Agguato ai tropici (Across the Pacific) è un film del 1942 diretto da John Huston interpretato da Humphrey Bogart.
Trama 1941. Il capitano Rick Leland dell'artiglieria costiera statunitense, radiato dall'esercito per furto, tenta di arruolarsi nell'esercito canadese ma la sua richiesta viene respinta. Per combattere contro i giapponesi, vorrebbe unirsi alle forze cinesi guidate da Chiang Kai-shek e ad Halifax si imbarca su una nave giapponese, la Genoa Maru, con l'intenzione di raggiungere la Cina attraversando il Canale di Panama.
Sulla nave fa amicizia con il professor Lorenz, sociologo americano che vive nelle Filippine ma simpatizza per i giapponesi. Fin dall'inizio Leland ingaggia con lui una sottile ma vivace schermaglia e gli fa anche esplicitamente capire di odiare i giapponesi e di essere pronto a combatterli; il personale giapponese della nave si comporta in modo sospetto, arrivando perfino a rovistare fra i suoi bagagli. A bordo c'è anche una passeggera, l'affascinante canadese Alberta Marlow.
La nave fa sosta a New York, dove Leland incontra il colonnello Hart, ufficiale dei servizi segreti, che gli conferma che Lorenz è un noto agente venduto ai giapponesi; al contrario, afferma di ignorare la vera identità di Alberta Marlow, che sta cercando di irretirlo. Sale a bordo anche il nippo-americano Joe Totsuiko. Anche Leland nasconde un segreto: è una spia americana che cerca di impedire a Lorenz di mettere in atto i suoi piani di sabotaggio.
A Panama la nave, a cui viene negato il passaggio attraverso il canale, scarica diverse casse destinate a un proprietario terriero di nome Morton. Intanto Leland, Lorenz e Alberta Marlow progettano di proseguire il viaggio su un'altra nave. È il 6 dicembre 1941, la vigilia dell'attacco giapponese a Pearl Harbor. Leland viene colpito e perde i sensi. Al suo risveglio, si rende conto che Lorenz e Marlow sono scomparsi, poi si dirige verso la piantagione dove vede un aerosilurante in fase di carico. Catturato e portato in una casa abbandonata, incontra di nuovo Lorenz, Marlow e Totsuiko e scopre che Marlow è la figlia di Morton, proprietario della piantagione, che Totsuiko è un complice del professore e che il loro piano adesso è bombardare le chiuse del canale. Il silurante è pronto al decollo, ma Leland ingaggia una colluttazione e neutralizza Totsuiko che avrebbe dovuto pilotarlo. Lorenz e un intero contingente di soldati giapponesi al suo seguito vengono sopraffatti in uno scontro a fuoco con Leland: a questo punto il professore tenta di suicidarsi mediante harakiri ma gli manca il coraggio e chiede a Leland di sparargli. Leland rifiuta. Alberta, conquistata dalla sua audacia, si ravvede e si unisce a lui.Centro Cattolico Cinematografico, Segnalazioni cinematografiche, vol. XIX, Roma, 1944-45, p.17
Produzione John Huston poneva una grande fiducia nel talento emergente di Humphrey Bogart, con il quale aveva realizzato l'anno prima il fortunato Il mistero del falco. Pertanto, a partire da una sceneggiatura di Richard Macaulay, Huston mise insieme quasi lo stesso cast di attori (mancava Peter Lorre) trasformando quello che poteva essere un banale film di propaganda bellica in un film che Bosley Crowther, critico del New York Times, definì «un coltello piantato nella schiena per un'ora e mezzo». Mary Astor recitò con lo stesso registro ambiguo che aveva esibito nel precedente film, Sydney Greenstreet padroneggiò il suo ruolo di viscida spia al servizio dei giapponesi con un misto di astuzia e giovialità, ma anche qui toccò a Bogart sostenere gli sviluppi della storia, passando da una calcolata indifferenza a una inesorabile determinazione. Gli effetti speciali in grande evidenza contribuirono alla riuscita delle scene d'azione del film, soprattutto quando Bogart sbaraglia gli uomini di Lorenz e abbatte un aereo che sta per sabotare le chiuse del Canale di Panama.Alan G. Barbour, Humphrey Bogart - Storia illustrata del cinema, Milano Libri Edizioni, 1975, pp. 86-90
Huston stava per girare le ultime scene, in cui Bogart viene catturato dai giapponesi e tenuto legato in una casa nei pressi del Canale, guardato a vista da tre soldati con le mitragliatrici spianate. Quel giorno arrivò al telefono la sua convocazione per Washington: richiamato alle armi con effetto immediato, dovette interrompere il lavoro prima di aver ultimato le riprese. La Warner affidò a Vincent Sherman il compito di terminare il film, il che mandò in fumo alcuni progetti di futura collaborazione fra Huston e Bogart, fino a Il tesoro della Sierra Madre cinque anni più tardi. Sherman chiese a Huston come avrebbe dovuto proseguire con le riprese, visto che Bogart si trovava in una situazione irrisolvibile, ma Huston gli rispose: «Sono arruolato, Bogie saprà come cavarsela!» La sua improbabile invenzione fu quella di far impazzire uno dei soldati giapponesi e far fuggire Bogart nella confusione che ne seguiva.John Huston, Cinque mogli e sessanta film, Editori Riuniti, Roma, 1982, pp.111-112
Le riprese furono effettuate per la maggior parte in interni, presso gli studi della Warner a Burbank tra marzo e maggio 1942. La vicenda del film avrebbe dovuto proseguire fino al Giappone, ma l'attacco a Pearl Harbour aveva reso impossibile la realizzazione del copione così come era stato inizialmente concepito, per cui l'azione si fermò a Panama anche se il titolo originale (Across the Pacific) non fu cambiato.
Note
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