Il XIV Gran Premio di San Marino, terza gara del campionato mondiale di Formula 1 1994, si è svolto il 1º maggio a Imola (Italia), presso l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari.
La vittoria andò al tedesco Michael Schumacher su Benetton, al suo quinto trionfo iridato in carriera, che precedette l'italiano Nicola Larini su Ferrari e il finlandese della McLaren Mika Häkkinen.
Eventi del weekend La competizione è nota per essere stata, assieme al Gran Premio del Belgio 1960, l'evento di Formula 1 con più incidenti dall'esito grave o mortale: nell'arco dei tre giorni di gara vi persero infatti la vita i piloti Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, mentre Rubens Barrichello rimase ferito, così come (pur con esito meno grave) alcuni meccanici e vari spettatori, coinvolti passivamente in ulteriori incidenti verificatisi durante la corsa.
Pre-gara Per la seconda gara consecutiva la Ferrari sostituì l’infortunato Jean Alesi con Nicola Larini. La Jordan, non potendo ancora schierare Eddie Irvine (condannato a saltare altre due gare a seguito dell’incidente occorsogli a Interlagos), aveva ingaggiato Andrea De Cesaris. La Benetton dal canto suo reintegrò nel ruolo di seconda guida JJ Lehto (il quale, benché messo sotto contratto a inizio stagione, aveva dovuto saltare le prime due gare del 1994 per i postumi di un incidente occorsogli nei test pre-campionato), che prese il posto di Jos Verstappen.
Prove e qualifiche Venerdì La sequenza di gravi incidenti che segnò il weekend ebbe inizio già nella sessione di qualifiche del venerdì: durante tale tornata, la Jordan di Rubens Barrichello, a causa del cedimento della sospensione posteriore sinistra e della velocità troppo elevata, uscì di traiettoria alla Variante Bassa, passò di traverso sul cordolo esterno e decollò, superando le gomme di bordopista e impattando contro le reti di protezione. L'auto quindi rimbalzò all'indietro, si cappottò un paio di volte e infine si fermò ribaltata nella via di fuga.
Essendo manifesta la gravità della situazione, le prove vennero subito interrotte per consentire di prestare i soccorsi. Barrichello venne estratto esanime dall’abitacolo e rianimato sul posto dai sanitari: ripresi i sensi, fu trasportato al centro medico e in seguito all'ospedale, ove venne stabilizzato e medicato. Riportò una frattura al setto nasale, tagli alla bocca, un braccio rotto, una costola incrinata ed una leggera amnesia; pur non potendo prendere parte al resto dell'evento, già la mattina del sabato si ripresentò nel paddock.
Sabato
Il secondo incidente avvenne durante la sessione di qualifiche di sabato 30 aprile: Roland Ratzenberger era impegnato in un giro lanciato nel tentativo di abbassare il suo tempo di qualificazione. Giunta nel rettilineo all'uscita della curva Tamburello, la Simtek del pilota austriaco subì la rottura dell'ala anteriore: il brusco calo di deportanza e l’elevata velocità () la resero ingovernabile, mandandola a sbattere contro il muro esterno della successiva svolta, intitolata a Gilles Villeneuve. Nel forte impatto il telaio non resse del tutto (un vistoso buco si aprì sulla sinistra, all'altezza dell'abitacolo) e la decelerazione fu tale da far perdere immediatamente conoscenza al pilota, provocandogli una frattura della base cranica. Anche stavolta la gravità della situazione fu subito manifesta: mentre il relitto della vettura, rimbalzato contro il muretto, continuava ad andare in testacoda per poi fermarsi in mezzo alla curva Tosa (successiva alla Villeneuve), si vide distintamente la testa del pilota oscillare mollemente e appoggiarsi ai bordi dell'abitacolo.
L'allarme fu ancora una volta immediato e fu esposta la bandiera rossa: in due minuti i medici di pista, diretti dal dottor Sid Watkins, si accostarono alla Simtek, trovando Ratzenberger privo di sensi e con copiosa perdita di sangue dalla bocca e dal naso. I sanitari intervennero su di lui dapprima nell’abitacolo, dopodiché lo estrassero e lo distesero a terra, tentando di rianimarlo. Dopo essere riusciti quantomeno a farlo uscire dall’arresto cardiaco, lo caricarono su un’ambulanza e quindi sull’elicottero del 118 Emilia-Romagna, che lo trasportò al pronto soccorso dell'Ospedale Maggiore di Bologna; a causa del grave trauma subìto, il pilota austriaco fu dichiarato morto sette minuti dopo l'arrivo all'ospedale.
