La didattica (dal greco διδάσκω, cioè "insegnare") indica la teoria e la pratica dell'insegnamento. Si può dividere in didattica generale, che riguarda i criteri e le caratteristiche generali della pratica educativa, e in didattica speciale che riguarda invece i singoli insegnamenti o le diverse caratteristiche (età, capacità specifiche, ambiente) dei soggetti dell'apprendimento.Enciclopedia Italiana Treccani
Storia Età antica Il termine didattica affonda le sue origini nel greco didàskein, che sta ad indicare l'acquisizione della pratica dell'insegnamento e del mostrare.Giovanni Bonaiuti Fondamenti di didattica, Roma, Carocci, 2007 Nella Grecia arcaica il poema didascalico si poneva come obiettivo quello di istruire le persone attraverso la narrazione; un esempio è il poema di Esiodo Le opere e i giorni.Esiodo, Le opere e i giorni Per quanto concerne invece il latino tardo, possiamo trovare il termine didascalicus che significa “fatto ammaestrare”;Per vedere il termine spiegato più ampiamente consulta il testo Vocabolario italiano-latino compilato dall'abate Giuseppe Pasini ad uso della gioventù datasi allo studio della lingua latina nel quale si contengono i modi di dire ed i proverbi più eleganti e difficili dell'una e dell'altra lingua ed inoltre le favole de' poeti, ed i nomi geografici che si leggono negli ottimi latini autori, Volume 1; P. A. Molina è solo però nel 1554 che troviamo per la prima volta il termine didactique come aggettivo.
Con Socrate si afferma il metodo del dialogo (maieutica) grazie al quale si aiuta il discepolo a far emergere conoscenze che ha già dentro di sé. Tutto ciò verrà applicato successivamente nell'Accademia Platonica.La dottrina di Socrate secondo Senofonte, Platone ed Aristotele: Memoria premiata dalla R. Accademia di scienze morali e politiche di Napoli nel Concorso dell'anno 1869
Dal Medioevo al XIX secolo Per quanto riguarda invece le scuole del primo Medioevo, esse si ponevano come obiettivo l'istruzione cristiana dei monaci e dei chierici. Le lezioni erano caratterizzate dalla lettura da parte del maestro di testi, mentre l'alunno doveva ascoltare e memorizzare.per approfondire il tema consulta il testo Istruzione e educazione nel Medioevo, Carla Frova, Loescher, 1973
Nel Seicento, una figura di notevole influenza è Comenio. Quest'ultimo, convinto che l'educazione fosse uno dei principali strumenti in grado di garantire la pacifica convivenza tra gli uomini, introdusse grandi cambiamenti e innovazioni nell'insegnamento, gettando le basi della didattica moderna. Cercò infatti di sviluppare una formazione completa della persona e, per garantire un'istruzione a tutti, cercò di collegare le scuola a un'organizzazione centrale e distribuita meglio sul territorio; cercò anche di guidare i maestri alla conoscenza della didattica e si impegnò per sviluppare specifiche strategie didattiche ed educative.per ulteriori approfondimenti consulta il testo Filosofia dell'Educazione, Raffaele Mantegazza, Pearson Italia S.p.a., 1998 Dopo Comenio, Locke concepisce la mente come una tabula rasa e solo l'esperienza è in grado di riempirla di nozioni; nella sua opera Pensieri sull'educazione si occupa della formazione del gentleman e dà particolare importanza alle discipline, alla motivazione e alla curiosità nel bambino.Per comprendere meglio il pensiero di Locke vedi testo Pensieri sull'educazione, John Locke, La Nuova Italia, 1974
