LHockey Novara è una squadra di hockey su pista di Novara. È la terza società sportiva in Italia per numero di scudetti vinti: 32.
Fondato come Hockey Club Vittoria nel settembre del 1924, e in seguito rinominato Hockey Club Novara nel febbraio del 1925., il Club ha militato stabilmente nella massima categoria del campionato italiano di hockey su pista. Al termine della stagione 2008-2009, la FIHP ne dispose tuttavia la retrocessione a tavolino per mancanza di regolare attività giovanile. La compagine, pur mantenendo l'affiliazione alla Federazione, non disputò più alcun campionato per mancanza di fondi. In seguito, durante la stagione 2010-2011, il proprietario dott. Massimo Rapetto cercò di rilanciare il marchio storico Hockey Novara attraverso una partnership con il gruppo dirigenziale del Roller 3000. Nel 2011 fu interrotta l'affiliazione dell'Hockey Novara alla FIHP e tale operazione tolse dal panorama hockeistico italiano la società. È da registrare che dal 2009 l'Hockey Novara non ha più svolto alcuna attività sportiva e, di conseguenza, ha sospeso l’esistenza dal punto di vista agonistico; tuttavia la società non è fallita, bensì è stata, per così dire, mantenuta in "stato di ibernazione" dall'ultimo presidente e proprietario, Massimo Rapetto fino al gennaio 2021, quando è stata riaffiliata alla FISR con il suo storico nº 4.
Nel suo palmarès figurano 32 vittorie nel campionato italiano, 20 Coppe Italia, 3 Coppe di Lega per un totale di 55 vittorie in competizioni nazionali, a cui vanno sommati 5 titoli vinti a livello internazionale: 3 Coppe CERS, oltre a 2 trofei minori (nel 1995 Euro League e Mundialito de España). Fu insignito della Stella d'Oro al Merito Sportivo CONI nel 1976 e della Medaglia d'Oro al Merito FIHP nel 1995.
Storia Dalle origini agli anni quaranta: Lino Grassi e i cinque campionati consecutivi
Nel settembre del 1924 in corso Vittorio Emanuele 48 (presso la sala sotterranea del cinema Vittoria) nacque lHockey Club Vittoria (più precisamente Club Vittoria Skating, Danze e Hockey) per iniziativa dei due pionieri Francesco Cestagalli e Vittorio Masera, i quali scoprirono questo gioco nella vicina Milano (città nella quale erano presenti due realtà consolidate quali il Sempione e il Milan Skating). Il passo successivo fu l'iscrizione (nel gennaio del 1925) del Vittoria Hockey Club Novara alla Federazione. Nel mese di febbraio Vittorio Masera, consigliato da amici, decise di adottare per la società e la squadra il nome Hockey Club Novara.. La prima partita del Club fu disputata il 4 giugno del 1925 a Vercelli contro la Pro Vercelli e si concluse con la vittoria per 4-3, mentre la prima gara internazionale fu disputata il 28 dicembre del 1925 contro l'Hockey Club Paris e si concluse con una sconfitta per 9-2.. Nel febbraio del 1926 l'Hockey Novara, pur non partecipando ancora ad un campionato, giocò un torneo internazionale presso la sala sotterranea del cinema Vittoria di Novara. A questo torneo parteciparono squadre storiche quali l'inglese Herne Bay, il Montreux HC e il Milan Skating e, grazie all'ottima prestazione, l'anno seguente l'esperienza si ripeté a Montreux.. Pur non avendo ancora partecipato al campionato italiano la squadra, come testimoniato anche dalle convocazioni in nazionale dei vari Cestagalli, Zavattaro, Grassi era nota e stimata in Italia e all'estero. Finalmente dopo queste prime apparizioni, l'Hockey Novara esordì ufficialmente nel Campionato del 1929, dove si classificò primo a pari merito con la Triestina ma, in virtù del regolamento (scudetto riassegnato ai campioni in carica), il titolo finì ancora ai forti triestini.. Il primo grande ciclo vincente del club piemontese iniziò nel 1930, quando a soli sei anni dalla sua fondazione l'Hockey Novara vinse il suo primo titolo. Nel 1931 non ci fu nessun torneo e lo stesso regolamento applicato nel 1929, questa volta premiò i novaresi e lo scudetto finì nel loro palmarès. A partire dal campionato del 1932 iniziò un duello sportivo tra l'Hockey Novara dei vari Grassi, Cestagalli, Zavattaro, e il Milan di Pera e Zorloni che durerà per diversi anni. In questo primo torneo le finali si disputarono a Roma, con nove squadre ai nastri di partenza che si affrontarono in un girone all'italiana. Decisiva ai fini dell'assegnazione del titolo risultò essere l'ultima giornata, quando si affrontarono le prime due della classe: Hockey Novara e Milan. Al termine della gara il club novarese (battendo i milanesi per una rete a zero) si aggiudicò il suo terzo titolo consecutivo. Stesso copione anche per il torneo del 1933, ovvero Hockey Novara vittorioso sul Milan con il risultato di 4 a 3. Nel 1934 arrivò il quinto titolo consecutivo, che concluse il primo ciclo vincente del Club e che permise agli azzurri piemontesi di eguagliare il record di cinque titoli consecutivi della Triestina.. Ma nel 1935 il Milan riuscì a vincere il titolo, interrompendo così la supremazia dell'Hockey Novara.
