Biografia Fu deputato per tre legislature tra il 1866 ed il 1874. Nel 1880 fu nominato senatore del Regno d'Italia. Fu sindaco di Udine tra il 1878 ed il 1883 e per un breve periodo tra l'agosto e il dicembre 1899.

Tra gli altri incarichi politici, fu consigliere comunale di Udine (1858-1902), sindaco di Fagagna (1889-1894), consigliere e assessore comunale di Fagagna.

Proprietario delle tenute di Fagagna e di San Giorgio della Richinvelda (quest'ultima acquistata nel 1851), fu membro dell'Associazione agraria friulana (1855).

Ispettore scolastico di Udine (1866), su inpulso del commissario Quintino Sella fu tra i promotori dell'Istituto tecnico di Udine, intitolato poi ad Antonio Zanon, e cofondò la Società per i giardini d'infanzia (1876).

Come imprenditore, fu tra i fondatori del cotonificio di Udine (1882) e della Banca di Udine.

Fu inoltre presidente del Comizio agrario di Udine, membro del Consiglio d'amministrazione della Stazione sperimentale agraria di Udine (1870) e socio onorario nazionale della Deputazione di Storia Patria per le Venezie (7 novembre 1880).

All'anagrafe il nome di Pecile era "Luigi Mario". Per gratitudine verso lo zio che si era preso cura di lui dopo la morte del padre, Pecile si fece chiamare "Gabriele Luigi". Con il lascito del legato Pecile, negli anni 1880 furono realizzate a Fagagna alcune iniziative di carattere associazionistico e cooperativistico come la prima latteria.

Nel 1885 fondò a Fagagna la prima cooperativa sociale casearia.

Le latterie si dimostrarono attività economica fondamentale per Fagagna e alcune sono ancora attive nella produzione di formaggio.

Fu nominato Cavaliere del lavoro il 10 luglio 1902.

Viene ricordato anche per essere stato tra i primi a pubblicare un regolamento del gioco del calcio in Italia, prima ancora che si creassero tornei ufficiali e che nascesse la federazione competente: nel 1895 uscirono infatti le pubblicazioni di Francesco Gabrielli, ritenuto il primo, nonché il suoIL CALCIO DEI GINNASTI E I PRIMI REGOLAMENTI magliarossonera.it.

Sposato con Caterina Rubini di Gemona, ebbe tre figli, Ida, floricoltrice, Domenico, anch'egli agronomo e sindaco di Udine, e Attilio, botanico ed esploratore.

Onorificenze

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