Il Sindacato ebraicoBenché tradotto alla lettera dall'inglese Syndicate, il termine in realtà sarebbe traducibile in italiano, a seconda del contesto in cui viene adoperato, come "consorzio" oppure "cartello"., spesso chiamato anche mafia ebraica, mafia kosher o Kosher nostra (quest'ultimo un gioco di parole tra Cosa nostra e il termine yiddish kosher), è stata una locuzione usata dalla stampa statunitense per definire la criminalità organizzata di matrice ebraica operante negli Stati Uniti d'America, emersa tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo.
Storia Fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, dall'Europa orientale arrivò negli Stati Uniti una massa di immigrati ebrei, parte della quale produsse gangster del calibro di Max "Kid Twist" Zwerbach, "Big" Jack Zelig e Vach "Cyclone Louie" Lewis, in grado di competere e farsi riconoscere dalle bande italiane e irlandesi.
Verso la fine del XIX secolo a New York, Monk Eastman si mise alla guida di una banda, la banda Eastman in grado di competere con le bande italiane e irlandesi, in particolar con la Five Points Gang di Paul Kelly, per il controllo della malavita newyorkese. Nei primi anni venti, stimolati dalle opportunità economiche dei cosiddetti anni ruggenti e dal proibizionismo, alcuni ebrei emersero dallo scenario periferico delle bande per approdare a un livello organizzativo e operativo ben più radicato e fruttuoso, come Arnold Rothstein, ponendo sotto il loro controllo diverse imprese e attività.
Secondo l'esperto di crimine organizzato Leo Katcher, Rothstein "trasformò un'attività delinquenziale di teppisti in un grande business, il crimine organizzato, gestito come una società, con se stesso posto in cima".Katcher, Leo (1959/1994). The Big Bankroll. The Life and Times of Arnold Rothstein, New York: Da Capo Press Rothstein fu tra l'altro sospettato (e considerato) d'essere dietro allo scandalo dei Black Sox esploso all'edizione del 1919 della World Series.Pietrusza, David (2003). Rothstein: The Life, Times, and Murder of the Criminal Genius Who Fixed the 1919 World Series. New York: Carroll & Graf Publishers. ISBN 0-7867-1250-3
Seguendo la mano nera italiana, le bande ebraiche si specializzarono nell'estorsione, operando principalmente nel quartiere ebraico di Lower East Side; la più eminente tra queste era la mano nera ebraica capitanata da Jacob Levinsky, Charles “Charlie lo Zoppo” Litoffsky e Joseph Toplinsky agli inizi del 1900. Quindi già all'inizio del secolo scorso la malavita ebraica era significativa, tanto da dare origine ad uno slang criminale yiddish (per esempio il magnaccia era detto “simcha”, il detective “shamus”, e così via)., Jewish Bulletin of Northern California, December 4, 1998
Il crimine organizzato degli ebrei statunitensi aveva origine nei bassifondi: da adolescenti o iniziando già in fase di prepubertà si riunivano in bande per estorcere denaro ai negozi, da giovani adulti praticavano lo schlamming (picchiare con tubi di ferro avvolti in carta da giornale i lavoratori in sciopero o persone non gradite), e una volta maturati entravano nelle bande organizzate coinvolte in variegate attività illegali, in particolare il contrabbando d'alcolici durante il proibizionismo., The New York Times, April 12, 1998 (Review of Tough Jews by Rich Cohen)
I figli degli immigrati ebrei, italiani, irlandesi, e di altre etnie erano tentati dal crimine, dal richiamo del denaro facile, con la prospettiva di grandi successi. Gli ebrei, si incontravano nei racket attorno a cui gravitavano. Ciò causò a New York un “boom di criminalità” ebraica all'inizio del XX secolo, che portò a numerosi arresti (un sesto dei delinquenti arrestati erano ebrei)., by Nancy Foner, Hunter College and the Graduate Center of the City University of New York & Richard Alba, State University of New York at Albany, October 2006 Come descritto dal sociologo Stephen Steinberg, circa un sesto dei fermati totali a New York risultava essere ebreo negli anni '20, nonostante gli ebrei costituissero invece circa un terzo dell'intera popolazione newyorkese., by Daniel Griswold, Commentary Magazine, December 2009
Col proseguire del XX secolo, mafiosi del calibro di Benny Fein e Josephe Rosenzweig entrarono nel racket del lavoro, il cui monopolio esercitato da Nathan Kaplan e Johnny Spanish della Five Points Gang, divenne causa di conflitto. Per anni le bande rivaleggiarono nelle Guerre dei picchiatori dei sindacati a New York, fino a che nel 1927 l'intero spazio fu conquistato da Jacob Shapiro, ponendo fine alla faida. Altri gangster ebrei coinvolti nel racket dei sindacati furono Mosè Annenberg e Arnold Rothstein, quest'ultimo considerato responsabile dello scandalo dei Black Sox all'edizione 1919 della World Series.
