La fibromialgia, detta anche sindrome fibromialgica (abbreviazione FM), o sindrome di Atlante, è una sindrome considerata reumatica, idiopatica e multifattoriale, che causa un aumento della tensione muscolare, specie durante l'utilizzo degli stessi muscoli, ed è caratterizzata da dolore di tipo cronico in punti specifici e diversi da soggetto a soggetto, ai muscoli e ai tessuti fibrosi (tendini e legamenti) – anche diffusi, fluttuanti e migranti – associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), disturbi cognitivi, insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità agli stimoli. In chi ne è affetto può riscontrarsi un calo dei livelli di serotonina, con possibili disturbi d'ansia e depressivi in parte dei pazienti.
La diagnosi e le caratteristiche cliniche sono state a lungo dibattute e tuttora non ne è nota l'eziopatogenesi. Non si tratta di un disturbo psichico come il disturbo da conversione, anche se può incidervi lo stress psicofisico, e tuttora alcuni specialisti la vedono come un insieme variegato di sintomi, tra cui depressione e ansia causati appunto dai dolori cronici, ma spesso trattati come psicologici.Jennifer Schnellmann, Capire e Combattere la Fibromialgia, 2013
La sindrome è stata variamente , a una familiarità genetica, a reazioni allergiche o a un coinvolgimento del sistema immunitario, che abbiano causato un tilt dei maggiori recettori neurologici. Un'altra ipotesi è che si tratti di una malattia muscolare e sistemica di tipo metabolico-mitocondriale o canalopatico o neuropatia non identificata. La reale eziologia è sconosciuta, ed è oggi considerata perciò una sindrome reumatica non tipica.La fibromialgia: il dolore diffuso a tutto il corpo, Medicitalia
Sono assenti evidenti segni di alterazioni ematiche, neurologiche e radiografiche; non ci sono aspetti istopatologici sicuri (danni sui tessuti evidenziabili con esami al microscopio) caratteristici. Gli indici di infiammazione corporea risultano nella norma. La fibromialgia viene diagnosticata per esclusione di altre patologie (diagnosi differenziale) e successiva palpazione dei tender points, sebbene sia il quadro sintomatologico complessivo del paziente a orientare verso la diagnosi.
Interessati in prevalenza dal dolore sono: tutti i distretti della colonna vertebrale, le spalle, il cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce. Al dolore cronico, che si presenta spesso a intervalli, si associano diversi sintomi, soprattutto disturbi cognitivi, complessivamente identificati con il termine fibro fog, disturbi dell'umore e del sonno, nonché astenia, ovvero affaticamento cronico, ma senza diminuzione fisica della forza muscolare sotto sforzo (ipostenia), se non transitoria o dovuta a dolore. La non-risposta ai comuni antidolorifici, nonché il carattere "migrante" dei dolori, sono peculiari della fibromialgia. Ha un'alta comorbilità con la sindrome da fatica cronica, la sindrome dell'intestino irritabile, i disturbi d'ansia e il disturbo depressivo.
Le possibili cure sono oggetto di continui studi: sono raccomandati un sonno corretto, regolare esercizio fisico, una dieta equilibrata, e sono stati sperimentati anche alcuni farmaci.
Etimologia La malattia era già conosciuta fin dall'Ottocento, ma con tanti altri nomi: nel 1904, ad esempio, fu chiamata "fibrosite" da William Richard Gowers.
Negli anni sessanta del Novecento, Federigo Sicuteri individuò la figura della sindrome dolorosa ora nota come fibromialgia. La denominò "panalgesia" (dal greco pan = tutto, algesia = dolorabilità) e sottopose questa figura nosologica al collegio della International Association for the Study of Pain (IASP), che riconobbe dignità di malattia a tale condizione medica e la ribattezzò col nome anglofono di fibromyalgia. Sicuteri ne aveva già messo in luce l'origine con sperimentazioni sull'animale. Il meccanismo d'origine è stato definito come serotoninergico e NMDA-relato.
Il termine fibromialgia deriva dal latino fibra e dal greco myo (muscolo) unito ad algos (dolore).
