Il dialetto vercellese (nome nativo dialèt vërslèis) è una variante locale della lingua piemontese che, per ragioni storiche e geografiche, ha ricevuto influenze dal lombardo occidentale o insubre. Ha sempre costituito una transizione tra piemontese e lombardo, ma fin da quando la Signoria di Vercelli è stata donata al Ducato di Savoia l'influenza piemontese ha prevalso su quella lombarda, ed in particolar modo la classe alta vercellese si era fatta portatrice di tratti occidentali provenienti dalla capitale, creando una variazione diastratica tra il parlare della classe alta e quello della classe bassa. Non tutte le torinesizzazioni sono state recepite e il dialetto vercellese è ancora a tutti gli effetti piemontese orientale. Gli studi sui Sermoni Subalpini affermano che questo importante documento in volgare medievale fosse stato redatto proprio a Vercelli, e questo dimostra che il vercellese, al netto delle influenze lombarde, appartenesse ai dialetti gallo-italici più occidentali fin dalle origini, o quanto meno non fosse affatto un dialetto di ceppo milanese. Il dialetto della vicina Novara sebbene dovesse essere originariamente affine al vercellese, è rimasto per molto più tempo in orbita milanese e porta tuttora palesi tratti lombardi. Il dialetto vercellese è in tutto simile al biellese, con la sola differenza che a Biella c'è transizione tra forme di pianura, più moderne e identiche al vercellese, e forme prealpine, più arcaiche e simili al valsesiano.

Uso Il vercellese ha risentito, a partire dagli anni '60, di un notevole calo di utilizzo nell'ambito familiare. La preponderanza culturale dell'italiano, che si è diffuso molto velocemente grazie alla scuola ma anche ai nuovi mezzi di comunicazione come la televisione, ha fatto sì che parlare "in dialetto" fosse avvertito come diseducativo nei confronti dei minori. Ne è seguito che i genitori parlavano in dialetto tra loro, ma in italiano coi figli, per paura di influenzare negativamente il loro studio scolastico della lingua italiana. Il vercellese rischia così, come la lingua piemontese stessa, di essere vittima di un cambio linguistico dei suoi parlanti. Il rapporto IRES Piemonte del 2005, curato da Enrico Allasino, non riscontra inversioni di tendenza nel declino del piemontese, che resta appannaggio degli anziani e non rinnova la sua immagine di lingua legata al passato.

Brano in dialetto vercellese

Note

Bibliografia Brero Camillo, Gramàtica Piemontèisa. Seconda edizione Ij Brandè, Torino 1971. Di Sant'Albino Vittorio, Dizionario Piemontese - Italiano - Latino - Francese. 2 volumi, Carmagnola 1830, ed. anastatica Torino 1965. Levi Attilio, Dizionario Etimologico del dialetto piemontese. Ed. Paravia, 1927, ed. anastatica Torino 1971. Gaetano Berruto, sezione Piemonte e Valle d'Aosta in Profilo dei dialetti italiani, 1 a cura di Manlio Cortelazzo, Pacini, Pisa 1974.

Voci correlate Lingua piemontese

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