratorio di Santa Maria della Scala
Piccolo oratorio, si trovava al termine dell'attuale strada della Repubblica, nei pressi della chiesa di San Michele dell'Arco. Fu costruita nel 1572 dall'architetto Giovanni Francesco Testa per ospitare l'affresco della Madonna della Scala del Correggio, oggi conservato nella Galleria Nazionale di Parma. Larga 21 metri e poco profonda, era situata in una posizione sopraelevata, raggiungibile attraverso due diverse scalinate, da cui trasse il nome. Fu sconsacrata e distrutta nel 1812 in seguito ai decreti napoleonici.
Chiesa di Santa Teresa Antico complesso monastico, sorgeva nella zona a fianco di via dei Farnese per anni occupata dall'edificio dell'Anagrafe cittadina, interessata oggi da un complesso intervento di riqualificazione. La chiesa aveva una struttura semplice, ma conteneva al suo interno bellissimi affreschi settecenteschi di Sebastiano Galeotti, tra cui lApoteosi di Santa Teresa; fu danneggiata non irreparabilmente durante la seconda guerra mondiale, ma fu interessata da gravi crolli quando fu sottratto il legno che ne sosteneva le volte, pertanto se ne decise in seguito l'abbattimento; seguì la stessa sorte anche l'adiacente convento, il cui spazio per decenni fu occupato da un parcheggio. Durante il bombardamento il parroco don Erminio Lambertini si trovava assieme a don Ferruccio Sartori all'interno della chiesa, ma si salvarono grazie alla protezione di una trave e furono tratti in salvo dopo circa due ore.
Architetture militari Castello di Porta Nuova Antico castello, sorgeva presso Porta Nuova al termine dell'attuale strada Farini, ove oggi si trova il monastero della chiesa di Santa Maria degli Angeli. Edificato da Bernabò Visconti nel 1363, era composto da quattro torri collegate alle mura della città ed al ponte di Donna Egidia (attuale ponte Caprazucca). Molto amato ed utilizzato anche come residenza dallo stesso Bernabò e da suo nipote Gian Galeazzo Visconti, cadde nel tempo in disuso; si ha testimonianza da Cristoforo della Torre che nel 1564 era in via di demolizione e ne rimanevano solo alcune vestigia.
Mura e porte
Strutture fortificate difensive più volte modificate nei secoli, cingevano l'intero centro storico cittadino. Le prime mura romane furono realizzate nel IV secolo, ma alla fine del XII secolo l'espansione cittadina anche oltre il torrente Parma richiese nuove fortificazioni. Già nel 1212 fu necessario realizzare una nuova cinta muraria più esterna, in particolare in Oltretorrente, che fu successivamente estesa alla fine del XIII e soprattutto nel XIV secolo. In seguito, salvo piccole modifiche, le mura si mantennero pressoché immutate nella loro estensione a lungo, anche quando nel 1545 la città divenne capitale del nuovo ducato e la popolazione crebbe notevolmente; alla fine del secolo, tuttavia, la costruzione della fortezza della Cittadella modificò la loro conformazione nella zona a sud del centro storico. Nel XVII secolo le nuove esigenze di difesa richiesero un rinforzo delle mura, che in seguito si mantennero pressoché intatte per secoli. All'inizio del Novecento, al fine di consentire alla città una più facile espansione, il sindaco Giovanni Mariotti decise l'abbattimento dell'intera cinta muraria, conservandone solo alcune tracce parzialmente visibili: sul lato nord del Parco Ducale, nei pressi del Palazzo del Giardino; sul retro di un moderno condominio di viale Toschi, a lato del Palazzo della Pilotta; davanti al centro direzionale uffici comunali (DUC). La stessa sorte toccò anche a tre delle cinque Porte cittadine: Porta San Barnaba a barriera Garibaldi; Porta San Michele a barriera Repubblica (di cui si conserva la facciata farnesiana nel Cortile della Rocchetta del Palazzo della Pilotta); Porta Nuova a barriera Farini (di cui si conserva lo stemma dei borbonico che ne sormontava la facciata nello stesso Cortile della Rocchetta). Infine dell'antica Porta Santa Croce si mantenne solo l'elegante edificio adiacente, costruito verso la metà del '500 dai Farnese.
