Prodigo mecenate delle arti, diede un forte impulso al Rinascimento francese, attirando nel castello di Chambord molti artisti italiani, tra cui Leonardo da Vinci. Il regno di Francesco vide importanti cambiamenti culturali con l'ascesa della monarchia assoluta in Francia, la diffusione dell'umanesimo e del protestantesimo e l'inizio dell'esplorazione francese del Nuovo Mondo. Jacques Cartier, Giovanni da Verrazzano e altri esploratori rivendicarono terre nelle Americhe per la Francia e spianarono la strada all'espansione del primo impero coloniale francese.

Per il suo ruolo nello sviluppo e nella promozione di una lingua francese divenne noto come "Le Père et Restaurateur des Lettres" (il "Padre e Restauratore delle lettere").. Fu anche conosciuto come "François du Grand Nez" ("Francesco dal grande naso") e "Le Roi-Chevalier" ("il Re Cavaliere") per via del suo coinvolgimento personale nelle guerre, partecipazione che gli costò anche la prigionia a Madrid in seguito alla sconfitta nella battaglia di Pavia.

Seguendo la politica dei suoi predecessori, Francesco continuò le guerre italiane. Interessato ai territori del Ducato di Savoia e al controllo del Ducato di Milano, l'obiettivo principale era quello di indebolire Carlo V, re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero, titolo quest'ultimo conteso proprio tra il francese e l'Asburgo. Allo scopo di fronteggiare l'egemonia del rivale, cercò dapprima il sostegno di Enrico VIII d'Inghilterra nell'incontro del campo del Drappo d'Oro e, successivamente, formò un'alleanza franco-ottomana con il sultano musulmano Solimano il Magnifico, una mossa controversa per un re cristiano dell'epoca..

Biografia Primi anni e successione al trono di Francia

Francesco d'Orléans nacque il 12 settembre 1494 nel castello di Cognac, in Francia, a quel tempo situato nell'antica provincia di Saintonge, parte del ducato d'Aquitania e oggi facente parte del dipartimento di Charente. Unico figlio maschio di Carlo di Valois-Angoulême e di Luisa di Savoia, era anche pronipote del re Carlo V di Francia. Al momento della nascita la sua famiglia non rientrava nella linea di successione al trono di Francia poiché suo cugino, il re Carlo VIII, era ancora giovane così come lo era il cugino di suo padre, il duca di Orléans e futuro re Luigi XII.

Nonostante ciò, nel 1498 Carlo VIII morì senza figli e gli successe Luigi XII, a sua volta privo di eredi maschi. La legge salica, l'unico documento giuridico dell'epoca che regolasse le questioni di discendenza in Francia, impediva alle donne di ereditare il trono e pertanto all'età di quattro anni Francesco (che era divenuto già conte di Angoulême a seguito della morte del padre avvenuta due anni prima) divenne un possibile successore al trono di Francia e venne insignito del titolo di duca di Valois..

Rimasto, come detto, orfano di padre all'età di soli due anni, Francesco crebbe con la madre Luisa e con la sorella Margherita d'Angoulême ad Amboise sotto la tutela del maresciallo Pierre de Rohan-Gié.. Successivamente la sua istruzione venne affidata al cardinale Adrien Gouffier de Boissy, che gli impartì lezioni di latino e storia, mentre la madre gli insegnò l'italiano e lo spagnolo. Il giovane Francesco poteva disporre di una biblioteca ben fornita dove trovò i romanzi della Tavola Rotonda, che contribuirono all'esaltazione della sua immaginazione, tanto che fin da giovane mostrò un forte interesse per gli esercizi che implicavano una certa violenza. Come suoi compagni di giochi furono scelti alcuni rampolli delle famiglie nobiliari di Francia, come Robert de la Marck, Anne de Montmorency, Philippe de Chabot, Guillaume Gouffier de Bonnivet..

