I Priuli sono una famiglia patrizia della Repubblica di Venezia.
Storia Origini Come per tutte le antiche casate lagunari, anche le origini dei Priuli sono incerte e vengono spiegate attraverso tradizioni non suffragate da testimonianze storiche. Una delle più diffuse li ritiene nobili del Regno d'Ungheria i quali erano giunti a Venezia come ambasciatori per poi stabilirvisi definitivamente. Altri li ritengono discendenti dei Caloprini, e quindi li lega al nucleo più antico della nobiltà veneta. Infine, alcune fonti li dicono semplicemente torcellani.
Leggende a parte, la famiglia è attestata per la prima volta dalla fine dell'XI secolo quando alcuni suoi membri furono coinvolti nelle Crociate e nelle prime imprese veneziane in Oriente. Membri del Maggior Consiglio, si dice, sin dal XII secolo, ne furono esclusi dopo la serrata del 1297; ma già nel 1310 venivano riassunti per essersi distinti contro la congiura del Tiepolo.
Ascesa e ramificazione I Priuli si affermarono rapidamente per ricchezza e intuito commerciale; va ricordata, in particolare, l'apertura di un banco fiorito tra il XV e il XVI secolo. Si divisero in numerose linee, come quelle:
Priuli "di Cannaregio" - Dimoranti nell'attuale palazzo Venier-Manfrin, dal matrimonio con Andriana Venier (1517), Angelo Maria di Pietro Priuli ereditò il feudo di Sanguinetto nel Veronese. Titoli e sostanze tornarono ai Venier quando l'ultima di questa linea, Elena di Angelo Maria, la lasciò ai figli Giovanni e Pietro Venier. Priuli "di San Polo" (o "Grassi") - Discendono da Lorenzo di Alvise, appartenente al ramo "di San Stae", che aveva preso dimora in campo San Polo, probabilmente in quello che è oggi palazzo Bianchini di Alberigo. Priuli "di San Polo al magazen" (o "Gran Can") - Avevano domicilio in un palazzo, ora scomparso, che dava sulla calle del Magazen, vicino alla chiesa di San Polo. Si estinsero con i fratelli Giuseppe Pietro e Lodovico Filippo di Pietro, quest'ultimo ciambellano del re di Baviera. Priuli "di San Barnaba" - Si estinsero con i fratelli Luigi, Giovanni e Angelo Maria di Marcantonio, il primo cardinale, gli altri due sposati ma senza figli. Priuli "di San Felice" (o "Scarponi") Priuli "di San Stae" (o "Bruolonghi") Priuli "di San Samuele" Priuli "di San Giovanni Nuovo" Priuli "di San Pantaleone"
Attualmente sopravvivono solo i Priuli "di San Polo" e i Priuli Bon, che hanno assunto il doppio cognome in seguito a un'eredità.
La famiglia ha lasciato il nome via Priula, che venne costruita tra il 1592 ed il 1593 dal podestà di Bergamo, Alvise Priuli, per collegare Bergamo a Morbegno.
Membri illustri I Priuli si sono distinti in ogni campo, da quello politico a quelli militare ed ecclesiastico passando per la cultura. Diedero inoltre tre dogi, due dei quali erano fratelli.
Girolamo Priuli (Venezia, 1486 - Venezia, 4 novembre 1567), 83º Doge di Venezia. Lorenzo Priuli (Venezia, 1489 - Venezia, 17 agosto 1559), 82º Doge di Venezia. Matteo Priuli (Venezia, 30 marzo 1528 - Venezia, 3 aprile 1595), vescovo di Vicenza. Michele Priuli (Venezia, 4 maggio 1547 - Venezia, 1º agosto 1603), vescovo di Vicenza. Antonio Priuli (Venezia, 10 maggio 1548 - Venezia, 12 agosto 1623), 94º Doge di Venezia. Matteo Priuli (Venezia, 1577 - Roma, 13 marzo 1624), figlio di Antonio e cardinale. Giovanni Priuli (Venezia, 1575 - Vienna, 1629), compositore. Fu organista in San Marco a Venezia e compose madrigali molto apprezzati. Luigi Priuli (Venezia, 1650 - Roma, 1720), cardinale. Pietro Priuli, (Venezia, 1669 - 1728), cardinale. Antonio Marino Priuli (Venezia, 17 agosto 1700 – Treville, 26 ottobre 1772), vescovo di Vicenza e di Padova, poi cardinale. Marieta Morosina Priuli (Venezia, XVII secolo), compositrice
Note
Voci correlate Palazzo Priuli Ballan
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