È stato deputato alla Camera dal 2008 al 2013 per l'Unione di Centro e dal 2014 al 2021 per Forza Italia, di cui ha svolto il ruolo di capogruppo dal 10 marzo al 20 ottobre 2021, ricoprendo anche diversi incarichi.

Biografia Fratello minore di Mario Occhiuto, anch'egli politico ed esponente di Forza Italia, sindaco di Cosenza dal 2011 al 2021 e senatore della Repubblica dal 2022, dopo aver conseguito la laurea magistrale in scienze economiche e sociali all'Università della Calabria, intraprese la carriera di giornalista pubblicista nel 2001, diventando direttore generale del gruppo Media TV, che raggruppa alcune emittenti televisive calabresi come Ten, Rete Alfa e Telestars, creando un network televisivo.

Nel 2019 è diventato anche imprenditore vinicolo, acquisendo una tenuta a Montegiordano, nella zona dell'alto Jonico (Cosenza), dove produce vino.

Vita privata Dopo un primo matrimonio, da cui ha avuto Angelica e Marco, ha intrapreso una relazione con Matilde Siracusano, deputata forzista e sottosegretaria di Stato ai rapporti con il Parlamento nel governo Meloni, da cui è nato Tommaso (2022).

Attività politica Gli inizi nella DC e diaspora democristiana Inizia a fare politica durante gli anni dell'Università, militando nelle file della Democrazia Cristiana (DC) della sua città, con cui alle elezioni amministrative del 1993 si candida al consiglio comunale di Cosenza, tra le liste di Popolari Cosenza a sostegno del candidato sindaco di centro Piero Carbone, risultando eletto consigliere comunale.

Nel 1994, con lo scioglimento della DC, aderisce alla rinascita del Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, e l'anno successivo segue Rocco Buttiglione, segretario del PPI, e l'ala del partito favorevole all'alleanza con Forza Italia di Silvio Berlusconi nella nascita dei Cristiani Democratici Uniti (CDU).

Consigliere regionale della Calabria Nel 2000 abbandona il CDU e aderisce a Forza Italia di Berlusconi, con cui alle elezioni regionali in Calabria di quell'anno si candida, a sostegno del candidato di centro-destra Giuseppe Chiaravalloti, risultando eletto nel collegio di Cosenza con 8.588 preferenze in consiglio regionale della Calabria, il più giovane consigliere regionale di Forza Italia. Successivamente divenne membro del Congresso delle Regioni costituito dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali.

Nel 2002, a seguito di dissidi interni con i leader locali di Forza Italia, culminata con una richiesta di espulsione dal partito, abbandona Forza Italia e aderisce al Centro Cristiano Democratico di Pier Ferdinando Casini, che successivamente nello stesso anno confluisce nell'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UdC), con cui alle regionali calabresi del 2005 venne rieletto consigliere regionale, nel medesimo collegio con 16.217 preferenze, ricoprendo l'incarico di vicepresidente del Consiglio regionale.

Elezione a deputato

Alle elezioni politiche del 2008 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste dell'UdC nella circoscrizione Calabria in quarta posizione, risultando eletto deputato grazie alla rinuncia di Giuseppe Naro (eletto nella circoscrizione Sicilia 2). Nella XVI legislatura della Repubblica è stato membro della 6ª Commissione Finanze (2008-2009), dove ricopre l'incarico di capogruppo per l'UdC (2008-2009; 2010), del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (2008-2013) e della 5ª Commissione Bilancio, tesoro e programmazione (2009-2010; 2010-2013), dov'è vicepresidente (2010-2013), oltreché segretario della Comitato per la legislazione (2008-2011).

Alle elezioni provinciali del 2009 si candida alla presidenza della Provincia di Cosenza, sostenuto da una coalizione centrista formata da UdC e le liste civiche "Occhiuto Presidente" e "No al Federalismo Leghista", raccogliendo il 10,45% dei voti al primo turno ma, essendo arrivato terzo, non accede al ballottaggio.

