Le isole Svalbard sono un'area non incorporata della Norvegia avente abitanti, il cui centro amministrativo è Longyearbyen.

Il loro territorio è costituito da un arcipelago del Mar Glaciale Artico, posizionato tra i 74 e gli 81° di latitudine nord, e tra i 10 e i 34° di longitudine est, a metà strada tra la Groenlandia e la Russia. Rappresentano la parte più settentrionale della Norvegia e le terre abitate più a nord del pianeta Terra, coprendo un'area di con le isole più grandi rappresentate da Spitsbergen Nordaustlandet ed Edgeøya

A differenza del restante territorio norvegese, le isole Svalbard non fanno parte dell'area Schengen, né dello Spazio economico europeo, né dell'Unione nordica dei passaporti.

Geografia La maggior parte delle Svalbard è coperta da ghiacci. Infatti il nome Svalbard significa "costa fredda". La presenza della corrente nord-atlantica modera il clima artico, mantenendo le acque circostanti aperte e navigabili per gran parte dell'anno. La principale attività economica è stata, al momento della colonizzazione dell'arcipelago, l'estrazione del carbone, a cui si aggiungevano la pesca e la caccia; oggigiorno è il turismo. La Norvegia dichiara una zona di pesca esclusiva di 200 miglia nautiche, che non è riconosciuta dalla Russia.

Per effetto della temperatura media annuale inferiore a zero gradi Celsius, il suolo è permanentemente gelato, e si sgela in piena estate solo per una modesta profondità, tale da permettere solamente la vegetazione estiva di un leggero manto erboso a bassa quota, nei luoghi soleggiati ed esposti ai venti meno freddi da ovest.

Le Svalbard sono anche il terreno di riproduzione dell'oca facciabianca e di altre varietà di uccelli: è presente la riserva naturale santuario degli uccelli del Kongsfjorden.

Clima Il clima delle isole Svalbard è polare all'interno, dove la lontananza dal mare e l'altitudine favoriscono un freddo più intenso, mentre sulla costa è simile alla tundra con minime d'inverno che toccano valori anche di e massime estive che possono salire sino a , essendoci la mitigazione di un ramo della corrente del Golfo che lambisce la costa ovest.

Effetti del riscaldamento globale Il riscaldamento globale ha provocato notevoli cambiamenti climatici alle Svalbard. Tra il 1970 e il 2020, la temperatura media alle Svalbard è aumentata di 4 gradi Celsius e nei mesi invernali di 7 gradi.I. Hanssen-Bauer, E.J. Førland, H. Hisdal, S. Mayer, A.B. Sandø, A. Sorteberg (2018). Climate in Svalbard 2100: A knowledge base for climate adaptation. https://www.miljodirektoratet.no/globalassets/publikasjoner/M1242/M1242.pdf Il 25 luglio 2020 è stata misurata una nuova temperatura record di 21,7 gradi Celsius per l'arcipelago delle Svalbard, che è anche la temperatura più alta mai registrata nella parte europea dell'Artico. Nel luglio 2020, inoltre, sono state misurate temperature superiori a 20 gradi per quattro giorni consecutivi. Come in gran parte dell'Artico, anche alle Svalbard si può notare la pericolosa retroazione dell'albedo del ghiaccio: a causa del sostanziale scioglimento del ghiaccio, le superfici ghiacciate si trasformano in acque libere, la cui superficie più scura assorbe più energia solare invece di rifletterla indietro; di conseguenza, queste acque si riscaldano e ulteriore ghiaccio nella zona si scioglie sempre più velocemente, creando così più acque aperte. Entro la fine del secolo, è previsto un aumento della temperatura tra 7 e 10 gradi sullo Spitsbergen.

