Elisabetta crebbe relativamente libera dai vincoli sociali tipici della nobiltà mitteleuropea del XIX secolo ed era spesso insofferente alla rigida disciplina di corte di Vienna, ma rimase di certo un simbolo della monarchia asburgica. Il 10 settembre 1898 fu uccisa a Ginevra, in Svizzera, dall'anarchico italiano Luigi Lucheni.
Origine del soprannome Sissi Il soprannome corretto dell'imperatrice è Sisi, con una sola s.Haslip, Elisabetta d'Austria, p. 9.
L'antiquario Paul Heinemann sostenne che il nomignolo originale e anche la firma di Elisabetta fossero Lisi (diminutivo di Elisabeth), diventato Sisi in seguito a un errore di lettura della firma da parte di Francesco Giuseppe I. Questa ricostruzione è stata contestata dalla storica Brigitte Hamann, che ha sottolineato come solo il duca Massimiliano Giuseppe chiamasse la figlia Lisi, mentre la madre duchessa Ludovica e i suoi fratelli la chiamavano Sisi.
La versione Sissi con due esse è stata popolarizzata dai noti film degli anni Cinquanta, ma è da segnalare che la forma Sissy era già stata utilizzata da alcuni familiari dell'Imperatrice. Oggi in Austria si preferisce la versione tradizionale Sisi, utilizzata col nome del museo dedicatole, Museo di Sisi, ma è in uso anche la forma con due esse.
Biografia
Infanzia in Baviera
Elisabetta di Baviera nacque il 24 dicembre 1837 a Monaco di Baviera, in Germania, quarta dei dieci figli del duca Massimiliano Giuseppe in Baviera e di Ludovica di Baviera, figlia del grande elettore duca di Wittelsbach, Massimiliano, divenuto poi re con il nome di Massimiliano I Giuseppe di Baviera.
Entrambi i genitori appartenevano alla dinastia dei Wittelsbach, ma il padre discendeva da un ramo collaterale dei Duchi "in Baviera", mentre la madre apparteneva al ramo principale della famiglia reale. Pertanto il titolo e il trattamento di Elisabetta alla nascita furono quelli di "Sua Altezza, la duchessa Elisabetta in Baviera". Il 21 marzo 1845 re Ludovico I, fratello della duchessa Ludovica, concesse al cognato Massimiliano Giuseppe e ai suoi discendenti il trattamento di Altezza reale. La futura imperatrice fu da quel momento nota come "Sua altezza reale, la duchessa Elisabetta in Baviera" ().
Il matrimonio dei genitori di Elisabetta di Baviera non fu molto felice: il duca Massimiliano, non particolarmente interessato alla vita familiare, ebbe numerose amanti e figli illegittimi; la duchessa Sofia Ludovica, che a differenza delle sue sorelle, sposate a principi di case reali, aveva preso in marito un nobile di rango più modesto, non partecipava alla vita di corte bavarese, ma preferiva rimanere in disparte e occuparsi personalmente dell'educazione dei figli, cosa piuttosto singolare per quei tempi..
Elisabetta di Baviera trascorse un'infanzia serena a Monaco, nel palazzo di famiglia, mentre nei mesi estivi risiedeva nel castello di Possenhofen, una residenza a cui la giovane duchessa, amante della natura, fu molto legata per tutta la vita.. Di animo sensibile, cresciuta con molta semplicità in modo che non sviluppasse un carattere orgogliosamente aristocratico, sin da piccola fu abituata a trascurare i formalismi e a occuparsi dei poveri e degli infermi..
