L'esistenza di una economia forestale, che nella maggior parte del mondo consiste in una economia a legna oppure in un'economia a bambù, è un dato fondamentale sia nei paesi in via di sviluppo che in molte nazioni a clima temperato e freddo, sempre che dispongano di ampie superfici forestali. Il legname ed il legno da alberi ed arbusti può essere impiegato in una innumerevole quantità di prodotti, che vanno da quelli più inimmaginabili, prodotti dalla polpa di legno, come la cellulosa della carta, la celluloide della pellicola fotografica, il cellophane, la viscosa (un tessuto succedaneo della seta), fino ai più intuitivi utilizzi in mobili, edifici, mezzi di trasporto oltre che per l'utilizzo energetico.
La combustione per ottenere energia termica è soltanto l'ultimo utilizzo di questo prodotto, che in nessun caso dovrebbe finire in discarica, dal momento che può fungere anche come fertilizzante. Il potenziale danno ambientale che un'economia a legno può occasionare tende ad essere minimo (problemi di danno alla biodiversità riguardanti la monocultura e la coltivazione intensiva di un particolare tipo di albero), e sotto il punto di vista della quantità di CO2 presente in atmosfera può affermarsi che le distese forestali provocano una lieve riduzione dell'anidride carbonica e di conseguenza dell'effetto serra. Il legname, tra i materiali comunemente usati, è quello con minore intensità energetica(fotosintesi esclusa)Vaclav Smil, Energia e Civiltà. Una storia, traduzione di Luciano Canova, Milano, Hoepli, 2021, pag.18, ISBN 978-88-360-0009-8..
Introduzione
Storia dell'utilizzo del legno e legna da ardere Storicamente l'economia a legna è il punto di partenza della civiltà mondiale, sicuramente da tempi che precedono il paleolitico ed il neolitico (costruzione di attrezzi rudimentali) e successivamente tramite la scoperta di tecniche per accendere il fuoco e la costruzione di molte macchine semplici ed attrezzi rudimentali, come canne, impugnature di mazze, archi, frecce, lance. Uno dei manufatti più antichi mai scoperto è una levigata punta in legno (Clacton Spear) vecchia di 250.000 anni (terzo periodo interglaciale), trovata nel giacimento di Clacton-on-Sea in Inghilterra, attribuita alla specie ominide Homo erectusCONTI, LAMERA "Tecnologia Dalle Origini al 2000", pagina 18Nel 1911, a Clacton-on-Sea, l'archeologa, J. Hazzledine Warren scoprì un grosso dardo in legno, databile col metodo del radiocarbonio a circa 250.000 anni. Questo è l'oggetto più vecchio in legno mai trovato nelle isole britanniche .
Successivamente civiltà come quella egizia e quella dei sumeri costruiranno oggetti di mobilio, molti tipi diversi di mobili egizi in avorio e legni pregiati ci sono pervenuti praticamente intatti in alcune tombe segrete inviolate, protette anche dal clima desertico. Molti edifici e parti di essi (soprattutto tetti) contenevano elementi in legno (spesso di quercia) come supporto strutturale; mezzi di trasporto come barche, navi; ed in seguito (con l'invenzione della ruota in Mesopotamia, attorno al V millennio a.C.) carri e carrozze, argani, mulini ad acqua, mulini a vento, ecc.
Fino al 1900 a livello globale il legno è stato il combustibile più importanteVaclav Smil, Energia e Civiltà. Una storia, traduzione di Luciano Canova, Milano, Hoepli, 2021, pag.325, ISBN 978-88-360-0009-8..
Dimensioni e geografia dell'economia del legno In assoluto, la principale fonte del legname utilizzato nel mondo sono le foreste, che si dividono in vergini, semivergini e piantagioni. Esiste una quota di legna asportata spontaneamente dalle popolazioni locali in molti paesi del terzo mondo che si può soltanto stimare, con margini di approssimazione molto elevati.
