Attorno al 1620, van Dyck dipinse tre autoritratti, uno conservato a New York, uno a Monaco e questo a San Pietroburgo. In questo autoritratto van Dyck si mostra tranquillo e ancora una volta sicuro di sé. Indossa un abito di seta nera e mette in risalto la mano, bianca e affusolata, guardando l'osservatore dritto negli occhi.
Diversi elementi ci permettono di collocare l'esecuzione di questo dipinto nel periodo di soggiorno romano dell'artista, quando aveva all'incirca ventiquattro anni: la presenza di una colonna spezzata, simbolo dell'antichità greco-romana e la somiglianza evidente con un ritratto di Raffaello, che all'epoca si riteneva fosse un autoritratto dell'autore e che van Dyck riportò nel suo Taccuino italiano.
Bibliografia
Marco Horak, Van Dyck tra i grandi ritrattisti nelle raccolte piacentine, in "Panorama Musei", anno XVI, n. 2, agosto 2011 Voci correlate Autoritratto 1613-14 Autoritratto 1617-18 Autoritratto 1620-21 Autoritratto con girasole Autoritratto con Sir Endymion Porter
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