Il Sahara (AFI: Più raramente .

vedi anche Geografia de’ Fanciulli [...], In Venezia MDCCLXXIX, Appresso Pietro Savioni, introduzione di C. Lapucci, 1996, Casa Editrice G. D’Anna, p. 89.; dall'arabo الصحراء, ṣaḥrāʾ, "deserto") è il più vasto deserto caldo della Terra, con una superficie di , posto nell'Africa settentrionale e attraversato dal Tropico del Cancro .

Descrizione

Si estende dall'oceano Atlantico al Mar Rosso per una lunghezza di circa , con l'unica interruzione della Valle del Nilo, e per una larghezza dal Mediterraneo fino alle regioni centrali dell'Africa, dove il passaggio da deserto a savana è a volte assai incerto e stabilito da fattori di ordine climatico.

Il Sahara non ha un aspetto uniforme, si identificano infatti diversi tipi di paesaggio: lhammada, deserto di roccia nuda, liscia, incisa e lavorata dai venti che forma acute e taglienti schegge; il serir, o reg, formato da uno strato di ciottoli e ghiaia; lerg, chiamato anche idean, nel Sahara centrale, formato dalle caratteristiche dune di sabbia.

Nel Sahara mancano totalmente corsi d'acqua e quindi l'idrografia è rappresentata da una rete di valli disseccate e di fiumi fossili (arabo widyān, pl. di wādī, "fiume" o "letto del fiume") orientati verso il Niger, il Ciad, e il Nilo, nei quali scorre l'acqua solo in caso di piogge eccezionalmente abbondanti. Ricchissima è invece la circolazione sotterranea alimentata da numerose falde poste a diverse profondità che danno origine alla grande maggioranza delle oasi.

Ecoregioni

Il Sahara comprende differenti ecoregioni, ciascuna caratterizzata da differenti condizioni climatiche, con differenti comunità vegetali e animali.

Deserto costiero atlantico (PA1304): è una sottile striscia che si sviluppa lungo la costa atlantica, dal sud del Marocco, a tutto il Sahara Occidentale e Mauritania, dove la nebbia generata dalla fredda corrente delle Canarie fornisce sufficiente umidità da sostenere una varietà di licheni, piante succulente e piccoli arbusti. Steppa e boscaglie del Sahara settentrionale (PA1321): è la fascia settentrionale del deserto, prossima alle ecoregioni mediterranee del Maghreb settentrionale e della Cirenaica. Le piogge invernali sostengono la crescita di una comunità di alberi e arbusti che rappresentano una transizione tra le regioni a clima mediterraneo e il deserto iperarido.

Deserto del Sahara centrale (PA1327): comprende la parte centrale del Sahara dove le precipitazioni sono minime e sporadiche. La vegetazione è rara, l'ecoregione comprende principalmente dune sabbiose (erg, chech, raoui), altipiani rocciosi (hamadas), deserto roccioso (reg), torrenti asciutti (uadi) e laghi salati. Steppa e boscaglie del Sahara meridionale (PA1329): comprende una stretta fascia che si interpone tra il Sahara a nord e le savane del Sahel a sud. Tra luglio e agosto la regione riceve precipitazioni sufficienti a sostenere una savana erbosa e sparuta vegetazione arborea. Boscaglie xerofile montane del Tibesti-Jebel Uweinat (PA1331): comprende il massiccio del Tibesti in Ciad e Libia, e il Gebel Auenat al confine tra Egitto, Libia e Sudan. Precipitazioni abbastanza regolari e temperature più fredde consentono la formazione di boscaglie e macchie in cui si trovano palme da dattero, acacie, mirto, oleandri e tamerici. Boschi xerofili montani del Sahara occidentale (PA1332): si estende su vari altopiani e massicci montuosi vulcanici della parte occidentale del deserto del Sahara provide tra cui il massiccio dell'Ahaggar e l'altopiano del Tassili n'Ajjer in Algeria, il massiccio dell'Aïr in Niger, il massiccio dell'Adrar in Mauritania e l'Adrar degli Ifoghas in Mali. Praterie alofile del Sahara (PA0905): raggruppa alcune località aride e semiaride sparse all'interno del deserto del Sahara caratterizzate dalla presenza di vegetazione alofila; ne fanno parte le depressioni di Qattara e Siwa in Egitto, i laghi salati della Tunisia centrale, Chott Melrhir in Algeria, e diverse altre piccole aree di Algeria, Mauritania e Marocco note come "sebkha" o "chott". Praterie inondabili del Sahara (AT0905): è una vasta regione paludosa formata dal Nilo Bianco nel Sudan del Sud nota come Sudd. Forma, assieme alle ecoregioni della savana inondabile del delta interno del Niger-Bani e della savana inondabile del lago Ciad, la regione denominata praterie e savane inondabili del Sudd-Sahel, inclusa nella lista Global 200. Boscaglie xerofile montane del Sahara orientale (AT1303): comprende i massicci di Ennedi e Kapka in Ciad e il Jebel Marra in Sudan. L'altitudine e la presenza di acqua fanno prosperare una vegetazione del tutto differente da quella delle aree circostanti, ricca di endemismi regionali.

