Biografia La sua prima formazione avvenne presso il padre Gerard ter Borch il Vecchio, per poi diventare allievo del pittore di paesaggi Pieter de Molijn a Haarlem. Stimolato dalla pittura di Rembrandt e degli italiani, nel 1635 si mise in viaggio e soggiornò lungamente in Inghilterra, dove incontrò Anton van Dyck, in Spagna e a Roma. Rientrò in patria nel 1645 e risiedette ad Haarlem, Amsterdam e Münster (in Vestfalia), dove fra il 1646 e il 1648 fu ritrattista per l'ambasciatore olandese, durante le negoziazioni di pace con la Spagna. Visse poi in numerosi altri posti, fino a stabilirsi a Deventer, dove morì nel 1681.

Abile ritrattista, si specializzò nella pittura di interni e di scene domestiche della borghesia, spesso con gentili accenni ironici. Nella cura della bellezza fisica del sui soggetti traspaiono infatti talvolta accenni alla transitorietà delle cose mondane e della ricchezza, alla fugacità capricciosa dell'amore, all'essenza talvolta vuota e vana della mondanità. Fu un vero maestro nel cogliere le sfumature più sottili, tanto figuratamente nella psicologia, quanto realmente nella stesura pittorica, dove seppe cogliere con maestria il diverso incedere della luce sui più svariati materiali.

Opere Donna che sbuccia una mela, 1658 Donna che cuce, 1665 circa Autoritratto, 1670 Ritratto di François Vicq, 1670 Ritratto di Aletta Pancras, 1670 Ritratto del conte Peneranda.

Bibliografia AA.VV., La pittura barocca: due secoli di meraviglie alle soglie della pittura moderna, Electa, Milano 1999, pp. 192–193 ISBN 88-435-6761-6 AA.VV., Alte Pinakothek Munich, Edition Lipp, Monaco di Baviera, 1986. ISBN 978-3-87490-701-9

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Gesina ter Borch

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