La ricostruzione più credibile dell’incidente indicò come causa scatenante un danno all’alettone anteriore della Simtek, riportato durante il giro di lancio a causa di un probabile passaggio scomposto su un cordolo. Tale rottura non venne ravvisata né dal pilota né dal muretto, ma allorché Ratzenberger affrontò il rettilineo del Tamburello, il forte carico aerodinamico dell’alta velocità andò a spezzare definitivamente la superficie alare. A conforto di tale teoria vi furono le riprese televisive: una delle telecamere posizionate dopo il Tamburello, poco dopo il passaggio della Simtek numero 32, riprese un oggetto di colore violaceo (visivamente compatibile con la forma del flap frontale) volare in mezzo al tracciato.
Secondo le leggi italiane l'autodromo sarebbe dovuto andare immediatamente sotto sequestro a causa dell'incidente mortale, per consentire al pubblico ministero competente di effettuare i rilievi. Essendo però i medici riusciti a riattivare il cuore di Ratzenberger, il successivo decesso avvenne al di fuori del circuito e non comportò la sospensione del programma di garaImola 1994: il Gran Premio maledetto nella stagione maledetta - latelanera.com.
Era dal 1986 che un pilota di Formula 1 non moriva al volante (l’ultimo era stato De Angelis nel corso di una sessione di test privati sul Circuito Paul Ricard a Le Castellet) e ancor più tempo era passato dall’ultimo accadimento luttuoso nel corso di un evento ufficiale (l’incidente di Riccardo Paletti al Gran Premio del Canada 1982). L'ambiente della Formula 1 ne risultò immediatamente traumatizzato: allorché le prove vennero fatte ripartire, Ayrton Senna e i piloti della Benetton e della Sauber decisero di non effettuare altri giri.
La pole position fu conquistata per la 65ª ed ultima volta da Ayrton Senna, alle cui spalle si inserirono Michael Schumacher e Gerhard Berger. Il miglior tempo segnato da Ratzenberger prima dello schianto si rivelò sufficiente per occupare l’ultima posizione sulla griglia.
Nel post-prove la Simtek pensò anche di ritirare dal Gran Premio la propria seconda vettura (pilotata da David Brabham), lasciando spazio alla non qualificata Pacific di Paul Belmondo; Bernie Ecclestone riuscì però a far desistere la scuderia britannica, che dunque schierò regolarmente al via la sola monoposto numero 31; si decise, infine, di non ripescare più nessuno per la gara, lasciando vuota l’ultima piazzola della griglia.
A prove concluse, Senna montò su una macchina dell'organizzazione e si fece trasportare fino alla curva Villeneuve per verificare lo stato della pista; tale gesto gli costò una sanzione da parte della direzione di gara.Il fatto fu ripreso in diretta dalle telecamere RAI.
Le tragiche dinamiche di questo incidente che portarono alla morte del pilota Roland Ratzenberger aiutarono nello sviluppo del sistema HANS, divenuto obbligatorio in Formula 1 dal 2003.