Proibizionismo Secondo lo scrittore Leo Katcher, fu Arnold Rothstein a trasformare il crimine organizzato da un'attività di malviventi in un vero e proprio business. Egli fu il primo a vedere nel proibizionismo, che vietava la vendita, la produzione e il trasporto di alcol, un'occasione da sfruttare economicamente, riunendo le diverse bande in un'unica struttura gestita in modo imprenditoriale, di cui assunse la direzione. Rothstein "capì il senso dei primi capitalismi del XX secolo (ipocrisia, esclusione, avidità) e riuscì a dominarli".
Considerato il "Mosè dei gangster ebrei"; il suo modello organizzativo fece scuola presso le altre mafie. Di lui il mafioso siculo-americano Lucky Luciano disse: "Mi ha insegnato tutto, anche come vestire"; citazione, questa, poi presa in prestito dal cinema gangsteristico, dove gli stereotipati abiti dei mafiosi statunitensi sono direttamente ricollegabili al vestiario usato da Rothstein., The Guardian, Saturday July 6, 2002; Cohen, Rich (1999). Tough Jews: Fathers, Sons, and Gangster Dreams, London: Vintage
Fu proprio negli anni del proibizionismo (1920-1933) che i gangster ebrei divennero più importanti nel mondo del crimine statunitense. Con questa estensione delle attività ad altre grandi città - come Cleveland, Detroit, Minneapolis, Newark, Philadelphia – la mafia ebraica si specializzò nel traffico di stupefacenti, oltre alle attività relative alla prostituzione. Le numerose bande per il contrabbando erano dirette da Meyer Lansky, Bugsy Siegel, Moe Dalitz, Charles Solomon, Abner Zwillman, Abe Bernstein con la sua The Purple GangKavieff, Paul R. (2000). The Purple Gang: Organized Crime in Detroit, 1910-1945. New York: Barricade.
Il boss più importante della Mafia ebraica fu Dutch Schultz definito tra gli anni 1924 e il 1935 "Il Re di New York". In seguito alla caduta dell'Impero di Dutch Schultz, emersero anche altri nomi di minore importanza arricchiti dal proibizionismo, come Moe Dalitz, Charles "King" Solomon e Abner "Longy" ZwillmanSann, Paul (1971). Kill the Dutchman!: The Story of Dutch Schultz. New Rochelle, New York: Arlington House..
Dopo la Guerra castellammarese, si tenne al Franconia Hotel di New York l'11 novembre 1931 una riunione tra esponenti della mafia italiana ed ebraica, cui parteciparono Jacob Shapiro, Louis "Lepke" Buchalter, Joseph "Doc" Stacher, Hyman "Curly" Holtz, Louis "Shadows" Kravitz, Harry Tietlebaum, Philip "Little Farvel" Kovolick e Harry "Big Greenie" Greenberg. In quest'incontro Lucky Luciano e Lansky riuscirono a convincere i gangster ebraico-statunitensi ad unirsi in una cooperazione che verrà denominata "Sindacato nazionale del crimine". Pare che a fine riunione, Bugsy Siegel abbia dichiarato: "Gli Yids e i dagos non saranno più in lotta fra loro".Sifakis, Carl (2005). The Mafia Encyclopedia. New York: Da Capo Press. ISBN 0-8160-5694-3
Venne meno la diffidenza a collaborare con non-ebrei e, i gangster ostili a ciò gradualmente diminuirono o sparirono, come il famoso contrabbandiere d'alcolici Waxey Gordon, con base a Filadelfia, che fu condannato e imprigionato per evasione fiscale. Dopo la sua carcerazione, il suo ruolo fu ricoperto da Nig Rosen e Max "Boo Hoo" Hoff.