Clima La caratteristica fondamentale del Sahara è la forte siccità: le precipitazioni sono ben al di sotto dei annui. Rapidissima è l'evaporazione, fortissimo il riscaldamento diurno e intensa l'irradiazione notturna che provocano ampie escursioni termiche fino a .

Le temperature diurne raggiungono punte molto alte, nella stagione estiva comprese tra i di media (nelle zone più interne si stima che questi valori possano essere superati, sebbene non ci siano stazioni meteorologiche che possano confermarlo con certezza), mentre le piogge, soprattutto in alcune regioni, mancano del tutto.

Una particolarità del clima del Sahara sono i venti desertici, che prendono vari nomi: ad esempio simùn, harmattan, khamsin, ghibli.

Neve e gelo Il 18 febbraio del 1979 per mezz'ora il Sahara vide la neve. Il 17 e il 18 gennaio 2012 il Sahara vide di nuovo la neve, in Algeria (zona di Mecheria), seppur con accumuli scarsi (6 mm a quote superiori a 1000 m). La nevicata più recente si è avuta nel pomeriggio del 19 dicembre 2016, sulle alture della città algerina di Ain Sefra. Le gelate sono possibili d'inverno, a causa delle fortissime escursioni termiche tra notte e giorno.

Le polveri sahariane Il trasferimento di materiale desertico verso l'Europa è uno dei fenomeni più caratteristici del Sahara, e produce effetti facilmente constatabili, come ad esempio la presenza di sabbia in un vento di scirocco oppure le piogge "rosse" o infine l'apporto di elementi come il ferro e il fosforo che inducono la crescita di alghe marine, e persino in grado di apportare alterazioni nell'ambiente.

Già nell'antichità Aristotele osservò la presenza, nel vento del Sud, di grande quantità di terra (Meteorologia, 358a, 28 ss.), mentre in epoca moderna il primo caso ben documentato fu la cosiddetta "pioggia di sangue", accaduta nel 1901 e che coinvolse anche il territorio della Germania settentrionale. L'intera Europa è interessata dal fenomeno, che si spinge ben oltre i paesi mediterranei, per raggiungere anche quelli scandinavi.

Le cause del trasporto di polvere verso l'Europa sono fondamentalmente due: una è diretta e avviene a causa di una bassa pressione sulla Spagna e sulla Francia che spinge l'aria calda e secca dal Nordafrica verso il Mediterraneo; talvolta questa corrente di aria viene sollevata al di sopra di quella mediterranea, più fredda, e riesce in questo modo a raggiungere distanze lontane, fino all'Europa del Nord; il trasferimento indiretto avviene quando in un primo tempo la sabbia viene deviata verso est a causa di una depressione o verso ovest a causa di un anticiclone, e in un secondo tempo ritorna verso il centro del Mediterraneo.

Il fenomeno delle "polveri sahariane" è un campanello di allarme sull'incidenza negativa, anche dell'uomo, sull'ambiente e sul clima, dato che si ipotizza che il 50% delle polveri provenga da territori "alterati" a causa dell'erosione, dello sfruttamento e della deforestazione.

Ambiente Flora

La flora del Sahara, all'interno di ciascuna ecoregione, non è molto varia; ci sono però differenze importanti tra un'ecoregione e l'altra, in alcune la vita vegetale manca completamente, in altre è limitata alle poche specie che si sono adattate a sopportare il clima locale. La fascia meridionale è ricoperta da savane, quella settentrionale da steppa mediterranea.

