Borgo Ognissanti (talvolta indicata anche come via Borgognissanti o Borgo d'Ognissanti) è una lunga strada della zona ovest del centro di Firenze, che deve il suo nome alla chiesa di Ognissanti, così come per l'omonima piazza che si apre lungo il tracciato. Corre più o meno parallela all'Arno e va da piazza Goldoni al Prato di Ognissanti, dal lato dove si incontrano via Curtatone e via Santa Lucia. Lungo il tracciato si innestano: via del Porcellana, piazza d'Ognissanti, via Melegnano e via Maso Finiguerra.
Storia Le strade dette "borghi" erano quelle che partivano dalle porte della cerchia antica di mura.
L'arrivo degli Umiliati nel 1250 mutò la zona, impiantandovi numerosi laboratori per la produzione della lana. Essi fondarono la primitiva chiesa di San Salvatore d'Ognissanti, poi ingrandita e abbellita nei secoli successivi, e per circa tre secoli segnarono fortemente con la loro presenza la località, vuoi per il loro impegno religioso, vuoi per la loro attività nel settore della lavorazione della lana. La zona era tradizionalmente controllata dalla famiglia Vespucci, mecenati e benefattori della vicina chiesa e di altre istituzioni lungo la via.
Quando venne inclusa nella cerchia del 1284 divenne il principale accesso per e da Porta al Prato, molto trafficata a tutte le ore del giorno. Lo stesso Ponte alla Carraia si chiamava così per il traffico dei carri, carichi di balle di lana, che andavano e venivano dal grande e industrioso convento degli Umiliati, i quali contribuivano moltissimo allo sviluppo dell'Arte della Lana fiorentina.
Il Borgo anticamente attraversava un terreno basso rispetto al livello dell'Arno, solcato da fossi, lungo i quali lavoravano, in un clima malsano, i galigai, cioè i conciatori di pelli. La bonifica del terreno acquitrinoso venne compiuta dagli Umiliati, con il loro grande convento simile ad un'isola industriale. Furono proprio essi a far murare il secondo ponte fiorentino, il Ponte alla Carraia; furono essi a far costruire attraverso il fiume la pescaia di Santa Rosa, per mantenere l'acqua ad un certo livello anche in tempo di magra; furono essi a regolare l'andamento dei fossi, dove l'acqua scorreva per mettere in moto mulini e gualchiere (come il Fosso Macinante, che scorreva lungo l'attuale via Solferino), o per smaltire i rifiuti delle conce e delle tintorie.
Qui correvano i cavalli durante il Palio dei barberi e qui non erano infrequenti i passaggi di cortei e carrozze, come durante l'ingresso trionfale di Eleonora di Toledo, a celebrazione della quale Niccolò Tribolo realizzò tutta una serie di straordinarie decorazioni e scenografie effimere per addobbare la strada.
Descrizione Il tracciato occupa ancora oggi un ruolo significativo nella viabilità cittadina, rappresentando l'asse principale anche veicolare della direttrice che dal ponte alla Carraia giunge al Prato e di qui al circuito dei viali. La sua significativa lunghezza giustifica la mancanza di un carattere unitario: da piazza Carlo Goldoni a piazza d'Ognissanti la strada è segnata da nobili palazzi che, per lo più, ospitano al terreno negozi d'antiquariato e di arredamento; da piazza d'Ognissanti verso il Prato il carattere è invece quello residenziale popolare, con una significativa presenza di esercizi commerciali funzionali alle necessità quotidiane del quartiere. In antico infatti le abitazioni più semplici e popolari erano tipiche delle zone più "periferiche", cioè a ridosso delle mura.
Edifici