In quanto figlia di Maria Teresa d'Austria e di Francesco Stefano di Lorena, alla nascita le era stato attribuito il titolo di arciduchessa d'Austria. Per suggellare l'alleanza tra l'Austria e la Francia contro la Prussia e l'Inghilterra, venne data in sposa, quattordicenne, al delfino di Francia, il futuro Luigi XVI. Trasferitasi a corte, nella reggia di Versailles, per sopperire alla solitudine, alla noia e a un matrimonio deludente e tormentato, cominciò a vivere nelle frivolezze, dedicandosi a costosi diversivi..
La leggerezza del suo carattere, i favoritismi e le ingerenze negli intrighi di corte le inimicarono molte delle grandi famiglie dell'antica nobiltà, che contribuirono a diffondere maldicenze e dicerie contro di lei, soprannominata con sprezzo l'Austriaca.In francese Austriaca, cioè Autrichienne, venne facilmente diviso, durante gli anni della rivoluzione, in autruche (struzzo) e chienne (cagna), dando molte opportunità ai caricaturisti (). Anche negli anni della maturità, nei quali avrebbe mostrato più senso di responsabilità e di riflessione, non sarebbe riuscita a cancellare, di fronte all'opinione pubblica, l'immagine di «donna frivola, irresponsabile, assetata di lusso e dissipatrice».
Durante la rivoluzione francese, ostile a ogni compromesso con le idee liberali e accesa sostenitrice del diritto divino dei re, cercò di salvare la monarchia assoluta, anche attraverso i continui contatti con gli aristocratici emigrati, e sfruttando alcuni moderati come Mirabeau e Barnave. In seguito alla crescente ostilità popolare, dovuta anche al fallito tentativo di fuga, fu messa in stato di arresto insieme alla famiglia reale. Durante il periodo di prigionia, dopo la caduta della monarchia, dimostrò di essere una madre e una moglie esemplare.. Processata sommariamente e giudicata colpevole di alto tradimento dal tribunale rivoluzionario, seppur senza prove tangibili, morì con dignità sulla ghigliottina. La sua morte segnò la reale fine dellancien régime.Lo storico Adriano Prosperi, parlando del famoso schizzo Maria Antonietta condotta al patibolo di Jacques-Louis David, dice: «La regina Maria Antonietta, ritratta da David mentre, con le mani legate ma col busto orgogliosamente eretto, si avviava al patibolo, fu l'immagine reale della fine dell'Antico regime e l'antesignana delle figure simboliche che incarnarono la nuova idea di giustizia posta sotto il segno della Nazione e amministrata in nome della Repubblica» ().
Biografia Infanzia a Vienna (1755-1767)
Maria Antonietta nacque alla Hofburg di Vienna il 2 novembre 1755, penultima dei sedici figli di Maria Teresa d'Austria e di Francesco Stefano di Lorena, imperatore del Sacro Romano Impero. Battezzata Maria Antonia Giuseppa Giovanna, in famiglia e a corte sarebbe stata chiamata Antoine. Sarebbero stati i francesi, in seguito, a chiamarla Marie-Antoinette. All'età di due anni contrasse il vaiolo in forma lieve, ma riuscì a sopravvivere e a non rimanerne deturpata. Maria Antonia crebbe in una corte dove l'etichetta e l'educazione, che venivano impartite agli arciduchi e alle arciduchesse, non soffocavano mai la loro spontaneità..
Nonostante l'alto rango, dunque, l'infanzia di Maria Antonietta fu relativamente felice e distesa. La contessa Brandeiss, sua istitutrice, la viziò, concedendole ogni minima cosa, ma soprattutto quell'amore materno che sua madre, l'imperatrice, sempre impegnata negli affari di Stato, non aveva il tempo di darle.. La contessa le inculcò semplicemente l'educazione di stampo religioso e morale richiesta per ogni arciduchessa e, per compiacere la bambina, ridusse anche le ore di studio sui libri, tanto che a dodici anni Maria Antonia non sapeva scrivere e nemmeno parlare correttamente né il francese né il tedesco. L'unica lingua in cui dialogava elegantemente era l'italiano, grazie al suo maestro di riguardo Pietro Metastasio.. Suo maestro di musica fu il compositore Christoph Willibald Gluck, e Philippe Joseph Hinner le insegnò a suonare molto bene l'arpa, ma l'arte in cui la bambina eccelleva era la danza. Maria Antonia muoveva, infatti, il suo corpo con molta grazia e raffinatezza ed ebbe tra i suoi maestri il celebre danzatore, coreografo e riformatore del balletto Jean-Georges Noverre..
