Prometeo (; ), è un personaggio della mitologia greca. L'epiteto di Prometeo ("colui che riflette prima") lo contrappone a uno dei suoi tre fratelli, Epimeteo, che invece è "colui che riflette dopo". Questo è dovuto al fatto che Prometeo, a differenza di suo fratello, è astuto e intelligente.

Prometeo rubò il fuoco agli dei per darlo al genere umano e la sua azione, che avvenne in antitesi a Zeus ed è posta ai primordi dell'umanità, rappresenta l'origine della condizione esistenziale umana.

Nella storia della cultura occidentale, Prometeo può essere considerato un simbolo di ribellione e di sfida alle autorità o alle imposizioni, così anche come metafora del pensiero e archetipo di un sapere sciolto dai vincoli del mito, della falsificazione e dell'ideologia.

Genealogia Figlio del titano Giapeto ebbe per madre l'oceanina Climene oppure l'oceanina Asia. Sposò Pronoe (a volte citata come Esione Pronoea) che lo rese padre di Deucalione.

Altri figli a lui attribuiti sono AidosPindaro, Ode olimpica 7. 44 ff. ed Elleno. Quest'ultimo può essere lo stesso Elleno che in genere è considerato suo nipote.

Mitologia

miniatura|Dinos greco con Prometeo che consegna ai satiri il fuoco, contenuto nel fusto cavo di una ferula. I satiri accolgono il dono danzando (Museo Archeologico Nazionale delle Marche)

Prometeo è un titano amico dell'umanità e del progresso poiché ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini, subisce la punizione di Zeus, che lo incatena a una rupe ai confini del mondo per poi farlo sprofondare nel Tartaro.

Prometeo aveva cinque coppie di fratelli gemelli. All'inizio i fratelli erano virtuosi e saggi, ma si lasciarono prendere dall'avidità e allora gli dei mandarono una tempesta che distrusse il loro paese.

Atlante e Menezio sopravvissero al diluvio e si unirono a Crono e ad altri Titani per combattere gli dei. Però Zeus mandò in esilio Menezio e condannò Atlante a portare il Cielo sulle spalle per sempre.

Prometeo si schierò dalla parte di Zeus, dicendo di fare altrettanto al fratello Epimeteo, unendosi alla lotta solo quando oramai volgeva al termine. Come premio, ebbe la possibilità di accedere liberamente all'Olimpo; di conseguenza fu presente alla nascita, dalla testa di Zeus, di Atena. Zeus, per la stima che riponeva in Prometeo, gli diede l'incarico di forgiare l'uomo: Prometeo lo modellò dal fango e lo animò con il fuoco.

Prometeo diede testimonianza dell'amicizia che provava per gli uomini fin dalla prima volta che se ne dovette occupare: quando ricevette da Atena e dagli altri dei un numero limitato di "buone qualità" da attribuire agli esseri viventi, compito che suo fratello Epimeteo cominciò a eseguire senza pensarci tanto, distribuendole in maniera priva di pianificazione ai vari animali. Alla fine non vi erano più qualità da assegnare al genere umano, ma Prometeo rimediò subito rubando ad Atena uno scrigno in cui erano riposte l'intelligenza e la memoria, che donò agli umani.

Zeus in quel momento aveva deciso di distruggerli e non approvava la gentilezza di Prometeo per le sue creature; inoltre considerava i doni del titano troppo pericolosi perché gli uomini in questo modo sarebbero diventati sempre più potenti e capaci.

A quell'epoca, gli uomini erano ammessi alla presenza degli dei, con i quali trascorrevano momenti conviviali di grande allegria e serenità. Durante una di queste riunioni tenuta a Mecone fu portato un enorme bue, del quale metà doveva spettare a Zeus e metà agli uomini. Il signore degli dei affidò l'incarico della spartizione a Prometeo che approfittò dell'occasione per ingannarlo. Quando sacrificò l'animale, divise i pezzi in due parti: agli uomini riservò i pezzi di carne migliori, nascondendoli però sotto la disgustosa pelle del ventre del toro, mentre agli dei riservò le ossa, che ricoprì in un lucido strato di grasso. Fatte le porzioni, invitò Zeus a scegliere la sua parte: Zeus accettò l'invito e prese la parte che luccicava di grasso, ma scoprendovi dentro le ossa abilmente nascoste, si arrabbiò lanciando una maledizione sugli uomini; fu da allora che gli uomini cominciarono a lasciare agli dei le parti immangiabili delle bestie sacrificate, consumandone invece la carne, in cambio della loro mortalità. Lo sfrontato raggiro doveva essere punito e Zeus, senza colpire Prometeo, tolse il fuoco agli uomini e lo nascose.