Sotto Lansky, i gangster ebrei furono coinvolti nel giro dei giochi clandestini di Cuba e Las Vegas.Lacey, Robert (1991). Little Man: Meyer Lansky and the Gangster Life, New York: Little Brown. Gli interessi del sodalizio Lansky-Luciano spaziarono anche negli omicidi su commissione tanto che, fino al suo arresto, a guidare la squadra di assassini professionisti Murder Inc. per un certo periodo ci fu il mafioso ebreo Louis Buchalter.Turkus, Burton, and Sid Feder (1951). Murder, Inc.: The Story of the Syndicate. New York: Farrar, Straus and Young.
Dopo la seconda guerra mondiale Per decenni dopo la II guerra mondiale, le figure dominanti nel crimine organizzato furono quelle della seconda generazione dei criminali ebrei ed italiani, che spesso collaboravano insieme. Alla fine degli anni '60 erano ancora presenti ebrei nel mondo mafioso, una presenza che portò il gangster losangelino Jack Dragna a dichiarare al sicario Jimmy Fratianno, poi collaboratore di giustizia: "Meyer ha una famiglia ebrea costruita seguendo le medesime caratteristiche della cosa nostra. Ma la sua famiglia si estende in tutta la nazione. Ha ragazzi come Lou Rhody, Moe Dalitz, Doc Stacher, Gus Greenbaum, ragazzi fottutamente svegli, buoni uomini d'affari, e sanno bene come fare a fotterci."Lewis, Brad. Hollywood's Celebrity Gangster: The Incredible Life and Times of Mickey Cohen. New York: Enigma Books, 2007. (pg. 34) ISBN 1-929631-65-0
Il crimine organizzato ebraico-statunitense, derivava dalla povertà e dalle difficili condizioni di vita. Ciò è dimostrato dal fatto che, con il miglioramento della vita degli ebrei, ci fu di pari passo la scomparsa del racket ebraico o la sua fusione con un ambiente criminale statunitense più etnicamente assimilato. Infatti, i loro gangster di maggior rilievo come Meyer Lansky, Dutch Schultz e Bugsy Siegel, non fondarono famiglie criminali come i mafiosi italiani, tanto che, nei decenni dopo la II guerra mondiale, rimasero delle figure ebraico-statunitense legate al crimine organizzato, ma le vere e proprie organizzazioni criminali ebraico-statunitensi e le bande ebraico-statunitensi, almeno quelle con lo stesso livello di potere di prima, gradualmente scomparvero., The Guardian, Saturday July 6, 2002Steffensmeier, Darrell J. and T. Ulmer (2005). Confessions of a Dying Thief: Understanding Criminal Careers and Illegal Enterprise. New Brunswick (NJ): Aldine Transaction. ISBN 0-202-30760-3
Dalla fine del XX secolo a oggi Come detto, la mafia ebraica smise d'essere quella delle origini già durante la metà del XX secolo lasciando gran parte dei propri affari in mano a Cosa nostra statunitense prima e alle nuove mafie dopo (subentrate a pieno titolo in diversi traffici per via della repressione attuata dal governo a partire dagli anni '90 verso la mafia italoamericana).
Per queste ragioni, in anni più recenti il crimine organizzato ebraico-statunitense è riapparso nelle forme della mafia israeliana e della mafia russa, anche se non bisogna dimenticare che molti immigrati sovietici finsero un'identità ebraica per riuscire ad entrare liberamente negli Stati Uniti e che quindi, rispetto ai loro predecessori, avevano molti più elementi in comune con la cultura russa e la repubblica sovietica.Robert I. Friedman, Red Mafia: How the Russian Mob Has Invaded America ISBN 0316294748
Tra i mafiosi israeliani di un certo calibro ricordiamo Ludwig Fainberg, trafficante d'armi, Yehuda “Johnny” Attias e Moussan Alyian, pesantemente coinvolti nel traffico di droga da Amsterdam e Thailandia e di hashish dalla Turchia. Ma negli anni novanta del XX secolo i membri principali furono arrestati e la mafia israeliana a New York si sfaldò di lì a poco.
La famiglia Abergil (organizzazione criminale israeliana), è coinvolta nel traffico di ecstasy negli Stati Uniti., BBC News, June 7, 2004
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