Il 18 agosto 1765, a Innsbruck, durante i festeggiamenti per le nozze dell'arciduca Pietro Leopoldo, morì l'imperatore, stroncato da un colpo apoplettico. Venne pianto amaramente dai figli, i quali lo amavano teneramente, ma soprattutto dalla moglie, che prese il lutto a vita. Maria Teresa, posto come coreggente il figlio maggiore Giuseppe, cominciò a incutere sempre più timore ai figli minori, verso i quali, a causa dell'eccessivo lavoro, non aveva mai prestato grande attenzione. Adesso dava loro l'impressione di essere sempre scontenta del loro comportamento..Il rapporto con la madre, sempre impegnata negli affari di Stato e che trascurava i figli minori, non era particolarmente profondo, al punto che da adulta Maria Antonietta affermò: «Amo l'imperatrice ma la temo anche a distanza; quando le scrivo non mi sento mai perfettamente a mio agio» ().
Nel 1767 i piani matrimoniali progettati dall'imperatrice per ampliare o costruire nuove alleanze vennero quasi completamente distrutti da un'epidemia di vaiolo, che colpì anche la famiglia imperiale (Maria Antonia ne era immune). Per compensare le gravi perdite, fece sposare Maria Carolina con Ferdinando IV di Napoli, e Maria Amalia con Ferdinando I di Parma. Il matrimonio di Maria Carolina rattristò molto Maria Antonia, poiché le due sorelle, cresciute quasi come gemelle, erano legate da un profondo affetto, che sarebbe poi durato negli anni, nonostante la lontananza..
Matrimonio (1767-1770)
Anche Maria Antonia, come pedina politica, venne utilizzata dalla madre per cementare la neo alleanza con la Francia, la secolare acerrima nemica dell'Austria, contro il re Federico II di Prussia, allora il più grande avversario di Maria Teresa e alleato con l'Inghilterra. Dopo lunghe trattative, si giunse al fidanzamento dell'arciduchessa con Luigi Augusto, delfino di Francia. A contrattare il matrimonio furono il duca di Choiseul per la Francia e il principe di Starhemberg per l'Austria..
Nel novembre del 1768 l'abate de Vermond partì per Vienna, come precettore di Maria Antonia. L'arciduchessa, seppur dotata di un fisico incantevole, come dimostrato dal pastello di Ducreaux inviato a Parigi nel 1769, i cui piccoli difetti vennero rapidamente modificatiL'attaccatura irregolare dei capelli, che le dava una fronte alta e bombata, sciupando così l'ovale del viso, venne ovviata grazie a una nuova e particolare pettinatura, mentre una spalla leggermente più alta dell'altra venne corretta con l'uso del corsetto. I suoi denti storti vennero curati per mezzo di una sorta di apparecchio odontoiatrico, fatto di fili metallici. In tre mesi fu ottenuta la dentatura regolare desiderata ()., e di una spiccata intelligenza, mancava però delle conoscenze necessarie a una futura regina, senza contare che era indolente e capricciosa.. L'abate non si lasciò scoraggiare e impose alla giovane allieva un programma didattico ideato appositamente per lei, dove sostituì lo studio sui libri con lunghe conversazioni, che spaziavano dalla religione, alla storia e alla letteratura francese. Maria Antonia si rivelò più dotata di quanto avesse dimostrato inizialmente, e Vermond, ormai incantato dalla giovane arciduchessa, ottenne risultati molto buoni.«Mi comprende quando le presento idee chiare: la sua capacità di giudizio è sempre buona, ma non riesco ad abituarla a sondare le cose, per quanto abbia la sensazione che ne sia capace» scrisse su Maria Antonia l'abate de Vermond. L'imperatrice accolse il precettore della figlia fra i suoi amici più intimi e gli chiese di sorvegliare la giovane arciduchessa, quando sarebbe stata in Francia. Maria Antonietta sarebbe stata all'oscuro del fatto che uno dei suoi più intimi confidenti fosse al servizio della madre. (.
