Il segnatore è un guaritore tradizionale della Garfagnana ancora diffuso nell'area fino agli anni ottanta, epoca in cui furono censiti e intervistati dallo scrittore Oscar Guidi per una ricerca poi pubblicata per la prima volta nel 1987. I segnatori sono esistiti anche in Lunigiana, mentre nella Lomellina esisteva una figura analoga denominata segnona, che operava con metodi simili e su malattie simili, ma la tradizione sembra essere stata interrotta dalle segnone nate attorno agli anni venti-trenta. Nella bassa emiliana erano altresì note come starione.
Concetto La procedura adottata dal segnatore per curare il problema del paziente si chiama segnatura e consiste in alcuni segni (da cui il nome) fatti con la mano o con alcuni oggetti specifici sulla parte del corpo interessata dal problema, associati ad alcune formule, in genere (ma non sempre) di carattere cristiano, specifiche per le varie affezioni. La segnatura riguarda sia esseri umani che animali e viene eseguita per affezioni leggere o malattie non gravi, ma viene usata anche per problemi di natura più psichica; negli animali si segnano generalmente il malocchio, le verruche (soprattutto alle mammelle) e la mastite (o mammite come è nota localmente), si usa più o meno la stessa pratica usata per gli umani, ma senza formule. La segnatura può riguardare anche un terreno coltivato che si cerca di liberare dai parassiti delle coltivazioni.
All'epoca della ricerca di Guidi risultavano ancora in attività 92 segnatori, dei quali 67 donne e 25 uomini, quasi tutti ultrasessantenni, distribuiti nelle seguenti località: comune di Camporgiano (nelle località e frazioni di Cascianella, Filicaia, Poggio, Sillicano, Vitoio) Careggine (e frazioni di Le coste, Colli di Capricchia, Porreta e Mezzana) Castelnuovo di Garfagnana (e frazioni di Gragnanella] e Palleroso, e località di Canepaia e Piano Pieve) comune di Castiglione (nelle località e frazioni di Cerageto, Chiozza e Crociale) Fabbriche di Vallico (e frazione di Vallico Sotto) Fosciandora (e frazioni di Ceserana, La Villa, Treppignana e Riana) Gallicano (e frazioni di La Barca, Bolognana, Fiattone) comune di Minucciano (nelle località e frazioni di Agliano, Gorfigliano, Verrucolette) Molazzana (e frazioni di Eglio e Sassi) Piazza al Serchio (e frazioni di Cortia, Nicciano, San Donnino) Pieve Fosciana (e frazione di Pontardeto e località di Foce di Capraia) San Romano in Garfagnana (e frazioni di Caprignana, Orzaglia e Sillicagnana) comune di Sillano (nelle località e frazioni di Brica, Villa Soraggio, Dalli Sotto) Vagli Sotto (e frazione di Vagli Sopra) Vergemoli (e frazione di Fornovolasco) comune di Villa Collemandina (nelle località e frazioni di Corfino, Magnano, Massa, Sassorosso e Sulcina).
Caratteri generali La pratica della segnatura risente in maniera notevole dell'influenza della cultura religiosa cattolica come si rileva dalle formule, nelle quali compaiono quasi sempre figure importanti di questa religione a partire da Dio, Gesù e Maria fino a vari nomi di santi, e preghiere cristiane vengono a volte recitate prima e dopo la segnatura; la stessa guarigione viene attribuita dalla maggioranza dei segnatori alla fede in Dio o alla Provvidenza divina e il fattore religioso è ritenuto fondamentale dalla maggioranza dei segnatori.
