È ricordato soprattutto per le sue vittorie in Canada sui francesi durante la guerra dei Sette Anni.

Biografia I primi anni (1727-1740) James Peter Wolfe nacque nel vicariato locale il 2 gennaio 1727) a Westerham, Kent, il maggiore dei due figli del colonnello (poi tenente generale) Edward Wolfe, veterano di origini irlandesi, e di sua moglie Henrietta Thompson. Suo zio era Edward Thompson, famoso politico della sua epoca. I suoi natali relativamente oscuri lo esclusero anche più avanti dai circoli di ufficiali di marina inglesi che lo snobbavano.Wilson p.244 L'infanzia di Wolfe fu a Westerham, in quella che oggi è patrimonio nazionale col nome di Quebec House. Per lungo tempo la famiglia di Wolfe aveva risieduto in Irlanda e corrispondeva regolarmente con suo zio il maggiore Walter Wolfe a Dublino.

I Wolf erano imparentati anche con la famiglia Warde, di cui George Warde fu uno degli amici d'infanzia più cari di James e diventerà poi Comandante in Capo per l'Irlanda durante gli anni dello scoppio della ribellione irlandese di fine Settecento, respingendo due tentativi di invasione francesi nel 1796 e nel 1798. Attorno al 1738, la famiglia si spostò a Greenwich, Londra dove James, destinato alla carriera militare, entrò a far parte del 1º reggimento di marines del padre all'età di 13 anni.

Le frequenti malattie lo tennero lontano dalla grande spedizione contro gli spagnoli a Cartagena nel 1740, e suo padre lo rimandò a casa dopo alcuni mesi di servizio. La sua fortuna fu quella proprio di non aver presenziato allo sfortunato Assedio di Cartagena nel corso della Guerra di Jenkins' Ear ove gran parte delle truppe coinvolte perì negli scontri ed a causa di malattie.Browning p.59-61

La Guerra di Successione austriaca (1740-48) La guerra in Europa

Nel 1740 in Europa scoppiò la Guerra di Successione austriaca. Anche se inizialmente la Gran Bretagna non ebbe un ruolo attivo negli scontri, la presenza di un grande esercito francese pronto a raccolta non distante dai confini dei Paesi Bassi austriaci costrinse gli inglesi ad inviare una spedizione per aiutare la difesa dei territori dell'alleato austriaco nel 1742. Wolfe ottenne la sua prima commissione come sottotenente nel reggimento di marines del padre nel 1741. Già l'anno successivo egli venne trasferito al 12th Regiment of Foot e salpò alla volta delle Fiandre alcuni mesi dopo che gli inglesi avevano preso posizione a Gand.Brumwell p.18-19 Qui, Wolfe venne promosso tenente e nominato aiutante del suo battaglione. Il suo primo anno sul continente europeo fu frustrante per lui, in quanto malgrado la notizia dell'attacco britannico a Dunkerque, il suo gruppo rimase inattivò nelle FiandreBumwell p.24-25

Nel 1743, Wolfe accompagnò suo fratello minore, Edward, che aveva ricevuto una commissione nel suo stesso reggimentoBrumwell p.25 ed in quell'anno i due fratelli presero parte all'offensiva lanciata dagli inglesi. Al posto di spostarsi verso sud come previsto, gli inglesi ed i loro alleati si mossero invece verso est nella Germania meridionale dove si scontrarono col grosso dell'esercito francese.Browning p.134-35 L'esercito passò sotto il comando personale di re Giorgio IITrench p.217-18 ma nel giugno di quell'anno la situazione appariva ormai catastroficamente compromessa lasciando gli alleati intrappolati presso il fiume Meno circondati dalle forze nemiche.Brumwell p.26-27

Dopo la resa incondizionata, Giorgio II tentò di rettificare la situazione lanciando un attacco alla posizione francese presso il villaggio di Dettingen. Il reggimento di Wolfe venne coinvolto in pesanti combattimenti ed egli stesso venne ferito due volte da dei colpi di moschetto. Il suo reggimento aveva subito più perdite di qualsiasi altro battaglione di fanteria inglese, e Wolfe vi aveva perso anche il suo cavallo.Brumwell p.29-31 Malgrado tre attacchi francesi, gli alleati riuscirono a scacciare il nemico, che riparò nel villaggio di Dettingen che venne quindi occupato dagli inglesi. Giorgio II, ad ogni modo, fallì nelle operazioni di ritirata delle truppe, permettendo ai nemici di fuggire dallo scenario bellico preparato.Browning p.139-40 Il successo che il re inglese riuscì a riportare fu la salvaguardia dell'Hannover (suo possedimento personale).