La punizione di Prometeo e degli uomini Gli uomini, senza fuoco, morivano, esiliati sulla Terra. Prometeo allora si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell'Olimpo, lì accese una torcia grazie al fuoco del carro di Elio e si dileguò senza che nessuno lo vedesse. Secondo altre leggende, egli ritrovò la torcia nella fucina di Efesto, ne rubò qualche favilla e, incurante delle conseguenze, la portò agli uomini. Venuto a saperlo, Zeus ordinò ad Efesto di costruire una donna bellissima, di nome Pandora, la prima del genere umano, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e che tutte le dee dell'Olimpo dotarono di doni meravigliosi.

Si racconta che Zeus la inviò da Epimeteo affinché punisse la razza umana, alla quale Prometeo aveva dato il fuoco divino. Epimeteo, avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò, cosicché Zeus, più indignato che mai per gli affronti subìti prima dall'uno e poi dall'altro fratello, decise di punire ferocemente il titano e tutti gli uomini che egli difendeva"Prometeo incatenato è un tempo di tortura e di speranza cieca. Pare che sia l’unico tempo umano": Jan Kott, La maschera di Dioniso: l'assurdo e la tragedia greca, Lettera internazionale: rivista trimestrale europea. I trimestre, 2008.. Il padre degli dei fece incatenare Prometeo, nudo, nella zona più alta e più esposta alle intemperie, e ordinò che gli venisse conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi Aithon, una mostruosa aquila del Caucaso, perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato (che gli ricresceva durante la notte), giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia.

Epimeteo, dispiaciuto per la sorte del fratello, si rassegnò a sposare Pandora, ma essa sventatamente e per pura curiosità aprì il vaso donatole da Zeus, adempiendo così al piano del re degli dei. Egli, infatti, aveva chiuso all'interno del vaso tutti i mali che potessero tormentare l'uomo: la fatica, la malattia, la vecchiaia, la pazzia, la passione e la morte. Essi uscirono e immediatamente si sparsero fra gli uomini; solo la speranza, rimasta nel vaso tardivamente richiuso, da quel giorno sostenne gli uomini anche nei momenti di maggior scoraggiamento.

La liberazione e l'immortalità del Titano Come narrato nella tragedia perduta di Eschilo Prometeo liberato, dopo molti anniNelle Fabulae di Igino viene indicato il periodo come XXX anni, mentre nell'opera Poeticon astronomicon, sempre attribuita allo stesso Igino, valuta il periodo sul Scythiae a triginta milia annorú (Sagitta), e cita come fonte Eschilo (Aeschyllus tragoediarum scriptor dixit). Il riferimento è alla tragedia, ormai persa, "Prometheus pyrophorus" (Prometeo portatore del fuoco). Nel libro "Empedocles' cosmic cycle", Ed. Cambridge University Press (CUP) Archive (Empdocles' cosmic cycle, p.88) si elabora l'argomento. Molto dipende da come viene tradotto il verso 92-95 dal Prometeo incatenato (Eschilo): δέρχθηθ᾽ οἵαις αἰκείαισιν / διακναιόμενος τὸν μυριετῆ / χρόνον ἀθλεύσω. (Prometeo incatenato). μυριετῆ viene tradotto sia "innumerevoli anni" oppure "diecimila (o migliaia) d'anni". Eracle passò dalla regione del Caucaso, trafisse con una freccia l'aquila che tormentava Prometeo e lo liberò spezzando le catene.

Culto e devozioni L'eroe benefattore dell'umanità godette di un culto molto diffuso ad Atene, tanto che la città gli dedicò delle feste pubbliche, dette Prometheia, nelle quali si percorrevano le strade correndo con fiaccole accese per celebrare il più grande dono che Prometeo aveva fatto all'umanità: il fuoco.