Questa compagnia, e le attività che svolgevano insieme, venne scelta come parte della sua educazione, che doveva essere improntata verso l'addestramento alla guerra e servì per instillargli alcuni valori ritenuti indispensabili per un possibile futuro sovrano, come il cameratismo, la cavalleria e la prodezza personale.. Mentre Francesco cresceva, la corte di Francia si interrogava su chi sarebbe stato il prossimo re. Appurato che Anna di Bretagna, la moglie del re Luigi XII, non avrebbe potuto mettere al mondo un figlio maschio, fu chiaro che il titolo di Delfino sarebbe toccato proprio a Francesco, in quanto diretto pretendente al trono. Pertanto si decise di fargli lasciare Amboise per essere condotto a Chinon, affinché potesse continuare la sua educazione presso la corte; ciò avvenne nell'agosto del 1507, quando aveva l'età di quindici anni..

Il giovane Valois trovò la vita a corte entusiasmante ed ebbe più volte l'occasione di accompagnare il re nella caccia, un'attività che rimarrà tra le sue preferite per tutta la vita, tanto che un giorno ebbe a dire che «per quanto vecchio o malato, mi dovranno portare a caccia. Anche morto, vorrò andarci nella bara!». Tra l'addestramento alla guerra e alla gestione del potere, non mancarono per Francesco nemmeno avventure e intrighi amorosi.. Inoltre, il futuro re di Francia dimostrò fin da subito un grande interesse per la guerra e, nel 1512, gli capitò la prima occasione per comandare personalmente un esercito, quando gli fu affidato il compito di difendere la Navarra dalle truppe inglesi da poco sbarcate a San Sebastián. Poco dopo accompagnò re Luigi nella difesa delle Fiandre.

Nonostante queste imprese non si fossero concluse con il successo sperato, Francesco ebbe modo di conoscere sul campo alcuni dei generali, tra cui Odet de Foix, Francesco d'Orléans-Longueville, Jacques de La Palice, Carlo di Borbone, che lo avrebbero accompagnato nei successi e nelle sconfitte delle sue successive campagne militari, creandosi così una cerchia di amicizie fondamentali per quando sarebbe salito sul trono..

Vista la situazione, re Luigi XII promise in sposa a Francesco la figlia Claudia, erede del Ducato di Bretagna, inizialmente destinata in matrimonio al futuro imperatore Carlo V, ma il cui fidanzamento era stato sciolto per evitare che Carlo ereditasse parte del Regno di Francia, una situazione inaccettabile per la Francia... Nel 1514 Anna di Bretagna morì e gli sopravvissero solamente figlie femmine; era dunque quasi certo che Francesco sarebbe diventato, alla morte di Luigi, re di Francia..

Certo dell'imminente salita al trono, Francesco abbandonò le sue ristrettezze economiche per aumentare decisamente il tenore di vita: acquistò spade da cerimonia, comprò pietre preziose, vasellame d'oro, profumi e oggetti di lusso, contraendo diversi debiti. Il 14 maggio raggiunse Saint-Germain-en-Laye per sposare, il 18 dello stesso mese,. Claudia; un matrimonio non certo d'amore ma considerato comunque una tappa inevitabile per la sua scalata al trono.. Ma solo pochi giorni dopo il matrimonio fu raggiunto da una notizia che poteva seriamente minare le sue ambizioni regali: il re Luigi XII, nonostante fosse malato, aveva deciso, seguendo il suggerimento del Papa, di sposare Maria Tudor, con la speranza di dare alla luce un erede che lo avrebbe succeduto al trono a cui ambiva Francesco.. Le cose andarono diversamente: sofferente da tempo di una grave forma di gotta, re Luigi ricevette l'estrema unzione nelle prime ore del 1º gennaio 1515 e morì la sera stessa, a meno di tre mesi dall'ultimo matrimonio, senza aver generato alcun figlio maschio. Così, all'età di 20 anni, Francesco divenne il nuovo re di Francia; l'incoronazione avvenne fastosamente nella Cattedrale di Reims il 25 gennaio del 1515....