Tale sconfitta, come ricordato da Lino Grassi, fu l'occasione per far affiorare i problemi del club (che in precedenza aveva anche tentato un "gemellaggio" con la squadra di calcio cittadina nella speranza, risultata vana, di ricevere aiuti.):
In seguito a tali esternazioni, i giocatori e il presidente Masera ottennero un incontro con il podestà di Novara e raggiunsero un accordo per la costruzione di una pista per l'hockey in caso di vittoria nel campionato alle porte (una sorta di "premio partita".). Nel 1936 il Novara tornò al successo conquistando il suo sesto titolo e, come da accordi, venne fatta costruire una nuova pista sita in Viale Buonarroti, inaugurata il 21 aprile 1937 e tuttora esistenteN.B. in a pag. 45 si fa riferimento ad una prima inaugurazione avvenuta il 22 novembre 1936.. Tutte queste vittorie attirarono inevitabilmente l'interesse della Nazionale italiana e molti giocatori della compagine novarese ne fecero parte. Tra questi ricordiamo il portiere Grassi (primo giocatore novarese a vestire la maglia della Nazionale) che, oltre a difendere la porta novarese fino al 1953, vinse dieci scudetti e partecipò a diverse edizioni del campionato del Mondo e campionato Europeo. Oltre a lui, gli altri protagonisti di questi primi successi azzurri furono Ciocala, Zavattaro, Drisaldi, Cestagalli, Concia, Genesi, Gallina, Pomella. A partire dal 1937 iniziò il dominio del Pubblico Impiego Trieste e, per rivedere uno scudetto nella città della Cupola antonelliana, bisognerà attendere il secondo dopoguerra.
Il secondo dopoguerra: la prima stella, Panagini campione del Mondo nel 1953 Nel secondo dopoguerra la società si rinnovò sia a livello dirigenziale (Ugo Schleifer presidente per un biennio.) che di organico (non ci sono più i vari Cestagalli, Gallina, Zavattaro, Concia) e, dopo una lunga parentesi di dieci anni, arrivarono nuovi trionfi. Nel 1946 iniziò l'avventura del nuovo Hockey Novara che si presentò ai nastri di partenza del campionato con Grassi e Ciocala unici superstiti della squadra degli anni trenta e con nuovi giocatori frutto del proprio vivaio quali Gallarini, Nanotti, Ghione, Prandi e una coppia formidabile di attaccanti entrambi classe 1929, quali furono Monfrinotti e "Gin" Panagini. Il campionato, dopo una fase preliminare con tre gironi, ebbe il suo apice a Novara dove si affrontarono, oltre alla squadra di casa, Corniglianese Genova, Triestina, Milan SHC, Edera Trieste e ASSI Firenze. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la capolista Corniglianese, passarono al comando e battendo poi la Triestina per 1-0 riuscirono a vincere il campionato. Con 10 reti Panagini fu il capocannoniere del torneo (alla pari con Massa della Corniglianese).
