La lingua albanese (nome nativo gjuha shqipe , storicamente gjuha arbëreshe, arbërishtja o arbërore) è la lingua ufficiale dell'Albania e appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee.

La lingua albanese è composta da due varietà, il tosco (toskërishtja) e il ghego (gegnishtja), parlate rispettivamente nel sud e nel nord dell'Albania, le quali sono parte di un gruppo linguistico più esteso. Alcuni studiosi suggeriscono che sia l'unico sopravvissuto del gruppo illirico parlato un tempo nella penisola balcanica sud-occidentale, mentre altri suggeriscono che possa essere imparentato con l'antico tracio e daco, un tempo parlato in Mesia e in Dacia.

È una lingua parlata da circa 7,6 milioni di persone principalmente in Albania ( nel 2012), Kosovo (1,7 milioni nel 2012), Macedonia del Nord (375.601 nel 2024), Montenegro ( nel 2006), Serbia (63 000), Grecia ( locutori toskë nel 2000-2002), e diffusa in storiche comunità etniche albanesi in diverse aree geografiche dei Balcani e d'Europa, come in Peloponneso ( arvaniti, più immigrati in Grecia), Turchia ( nel 1980), Bulgaria ( nel 1963), così come dai gruppi della diaspora in Italia (260 000 arbëreshë nel 1976, cui vanno aggiunti i immigrati dall'Albania).

In Italia è parlato storicamente dalle comunità albanesi arbëreshë, dove gode di uno status di co-ufficialità ed è tutelato in alcune regioni. Nel resto del mondo, in seguito alle migrazioni del XX secolo, i parlanti albanesi si possono trovare numerosi in Australia, Nuova Zelanda, Svizzera, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Argentina, Brasile, Canada e Stati Uniti.

Distribuzione geografica

Lingua ufficiale/co-ufficiale:

(lingua co-ufficiale insieme al serbo) (lingua co-ufficiale al macedone) (lingua co-ufficiale insieme a montenegrino, serbo, croato e bosniaco) Lingua regionale o di minoranza etnica e linguistica o altra lingua parlata: (lingua regionale) (lingua locale, parlata dagli arbëreshë) (lingua locale, parlata dagli arbanasi) (lingua locale) (lingua locale) (lingua non riconosciuta ufficialmente, parlata dagli albanesi/arnaut) (lingua regionale non riconosciuta ufficialmente, parlata dagli arvaniti in varie zone e dagli albanesi dell'Epiro o della Ciamuria)

L'albanese è anche parlato da numerosi emigranti e discendenti di emigranti che vivono in Europa (Austria, Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Belgio, Svezia, Svizzera, Ungheria), Americhe (Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Chile e Uruguay), Australia e Nuova Zelanda.

Storia

Età contemporanea La prima menzione scritta della lingua albanese avvenne il 14 luglio 1284 a Ragusa, quando un testimone del crimine testimoniò: «Udii una voce gridante sulla montagna in lingua albanese» (in latino: «Audivi unam vocem, clamantem in monte in lingua albanesca»). Il documento più antico scritto in albanese risale al 1462, mentre la prima registrazione audio in lingua fu fatta da Norbert Jokl il 4 aprile 1914 a Vienna. Durante i cinque secoli di presenza ottomana nell'odierna Albania la lingua non fu riconosciuta ufficialmente fino al 1909, quando il Congresso di Dibra decise che le scuole albanesi sarebbero state autorizzate.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, dopo il 1949, è stato realizzato il tentativo per creare un'unica lingua standard, chiamata albanese standard o letteraria, basata su entrambe le varietà dell'albanese. L'albanese standard è l'ultimo stadio del processo evolutivo della lingua albanese, parlata soprattutto in Albania e Kosovo, preso convenzionalmente a modello - nella prima metà del XX secolo - dalla parlata del sud dell'Albania (in modo simbolico, si comincia a parlare localmente della lingua "shqipe" a partire dalla caduta dell'Albania nel XV secolo in mano ai turchi, ma realmente l'albanese dal e dopo il XVIII secolo ha cominciato a chiamarsi dagli albanese "shqipe", prendendo il posto della forma nativa arbëreshe. Per molto tempo la lingua è stata tramandata in special modo in forma orale).