thumb|upright=0.5|Il gruppo di Salomone D'altra parte mescolati a elementi cristiani ci sono altri elementi che cristiani non sono: ad esempio la maggior parte dei segnatori sostiene che la guarigione, oltre che alla fede in Dio, è dovuta anche alla fede nelle segnature. Se il segno più tracciato durante le segnature è la croce, un altro segno molto usato è il cosiddetto gruppo di Salomone cioè la stella a cinque punte, un simbolo molto usato dagli occultisti dei secoli passati e oggi simbolo identificativo del neopaganesimo. Inoltre una minoranza di segnatori sostiene che la religione non c'entra con le guarigioni (ma comunque nessuno o quasi sostiene di avere poteri paranormali), non usano formule, e non tramandano la pratica alla vigilia di Natale, ma in un giorno qualsiasi. Infine sembra che la segnatura sia messa in rapporto anche alle fasi della Luna: in particolare se la Luna è calante, la segnatura fa regredire la malattia.
La trasmissione da una persona all'altra delle pratiche (sia la parte gestuale che le formule) avviene generalmente la notte di Natale, in casa oppure in chiesa durante la messa di mezzanotte, ma in altri casi può avvenire in un giorno qualunque, verbalmente o scrivendo le formule su un foglietto che poi viene bruciato.
I segnatori in genere preferiscono tramandare la pratica a familiari o conoscenti, comunque a persone di cui si fidano e che reputano serie. In alcuni casi la trasmettono ad una sola persona perché ritengono di perdere i poteri se fanno altrimenti, oppure ad una donna di famiglia, oppure a qualcuno che abbia le caratteristiche giuste per essere ritenuto un buon segnatore, cioè essere "settimino" (individuo nato al settimo mese o ultimo di sette fratelli) e nato nella notte di Natale. I nuovi segnatori generalmente iniziano lentamente imitando i vecchi, ma ci sono casi di segnatori che sostengono di aver iniziato da soli e improvvisamente. Le formule non si possono tramandare a chiunque perché il segnatore perderebbe i propri poteri per un anno, insieme a chi gliele ha insegnate e a chi le ha apprese da lui. Più formule un segnatore conosce e più "potente" o autorevole sembra essere.
Generalmente si fa solo una segnatura, oppure due se il paziente comincia a guarire; a volte invece se ne fanno parecchie senza un numero determinato; altre volte sono tre, al mattino, al pomeriggio e alla sera, oppure in tre giorni diversi. La segnatura può essere fatta anche a distanza di alcuni chilometri (sia per uomini che per animali) se si conosce il nome del paziente o se ne ha una foto o un indumento; qualcuno lo fa anche per telefono, facendo poggiare la cornetta sulla parte colpita, altri segnano a distanza praticando su una persona e facendo il nome del vero malato.
Patologie comuni Fuoco di Sant'Antonio Il fuoco di Sant'Antonio è il nome popolare dell'Herpes zoster, localmente noto anche come foco sagro, disagro o foco salvatico. Secondo i segnatori, se la patologia si presenta contemporaneamente in due diverse parti del corpo, queste devono essere "segnate" da due segnatori diversi; inoltre la mancata segnatura porta all'accrescimento dell'herpes per tredici giorni e i suoi sintomi permangono per nove mesi lunari. Sembra che tra gli stessi medici della zona ce ne siano alcuni che consigliano di farsi "segnare" questa patologia.
I metodi di segnatura sono due: uno più "cristiano" che prevede l'uso di tracciare dei segni di croce (ma anche circolari) sulla parte interessata o intorno ad essa con la mano destra bagnata di acqua benedetta o con crocifissi, medaglie o anelli preferibilmente d'argento. Le formule associate sono composte di due-tre versi che invocano la benedizione e/o la guarigione del paziente da parte di Dio, della Vergine e di Cristo.
L'altro metodo ha un carattere più "profano" e segue il principio analogico per cui il fuoco si scaccia col fuoco: prevede l'uso di tracciare dei segni di croce, di cerchio o di stella a cinque punte (nota localmente come gruppo di Salomone) intorno alla parte interessata con pezzi di brace appena tolta dal fuoco o candele accese o piccoli pezzi di legno (anche di olivo benedetto) ai quali si è dato fuoco con un fiammifero o con la fiamma di un fornello. Le formule associate sono composte di tre versi ma non fanno riferimento a elementi della religione cattolica, bensì chiamano in causa direttamente il foco sacro affermando che com'esso ha seccato gli elementi della natura (o monti o fossi), ora sarà esso ad essere seccato dall'elemento caldo applicato alla parte.