Epidemiologia Insorge prevalentemente nelle persone di sesso femminile in età adulta (dal secondo al quinto decennio, con picchi verso i 25-35 e 45-55 anni), anche se non sono rari casi di fibromialgia in età pediatrica o durante l'adolescenza. Pur non essendo molto conosciuta, viene indicata da al secondo o terzo posto tra le malattie reumatiche. La sua prevalenza in questo gruppo di malattie risulta essere infatti compresa tra il 12% e il 20%; nella popolazione generale si attesta invece allo 0,5% nei maschi e al 3,5% nelle femmine. Altri studi la limitano al 2–8% della popolazione, con incidenza femminile su maschile tra 7:1 e 9:1. Spesso la diagnosi arriva tardivamente e dopo molti controlli medici, in quanto viene di frequente mal interpretata. Il dolore, l'affaticabilità, le difficoltà funzionali dovute ai sintomi possono portare la persona affetta da questa patologia a un isolamento dalla vita lavorativa, di gruppo e affettiva, anche in quanto spesso erroneamente valutata come "ipocondriaca" o esagerata nel focalizzare i sintomi. La fibromialgia può non essere diagnosticata nel 75% delle persone affette.Clauw DJ, Arnold LM, McCarberg BH (September 2011). "The science of fibromyalgia". Mayo Clin Proc. 86 (9): 907–11. doi:10.4065/mcp.2011.0206. PMC 3258006free to read. PMID 21878603.
Sintomi Sono molti gli elementi che possono influenzare l'acutizzarsi dei sintomi del paziente: stato di stress, contatto con ambienti umidi o freddi, un'indicazione medica errata (capita che il medico in prima istanza pensi a una patologia di origine psicologica), assunzione di farmaci, dieta. Non esistendo a oggi esami specifici da effettuare per la diagnosi, estrema importanza riveste ciò che il paziente può indicare al medico.
Va segnalato come parte dei sintomi sia comune anche ad altre tre sindromi, spesso imparentate con la fibromialgia e a volte considerate un'unica entità: la CFS (Chronic Fatigue Syndrome, cioè sindrome da fatica cronica), la MCS (o sensibilità chimica multipla) e la SFB (sindrome delle fascicolazioni benigne/sindrome da crampi e fascicolazioni). Fascicolazioni, stanchezza e ipersensibilità sono anche sintomi della fibromialgia.
L'organo più coinvolto è la cute, seguito dai muscoli e dalle articolazioni, il dolore è simile a quello neuropatico. Spesso è stata confusa col “reumatismo psicogeno” in quanto caratterizzata da una sintomatologia sproporzionata rispetto alle cause obiettive. Il muscolo appare infiammato, dolente e contratto. Le contratture muscolari e l'ipertono sono responsabili della “rigidità”, specie mattutina. I muscoli sempre contratti consumano molta energia e il paziente si sente come se lavorasse 24 ore al giorno.David A. Nye, A Physicians Guide to Fibromyalgia Syndrome, 1997
Manifestazioni principali La principale manifestazione è una sensazione di dolore, faticabilità e disturbi momentanei delle funzioni cognitive, difficoltà ad addormentarsi o dormire.
Dolore
È riferito dai pazienti in vario modo (da un leggero indolenzimento costante, fino a dolore urente o acuto in alcune zone), ma è comunque localizzato e accentuato in punti focali detti "tender points" (cioè punti dove è possibile evocare, previa digitopressione, un dolore localizzato); da non confondere con i trigger points, in cui il dolore non è ben localizzato, ma tende a essere percepito come irradiato a una zona limitrofa.
Possono comparire dolori articolari, lombalgia e cervicalgie, spesso con allodinia e facilità alle contratture muscolari in zona vertebrale e del cingolo scapolare. Vi sono, oltre a mialgia (dolore muscolare), sensazioni cutanee simili a formicolii, stilettate, caldo improvviso, intorpidimento (parestesia), ipersensibilità della pelle, prurito. Vi è spesso persistenza o recrudescenza del dolore, anche dopo il trattamento con antidolorifici e antinfiammatori tradizionali, e percezione di un dolore "diverso" da quello a cui si era abituati prima di ammalarsi.