Kostaq Cipo, massimo docente della lingua albanese ancora vivente in quel periodo, istruito in Italia alla scuola media degli arbëreshë e laureatosi in filologia all'Università "La Sapienza" di Roma, conoscitore di undici lingue straniere, venne incaricato con contratti stipulati dall'Istituto delle Scienze a condurre un'attività linguistica di primo piano preparando e pubblicando una fonetica (la prima in assoluto per la lingua albanese) proseguendo in seguito con una grammatica, considerata scientifica, e una sintassi premiata con la massima onorificenza, il Premio della Repubblica, e due anni dopo la sua morte, 1954, è stato pubblicato il Dizionario della lingua albanese con la collaborazione di alcuni dipendenti dell'Istituto: fu questo il primo dizionario nella storia della lingua albanese senza spiegazioni in altre lingue.

Solo nel 1965 tutti questi studi, che furono la base didattica per allievi e studenti albanesi, vennero ripubblicati nel Kosovo con il permesso delle autorità serbe che si erano sempre rifiutate di introdurre la lingua albanese tra la popolazione del Kosovo. A vent'anni dalla morte di Kostaq Cipo, il Partito Comunista al potere in Albania decise nel 1972 di organizzare un congresso di ortografia, al quale parteciparono come invitati anche i rappresentanti delle comunità albanesi d'Italia, che ha rifissato le norme universalmente accettate già fin dal 1949. Due libri furono allora pubblicati, Drejtshkrimi i gjuhës shqipe nel 1976, e Fjalori drejtshkrimor i gjuhës shqipe nel 1977, già universalmente noti per le regole ortografiche e le definizioni lessicografiche di dizionario.

Letteratura

Il primo testo conosciuto scritto in albanese, Meshari o Messale, scoperto da Paolo Schirò nella Biblioteca Vaticana, venne scritto da Gjon Buzuku, un ecclesiastico cattolico, nel 1555. La prima scuola albanese che si crede sia stata aperta venne fondata dai Francescani nel 1638 a PdhanëSabrina P. Ramet, Nihil obstat: religion, politics, and social change in East-Central Europe and Russia, Duke University Press, 1998.. Il primo testo della letteratura albanese in diaspora si ha con Luca Matranga (Lekë Matrënga), papàs di rito bizantino e scrittore arbëresh di Piana degli Albanesi in Sicilia, con E Mbësuame e Krështerë del 1592, prima creazione in lingua albanese toske, che diede ufficialmente inizio alla moderna letteratura arbëreshe-shqiptare.

Classificazione L'albanese appartiene alla famiglia linguistica indoeuropea, come provato nel 1854 dal filologo tedesco Franz Bopp, e forma un ramo indipendente delle lingue indoeuropee. Il linguista italiano Matteo Bartoli in forza della grande presenza di elementi e parole comuni al latino riteneva che la lingua albanese fosse una lingua in parte originariamente neolatina, per cui la classificò tra le "parzialmente" lingue romanze balcanichePaolo Savi Lopez. Le origini neolatine. Milano: U. Hoepli, 1920Matteo Giulio Bartoli, Das Dalmatische, Vienna 1906.. In realtà le teorie sulla filiazione della lingua albanese sono tre: una teoria afferma che l'albanese è l'unico sopravvissuto del gruppo illirico parlato un tempo nella penisola sud-orientale dell'Europa; un'altra teoria afferma invece che possa essere imparentato più con l'antico gruppo linguistico daco-trace, un tempo parlato in Mesia e in Dacia; un'altra teoria ancora preferisce fare dell'albanese un gruppo a sé nell'ambito delle lingue indoeuropee.

I sostenitori della filiazione dal gruppo daco-trace fanno notare come il lessico dei termini marittimi sia costituito da prestiti latini, greci, slavi e turchiLuciano Rocchi, I turchismi nel Dizionario Italo-Albanese della Badia Greca di Grottaferrata (1710/1805), Università di Trieste, International Journal of Translation 2019 (21), 219-243.; inoltre certi toponimi in territorio albanese non concordano con la fonetica albanese (il gruppo /sk-/ del nome antico di Scutari, Scodra, sarebbe dovuto diventare /h-/ anziché /ʃk/ come nell'attuale Shkodër), mentre altri toponimi dei territori interni dei Balcani (soprattutto in Mesia) si accordano con la fonetica albanese. Alcuni studiosi stimano che siano circa 160 le parole della scomparsa lingua daca che sono entrate come substrato nel lessico albanese (e circa 400 in quello del rumeno), come mal ("montagna"), o bredh ("abete") ma sono spesso riconducibili a scambi lessicali tra le lingue della lega linguistica balcanicaLucian Boia, Romania: Borderland of Europe, Translated by James Christian Brown. Chicago: Reaktion Books, 2001. Questa tesi è tuttavia confutata dalla maggioranza degli autori.