Risultati
Qualificati per la gara
Pos Nº Pilota Costruttore Giro Gap 1 2 Ayrton Senna Williams-Renault 1'21"548 2 5 Michael Schumacher Benetton-Ford 1'21"885 +0"337 3 28 Gerhard Berger Ferrari 1'22"113 +0"565 4 0 Damon Hill Williams-Renault 1'22"168 +0"620 5 6 Jyrki Järvilehto Benetton-Ford 1'22"717 +1"169 6 27 Nicola Larini Ferrari 1'22"841 +1"293 7 30 Heinz-Harald Frentzen Sauber-Mercedes 1'23"119 +1"571 8 7 Mika Häkkinen McLaren-Peugeot 1'23"140 +1"592 9 3 Ukyo Katayama Tyrrell-Yamaha 1'23"322 +1"774 10 29 Karl Wendlinger Sauber-Mercedes 1'23"347 +1"799 11 10 Gianni Morbidelli Footwork-Ford 1'23"663 +2"115 12 4 Mark Blundell Tyrrell-Yamaha 1'23"703 +2"155 13 8 Martin Brundle McLaren-Peugeot 1'23"858 +2"310 14 23 Pierluigi Martini Minardi-Ford 1'24"078 +2"530 15 24 Michele Alboreto Minardi-Ford 1'24"276 +2"728 16 9 Christian Fittipaldi Footwork-Ford 1'24"472 +2"924 17 25 Éric Bernard Ligier-Renault 1'24"678 +3"130 18 20 Érik Comas Larrousse-Ford 1'24"852 +3"304 19 26 Olivier Panis Ligier-Renault 1'24"996 +3"448 20 12 Johnny Herbert Lotus-Mugen-Honda 1'25"114 +3"566 21 15 Andrea De Cesaris Jordan-Hart 1'25"234 +3"686 22 11 Pedro Lamy Lotus-Mugen-Honda 1'25"295 +3"747 23 19 Olivier Beretta Larrousse-Ford 1'25"991 +4"443 24 31 David Brabham Simtek-Ford 1'26"817 +5"269 25 34 Bertrand Gachot Pacific-Ilmor 1'27"143 +5"595 26 32 Roland Ratzenberger Simtek-Ford 1'27"584 +6"036
Non qualificati
Pos Nº Pilota Costruttore Giro Gap 27 33 Paul Belmondo Pacific-Ilmor 1'27"881 +6"333 28 14 Rubens Barrichello Jordan-Hart senza tempo
Gara Prima partenza
Il terzo grave incidente del weekend si verificò già alla partenza della gara: allo scattare del semaforo verde la Benetton di JJ Lehto, quinta in griglia, ebbe un problema tecnico e spense il motore, rimanendo ferma sulla piazzola. Le macchine che la seguivano scartarono bruscamente sui lati per evitarla, ma Pedro Lamy, partito dalle retrovie, si avvide dell'ostacolo solo all'ultimo momento: l'elevata velocità e la presenza di altre monoposto al suo fianco resero inevitabile il violento impatto, con la Lotus che letteralmente sfondò il retrotreno della Benetton, andando poi alla deriva per un centinaio di metri e fermandosi allo sbocco della pit-lane. Entrambi i piloti non riportarono conseguenze (salvo alcuni indolenzimenti), ma i detriti persi dalle auto coinvolte volarono in tutte le direzioni; alcuni di essi scavalcarono le recinzioni e finirono sulle tribune ferendo nove spettatori, dei quali uno, colpito da una gomma, rimase qualche giorno in coma.
Poiché il rettilineo dei box si era riempito di detriti, la direzione di gara ordinò l'ingresso in pista della safety car (condotta dal pilota Max Angelelli), per rallentare i concorrenti e dare modo ai commissari di ripulire il tracciato e spostare i relitti delle auto incidentate.
La decisione causò le proteste di alcuni piloti, timorosi che il rallentamento potesse compromettere la loro gara. In generale in quegli anni l'uso della safety car era fortemente messo in discussione nell'ambiente della Formula 1, in ragione del fatto che, in assenza di standard regolamentari, ogni tracciato disponeva di una vettura differente: non di rado i modelli utilizzati (in questo caso una Opel Vectra) non potevano tenere una velocità tale da permettere alle monoposto di massima categoria di mantenere le gomme in temperatura e dare adeguata ventilazione al raffreddamento del propulsore. L'idiosincrasia si era rafforzata a seguito del precedente Gran Premio in Giappone, quando la macchina di sicurezza, in un esperimento mai più ripetuto (salvo che in condizioni di grave maltempo), era stata addirittura usata per "serrare il gruppo" delle monoposto durante il giro di ricognizione, che si era dunque svolto a velocità particolarmente ridotta, causando problemi di surriscaldamento al motore e bassa temperatura degli pneumatici a non poche macchine. Come già nella gara precedente a più riprese, durante i giri a velocità ridotta, Senna affiancò e superò brevemente la vettura di servizio per spronarla vanamente ad accelerare.
Una volta pulita la pista, la gara riprese: Senna aveva mantenuto il comando e subito segnò un buon tempo cronometrato (risulterà essere il terzo crono più veloce della gara), inseguito a breve distanza da Schumacher.