Ritorno in Forza Italia e alla Camera Alle elezioni politiche del 2013 viene ricandidato alla Camera, tra le liste dell'Unione di Centro nella medesima circoscrizione in seconda posizione (dietro al segretario Lorenzo Cesa), risultando tuttavia il primo dei non eletti, a causa della scelta di Cesa (eletto anche in Puglia) di optare la Calabria per favorire l'elezione di Angelo Cera. Il 25 giugno 2014 torna ad essere deputato, subentrando a Cesa eletto europarlamentare. Nel frattempo il 13 dicembre 2013 abbandona l'UdC e aderisce all'appena rinata Forza Italia di Berlusconi. Nel corso della XVII legislatura ha fatto parte della 14ª Commissione Politiche dell'Unione europea (2014-2018), dove nel 2015 diventa anche vicepresidente, della Commissioni parlamentare d'inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro (2015) e della Commissione parlamentare antimafia (2015), oltre a ricoprire gli incarichi di vice-capogruppo (2017-2018) e delegato d'aula (2015-2018) del gruppo parlamentare "Forza Italia-Il Popolo delle Libertà-Berlusconi Presidente" a Montecitorio.

Vice-capogruppo e capogruppo di Forza Italia alla Camera

Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato alla Camera, tra le liste di Forza Italia nei collegi plurinominali Calabria - 01 come capolista e Calabria - 02 in seconda posizione, venendo eletto deputato in entrambi i collegi ma optando per il primo. Nella XVIII legislatura della Repubblica è componente della 5ª Commissione Bilancio, tesoro e programmazione (2018-2021), della 7ª Commissione Cultura, scienza e istruzione (2021) e della Giunta per il Regolamento, oltre a rivestire gli incarichi di vice-capogruppo vicario e delegato d'aula del gruppo parlamentare di Forza Italia dal 2018 al 2021 e, con la nomina di Mariastella Gelmini a Ministro per gli affari regionali e autonomie nel governo Draghi, capogruppo poi nel 2021, eletto per acclamazione.

Presidente della Regione Calabria Primo mandato Il 16 giugno 2021, in vista delle elezioni regionali in Calabria di quell'anno, indette anticipatamente a seguito della prematura morte della presidente Jole Santelli (eletta e deceduta nell'anno precedente), viene ufficializzata la candidatura di Occhiuto alla presidenza della Regione Calabria, dopo che è stato proposto dal suo partito e venendo sostenuto da una coalizione di centro-destra formata da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Salvini Calabria, Forza Azzurri, Coraggio Italia, Unione di Centro e Noi con l'Italia (che include candidati de Il Popolo della Famiglia).

Durante la campagna elettorale, dove lo slogan di Occhiuto è La Calabria che l'Italia non si aspetta, viene annunciato il ticket con Antonino "Nino" Spirlì, presidente facente funzioni uscente, come candidato vicepresidente (che tuttavia non si concretizzerà). Alla tornata elettorale viene eletto presidente con il 54,46% dei voti e superando i candidati del centro-sinistra-Movimento 5 Stelle Amalia Bruni (27,68%) e della sinistra Luigi de Magistris (16,17%).

Il 4 novembre 2021 si dimette da deputato, per l'incompatibilità della carica con quella di presidente della Regione, venendo sostituito da Andrea Gentile. Nello stesso giorno viene nominato, su sua richiesta e sull'insistenza della delegazione del suo partito al governo, commissario straordinario per la sanità della Regione Calabria, dal Consiglio dei Ministri al posto di Guido Longo, chiedendo carta bianca al governo sulla scelta degli esperti che lo affiancheranno.

Durante l'elezione del Presidente della Repubblica del 2022 è stato uno dei 58 delegati regionali, in rappresentanza della maggioranza in consiglio regionale della Calabria. Mentre il 24 febbraio 2024, nel corso del primo congresso del Forza Italia, viene eletto vicesegretario di partito.