Il campionato del 1947 vide tra le squadre partecipanti le finaliste dell'anno precedente più il neo-promosso Mirabello. Alla fine il Novara ebbe la meglio con 23 punti su Edera Trieste (20 punti) e Hockey Club Monza (19 punti). Nel 1948 il titolo andò all'Edera Trieste, mentre nel 1949 lo scudetto tornò a cucirsi sulle maglie dell'Hockey Novara. Il 1950 fu l'anno storico, in quanto la squadra novarese vinse il suo decimo titolo che le valse in seguito il diritto a poter esporre sulle maglie la prima stella. Dopo una lunga parentesi senza vittorie, nel 1958 l'Hockey Novara tornò al successo mettendo in mostra un attacco capace di produrre con il trio Panagini, Monfrinotti e l'astro nascente Zaffinetti 128 goal (il solo Panagini ne realizzò 68 vincendo la classifica marcatori). Nel 1959, dopo una dura lotta contro l'Hockey Club Monza, gli azzurri riuscirono a vincere il loro dodicesimo scudetto. Le due Coppe Italia vinte nel 1966 e 1967 (conquistate sotto la presidenza Ceresa), chiusero il secondo ciclo vincente dell'Hockey Novara. Protagonista assoluto di queste vittorie fu il novarese Ferruccio Panagini, vincitore di tutti gli scudetti di questo periodo (1946, 1947, 1949, 1950, 1958, 1959), cinque titoli di capocannoniere e, con la maglia della nazionale, del campionato del Mondo di Ginevra nel 1953.
Gli anni settanta: l'era Tarantola, l'olandese Olthoff, la seconda stella
Dopo un periodo di anonimato, nel 1969 con l'avvento alla presidenza del geom. Santino Tarantola l'Hockey Novara tornò competitivo: ingaggiò il primo straniero del campionato italiano (l'olandese Robert Olthoff), voluto fortemente da Ferruccio Panagini. Nello stesso anno venne anche costruito il Palazzetto dello sport. Olthoff esordì durante il girone di ritorno del campionato 1969 e con le sue reti contribuì assieme ai vari Zaffinetti (capocannoniere con 39 reti), Romussi, Aina, Mora, Colombo, Marcon e Maderna, alla conquista del primo scudetto di questo nuovo ciclo dell'Hockey Novara.
Al termine del campionato altri giocatori stranieri (ad esempio António Livramento) rafforzarono le dirette avversarie dell'Hockey Novara, ma il titolo del 1970 andò nuovamente agli azzurri, i quali conclusero il torneo da imbattuti con 33 punti in 18 partite. Nel 1971 il Novara, con 42 punti in 22 partite (20 vittorie e 2 pareggi con Triestina e C.G.C. Viareggio) e un immarcabile Olthoff (cannoniere con 91 reti), vinse il quindicesimo titolo lasciando a nove lunghezze la Triestina seconda classificata. In questo periodo iniziò l'avventura a livello internazionale dell'Hockey Novara, con l'assalto alla Coppa dei Campioni. Durante l'edizione del 1971 la squadra arrivò a disputare la sua prima finale europea contro i campioni in carica del Reus Deportiu (vincitori delle precedenti quattro edizioni della competizione), ma dopo aver strappato un pareggio (7-7) nella partita di andata, Olthoff e compagni dovettero inchinarsi alla squadra spagnola.
Archiviato il campionato e la delusione in coppa, l'ambizioso presidente Tarantola decise di rafforzare ulteriormente la squadra acquistando il bomber Beniamino Battistella il quale si unì ad una squadra già competitiva composta da Romussi, Maremma, Aina, Mora, Zaffinetti, Marcon, Olthoff, Romagnoli e Maderna. Come l'anno precedente, nel 1972 l'Hockey Novara vinse il suo quarto scudetto consecutivo conquistato con 42 punti in 22 partite (con due soli pareggi) distaccando il Breganze di 14 punti. In ambito internazionale, i novaresi raggiunsero per la seconda volta consecutiva la finale di Coppa dei Campioni sotto la guida di Ferruccio Panagini, ancora contro il Reus Deportiu. Dopo aver vinto con uno scarto di otto reti la partita di andata, al ritorno i campioni in carica riuscirono a ribaltare a proprio favore il risultato facendo svanire nuovamente i sogni di gloria di Olthoff e compagni. Nel 1973, con un po' più di fatica rispetto al precedente campionato, l'Hockey Novara vinse lo scudetto con tre lunghezze di vantaggio sul Breganze (secondo), ma venne battuto dal Monza per 6-5 interrompendo così, dopo tre anni e mezzo, una lunga serie di 84 partite senza subire sconfitte.