A quattordici anni s'innamorò di un certo conte Richard S.,. scudiero stipendiato del duca Massimiliano, ma dato che il ragazzo non era un buon partito, fu allontanato dal palazzo e inviato altrove. Quando tornò a Monaco, non molto tempo dopo, lo scudiero si ammalò e in breve tempo morì. Elisabetta di Baviera ne fu sconvolta e si chiuse in se stessa, consolandosi scrivendo poesie per il suo amore sfortunato.Corti, L'imperatrice Elisabetta, p. 18
Nell'inverno 1853 erano in corso alcune trattative con la sorella di Ludovica, l'arciduchessa Sofia, per far sposare la figlia maggiore Elena con l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria. La scelta dell'arciduchessa Sofia era caduta su Elena solo dopo il fallimento di due progetti nuziali con le principesse prussiane e sassoni, dal momento che la madre dell'imperatore desiderava insediare accanto al figlio una tedesca, per rafforzare il ruolo dell'Austria nell'area germanica.. Elena di Baviera, benché non fosse un membro di una famiglia reale, rappresentava comunque un legame con la Baviera, una delle regioni tedesche e cattoliche più fedeli all'Austria.
Ludovica di Baviera e la madre di Francesco Giuseppe I, Sofia, decisero di far incontrare i loro figli a Ischl, residenza estiva dell'imperatore, durante la festa di compleanno di quest'ultimo, avvenuta in agosto, e di annunciare pubblicamente il loro fidanzamento. Ludovica decise di portare con sé anche Elisabetta di Baviera, nella speranza di strapparla alla malinconia nella quale era sprofondata per la perdita del suo scudiero, e con l'intenzione di vagliare un suo possibile fidanzamento con Carlo Ludovico, fratello minore di Francesco Giuseppe..
Il fidanzamento e le nozze con Francesco Giuseppe
La duchessa Ludovica e le figlie arrivarono a Ischl il 16 agosto 1853. Nel pomeriggio ci fu un primo incontro tra le due figlie di Ludovica e Sofia, accompagnata dai figli Francesco Giuseppe ed Elisabetta di Prussia. Fin da quel primo formale incontro, fu evidente ai presenti che l'imperatore si era infatuato non di Elena, ma della più giovane e acerba sorella Elisabetta.
L'arciduchessa Sofia scrisse in merito alla sorella, Maria di Baviera: «Era raggiante, e tu sai come il suo volto si illumina quando è contento di qualcosa. La cara piccina non aveva la minima idea dell'impressione da lei destata in Franz. Fino all'istante in cui la madre le parlò apertamente, Sissi era solo intimidita e intimorita dalla gente che le stava intorno»..
Il giorno dopo l'imperatore disse alla madre che la sua scelta era caduta su Elisabetta, nonostante l'arciduchessa Sofia preferisse in realtà Elena. Nel ricevimento dato quella sera, l'imperatore ballò il cotillon con Elisabetta, un chiaro segno per tutti, ma non per la futura sposa. Anche durante la cena del 18 agosto, compleanno di Francesco Giuseppe, Elisabetta fu fatta sedere accanto a lui.
Il giorno seguente Ludovica, per conto dell'imperatore, chiese a Elisabetta se fosse condiscendente alle nozze e, ottenuto il consenso, lo comunicò per iscritto all'arciduchessa Sofia. Da quel momento fino al 31 agosto, la nuova coppia di fidanzati trascorse molto tempo insieme e si mostrò anche pubblicamente.
Intanto incominciarono le trattative con la Santa Sede per ottenere la necessaria dispensa papale, poiché gli sposi erano già primi cugini. Questa stretta parentela, una consuetudine per quel tempo, non fu tenuta in conto, nonostante diversi membri della famiglia Wittelsbach avessero già mostrato le tare ereditarie della loro dinastia.. Dal fidanzamento fino alle nozze, Elisabetta fu sottoposta a un corso di studio intensivo, nella speranza di colmare le numerose lacune della sua scarsa istruzione. Dovette imparare al più presto il francese, l'italiano e soprattutto la storia dell'Austria. Nello stesso periodo fu allestito rapidamente il corredo della sposa, pagato quasi del tutto dall'imperatore e non dal padre della sposa, come invece era consuetudine. Nel marzo 1854 fu ufficialmente firmato il contratto nuziale e la dote fu fissata in fiorini pagati dal duca Massimiliano e fiorini pagati dall'imperatore..