A seguito della diffusione della cultura ellenistica, il mito entrò nell'iconografia di altre culture mediterranee, comprese quelle tirrenicheDobrowolski Witold, Il mito di Prometeo: il limite tra il cielo e la terra nell'arte etrusca, Archeologia classica: rivista del dipartimento di scienze storiche archeologiche e antropologiche dell'antichità : XLIII, 1991 (Roma: "L'Erma" di Bretschneider)..

Iconografia Nelle opere artistiche, il titano è generalmente raffigurato nudo e legato a una roccia, mentre Aithon gli divora il fegatoCfr. Museo archeologico dei Campi Flegrei, Sala 35: Prometeo incatenato, particolare del torso.. Nella scena si può scorgere una fiaccola accesa, simbolo della sua colpa e della sua punizione. Meno frequentemente l'eroe è ritratto davanti a una statua dalle fattezze umane, che talvolta poggia su di un piedistallo. In un'altra versione iconografica l'eroe, dopo aver rubato il fuoco, avvicina una torcia accesa alla statua per darle la vita. La commistione dei due episodi, in realtà indipendenti tra loro, è stata letta in chiave allegorica: la figura della statua rappresenta l'uomo toccato dalla grazia divina.

Prometeo plasma l'uomo

Prometeo ruba il fuoco

Influenza culturale Letteratura Prometeo - tragedia di Lucio Accio Il Prometeo - poemetto di Vincenzo Monti Prometheus - dramma di Wolfgang Goethe Prometeo donatore del fuoco - poema di Robert Bridges Prometeo ed Epimeteo - poema di Hugo von Hofmannsthal Prometeo ed Epimeteo - poema in prosa di Carl Spitteler Prometeo il paziente - poema di Carl Spitteler. Prometeo incatenato - traduzione di Elizabeth Barret Browning Prometeo incatenato - tragedia di Eschilo Prometeo liberato - tragedia perduta di Eschilo Prometeo liberato - opera letteraria di Percy Bysshe Shelley Prometeo - poesia di George Gordon Byron Prometeo male incatenato - romanzo di André Gide Prometeo o il Caucaso - tragedia di Luciano di Samosata Prometeo portatore del fuoco - tragedia di Eschilo La statua di Prometeo - commedia di Pedro Calderón de la Barca Prometheus - libro di Károly Kerényi Frankenstein o il moderno Prometeo - romanzo di Mary Wollstonecraft Shelley La scommessa di Prometeo - Operette Morali di Giacomo Leopardi Prometeo - testo teatrale di Rodrigo García Protagora - dialogo di Platone dove viene narrato il mito di Prometeo ed Epimeteo.

Musica Prometeo - tragédie lyrique di Gabriel Fauré Prometeo - poema sinfonico di Franz Liszt Prometheus - sinfonia di Otto Dorn Prometeo - album di Renato Zero Prometeo incatenato - ouverture di Károly Goldmark Prometeo incatenato - musiche di scena di Jacques- Élie Halévy Prometeo incatenato - cantata di Lucien Lambert Prometeo incatenato - cantata di André Messager Le nozze di Prometeo - cantata di Camille Saint-Saëns Prometeo. Tragedia dell'ascolto - dramma in musica di Luigi Nono Prometeo. Poema del fuoco - poema sinfonico di Alexander Scrjabin Prometheus - opera lirica di Carl Orff Prometheus: The Discipline of Fire and Demise - degli Emperor Prometheus - Brano dei Septicflesh, band greca di musica Symphonic Death Metal Prometheus - complesso musicale jazz attivo soprattutto negli anni settanta Prometeo. Tragedia dell'ascolto - composizione di Luigi Nono Prometheus - brano della band tedesca Saltatio Mortis incluso nell'album Aus der Asche del 2007 Personal Prometheus - brano della band statunitense Puscifer incluso nell'album Existential Reckoning del 2020

Balletto Prometeo liberato - balletto di Charles Parry Le creature di Prometeo - balletto di Ludwig van Beethoven

Scienze Prometeo - Satellite naturale del pianeta Saturno. Prometeo - L'elemento chimico Promezio Progetto Prometheus - Progetto di esplorazione spaziale di tre satelliti gioviani

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