Il reggimento di Wolfe nella Battaglia di Dettingen passò all'attenzione del Duca di CumberlandPocock p.115 che era stato proprio fianco a fianco di Wolfe sotto il fuoco nemico nel corso degli scontri. L'anno successivo, egli venne nominato capitano del 45th Regiment of Foot. Dopo il successo di Dettington, la campagna del 1744 fu un'ulteriore occasione di frustrazione per le forze alleate ora guidate da George Wade che non riuscirono a conquistare Lilla, non combattendo grandi battaglie e tornando nel quartiere invernale di Gand senza aver ottenuto nulla di particolare. Wolfe rimase devastato quando suo fratello Edward morì, probabilmente di tubercolosi, nell'autunno di quello stesso anno.Brumwell p.35-36

Il reggimento di Wolfe venne lasciato nella caserma di Gand e non prese parte alla sconfitta degli alleati nella Battaglia di Fontenoy nel maggio del 1745 proprio per le estreme perdite subie. Il reggimento di Wolfe venne però chiamato a rinforzare l'esercito alleato che ora si trovava al comando diretto del Duca di Cumberland. Poco dopo la loro partenza da Gand, il villaggio venne attaccato dai francesi che lo presero con tutta la caserma.Brumwell p.36-37 Per un soffio Wolfe aveva rischiato di divenire prigioniero dei francesi, e venne a questo punto promosso brigadiere maggiore.

La rivolta giacobita

Nell'ottobre del 1745, il reggimento di Wolfe venne urgentemente richiamato in Gran Bretagna per prendere parte alla soppressione della Rivolta giacobita che era da poco scoppiata. Nel settembre di quell'anno le forze giacobite avevano vinto la Battaglia di Prestonpans ed avevano ottenuto il controllo di Edimburgo. Il loro prossimo proposito era quindi quello di marciare alla volta dell'Inghilterra ove si aspettavano una ribellione di massa a loro favore che avrebbe detronizzato Giorgio II e con lui la dinastia degli Hannover, ponendo sul trono il pretendente Carlo III Edoardo Stuart.Browning p.240-44

Wolfe ed il suo reggimento vennero inizialmente inviati a Newcastle per assistere ad un gruppo comandato dal generale Wade per prevenire l'avanzata dei giacobiti sulla costa orientale. Al contrario, i ribelli bypassarono l'armata di Wade a Newcastle, prendendo la via sulla costa opposta, presso Carlisle.Brumwell p.42-43 I giacobiti raggiunsero quindi Derby e solo una forza di milizia ormai li separava da Londra. Ad ogni modo, avendo incontrato poco supporto da parte della popolazione inglese, i giacobiti decisero di ritirarsi e dalla fine dell'anno tornarono in ScoziaBaker-Smith p.131-33 e le forze governative britanniche si prepararono per quella che credevano essere una campagna militare relativamente facile per schiacciare la ribellione.

Wolfe prestò serviziò in Scozia nel 1746 come aiutante di campo del generale Henry Hawley nella campagna che portò alla sconfitta delle forze giacobite di Carlo Edoardo Stuart. Con la sua posizione, Wolfe prese parte alla Battaglia di Falkirk ed a quella di Culloden. A Culloden, è famoso l'episodio che lo vide rifiutarsi di sparare ad un highlander già ferito come gli era stato ordinato di fare dal Duca di Cumberland asserendo che avrebbe preferito rinunciare al proprio incarico piuttosto che ledere il proprio onore. Ad ogni modo, il gesto non funzionò e l'uomo venne ucciso dal duca in persona.Baker-Smith p.139 Questo atto, ad ogni modo, fu causa di grande popolarità durante la sua carriera futura tra i Royal Highland Fusiliers, che proprio Wolfe comanderà in Nord America. Dopo questo egli prese parte alla pacificazione delle Highlands, schiacciando il restante della ribellione.