Il 20 aprile 1854 Elisabetta lasciò la sua casa paterna di Monaco in Baviera. Il viaggio durò tre giorni e il 23 aprile la futura imperatrice fece il suo ingresso ufficiale a Vienna, in Austria, dove ricevette una calorosa accoglienza. Le nozze furono celebrate con grande sfarzo la sera del 24 aprile 1854 nella Chiesa degli Agostiniani. Dopo i numerosi festeggiamenti, la coppia fu condotta nella camera da letto soltanto dalle rispettive madri, contrariamente alle usanze del tempo, che prevedevano la presenza di numerose persone. Le nozze furono consumate la terza notte..
Primi anni alla corte di Vienna Fin dal suo primo ingresso a corte, Elisabetta di Baviera dovette accorgersi delle difficoltà che l'attendevano. Nata e cresciuta in una famiglia di costumi semplici sebbene nobile, l'imperatrice si trovò al centro della rigida corte di Vienna, ancora legata a un severo "cerimoniale spagnolo", cui inizialmente la giovane dovette sottostare. Privata dei suoi affetti e delle sue abitudini, Elisabetta cadde presto malata, accusando per molti mesi una tosse continua, febbre e stati di ansia, dovuti a turbamenti di origine psichica..
L'arciduchessa Sofia si prese l'onere di trasformare la nuora Elisabetta in una perfetta imperatrice, ma nell'agire in tal senso, e restando fermamente attaccata all'etichetta, finì per inimicarsela, apparendo ai suoi occhi come una donna malvagia. Solo successivamente la ragazza si rese conto che la suocera aveva agito sempre a fin di bene, pur in maniera imperiosa e imponendo sacrifici.. A differenza di Sofia, che infatti era rispettata da tutta la corte, Elisabetta di Baviera era criticata per la sua scarsa istruzione e per la sua mancanza di attitudine alla vita di società..
Non molto tempo dopo le nozze, Elisabetta di Baviera rimase incinta e il 5 marzo 1855 partorì la sua prima figlia, chiamata Sofia in onore della nonna paterna. L'arciduchessa Sofia si occupò personalmente della bimba, alla quale fu legatissima. Le stanze della bambina furono allestite accanto alle sue e fu lei a scegliere educatrice e bambinaia. Già poco più di un anno dopo, il 12 luglio 1856, Elisabetta partorì un'altra bambina, Gisella, parimenti allevata dalla nonna. In seguito Elisabetta espresse rammarico per non essersi potuta occupare dei figli.. Nel settembre di quell'anno Elisabetta incominciò a far valere i suoi diritti di madre e durante un viaggio in Stiria e in Carinzia, in Austria, si riavvicinò molto al marito, solitamente compiacente verso l'arciduchessa Sofia. L'imperatrice capì che i viaggi di Stato erano un'occasione preziosa per stare da sola col marito e far valere la sua posizione di sposa e di madre.
Elisabetta riuscì a ottenere che la figlia primogenita Sofia accompagnasse lei e il marito durante il loro viaggio in Italia nell'inverno tra il 1856 e il 1857. Per la prima volta l'imperatrice, sempre acclamata da folle austriache festanti, si rese conto che l'impero non aveva il consenso di tutte le sue popolazioni. Il rigido regime militaristico austriaco aveva portato come conseguenza il disprezzo e l'odio degli italiani nei confronti degli Asburgo. Elisabetta, solitamente pronta ad assentarsi dagli impegni ufficiali a Vienna, rimase tuttavia accanto al marito in difficoltà per l'intero programma di viaggio italiano nel Lombardo-Veneto. A Milano, durante il ricevimento indetto per la nobiltà, gli aristocratici mandarono al loro posto, in segno di disprezzo, i propri servi; nel concerto che si svolse al Teatro alla Scala fu intonato il "Va', pensiero" di Giuseppe Verdi, che allora era l'inno dei patrioti italiani. A Venezia, poi, la famiglia imperiale attraversò Piazza San Marco acclamata soltanto dai soldati austriaci, mentre la folla di italiani rimase in silenzio. Il console inglese lì presente riferì a Londra, in Inghilterra: «Il popolo era animato da un unico sentimento: la curiosità di vedere l'imperatrice, la cui fama di donna meravigliosamente bella è arrivata anche qui»..