Biografia Gli inizi Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la musica. Rivelò le sue doti quando, al ritorno del padre dall'America, nel 1933, ricevette in dono da lui una chitarra da cui imparò subito a trarre delle note.
Dopo lo studio nelle scuole locali di musica, ancora ragazzo si esibì in pubblico in città come Napoli e Bari, nelle quali ebbe anche modo di procurarsi dischi, spartiti e altro materiale musicale. La presenza delle truppe americane in Italia tra il 1943 e il 1946 segnò una tappa fondamentale per la formazione musicale di Pino Rucher, il quale si inserì nelle orchestre dell'esercito alleato, in cui vi erano notevoli musicisti, tramite i quali si impregnò dello spirito musicale del jazz statunitense.
Nel 1946 entrò nell'orchestra di Carlo Vitale, vincendo il concorso indetto da Radio Bari per una sola chitarra.
Dopo lo scioglimento di tale orchestra passò a Radio Milano con Carlo Zeme. In breve, ebbe modo di lavorare con due precursori dello swing italiano, mutuato dallo stile americano, Pippo Barzizza e Cinico Angelini. Sarà proprio quest'ultimo a volerlo nella sua nuova formazione, con cui Rucher lavorerà alacremente per circa dieci anni partecipando a un gran numero di eventi (il Festival di Napoli, il Festival internazionale della canzone di Venezia nel 1955 e diversi Festival di Sanremo) e distinguendosi per le sue esibizioni solistiche. Il Festival di Sanremo del 1957 fu vinto da Claudio Villa con Corde della mia chitarra, in cui ha una parte preminente l'assolo alla chitarra elettrica eseguito da Rucher.
Collaborazioni In tutti gli anni in cui prese parte a numerosi eventi musicali e trasmissioni radiofoniche e televisive (Festival di Sanremo, Festival delle rose, Festival di Napoli, Festival internazionale della canzone di Venezia, Un disco per l'estate, Canzonissima, Gran varietà, Studio Uno, etc.) con varie orchestre, Pino Rucher continuò a coltivare la sua passione per la musica americana, come è dimostrato dalle centinaia di trascrizioni, con propri arrangiamenti, effettuate ascoltando i dischi di noti chitarristi, come Barney Kessel, Wes Montgomery, Tal Farlow, Joe Pass. La notevole influenza della musica d'oltre oceano si rileva persino dall'esecuzione di motivi della canzone italiana tra i quali E se domani e Una zebra a pois di Mina, o Amore twist di Rita Pavone, brani speziati con un pizzico di jazz.
Un'altra collaborazione importante fu quella con il maestro Elvio Monti, che chiamò Rucher in molte delle sue registrazioni (è del pugliese, ad esempio, la chitarra nel brano L'estasi che Monti scrisse con il testo di Armando Stula per Andrea Giordana e Marisa Solinas).
Dalla seconda metà degli anni Settanta Pino Rucher fu impegnato nell'attività concertistica, protrattasi fino al dicembre 1983, anno in cui, a seguito di problemi di salute, terminò di lavorare alle dipendenze della Rai, per la quale figurava nell'orchestra Ritmi moderni di Roma, formazione che prese il nome di Big Band della Rai. In quegli anni gli fu possibile dedicarsi maggiormente al jazz, suonando dal vivo e incidendo con diversi maestri.
Il nome di Pino Rucher figura nell'opera The jazz discography di Tom Lord, imponente lavoro letterario, riprodotto anche in versione CD-ROM e fruibile on line.
Altre attività Altro aspetto rilevante dell'attività di Pino Rucher è quello legato all'esecuzione di colonne sonore da film: almeno duecento partecipazioni meritano di essere ricordate, importanti produzioni che lo hanno visto collaborare dalla fine degli anni Cinquanta fino a metà degli anni Settanta con vari maestri, tra cui Luis BacalovLa regista Lina Wertmüller ha scritto un pensiero su Pino Rucher in calce alla fotocopia di un appunto di lavoro di Rucher e ne ricorda la chitarra in “Il giornalino di Gian Burrasca”, con musiche di Nino Rota dirette da Luis Bacalov. , Gianni FerrioIl compositore e direttore d’orchestra Gianni Ferrio, tra i più autorevoli compositori di musica da film, ha stilato un pensiero su Pino Rucher e ha attestato la partecipazione di Rucher come solista alla chitarra elettrica in decine di colonne sonore del Maestro Ferrio, tra cui quelle per alcuni dei primi film western e parodie western (tra cui “Gli eroi del West” del 1963). , Benedetto GhigliaIl Maestro Benedetto Ghiglia dichiara la partecipazione solistica di Pino Rucher con la chitarra elettrica in numerose colonne sonore composte e dirette da Ghiglia, tra cui il western del ’66 “Un dollaro tra i denti”, dove è già in evidenza l’uso del distorsore. , Ennio Morricone, Riz Ortolani.