Nel 1998, la produzione mondiale di legna conteggiata ufficialmente, non destinata ad ardere (nota in inglese come "roundwood"), raggiunse i 1,5 miliardi di metri cubi (m3), pari a circa il 45% del legno coltivato nel mondo. Tronchi e rami tagliati destinati a diventare elementi per la costruzione di edifici sono circa il 55% del legno industrialmente conteggiato nel mondo. Un 25% diventa polpa di legno (che include polvere di legno e trucioli) principalmente destinata alla produzione di carta e cartone; un ulteriore 20% circa diventa pannelli di compensato e legno pregiato per mobili ed oggetti di uso comune (FAO 1998). Il maggior produttore e consumatore di questo legno "conteggiato ufficialmente" sono gli Stati Uniti, anche se attualmente il paese che conta le maggiore distese forestali è la Russia.
Negli anni settanta, i paesi a maggior superficie forestale erano nell'ordine: Unione Sovietica (circa 880.000.000 ettari), Brasile (515.000.000 ettari), Canada (440.000.000 ettari), Stati Uniti (300.000.000 ettari), Indonesia (120.000.000) e Repubblica Democratica del Congo (100.000.000 ettari). Altri paesi con importante produzione e consumo di legno sono caratterizzati dalla bassa densità di popolazione in rapporto all'estensione territoriale, qui possiamo ricordare paesi come l'Argentina, il Cile, la Finlandia, la Polonia, la Svezia, l'Ucraina.
Attualmente (2008) la Russia possiede la maggiore estensione di foresta del mondo, 850.000.000 di ettari, pari a circa 23% dell'estensione e al 22% della massa forestale mondiale totale.
Associazioni ecologiste mondiali calcolano che nel quinquennio dal 2000-2005, ogni giorno circa 32.000 ettari di foresta vengono distrutti completamente, altri 32.000 ettari di foresta sono danneggiate in qualche grado. La maggiore perdita di superfici forestali in assoluto, attualmente si registra in Brasile, Indonesia e Sudan.
Secondo la FAO, la riduzione delle superfici forestali, che hanno una grande capacità di assorbire le precipitazioni piovose e di convogliarle verso le falde freatiche, comporterà un aumento del numero ed entità degli episodi alluvionali e ridurrà la disponibilità di acqua dai pozzi
Non si può tralasciare l'importanza dell'uso spontaneo e tradizionale del legname nelle aree boschive dell'Europa in generale e dell'Italia in particolare, per ogni tipo di necessità nella costruzione e nel riscaldamento.
Specie di scelta per l'economia a legna e forestale in Italia
Le specie vegetali ideali per questo tipo di economia sono quelle destinate all'arboricoltura da legno, che sono ben conosciute ed hanno proprietà e necessità ben note. Abete di Douglas: albero originario della costa occidentale degli USA, a crescita molto rapida ed altezza elevata del tronco, in Italia si è ambientato molto bene in zone collinari e montuose (tipiche del castagno e del faggio) che vanno dal Trentino fino alla Basilicata, arrivando a popolare quote fino ai 1.800 metri. Viene utilizzato per costruzioni e per la polpa da carta, oltre che come combustibile. Betulla: pianta originaria dei paesi scandinavi e della Russia, è molto resistente a periodi di siccità e di gelo, ideale per essere piantato nei terreni poveri ed acidi dei fianchi delle montagne, dove può servire per contenere frane. Dalla betulla si estrae lo xilitolo, un dolcificante naturale. Castagno: il castagno cresce in zone collinari umide, soprattutto dell'Italia centrale, a quote tra i 200 e i 1.200 metri (resiste a -25 °C). Oltre all'uso alimentare (farina di castagne), il suo legno, semiduro, resistente all'umidità, viene utilizzato come legno strutturale, e talvolta in ebanisteria. Cedro: Il cedro propriamente detto è una conifera, molto bella e ornamentale, che si estende per tutto il bacino nord e nord-est del Mediterraneo, attraverso la Turchia e l'Iran fino all'Himalaya, dove resiste a temperature fino a -25 °C. È un legno profumato, robusto, molto durevole, con una grana accattivante, resistente ai tarli. Si dice che sia stato impiegato da Hiram Abif per la costruzione del Tempio di Salomone, il primo tempio di Gerusalemme. Attualmente impiegato