Il 13 giugno 1769 venne dichiarato ufficialmente il fidanzamento di Maria Antonia. I dettagli per le nozze erano stati elaborati minuziosamente per tre anni e, alla fine, la dote dell'arciduchessa venne fissata per 200.000 corone e un valore medesimo in gioielli.. Nei pochi mesi precedenti le nozze, Maria Teresa, colta da varie preoccupazioni sul destino della figlia e cercando di recuperare il loro rapporto, divise con Antonia la propria camera, durante le ultime notti prima della partenza dell'arciduchessa per la Francia.. Il 19 aprile 1770 vennero celebrate le nozze per procura e, da quel momento, Maria Antonia venne chiamata ufficialmente Marie-Antoinette, dauphine de France (Maria Antonietta, delfina di Francia).
Il 21 aprile 1770, con uno sfarzoso seguito di cinquantasette carrozze, Maria Antonietta lasciò definitivamente Vienna. Sebbene il suo compito fosse quello di dimenticare le proprie origini austriache, per diventare nel corpo e nello spirito una vera francese, come ci si aspettava da ogni regina consorte di Francia, la giovane delfina seguì invece le indicazioni materne, che le ordinavano tutt'altro: «Rimanete una buona tedesca!» le disse la madre al momento dell'addio.. L'imperatrice avrebbe continuato a intimidire Maria Antonietta con le lettere mensili che spediva a Versailles, nelle quali le ricordava la fedeltà che doveva all'Austria, in quanto membro della dinastia degli Asburgo. Dopo due settimane di viaggio, continuamente elogiata a ogni tappa, la delfina giunse a Shüttern, sulla sponda del Reno opposta a Strasburgo. In un padiglione in legno, costruito appositamente per l'occasione, su una piccola isola sul Reno, si svolse la cerimonia della remise, durante la quale Maria Antonietta abbandonò gli abiti austriaci per indossare vesti francesi. La delfina si accomiatò definitivamente dal seguito austriaco e venne accolta da quello francese, capeggiato dalla contessa de Noailles, da poco nominata "Gran Maestra della Casa della delfina".
Il corteo riprese la marcia verso Compiègne, dove la delfina era attesa dalla corte francese, fra cui il re Luigi XV, il delfino e il duca di Choiseul, che andò incontro alla sposa. Quando Maria Antonietta scese dalla carrozza, fu accolta e scortata dal duca di Choiseul, al quale rivolse queste parole: «Non mi scorderò mai che voi siete responsabile della mia felicità!».. I due sposi si incontravano per la prima volta. Il delfino era diverso da come era stato descritto alla delfina: era goffo, sgraziato e già piuttosto pingue per la sua età. Nei dipinti inviati in Austria era stato abbellito.
Le nozze vennero celebrate in forma solenne a Versailles, il 16 maggio. Anche il popolo venne invitato a festeggiare la gioia della famiglia reale. Dopo cena avvenne la cerimonia del coucher a cui, per etichetta, doveva assistere l'intera corte. La coppia entrò nel letto e l'arcivescovo benedisse il talamo. Alla fine della cerimonia la coppia venne lasciata sola, ma il matrimonio non venne consumato..
Delfina di Francia (1770-1774)
Maria Antonietta non era vista di buon occhio dalla maggior parte della corte francese, che era stata cresciuta nell'odio verso l'Austria. Mesdames Tantes, le zie paterne di Luigi Augusto, a cui la delfina si era legata su consiglio della madre, furono le prime a chiamarla, alle sue spalle, "l'Austriaca".. Anche il delfino era stato cresciuto nell'odio verso l'Austria e il suo precettore, il duca de La Vauguyon, alimentava e indirizzava questo disprezzo soprattutto verso le persone che circondavano Maria Antonietta: il ministro Choiseul, l'abate Vermond, la contessa de Noailles e l'ambasciatore austriaco Mercy-Argenteau, che nutrì sempre per lui un affetto quasi paterno..