Isole Principali Spitsbergen, Nordaustlandet, Edgeøya, Barentsøya, Kvitøya, Prins Karls Forland, Kongsøya, Isola degli Orsi, Bjørnøya, Svenskøya, Wilhelmøya,

Minori Moffen Hopen Danskøya Kong Karls Land Lågøya Blomstrandhalvøya Abeløya Helgolandøya Tirpitzøya

Fiordi Wijdefjorden, 108 km Isfjorden, 107 km Van Mijenfjorden, 83 km Woodfjorden, 64 km Wahlenbergfjorden, 46 km Hornsund, 30 km Kongsfjorden, 22 km Magdalenefjorden, 8 km

Rilievi Newtontoppen,  m Perriertoppen,  m Ceresfjellet,  m Chadwickryggen,  m Galileotoppen,  m Lars Hiertafjellet, 876 m Adventtoppen, 786 m

Flora e fauna

Nelle isole Svalbard non ci sono alberi ma solo piccoli cespugli e fiori sparsi qua e là a sfidare il freddo e il vento, nonché muschi e licheni. Nella prima parte della stagione estiva i cieli sono attraversati da centinaia di migliaia di uccelli marini, di cui 30 specie nidificano sulle scogliere.

Il mare è abitato da foche, trichechi, balene, beluga, orche e narvali per un totale di 19 specie di mammiferi marini. Le volpi artiche e la piccola renna delle Svalbard (r.t. platyrhyncus) popolano il territorio. In passato è stata tentata, senza successo, l'introduzione del bue muschiato.

L'orso polare è il simbolo delle Svalbard. Da quando ne è stata proibita la caccia, ne è tornato a essere il signore: recentemente sono stati censiti circa 3 500 esemplari. È il più grande mammifero terrestre carnivoro, è sempre affamato e non va mai in letargo, perciò tutte le escursioni sono scortate da guide armate di fucile.

Banca dei semi

Il governo norvegese ha terminato nel febbraio 2008 la costruzione di una banca dei semi (Svalbard Global Seed Vault), in cui è conservato il patrimonio genetico del più grande numero possibile di specie vegetali (attualmente sono più di ). La struttura è stata realizzata scavando una galleria lunga nel permafrost sull'isola di Spitsbergen, la cui entrata è situata al di sopra del livello del mare, il tutto per ottenere una temperatura quasi costante tra e per conservarvi successivamente le sementi donate dai circa depositi di raccolta dei semi situati nei Paesi di tutto il mondo. L'accesso è assicurato da porte di massima sicurezza a prova di esplosione e due prese d'aria. Il numero di semi immagazzinati dipenderà dal numero dei paesi che parteciperanno al progetto. La finalità del progetto è prevenire l'eventuale estinzione di piante causata da catastrofi planetarie quali il riscaldamento globale o una guerra nucleare.

Storia

Le Svalbard nell'età d'oro dell'esplorazione olandese e la scoperta Le prime attestazioni di scoperta di una terra nullius (1596)

Gli Scandinavi furono probabilmente i primi scopritori delle Svalbard all'inizio del XII secolo, ma non vi sono prove certe di questo fatto. Racconti nordici di terre sconosciute potrebbero far riferimento a Jan Mayen, o a parte della Groenlandia orientale... Furono queste le prime tracce di notizie che collegarono queste aree al continente europeo.. In quest'epoca l'arcipelago era perlopiù utilizzato per attività di pesca e caccia.. L'olandese Willem Barentsz scoprì l'arcipelago nel 1596 mentre si trovava alla ricerca di un passaggio verso il Polo Nord...

Il nome di Spitsbergen ebbe origine dallo stesso Barentsz, il quale così descrisse delle "montagne appuntite" che vedeva sulla costa occidentale dell'isola, anche se la sua mappa dell'Artico del 1599 riporta l'area col nome più generico di Het Nieuwe Land ("La Nuova Terra"). Barentsz non affermò di aver scoperto un arcipelago, e pertanto il nome Spitsbergen a lungo rimase in uso per indicare sia l'isola sia l'intero arcipelago.In Search of Het Behouden Huys: A Survey of the Remains of the House of Willem Barentsz on Novaya Zemlya, LOUWRENS HACQUEBORD, p. 250 . Dettaglio della mappa artica di Barentsz del 1599, pubblicata online dall'Università di Tromsø nel 1999 come parte del progetto del Consiglio Europeo dal titolo "Northern Lights Route".

Il primo sbarco conosciuto sull'isola è datato al 1604, quando una nave inglese attraccò a Bjørnøya e iniziò a cacciare dei trichechi: fecero seguito delle spedizioni annuali e divenne sempre più chiaro come Spitsbergen fosse ormai una base per la caccia, in particolare alle balene artiche dal 1611... Per la natura selvaggia e senza legge dell'area, inglesi, danesi, olandesi e francesi tentarono con tutte le forze di allontanare altre flotte nemiche dall'area...

