La chiesa e l'ex convento di San Bernardino da Siena è un luogo di culto cattolico situato nella zona detta Vadino, in piazza San Bernardino, nel comune di Albenga in provincia di Savona. La chiesa è sede della parrocchia omonima del vicariato di Albenga della diocesi di Albenga-Imperia. La chiesa e il complesso sono soggetti al Vincolo della Soprintendenza dal 1910.

Storia L'edificio conventuale fu costruito dai frati minori osservanti nel 1466 anche grazie alla forte devozione della popolazione verso il santo Bernardino da Siena che predicò nella stessa Albenga. La sua costruzione si prolungò negli anni successivi e al 1483, a opera oramai terminata, risale l'affrescatura delle pareti per opera dei fratelli Tommaso e Matteo Bisaci di Busca. Il terreno era di un'area che nel XV secolo venne acquisita dal Comune di Albenga dall'abate dell'Isola Gallinara. Il monastero sorse nella zona del Monte, sotto la zona del convento di San Martino, nei pressi dell'anfiteatroLamboglia 1971, p. 105|Costa Restagno 1978 p. 178. Dal Registrum del 1473 risultano alcune case rurali a Vadino e sulle pendici del Monte: tali insediamenti furono probabilmente conseguenti alla costruzione del monastero.

Grazie alla cartografie di Matteo Vinzoni è noto qualche elemento ulteriore, ad esempio la presenza di due ali rivolte a settentrione che contornano per un breve tratto la via che da Albenga porta al monastero, anche se non si sa se si tratti di strutture murarie o di un viale alberato di ingresso al monastero, è certo che la piazza fosse ricca di grossi alberi. L'uso religioso della chiesa e del convento perdurò fino alla fine del XVIII secolo quando, nel 1796, durante la dominazione francese di Napoleone Bonaparte, la comunità monastica fu soppressa per ordine napoleonico, i conventi venduti tramite asta pubblica. La guerra che infuriava con la riconquista austriaca del Nord Italia portò molte truppe francesi e molti feriti ad Albenga, così che il 26 novembre venne requisito il monastero di San Bernardino, trasferendo i pochi frati rimasti in San Domenico; tale operazione venne accolta bene dalla cittadinanza, in quanto tornarono i frati in città e poterono riprendere con maggior attenzione la loro vocazione alla cura, che avveniva anche grazie a una piccola ma fornita farmacia. In quest'epoca il complesso fungeva quindi da ospedale militare. Nel 1812 la struttura si presentava: ...è d'una sola navata e dalla parte sinistra entrando contiene diverse sfondate cappelle. Ha la facciata al Levante proceduta da una sufficiente Piazza, resa ombrosa da più fronzuti alberi che in essa esistevanoDa uno scritto di Giuseppe Cottalasso del 1812, pubblicato da Rolandi Ricci nel 1934, p. 175.

Quindi l'impianto venne trasformato in caserma e carcere mandamentale, ma anche in una palestra per gli studenti del ginnasio. Nel 1907 la parte anteriore del complesso divenne la caserma Giuseppe Garibaldi.

Dopo la costruzione della Caserma Piave a Vadino (anni 1927-1930), la struttura venne lasciata a se stessa, cosicché il Comune decise di lasciare alcuni locali ai privati cittadini, mentre il carcere restò in funzione fino agli anni attorno al 1960, ma ospitava solo casi particolari, come chi era in attesa di giudizio o una pena lieve; nel secondo conflitto bellico venne usata come prigione da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Albenga, incarcerandovi persone colluse con il regime nazifascista. Nel 1971 vennero eseguiti lavori di ripristino dove si è evidenziato che il terzo lato del chiostro, verso ovest e verso la collina, fu demolito in un'età ancora indeterminata per allargare il cortile, fino a contatto con la roccia, costruendo in suo luogo una grossa scarpata o contrafforte per sorreggere la parte più alta del convento, a due piani, con i corridoi interni e i vani ancora conservati nelle loro strutture originarie, forse dovute a una sistemazione seicentesca. Di questo lato scomparso del chiostro sono state trovate impronte e le imposte delle volte sull'intonaco della scarpata. Risulta con sorpresa che in parte queste erano più basse rispetto a quelle degli altri due lati; non è stato finora possibile accertare se per un divario cronologico o per un'intenzionale diversità di strutture. Nessuna traccia avanza invece del quarto lato, sacrificato e spostato in avanti, se non prima, nei lavori di adattamento a caserma realizzati nel 1897 di cui si ritrovato il progettoLamboglia 1971, p. 107

Negli anni '80 del XX secolo iniziò un processo di riqualificazione che permise al complesso di ospitare l'Istituto Professionale per l'agricoltura e l'ambiente D. Aicardi, la scuola primaria di Vadino oltre che il comando della polizia locale sino a fine 2016, quest'ultima spostatosi poi nella ex sede della non più esistente pretura (che a sua volta si era già spostata da Lungocenta Croce Bianca). Tutti questi interventi furono possibili grazie alla volontà della Soprintendenza per i beni architettonici della Liguria, in tal modo la chiesa fu riportata alle forme originali.

Nel 2010 durante un diserbo e pulizia è scesa un po' di terra che ha portato alla luce un fronte in muratura realizzato in diverse epoche, in almeno quattro o cinque fasi dalla quale si è evidenziata una certa lettura stratigrafica.

Descrizione La struttura della chiesa si presenta ad unica navata di forma rettangolare, con un profondo e ampio coro a due campate con volta a crociera. Solo in epoche successive furono aggiunte le cappelle nella parte sinistra dell'edificio divenendo quasi una navata laterale minore aggiunta.

Nella parete destra è presente il ciclo di affreschi dei fratelli pittori Biazaci raffigurante il Giudizio Universale, impostato in quattro fasce orizzontali; tra le raffigurazioni scene della Città Celeste, il Purgatorio e l'Inferno.

Altri affreschi della chiesa provengono dalla chiesa di Santa Maria del Bòssero della frazione di Leca. La chiesa, pur ristrutturata nelle varie epoche, mantiene le caratteristiche del '400 gotico tradizionale. Usata la pietra nera ad arco originale. Dipinta la Madonna con bambino, Santa Caterina, Santi Francesco e Bernardo.

"Giudizio Universale"

L'opera dei fratelli Tommaso e Matteo Biazaci, il Giudizio Universale era stato eseguito nel 1474 e, come d'uso all'epoca, con una chiara funzione didattica e morale per inculcare la fede in un periodo di forte analfabetismo e dove la cultura era in possesso alla élite. Si nota il Paradiso e le pene infernali messe in contrasto fra l'ordine celeste con le anime purificate, i dannati, l'arcangelo Michele, il Leviatano. Altri affreschi rappresentano l'Annunciazione, l'Assunzione e l'Ascensione.

La chiesa a sud presenta il chiostro a due lati con locali per i monaci a due livelli concepiti per essere collegati al refettorio, il parlatorio è locale cucina. Furono ampliate verso il 1600, nelle epoche successive ci furono altri interventi. Con il cambio d'uso in caserma furono ricavate stanze per gli ufficiali.

Note

Bibliografia

Voci correlate Albenga Chiesa (architettura) Diocesi di Albenga-Imperia San Bernardino da Siena Complesso di San Domenico San Calocero al Monte

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Bernardino Albenga Bernardino Categoria:Chiese gotiche della Liguria