Architetture civili Torri Torre civica
Torre comunale, rappresentava il simbolo della città in epoca tardo medievale: la sua altezza stimata di 130 metriL'altezza esatta non è accertata, ma è stata stimata dai 110 ai 130 metri. ne faceva la torre più alta d'Italia. Fu costruita nel 1287 a fianco dell'antico palazzo del Capitano del Popolo, sede del Comune e residenza del Podestà. Sviluppata su una pianta quadrata, terminava in una cuspide di forma ottagonale, che fu nei secoli più volte innalzata; era inoltre ricoperta di marmi e decorazioni, oltre ad ospitare un bellissimo orologio con figure meccaniche di angeli e magi in movimento. La torre crollò improvvisamente il 27 gennaio 1606 sul palazzo Comunale causando la morte di 26 persone. La causa di tale evento fu ricondotta al notevole peso della struttura, anche se alcune teorie gettano ombre sulla sua conservazione (al monumento erano addossati i magazzini comunali del sale) o sulle capacità architettoniche di chi ne studiò la sopraelevazione: negli anni lentamente la torre era divenuta sempre più pendente, raggiungendo uno scarto dalla verticale di circa 110 cm; ampie crepe avevano già fatto la loro comparsa e stavano per partire lavori di manutenzione, che tuttavia non furono abbastanza solerti. L'architetto Giovan Battista Magnani così descrisse la situazione della torre il 24 settembre 1605: «Calarono le fondamenti in modo che vi si è cagionata la declinazione di tutta la torre civica di once 24 [108 cm] … verso settentrione … dal piano d'archivio sino alla sommità della seconda stanza … Sono molte aperture per il longo quasi a perpendicolo, et altre sono oblique … con molte gonfiezze … che causano svuotature nel corpo della muraglia, in modo che vi si può conficare facilmente un braccio umano … Per mio parere conchiudo che detta torre potria ruinare in breve.»Prof. Carlo Blasi Edifici snelli in muratura: torri e campanili
Il crollo della torre causò grande impressione, tanto che furono subito composti diversi poemi in versi in omaggio alla torre, come Vere relationi della caduta della belliss. Torre della Illustriss. Città di Parma, con la morte di più persone et il danno che ha fatto a tutta la città adì 27 genaro 1606 di Giacomo Giubini, e Lagrimoso lamento della Nobilissima Torre di Parma per la caduta sua, con l'invito ch'ella fa a tutte le Torri a piangere seco, nonché un poema di Giulio Cesare Croce: Lamento per la caduta della torre di Parma.
Essendo utilizzata anche come archivio storico della città, molti documenti andarono per sempre distrutti, così come il sottostante palazzo del Capitano del Popolo, che tuttavia venne completamente ricostruito nelle forme attuali nel 1627 ad opera del Magnani. La nuova torre prevista nel progetto iniziale non venne mai realizzata, nonostante esistano ancora oggi gli originali progetti di Simone Moschino, Girolamo Rainaldi, Gian Battista Magnani e Smeraldo Smeraldi. Pochissime sono le immagini conservatesi della torre, anche se anche dopo il suo crollo per molto tempo continuò a comparire, soprattutto in cartoline di fine '800.
Torre degli Oldicioni Antica torre di una famiglia nobile cittadina, sorgeva ad ovest del Duomo nel X-XI secolo. Venne abbattuta per creare la strada di collegamento tra il duomo stesso e la retrostante abbazia di San Giovanni Evangelista.
Palazzi Palazzo Civico
Antico palazzo pubblico, sorgeva sul lato est della centrale "Platea Communis" (attuale piazza Garibaldi) a nord di strada della Repubblica. Fu costruito intorno al 1150 e rappresentò la prima "domus civitatis" (edificio comunale), ove si convocavano le assemblee pubbliche e si riunivano consoli e funzionari civici. Perse nel 1221 le originarie funzioni, passate al nuovo palazzo del Torello, dal 1286 l'edificio divenne sede dell'auditore criminale con le aule del tribunale di giustizia. Persa dal XVIII secolo ogni funzione pubblica, fu ceduto a privati e divenne noto come "Palazzo Fainardi". Dell'antica veste medievale si conservano ancora oggi le eleganti bifore medioevali della facciata su strada della Repubblica.
Palazzo del Torello
La prima costruzione di questo palazzo richiese due anni di lavori, iniziò nel 1221 per conto del podestà Torello da Strada e per la sua costruzione si restrinse la piazza nell'angolo sud-ovest (perché forse troppo grande per i bisogni del momento), si continuò fregiando l'edificio nell'angolo di tramontana di un torello di pietra, tratto dal cognome del podestà, divenne simbolo della città e titolo del palazzo stesso che venne usato da quel momento come palazzo comunale.
Nel 1223, lo stesso anno del completamento del palazzo, vennero create due scale esterne, una verso la "Porta Pediculosam" (attuale Strada Farini) e l'altra verso la vicina chiesa di San Pietro. Nel 1246 venne costruito il "balatorium"(ballatoio) tra il palazzo del comune e la "domus" del podestà, prima uniti da una loggia, perciò si suppone costruito sopra di essa (scavalcando l'attuale Strada Farini), più precisamente venne descritto come terrazzo aperto verso la piazza, con parapetto probabilmente in arenaria. Nel 1281 il Palazzo detto "del Torello" mutò il suo nome in "Vetus" dopo che venne eretto il Palazzo del Capitano del Popolo o Comunale nuovo (chiamato poi degli Anziani).
Non tutti gli storici sono tuttavia concordi sulla reale posizione del Palazzo del Torello nella Piazza in epoca comunale e perciò sulla precedente ricostruzione dei fatti, a questo proposito Jurgen Schultz nel suo libro colloca il Palazzo vecchio del Comune sul lato orientale della piazza, tra Strada della Repubblica e l'angolo meridionale dell'attuale Palazzo Municipale; sempre secondo Schultz il Palazzo venne arricchito con soltanto una scalinata esterna, secondo un progetto che dava due ingressi, uno su Strada Farini e uno sulla Piazza (il tratto ascendente della scala troverebbe traccia nell'andamento delle finestre della casa del Capitano del Popolo); sempre secondo questa interpretazione la residenza del Podestà va quindi a collocarsi sullo spazio attualmente occupato dal Palazzo Fainardi, e tra le trifore del piano nobile, si ritiene fosse incorporato il "balatorium", con la differenza che in questo modo viene "scavalcata" la Via Emilia e non la Strada Farini.