Il ritorno sul continente

Nel gennaio del 1747 Wolfe ritornò sul continente europeo per la Guerra di Successione austriaca, sotto il comando di Sir John Mordaunt. I francesi, in assenza delle truppe del duca di Cumberland, avevano guadagnato terreno ed erano avanzati nei Paesi Bassi austriaci catturando Bruxelles.Browning p.259-60Brumwell p.57-58

Il principale obbiettivo francese nella campagna era quello di prendere Maastricht, considerata la porta d'accesso alla Repubblica delle Sette Province. Wolfe era sempre parte dell'esercito del duca di Cumberland, e con esso marciò per proteggere la città dall'avanzata dei francesi guidati dal maresciallo Maurizio di Sassonia. Il 2 luglio Wolfe prese parte alla Battaglia di Lauffeld, ove venne ferito gravwmente ed ottenne una citazione ufficiale per il suo coraggio. Lauffeld fu la più grande battaglia in termine numerico che Wolfe si trovò a combattere nella sua vita,Brumwell p.58-63 con forze combinate per un totale di 140.000 uomini impegnati sul campo da entrambe le parti. A seguito della vittoria di Lauffeld, i francesi catturarono Maastricht ed assediarono la fortezza strategica di Bergen-op-Zoom. Alla fine un armistizio pose fine agli scontri.

Nel 1748, ad appena 21 anni e con servizi in sette campagne differenti, Wolfe fece ritorno in Inghilterra dopo il Trattato di Aix-la-Chapelle che pose fine alla guerra. Secondo i termini del trattato, Gran Bretagna e Francia avevano ottenuto scambi reciproci che avevano riportato il controllo dell'Austria sui Paesi Bassi.

Servizio in tempo di pace (1748-1756) La guarnigione scozzese Tornato a casa, Wolfe venne destinato alla guarnigione scozzese, e un anno dopo venne promosso al rango di maggiore, assumendo così il controllo del 20th Regiment, di stanza a Stirling. Nel 1750, Wolfe venne confermato Tenente Colonnello del reggimento.

Durante i successivi otto anni, Wolfe rimase in Scozia, scrivendo pamphlets militari e divenendo molto bravo in lingua francese, come risultato di diversi viaggi che compì a Parigi. Malgrado alcuni suoi problemi di salute di cui oggi si sospetta la causa fosse turbercolosi, trovò del tempo per studiare latino e matematica oltre a corsi di scherma. Suo padre, che ora era generale, assistette il figlio nella prosecuzione della sua carriera.

Nel 1752 Wolfe ottenne di potersi recare in Irlanda rimanendo a Dublino con suo zio e visitando poi Belfast e sul sito della Battaglia dei Boyne.Brumwell p.92-93 Dopo una breve sosta alla casa dei suoi genitori a Greenwich, egli ricevette il permesso dal duca di Cumberland di recarsi all'estero ed attraversò il Canale della Manica diretto in Francia. Egli visitò così Parigi ed i Giardini delle Tuileries, nonché la Reggia di Versailles. Si intrattenne di frequente con l'ambasciatore inglese in francia, il conte di Albermarle, col quale aveva prestato servizio in Scozia nel 1746. Albermarle organizzò per Wolfe un'udienza con Luigi XV. A Parigi Wolfe investì del denaro per migliorare il suo Francese e le sue abilità di schermidore.Brumwell p.93-97 Mentre stava pensando di trascorrere del tempo con l'esercito francese per studiarne le tecniche, gli venne richiesto urgentemente di rientrare in patria. Egli rientrò col suo reggimento a Glasgow dal momento che dal 1754 le relazioni tra Gran Bretagna e Francia ripresero a peggiorare.

La disciplina La diserzione, specialmente di fronte al nemico, era solitamente un'offesa che comportava la pena capitale. Wolfe pose particolare attenzione a quest'ultimo punto e dal 1755 stabilì che ogni uomo del suo reggimento che fosse stato scoperto in questa condizione, dovesse essere subito messo a morte da un ufficiale superiore sul campo.Soldiers: A History of Men in Battle. John Keegan, Richard Holmes, John Gau; 1986; p.55

La Guerra dei Sette anni (1756–63)