I sostenitori della filiazione illirica, invece, affermano innanzitutto che l'albanese è parlato nella zona un tempo abitata dagli Illiri e, dato che non si trova traccia di un arrivo degli albanesi nelle zone attuali in nessuna fonte storica, bisogna concludere che gli albanesi abbiano sempre occupato, approssimativamente, la stessa area che occupano ancora oggi. Per la questione del lessico marittimo, affermano che gli albanesi antichi probabilmente erano insediati nell'Albania interna e che quando occuparono le città costiere di lingua greca o latina ne assorbirono il vocabolario. Va ricordato che, durante la storia, nella costa illirica prima e albanese poi, vi erano un gran numero di colonie greche, poi romane e quindi veneziane per finire con l'occupazione turca. Inoltre la mancanza di una monarchia vera e propria albanese, o comunque di un'organizzazione statale autonoma, spiega la mancanza di una flotta militare o commerciale. Questi elementi rendono plausibile la spiegazione dei prestiti proprio da quelle lingue/culture che hanno occupato il territorio dell'Albania odierna, diventando una conferma ulteriore della presenza ininterrotta della popolazione albanese nel territorio.

Sembra comunque che la tesi prevalente sia di considerare l'albanese come gruppo indoeuropeo separato, in mancanza di prove definitive. I due distinti dialetti parlati oggi, il tosco (toskë) e il ghego (gegë), sono parte di un gruppo linguistico più esteso. Le lingue albanesi parlate in alcune isole linguistiche in Italia meridionale e in Grecia derivano dal tosco e sembrano strettamente imparentate con il dialetto della Ciamuria (çamërisht), nell'estremo sud dell'Albania e nel nord ovest della GreciaLeonard Newmark, Philip Hubbard, and Peter R. Prifti. Standard Albanian: A Reference Grammar for Students, Stanford University Press, 1982, p. 226, ISBN 0-8047-1129-1.. A causa della grande influenza del latino, dell'italiano e di alcuni elementi del greco con le quali sono entrate in contatto, si sono diversificate significativamente dall'albanese standard e sono considerate dai loro parlanti come lingue distinte. Nella lingua albanese sono presenti 5.926 lemmi derivati dalla lingua italiana a causa delle colonie italiane in Albania durante il Regno d'ItaliaBrunilda Dashi, Italianismi nella lingua albanese, Sapienza Università di Roma - Centro di Studi albanesi, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2013.Dal dukát all'investitór: nove secoli di italiano in Albania sull'Enciclopedia Treccani.

Sottogruppo ghego (gegë): ghego (gegë) [codice ISO 639-3 aln] Sottogruppo tosco (toskë): tosco (toskë) [als] arbëreshë [aae] arvanitico [aat]

Albanologia

Norbert Jokl (1877-1942), considerato il padre dell'albanologia, definì l'albanese come "la fase odierna di una parlata illirica tracizzata". Alcuni studiosi eminenti nel campo della lingua albanese sono stati e sono: Johann Georg von Hahn, Franz Bopp, Gustav Meyer, Giuseppe Valentini, Henrik Barić (1888 - 1957), Stuart Edward Mann, Carlo Tagliavini, Waclaw Cimochowski, Demetrio Camarda, Eric Pratt Hamp, Girolamo de Rada, Eqrem Çabej, Emil Lafe, Giuseppe Zef Schirò, Bahri Beci, Xhevat Lloshi, Paolo Schirò, Kolec Topalli, Antonino Guzzetta, Matteo Mandalà, Papàs Francesco Solano, Francesco Altimari, Leonardo De Martino (cantore della letteratura scutarina).

Studiosi e docenti