Da segnalare anche la comparsa di Pino Rucher in diverse inquadrature del film Sanremo - La grande sfida, nel quale film sono inclusi alcuni spezzoni del Festival di Sanremo 1960. Rilevanti sono, inoltre, le sue partecipazioni ai Festival di Sanremo del 1957 e 1962.
Nel corso degli anni Pino Rucher si distinse in svariate esperienze artistiche, riuscendo a passare con grande disinvoltura da un genere musicale all'altro, come è dimostrato dalle esecuzioni di commedie musicali, ad esempio Alleluja brava gente, o dai suoi abili spunti chitarristici presenti in tante note canzoni italiane, quali Casetta in Canadà di Carla Boni, Flamenco rock di Milva, Se non ci fossi tu di Mina, Andavo a cento all'ora di Gianni Morandi, Che m'importa del mondo di Rita Pavone, L'edera di Nilla Pizzi, Adesso no di Neil Sedaka, Corde della mia chitarra di Claudio Villa, etc.
Nell'arco della sua carriera, durata circa quarant'anni, Pino Rucher suonò la chitarra elettrica, chitarra folk, chitarra acustica, chitarra classica, chitarra basso, chitarra a 12 corde, banjo, mandolino, contrabbasso, prendendo parte a migliaia di lavori musicali.
Canzoni incise
1953 - No pierrot di Achille Togliani 1953 - Viale d'autunno di Carla Boni 1953 - Buonasera di Carla Boni 1953 - Duska di Nilla Pizzi 1956 - Musetto di Domenico Modugno 1956 - Io, mammeta e tu di Domenico Modugno 1956 - Guaglione di Claudio Villa 1957 - Corde della mia chitarra di Claudio Villa 1957 - Cancello tra le rose di Claudio Villa 1957 - Il pericolo numero uno di Claudio Villa e Gino Latilla 1957 - Un filo di speranza di Claudio Villa 1957 - La più bella canzone del mondo di Claudio Villa 1957 - Scusami di Gino Latilla 1957 - Casetta in Canadà di Carla Boni con Duo Fasano e Gino Latilla 1957 - Le trote blu di Carla Boni e Duo Fasano 1957 - Un sogno di cristallo di Carla Boni 1957 - Un certo sorriso di Gianni Ravera 1957 - Serenatella sciuè sciuè di Gino Latilla e Carla Boni 1958 - L'edera di Nilla Pizzi 1959 - Un pizzico di musica di Gino Latilla e Carla Boni 1959 - Le rififì di Milva 1959 - Vivrò di Milva 1959 - Nel blu dipinto di blu di Milva 1959 - Due croci di Milva 1960 - Senza il tuo amore di Milva 1960 - Crudele tango di Milva e Walter Romano 1960 - Flamenco rock di Milva 1960 - Da sola a sola di Milva 1960 - Una zebra a pois di Mina 1960 - Mi vuoi lasciar di Mina 1960 - Non voglio cioccolata di Mina 1960 - Tessi tessi di Mina 1961 - Mafia di Domenico Modugno 1961 - Legata ad un granello di sabbia di Nico Fidenco 1961 - Come nasce un amore di Nico Fidenco 1962 - Aspettandoti di Tonina Torrielli 1962 - La partita di pallone di Rita Pavone 1962 - Amore twist di Rita Pavone 1962 - Andavo a cento all'ora di Gianni Morandi 1962 - Loredana di Gianni Morandi 1962 - Go-kart twist di Gianni Morandi 1963 - Adesso no di Neil Sedaka 1963 - Goccia di mare di Nico Fidenco 1964 - Questi vent'anni miei di Catherine Spaak 1964 - Penso a te di Catherine Spaak 1964 - Che m'importa del mondo di Rita Pavone 1964 - Viva la pappa col pomodoro di Rita Pavone 1964 - Datemi un martello di Rita Pavone 1964 - E se domani di Mina 1965 - Rimpiangerai, rimpiangerai di Gino Paoli 1965 - Piangerò di Nicola Di Bari 1965 - Gioia mia di Tony Cucchiara 1966 - Se non ci fossi tu di Mina 1966 - Non ho dormito mai di Paolo Bracci 1967 - Che vuole questa musica stasera di Peppino Gagliardi 1970 - Pensando a cosa sei di Peppino Gagliardi 1971 - Love story di Peppino Gagliardi 1971 - Maga maghella di Raffaella Carrà 1978 - Il trenino di Christian De Sica (sigla della trasmissione televisiva omonima)
Note
Bibliografia