Base internazionale per la caccia alle balene (XVII–XIX secolo)

Smeerenburg fu uno dei primi insediamenti stabili dell'arcipelago, fondato dagli olandesi nel 1619.. Basi più piccole vennero costruite da inglesi, danesi e francesi. Dapprima questi avamposti erano solamente degli accampamenti estivi, ma dalla prima metà del Seicento alcuni iniziarono ad attrezzarli per passarvi l'inverno. La pesca della balena allo Spitsbergen continuò sino agli anni venti dell'Ottocento, quando olandesi, inglesi e danesi si spostarono altrove nell'Artico.. Dal XVII secolo, giunsero anche dei cacciatori russi che si dedicarono anche alla caccia terrestre di volpi e orsi polari.. Dopo una serie di raid inglesi nel Mare di Barents nel 1809, l'attività russa alle Svalbard diminuì sensibilmente, sino a cessare del tutto negli anni venti dell'Ottocento.. Cacciatori norvegesi di trichechi iniziarono a giungere nell'area negli anni novanta del Settecento. I primi a raggiungere l'area dalla Norvegia furono il popolo Sami della regione di Hammerfest, come parte di una spedizione russa nel 1795. I norvegesi scelsero di non dedicarsi più alla pesca alle balene nel medesimo periodo in cui anche i russi abbandonarono tale attività,. sebbene altri proseguirono sino agli anni trenta del XIX secolo nell'area dello Spitsbergen, e in quella di Bjørnøya sino agli anni sessanta del medesimo secolo..

Il XX secolo

Dagli anni novanta dell'Ottocento, le Svalbard iniziarono a divenire una meta ambita del turismo artico, oltre ad attirare un primo interesse minerario per la presenza di numerosi giacimenti di carbone ritrovati sulle isole, materiale utilizzato anche per le esplorazioni artiche.. Le prime miniere vennero impiantate a Isfjorden dai norvegesi nel 1899: dal 1904, anche gli inglesi si insediarono ad Adventfjorden e iniziarono le prime escavazioni su vasta scala.. La produzione a Longyearbyen, per interesse degli statunitensi, ebbe inizio nel 1908;. Store Norske vi si stabilì nel 1916, così come fecero i norvegesi nel corso della guerra..

Negli anni 1910 iniziarono le prime discussioni per stabilire una sovranità sull'intero arcipelago,. ma vennero interrotte dallo scoppio della prima guerra mondiale.. Il 9 febbraio 1920, dopo la conferenza di Pace di Parigi, il trattato delle Svalbard venne siglato, garantendo la piena sovranità delle isole alla Norvegia. A ogni modo, a tutti i firmatari del trattato venne garantito un diritto assoluto di pesca, caccia e sfruttamento delle risorse minerarie per evitare l'insorgere di ulteriori conflitti.. Il trattato ebbe effetto dal 14 agosto 1925, assieme all'Atto delle Svalbard che regolò per la prima volta la vita amministrativa dell'arcipelago con l'entrata in carica del primo governatore, Johannes Gerckens Bassøe.. L'arcipelago era noto come Spitsbergen, mentre l'isola principale era nota col nome di Spitsbergen Occidentale. Dagli anni 1920, la Norvegia decise di rinominare l'arcipelago col nome di Svalbard, e l'isola principale divenne nota come Spitsbergen. Kvitøya, Kong Karls Land, Hopen e Bjørnøya non vennero considerate parte dell'arcipelago di Spitsbergen. I russi continuarono a chiamare tradizionalmente l'arcipelago col nome di Grumant.. L'Unione Sovietica riconobbe il nome Spitsbergen e supportò la tesi che fossero stati i russi i primi a scoprire quella terra... Nel 1928 l'esploratore italiano Umberto Nobile e l’equipaggio dell'aeromobile Italia si schiantarono sul pack ghiacciato della costa dell'Isola di Foyn. Il successivo tentativo di recupero dei superstiti fece avere alle Svalbard una certa notorietà presso la stampa internazionale, che a ogni modo durò per breve tempo.

La seconda guerra mondiale