Dimissioni e secondo mandato

Il 31 luglio 2025 Occhiuto, in un messaggio video, annuncia che si dimetterà anticipatamente, a seguito dell'inchiesta che lo vede indagato per corruzione, ma che intende ricandidarsi alla presidenza della Regione per le prossime elezioni previste per il 5-6 ottobre, affermando di voler far decidere agli elettori calabresi se il suo lavoro «deve continuare», con la coalizione di centro-destra, dimissioni che vengono formalizzate l'8 agosto.

Il 21 agosto 2025 si è dimesso da commissario alla sanità della Calabria, per evitare il rischio di ineleggibilità alla presidenza della Regione legato ad alcune normative vigenti.

Alla tornata elettorale, presentatosi con Forza Italia, Occhiuto Presidente e Forza Azzurri (con candidati di Forza Italia), Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni, Lega per Salvini Calabria, Noi Moderati, Democrazia Cristiana - Unione di Centro (con candidati di Democrazia Cristiana con Rotondi e di Indipendenza!) e Sud chiama Nord - Per le Autonomie - Partito Animalista, viene confermato presidente col 57,26% dei voti e superando il candidato del centro-sinistra-M5S Pasquale Tridico (44,44%), anche se con un affluenza scesa al 43,15%, divenendo il primo presidente della Regione rieletto per un secondo mandato dall'introduzione del sistema ad elezione diretta.

Amministrazione della Regione Durante il suo mandato si è occupato della gestione della pandemia di COVID-19 e di siglare un accordo col governo cubano per portare circa 500 medici cubani in Calabria per i prossimi tre anni per sopperire alla mancanza di personale negli ospedali calabresi e sostenere il deficitario sistema sanitario; oltre a schierarsi a favore del progetto (piuttosto datato) del rigassificatore di Gioia Tauro (Reggio Calabria), sollecitando più volte il governo a riprenderlo.

Ha riorganizzato il consorzio di bonifica regionale, sopprimendo gli undici enti precedentemente esistenti sostituiti da un unico ente, il Consorzio di bonifica della Calabria. Inoltre ha istituito l'Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria, ente d’ambito al quale i comuni trasferiscono i servizi per la gestione integrata dell'idrico e della raccolta differenziata, e promosso riforme sulle politiche attive del lavoro e sulla Protezione Civile regionale. Per quanto riguarda l'autonomia differenziata, Occhiuto a seguito della sentenza della Corte Costituzionale ha chiesto una moratoria sull'attuazione della riforma, pur dichiarandosi favorevole al testo approvato.

Vicende giudiziarie

Indagine per concorso in corruzione L'11 giugno 2025 risulta indagato dalla procura di Catanzaro per concorso in corruzione, assieme ad altre quattro persone tra cui Paolo Posteraro, capo della segreteria della sottosegretaria ai rapporti col Parlamento Matilde Siracusano (compagna di Occhiuto), nell'ambito dell'inchiesta, presieduta dal sostituto procuratore Domenico Assumma, partita da alcuni articoli d'inchiesta pubblicati dal quotidiano Domani, relativa ai rapporti personali di Occhiuto con alcuni collaboratori, e a presunte movimentazioni bancarie sospette ricevute quando era deputato e candidato presidente di Regione alle elezioni del 2021.

Caso Rimborsi e "Auto Blu" A febbraio 2026 viene indagato per truffa dalla procura di Catanzaro, riguardante l'uso di rimborsi spese e auto blu, per poi essere trasferita alla procura di Roma per competenza territoriale.

Opere

Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle, Piemme, 2026, ISBN 978-8858539019

Note

Voci correlate Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2008 Deputati della XVI legislatura della Repubblica Italiana Deputati della XVII legislatura della Repubblica Italiana Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 2018 Deputati della XVIII legislatura della Repubblica Italiana Forza Italia (2013) Presidenti della Calabria

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