Nel Settecento Rousseau sposta l'attenzione sul soggetto che è destinatario dell'insegnamento. Nell'Emilio parla della necessità di ricorrere ad una metodologia basata su un'educazione che cerchi di eliminare tutte le cattive influenze date dalle circostanze. Il maestro in questo caso vede ridefinito il suo ruolo poiché diventa in grado di motivare, stimolare la curiosità, rispettando allo stesso tempo i bisogni e i tempi del soggetto. Nonostante questo suo pensiero innovatore, Rousseau non è in grado di influenzare la pratica educativa del tempo basata su regole e sanzioni.Si consiglia di consultare il testo Rousseau Emilio, con un saggio di Claude Lévi-Strauss, I edizione Oscar grandi classici maggio 1997
Età contemporanea Per quanto riguarda la pedagogia dei primi del Novecento, una figura di particolare importanza è Piaget, che studia lo sviluppo cognitivo del bambino.Per ulteriori informazioni sul pensiero di Piaget consultare il testo Psicopatologia del bambino, Daniel Marcelli, Elsevier srl, 2009
Una figura influente dell'Attivismo è quella di Dewey, il quale getta le basi per la sperimentazione di diverse esperienze educative in cui si dà grande importanza all'educando ed alla sua individualità.Per approfondire il tema vedi testo “Profilo delle teorie moderne dell'educazione”, Fabrizio Ravaglioli, Armando Editore, 1999 La scuola attiva infatti mette il bambino al centro di qualsiasi interesse, dando quindi spazio ad un suo laissez faire.per ulteriori informazioni vedi il testo Pedagogia del gioco e dell'apprendimento. Riflessioni teoriche sulla dimensione educativa del gioco, Rosa Cera, FrancoAngeli, 2009.
Nel 1954 Skinner diede vita all'istruzione programmata.si consiglia di consultare il testo Profilo delle teorie moderne dell'educazione, Fabrizio Ravaglioli, Armando Editore, 1999. Skinner è il più importante esponente del Comportamentismo; l'autore sostiene infatti che si può studiare solo il comportamento esterno."Comportamento organizzativo", Robert Kreitner, Angelo Kinicki Apogeo Editore, 2004 Egli afferma inoltre che è necessario applicare i principi conoscitivi dell'apprendimento (tra cui il rinforzo positivo) alla didattica nei suoi diversi modi d'uso.La dottrina di Socrate secondo Senofonte, Platone ed Aristotele: Memoria premiata dalla R. Accademia di scienze morali e politiche di Napoli nel Concorso dell'anno 1869 Di notevole rilievo sono anche i contributi teorici che derivano dalla Gestalt (Wertheimer, Koffka e Kohler) che sostiene che i soggetti non reagiscono solo ad un insieme di dettagli distinti, ma ad una complessa struttura di stimoli. Da quest'ultima corrente di pensiero derivano poi tutta una serie di studi sulle caratteristiche percettive e strutturali che influenzeranno anche il problem solving, il pensiero creativo e tutte le ricerche sulle dinamiche e sul clima di gruppo.si consiglia di consultare il testo: Iniziazione alla Gestalt. L'arte del con-tatto, Serge Ginger Edizioni Mediterranee, 2005.
Per quanto concerne invece il piano della psicologia clinica e della personalità, fondamentale è stato il contributo di Rogers, Maslow, Shannon, Weaver e la Scuola di Palo Alto (Bateson, Watzlawick) la quale elabora cinque assiomi delle comunicazioni.Per approfondire il vedi il testo Psicologia della comunicazione. Un manuale introduttivo, Valeria Verrastro, Franco Angeli, 2007.
Nel Sessantotto assumono una grande importanza diversi apporti culturali come quello della Scuola di Francoforte (Marcuse, Adorno, Horkheimer) che sosteneva metodologie antiautoritarie e dava particolare importanza alla funzione ideologica della formazione, e il condizionamento in quest'ultima dei fattori socioculturali, come ad esempio il linguaggio.vedi testo La teoria critica della Scuola di Francoforte: diagnosi della società contemporanea e dialogo critico con il pensiero moderno, Umberto Galeazzi, Edizioni Scientifiche Italiane, 2000.