nella fabbricazione di armadi pregiati e mobili di qualità. Ciliegio: Albero piuttosto delicato, ha un legno di colore bruno rosato, di qualità ricercata dall'industria mobiliare (mobili e sedie di stile) per l'aspetto caldo che conferisce agli ambienti, e a volte viene usato per rimpiazzare legni preziosi come l'anacardio. Questa utilizzazione esige degli alberi di bella conformazione. L'importanza in falegnameria marginalizza le altre utilizzazioni del legno (scultura, tornitura). Molto decorativo, in primavera ha una romantica fioritura, assieme alle altre rosacee. Da maggio a giugno fornisce il frutto ciliegia, con proprietà benefiche per il sistema vascolare, simili a quelle dell'aspirina. Eucalipto: specie proveniente dall'Australia, cresce velocemente nel centro e meridione d'Italia, è molto resistente al fuoco e alla siccità. Si utilizza l'olio essenziale in fitoterapia e farmacologia, il legno per ardere o come polpa per la fabbricazione della carta. Incredibilmente, le foglie, piatte, piccole e scivolose, fanno sì che non accumuli neve e ghiaccio e diminuiscono il numero di crolli dei rami anche dopo pesanti nevicate. Frassino: leggero da trasportare, ideale per ardere, cresce in ambienti umidi simili a quelli presenti in Italia nelle zone di esondazione dei fiumi, è molto resistente all'inquinamento. Larice: in Italia cresce ad alte quote, il suo legname è particolarmente resistente agli sbalzi climatici, si utilizza per strutture esposte alle intemperie. Olivo: Questo piccolo albero trova nell'Italia centrale e meridionale il clima temperato e i suoli alcalini che predilige. I suoi frutti, le olive, sono impiegate per l'estrazione di un olio eccellente nell'alimentazione, visto che è comprovata la sua efficacia nel ridurre i danni ateromasici alle arterie. Attualmente è utilizzata molto spesso anche come pianta decorativa nei giardini. Oleandro: Arbusto tossico (rami e foglie) ma molto fiorito, che predilige luoghi caldi e soleggiati dell'Italia centrale e meridionale (ma il suo areale si estende fino in Giappone). Molto impiegato nelle aiuole spartitraffico e in luoghi assolati dove l'acqua e il mantenimento scarseggiano, infatti si pensa che sia originario delle oasi e di altri ambienti semi-aridi del Sahara. Olmo: Albero che cresce nei boschi termofili e umidi di quasi tutta l'Italia e dell'Europa oceanica e continentale. Ha tra le caratteristiche il possedere radici che si approfondiscono in verticale, dando luogo a una buona stabilizzazione dei bordi di canali (ad Amsterdam), scarpate, e ai bordi delle strade, dove hanno anche il vantaggio di non causare danni ai marciapiedi e al manto stradale. Impiegato anche nell'arboricoltura da legno e in silvicoltura. Pino marittimo: in natura i suoi boschi si estendevano ininterrotti dalla foce del Tevere fino alla Liguria, occupando suoli ad alta salinità poco adatti all'agricoltura. Produce una gran quantità di rami secchi sfruttabili dal ceduo e di pigne ed aghi di pino che possono essere bruciati, oppure tritati per la pacciamatura. Oli e resine possono essere utilizzati in profumi ed unguenti. I pinoli sono elementi utili in cucina. Il pino si concilia male con strade e parcheggi, visto che l'accumulo di neve su grossi rami orizzontali tende farli a crollare improvvisamente sulle auto, e anche le radici che si stendono orizzontalmente, divelgono strade e marciapiedi e in caso di incendio lo spargono in modo sotterraneo. Platano occidentale: sono alberi monumentali adatti come piante ornamentali per l'arredo urbano lungo i viali, grazie alla notevole resistenza allo smog delle metropoli. Sono piante decidue, le grosse foglie che cadono spontaneamente in autunno possono essere bruciate per generare bio-elettricità e per il teleriscaldamento in centrali termiche urbane funzionanti a gas/biomasse. Sono l'ideale per i giardini sul lato ovest dei palazzi, agendo in primavera ed estate come parasole (alti 5-6 piani). Reagisce molto bene al taglio dei rami, in quanto la corteccia si arricchisce di clorofilla. Il legno, pesante e poco durevole, è adatto per ardere o come compensato.