Verruche o porri Le verruche, volgarmente dette porri, vengono distinti dai segnatori in maschi e femmine e il segnatore può guarire solo quelli del suo stesso sesso. Il paziente non deve guardare i porri dopo la segnatura, per questo è più facile che guariscano gli animali degli esseri umani. La segnatura ha un effetto migliore quando la luna è calante, viceversa se è crescente l'effetto è opposto e la verruca peggiora (cresce). Le verruche vengono trattate in base a diverse procedure, delle qual la più comune è tracciare tre segni di croce o di pentacolo (un gruppo di salomone iscritto in un cerchio) su ogni verruca con l'indice della mano destra (anche bagnato di acqua benedetta) o con crocifissi, medaglie o anelli, oppure con un pezzetto di un ciocco di legno bruciato durante la notte di Natale. Le formule associate sono composte di due-tre o quattro versi che invocano la benedizione e/o la guarigione del paziente da parte di Dio, della Vergine (invocata anche come Maria), di Cristo, di San Giuseppe, la Trinità e un santo non identificato (perché tenuto segreto dalla segnatrice intervistata).
In alternativa esistono dei metodi diversi che generalmente non prevedono l'uso di formule ma sono quasi tutti accomunati dal contatto tra le verruche e degli oggetti che poi devono essere nascosti o abbandonati. Gli oggetti che devono essere posti a contatto delle verruche variano in base alla località e al segnatore: possono essere steli di una pianta erbacea particolare ma ignota che viene chiamata erba dai cento nodi (ma Guidi ritiene che si tratti di una specie molto comune), steli di giunco, fagioli (freschi o secchi), stuzzicadenti, chicchi di grano o di granturco, grani di sale, cordini annodati, un bastone, spicchi di mela; nei casi della mela e dei giunchi il segnatore pronuncia anche una breve formula nella quale si associa la scomparsa della verruca al marcimento dell'oggetto usato.
Altri metodi ancora sono: tracciare segni di croce sulla verruca con l'indice della mano destra bagnato dall'acqua prelevata da tre fonti diverse; sotterrare dei rametti di salice lungo un fosso pieno d'acqua in movimento pensando alla persona malata; e infine il metodo della mano talpata, che consiste nel carezzare e pizzicare le verruche con la mano da parte di individui che da piccoli sono stati sottoposti ad una prova particolare: stringere con la mano una talpa fino ad ucciderla.
I metodi seguiti per guarire i porri degli animali (specie quelli che crescono sulle mammelle delle vacche) sono gli stessi usati per gli esseri umani, ma esiste una variante che prevede l'uso del sangue mestruale della segnatrice.
Erisipela L'erisipela, nota generalmente in zona come visibula o visibola o più sporadicamente come desibola, desibula, disibola, visipila, risipila, disipila e mal del rospo, viene trattata con il contatto sulla parte colpita di un oggetto d'argento, mentre l'oro è considerato inefficace (ma in alcune località si segna invece con un anello d'oro e uno d'argento in successione). L'oggetto può essere un anello, un crocifisso, una medaglia, ma anche un bracciale o un orologio, e viene usato prima per accertarsi che si tratta di erisipela constatando se l'oggetto rimane attaccato alla parte malata e poi generalmente usato per tracciare segni a croce, circolari o a gruppo di Salomone sulla parte stessa. In alcune località invece di questi oggetti si usano pezzi di ciocco bruciato la notte di Natale oppure l'indice della mano destra bagnato o meno d'acqua benedetta o d'acqua di tre fonti o addirittura di saliva. In un caso intorno alla parte malata viene disegnato un volto umano con un bastoncino d'inchiostro.