Mire sull'Italia e battaglia dei giganti

Salito ormai legittimamente al trono di Francia, Francesco si mostrava ansioso di coprirsi di gloria e pertanto iniziò a guardare all'Italia, oggetto delle ambizioni anche dei predecessori. Essendo pronipote di Valentina Visconti, riteneva fosse un suo pieno diritto possedere Milano come sua eredità familiare. Il 25 marzo 1515, in occasione di un incontro con alcuni ambasciatori della Repubblica di Venezia arrivati per ottenere il rinnovo del trattato di alleanza stipulato due anni prima, li informò delle sue ferme intenzioni di mettersi quanto prima al comando di un'armata diretta verso l'Italia.. Era comunque ben consapevole che non sarebbe stato facile ottenere il successo sperato, perché si sarebbe dovuto confrontare con diversi nemici, tra cui l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, Ferdinando II d'Aragona e il papa Leone X.

Per affrontare tutto ciò Francesco mise insieme un consistente esercito nel Delfinato che contava ben appartenenti alla cavalleria pesante, a cui affiancò una fanteria forte di armati. A questi si aggiunsero truppe mercenarie costituite da fanti guasconi e circa lanzichenecchi.. Nello stesso momento, un esercito svizzero e pontificio si spostò a nord di Milano bloccando i passi alpini, tuttavia Francesco, seguendo il consiglio del maresciallo Gian Giacomo Trivulzio, evitò i valichi principali e marciò attraverso l'inconsueto itinerario della valle della Stura...

Lo scontro decisivo avvenne il 13 settembre 1515 e passò alla storia come la sanguinosa battaglia di Marignano, in cui le armate francesi e veneziane affrontarono quelle svizzere, giunte a dar manforte a Massimiliano Sforza, duca di Milano. Dopo quasi due giorni di intensi combattimenti, Francesco riuscì a cogliere una vittoria totale quanto inaspettata che consentì alla Francia di ottenere il controllo di tutto il Ducato di Milano.. Trivulzio, per elogiare l'impresa di Francesco, coniò il termine "battaglia dei Giganti" per riferirsi all'avvenimento che venne celebrato in patria con non poca retorica tanto che «ebbe una risonanza particolare, pari alla sorpresa provocata da Marignano. Un re, ancora molto giovane, aveva trasformato il suo esordio in un prestazione magistrale»..

Grazie a questa vittoria, inoltre, Francesco I costrinse papa Leone X alla trattativa per il possesso dei territori di Parma e Piacenza. I negoziati si svolsero a Bologna e furono condotti dal cancelliere di Francia Antoine Duprat, concludendosi con il Concordato di Bologna in cui si sanciva la rinuncia da parte del papa ai territori in questione e il superamento della Prammatica Sanzione di Bourges del 1438 arrogando al re di Francia il diritto alla nomina di vescovi e abati confermando il gallicanesimo. L'11 dicembre Francesco fece il suo ingresso trionfale a Bologna attraverso la porta San Felice per ratificare il Concordato; per l'occasione il re indossava «una tunica di drappo dorato e una zimarra argenta, mentre sul capo vi era un tocco di velluto nero foderato di zibellino».. Il 15 dello stesso mese lasciò la città accompagnato fino alle porte da 22 cardinali..

La prima avventura italiana fu, per Francesco, anche un'occasione di venire a contatto con l'arte rinascimentale, di cui rimase un grande ammiratore e che lo ispirò tanto da farlo divenire uno dei principi mecenati più celebri della storia. La ricchezza e il potere ottenuti dopo Marignano gli permisero di dare vita a una brillante e licenziosa corte costituita da poeti, musicisti, letterati e artisti, come Leonardo da Vinci, a cui si mescolavano rozzi nobili provinciali. In politica estera, riuscì a ottenere una pace perpetua con gli svizzeri e riacquistò Tournai da Enrico VIII d'Inghilterra. Tutto ciò faceva pensare al destino di un grande regno.

Tentata elezione a Imperatore