d.a., Manfredonia: "La nemica" di Niccodemi al Teatro Pesante, in La Capitanata (Foggia), a. II (1945), nº 27 (28 ottobre), p. 4 Recita di beneficenza pro Patronato Scolastico a Mattinata, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 10 gennaio 1950, p. 2 (Cronaca di Foggia) Musica jazz stasera all'Unione, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 17 novembre 1951, p. 4 l.m., Jazz e blues alla Sala Unione, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 18 novembre 1951, p. 4 Serata danzante «La Pentolaccia», [annuncio spettacolo con il Quintetto Principe e il chitarrista Pino Rucher], in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 22 febbraio 1958, p. 4 Artisti pugliesi: Il chitarrista Pino Ruker, in Roma (Napoli), 27 marzo 1958, p. 4 (Cronache delle Puglie) Mario , Giuseppe Rucher, in Lira musicale di Manfredonia: Musicisti del passato e del presente, Frascati, Tip. Laziale, , p. 67 Marco , Successo del Festival per bambini organizzato dai frati di S. Maria delle Grazie: Vuol fare la parrucchiera la mini-cantante di Manfredonia, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 10 agosto 1968, p. 9 Carlo , Mario , Rucher Giuseppe (Pino), in Dizionario chitarristico italiano, Ancona, Edizioni musicali Bèrben, 1968, p. 63 Al Teatro Giordano: Domani prosa stasera jazz, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 9 novembre 1969, p. 19 Michele , Un recital di beneficenza a Manfredonia: Di Bari ha cantato per gli «occhi tristi» degli spastici, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 27 aprile 1972, p. 7 Spettacolo d'arte varia a Manfredonia per il Seminario, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 29 gennaio 1974, p. 12 (Cronaca di Foggia) Nel convento della Madonna della Vetrana: Da oggi le manifestazioni dell'Estate Castellanese, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 23 agosto 1974, p. 13 Vittorio , Jazz della Rai (prima volta) esce dal Palazzo con tante «star», in Corriere della Sera, 28 gennaio 1980, p. 9 Alla radio questa settimana, in Radiocorriere TV (Roma), a. LVII (1980), nº 13 (marzo), p. 61 Michele , Profilo di un musicista: Il chitarrista Pino Rucher, in il Sipontiere (Manfredonia), a. III (1986), nº 2 (aprile-giugno), p. 3 S. , S. , T. , D. , Omaggio a un personaggio… Il grande chitarrista Pino Rucher, in Stampa idee. Periodico della Mozzillo-Iaccarino (Manfredonia), a. I (1999), nº 5 (marzo), p. 6 Michele , Manfredonia: Le intitolazioni a 14 concittadini simbolo: Vie e nuovi nomi nel quartiere «Algesiro-Gozzini», in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 15 dicembre 2005, p. 11 (Edizione di Foggia) Maurizio , C'era una volta la RCA, Roma, Coniglio Editore, 2007, [riferimento a Pino Rucher quale chitarrista della RCA a p. 299] Carlo , L'orchestra Angelini trasmise per radio musiche composte a Faenza in Faenza... la città, Faenza, Tip. Faentina, 2008, p. 103 Francesco , Pino Rucher, con la sua chitarra wawa dalla trilogia del dollaro alla Carrà..., in l'Attacco (Foggia), 3 ottobre 2008, p. 19 Manfredonia: Domenica in piazza si celebra il chitarrista Pino Rucher, in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 3 ottobre 2008, p. 20 A. M. V., Manfredonia: Omaggio al chitarrista Pino Rucher, in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 5 ottobre 2008, p. 19 Michele , Omaggio a Pino Rucher grande chitarrista scomparso, in il Provinciale (Foggia), a. XX (2008), nº 10 (ottobre), p. 3 Maurizio , Pino Rucher, in Dizionario Biografico di Capitanata: 1900-2008, Foggia, Edizioni Agorà, 2009, pp. 252–3 Fernando , I Musicarelli, in Raro!. Mensile di collezionismo, cultura musicale e cinema (Roma), a. XXI (2009), nº 216 (dicembre), pp. 46–49 [riferimento a Pino Rucher quale chitarrista solista del film La battaglia dei Mods a p. 48]