Durante gli anni Settanta, il cognitivismo si afferma sempre di più arricchendosi di nuove connotazioni.Si consiglia di consultare il testo Verso una sintesi fra cognitivismo e psicoanalisi. Teoria e tecnica del lavoro psicoterapeutico, Claudio Lalla Franco Angeli, 1996. Si avverte anche la necessità di creare nuovi modelli e teorie sulla mente e sull'intelligenza; basta ricordare infatti Gardner con la sua teoria delle intelligenze multiple.Vedi testo Educazione e sviluppo della mente. Intelligenze multiple e apprendimento, Howard Gardner, Edizioni Erickson, 2005.
Fondamentale è anche ricordare quella corrente di pensiero chiamata oggi Costruttivismo. Quest'ultima sposta l'interesse dall'allestimento curricolare e dalla sua organizzazione lineare-sequenziale, all'allestimento di comunità ed ambienti per l'apprendimento. All'interno del Costruttivismo si sviluppano a sua volta diversi filoni di pensiero, tra cui l'indirizzo socioculturale di derivazione vygotskijana per cui l'apprendimento si genera come processo di interazione ossia un percorso che va dall'esterno verso l'interno o, in altre parole, dai processi sociali all'individuo. L'interazione rappresenta inoltre la premessa per dare vita al pensiero e da cui ha origine anche il linguaggio. Per quanto concerne invece gli anni Novanta, si sviluppano le reti telematiche e il cyberspazio che permettono di dar via ad una riflessione teorica che si pone come obiettivo l'elaborazione di nuovi modelli di produzione del sapere, creando però allo stesso tempo delle criticità che riguardano il settore della formazione. Da un punto di vista Internet ha infatti permesso la creazione di nuovi spazi di interazione e comunicazione che hanno dato origine ad un'intelligenza collettiva, ma dall'altro si sono prodotte nuove forme di esclusione tra chi riesce a trarre vantaggi da questa nuova forma di comunicazione e chi no.
Un sistema di insegnamento attraverso il computer, con lo stesso comportamento di un insegnante reale prende il nome di Intelligent Tutoring System.
Descrizione La didattica è la scienza della comunicazione e della relazione educativa. L'oggetto specifico della didattica è lo studio della pratica d'insegnamento, l'organizzazione razionale dei metodi e delle azioni tese all'ottenimento di un efficace progetto educativo. La strategia didattica concerne in che modo si debba insegnare, dando uno scopo all'insegnamento; chi insegna (docente) avrà la capacità di trasmettere in modo esatto il proprio messaggio, facilitando l'apprendimento dell'allievo (discente). Come è possibile questo? È possibile grazie ad un processo di educazione autogestito, poiché educare significa far venir fuori se stessi ed il docente ha il compito di far comprendere al discente di essere se stesso attraverso il "non fare", quindi a scoprirsi, a mostrarsi così come si è, manifestando la propria autenticità. L'educatore non ostacolerà il processo di maturazione autogestita del discente (auto-insegnamento) poiché, sarà il primo ad essere autentico con i suoi alunni.
Scopo della teoria didattica è:
il miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'insegnamento del docente il miglioramento dell'efficacia e soprattutto dell'efficienza (diminuzione dei tempi e delle energie) dell'apprendimento dell'allievo.
In teoria e in pratica esistono varie didattiche a seconda delle discipline oggetto d'insegnamento, dell'età del discente, del contesto educativo, e così via. Vi è, ad esempio, una didattica del maestro diversa dalla didattica del professore. A livello più pratico ed in parte meno consapevole, vi è un'azione didattica anche da parte di coloro che insegnano un determinato saper fare, un mestiere, un'arte, o un compito anche semplice, ma il termine didattica è per lo più riferito ad un'azione consapevole, intenzionale, pianificata e fondata su un apparato teorico pedagogico o filosofico. La didattica quindi anche come arte della semplificazione e della relazione, ma anche metodo consapevole della sperimentazione e della ricerca educativa.