Numerose, fra le piante, le artemisie, le chenopodiacee (salsolacee) e qualche graminacea (stipa) e soprattutto cespugli xerofili (Ziziphus, Pistacia, Tamarix, Retama, Calligonum, Acacia, Rhus).

Una voce a parte meritano le oasi in cui crescono palme da dattero e vengono coltivati agrumi, miglio, ortaggi, orzo, frutta, erbe aromatiche.

Fauna

Per quanto riguarda in particolare la fauna, molte sono le specie di invertebrati, spesso endemiche, soprattutto tra gli aracnidi, come scorpioni e solifugi, tra i crostacei isopodi e tra gli insetti, in particolare coleotteri tenebrionidi.

Anche tra i mammiferi vi sono numerose specie sahariane, tra cui la procavia (Procavia capensis), e soprattutto roditori molto specializzati, come il topo delle piramidi (Jaculus jaculus), o alcuni gundi (Ctenodactylus gundi, Massoutiera mzabi), ma le più vistose vanno cercate tra i carnivori e gli ungulati. Tra i primi vi sono ben tre specie di volpe, il fennec (Vulpes zerda), la volpe di Rüppell (V. rueppellii) e la volpe pallida (V. pallida), ma anche felidi come il caracal (Caracal caracal) e ienidi come la iena striata (Hyaena hyaena). Tra i secondi alcune gazzelle sono tipicamente sahariane, come la gazzella dorcade (Gazella dorcas), la dama (Nanger dama), quella di Cuvier (G. cuvieri) e quella bianca (G. leptoceros), ma anche altri bovidi come l'addax (Addax nasomaculatus), l'orice dalle corna a sciabola (Oryx dammah) o l'ammotrago (Ammotragus lervia), tutti resistentissimi alla scarsezza d'acqua e alla poca vegetazione erbacea, così come il dromedario (Camelus dromedarius), specie ormai esistente solo allo stato domestico.

Anche tra i vertebrati vi sono però molte specie adattate a questo ambiente così estremo. Poche specie di pesci, come il barbo del deserto (Enteromius deserti), vivono nelle oasi e rappresentano dei relitti biogeografici di un popolamento saheliano, ormai quasi scomparso. Lo stesso vale, tra i rettili, per il coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus), ormai quasi estinto anche a causa dell'uomo, ma che sopravvive in poche oasi sahariane. Altri rettili sono tipici di queste aride regioni: il cobra egiziano (Naja haje), o il cobra a collo nero (Naja nigricollis), le temibili vipere del deserto (Cerastes cerastes e C. vipera), o tra i sauri l'uromastice africano (Uromastyx acanthinura) e quello egiziano (U. aegyptia), o il varano del deserto (Varanus griseus).

Tra gli uccelli alcune specie sono strettamente legate a questo ambiente. Il lanario (Falco biarmicus) è un falcone tipico delle formazioni aride dove si nutre dei molti piccoli passeriformi e sauri presenti ed è utilizzato dai berberi per la falconeria. La pernice delle sabbie (Ammoperdix heyi) è diffusa in Egitto e Sinai, mentre più ampia distribuzione hanno il corrione biondo (Cursorius cursor) e la grande ubara (Chlamydotis undulata). Molte specie sahariane appartengono al genere Oenanthe, che comprende monachelle e culbianchi, come lO. deserti, e ben diffusi sono anche l'occhione (Burhinus oedicnemus) e l'occhione assimile (B. senegalensis). Assai numerosi sono inoltre gli alaudidi, tra cui vale ricordare la grande allodola del Dupont (Chersophilus duponti), o le specie della famiglia Pteroclidae, tra cui il grandule comune (Pterocles alchata), quello del Senegal (P. senegallus) e la ganga unibande (P. orientalis). Legato alle oasi e più antropofilo come i passeri nostrani, è invece il passero del Sahara (Passer simplex).

Popolazione

Da un punto di vista etnico, il Sahara rappresenta la zona di separazione tra l'etnia bianca dell'area mediterranea e quella nera dell'Africa subsahariana, che tuttavia, con continue correnti migratorie, si sono spesso fuse fra loro.