Il dolore è tipicamente definito nociplastico. A differenza del dolore nocicettivo (danno ai tessuti) o neuropatico (danno ai nervi), nel dolore nociplastico il sistema nervoso amplifica la percezione del dolore, spesso descritto come "una radio con il volume troppo alto".Mezhov V, Guymer E, Littlejohn G (December 2021). "Central sensitivity and fibromyalgia". Internal Medicine Journal. 51 (12): 1990–1998. doi:10.1111/imj.15430. PMID 34139045.
Manifestazioni ulteriori Può dunque presentarsi nel soggetto affetto da fibromialgia una vasta gamma di sintomi, non necessariamente manifestantisi tutti e nello stesso momento. Se ne elencano i principali e\o più diffusi:
astenia, specialmente sotto sforzo (salire le scale, alzare gambe e braccia), non vera diminuzione della forza muscolare (ipostenia) se non lieve nelle mani e nelle braccia; fenomeno di Raynaud (formicolio, pallore e cianosi, perdita di sensibilità e dolore, come effetti momentanei di vasocostrizione, specialmente nelle mani e in seguito a freddo o emotività) e lividi più facili a formarsi; insonnia, dissonnie o sonno non riposante (a volte ipersonnia, letargia, eccessiva sonnolenza diurna, sintomi da privazione del sonno); rigidità e impaccio nel movimento al risveglio; senso di confusione o di stordimento ("nebbia mentale" o fibro-fog); difficoltà di concentrazione; prurito; disturbi urinari, come cistite interstiziale e vescica iperattivaGoldberg N, Tamam S, Weintraub AY (December 2022). "The association between overactive bladder and fibromyalgia: A systematic review and meta-analysis". International Journal of Gynaecology and Obstetrics. 159 (3): 630–641. doi:10.1002/ijgo.14290. PMID 35641437.; crampi (soprattutto notturni); sindrome delle fascicolazioni benigne o sindrome da crampi e fascicolazioni (fascicolazioni, miochimie, spasmofilia e tremore); disfunzione dell'articolazione temporo-mandibolare e disordini craniomandibolari in genere; cefalea; ansia, depressione, attacchi di panico (cfr. Fibromialgia#Psicologia); alterazioni dell'equilibrio; disfunzioni gastrointestinali (reflusso, cardias incontinente ed ernia iatale, nausea, colite, sindrome del colon irritabile); dispepsia (digestione difficile) e disfagia (fatica nel deglutire, bolo faringeo); alterazioneIspessimento, fragilità, creste da onicoressi, onischizia lamellina o unghie senili, onicodistrofia, trachionichia delle unghie; secchezza degli occhi, della bocca, della pelle; visione sfocata, specialmente con poca luce; temperatura alterata, oppure alterata percezione di caldo e di freddo; intolleranza al freddo, o al caldo-umido, o a tutti e due; sensibilità accentuata della vista, dell'olfatto, dell'udito, in particolare fotofobia e intolleranza ai segnali luminosi, quali lampadine, monitor del pc, televisione, ecc. (cfr. sindrome da visione al computer); acufeni; vestibolite (infiammazione cronica del vestibolo vulvare) nelle donne; sensibilità ai mutamenti meteorologici e ai cambi di stagione (meteoropatia); sindrome delle gambe senza riposo; sensibilità chimica multipla (intolleranza, anche senza allergia, verso numerose sostanze).
Eziologia La causa esatta di tale malattia è ancora sconosciuta e sotto studi accurati: attualmente si pensa che alla base di questa sindrome possa esserci un disturbo che coinvolge il sonno (nello stadio 4), o comunque fattori scatenanti legati a stress sia di tipo fisico che psicofisico. Per comprendere al meglio le anomalie di sfondo neurologico si sono fatti degli accertamenti: tramite la risonanza magnetica spettroscopica (MRS), nello specifico il sottotipo 1H, mostravano una disfunzione dell'ippocampo e bassa concentrazione di N-Acetil Aspartato (NAA), questo a dimostrazione di un disturbo neurologico o metabolico dell'individuo.
Alterazioni anatomiche