Il Gran Premio di Spagna 1980 (XXVI Gran Premio de España) fu una gara di Formula 1 corsa il 1º giugno 1980 sul circuito di Jarama, inizialmente valida come settima prova del Campionato mondiale di Formula 1 1980, ma che venne successivamente dichiarata illegittima e perciò non figura tra i gran premi validi per il campionato. La cancellazione fu dovuta alla guerra in atto, per il controllo della Formula 1, tra la Federazione Internazionale Sport Automobilistico (FISA) di Jean-Marie Balestre e la Formula One Constructors Association (FOCA), guidata da Bernie Ecclestone.

La gara è stata vinta dall'australiano Alan Jones, su Williams-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del primo e unico successo in una gara non valida per il campionato del mondo. Ha preceduto sul traguardo il tedesco Jochen Mass su Arrows-Ford Cosworth e l'italiano Elio De Angelis su Lotus-Ford Cosworth.

Vigilia Aspetti tecnici La FISA chiese agli organizzatori di modificare il tracciato del Jarama, che ospitava la gara. Pur essendo considerato uno dei tracciati più sicuri, la federazione impose di modificare la Eses de Bugatti, dove si verificavano spesso degli incidenti, tra cui quello che aveva visto coinvolti Jacky Ickx, Jack Brabham e Jackie Oliver durante l'edizione del 1970. Quel tratto era una combinazione di una veloce curva a destra con il successivo tornantino a sinistra, con quest'ultimo che venne anticipato di poche decine di metri e che diventò così una curva a raggio molto più ampio dotata di un'enorme via di fuga. Questo comportava una maggiore velocità media sul giro per le monoposto, che però così non sarebbero state più costrette a entrare veloci nella prima curva, per poi frenare in cima a una piccola salita per affrontare il vecchio tornantino: la frenata iniziava prima, in una zona più "sicura", e il circuito venne di fatto accorciato di circa 100 metri.

La Michelin, a seguito delle accuse rivoltegli dalla Goodyear, nel corso del weekend del Gran Premio di Monaco, decise di annullare l'accordo che era stato trovato fra le due case, in merito alla limitazione nell'uso degli pneumatici da qualifica. Per risposta la Goodyear, che riforniva tutte le scuderie tranne la Ferrari e la Renault, annunciò la sua intenzione di abbandonare il mondiale di F1 al termine della stagione. Inoltre la casa statunitense minacciò anche di abbandonare il suo impegno in Formula 2 e Formula 3.

Aspetti sportivi La settimana prima del gran premio, durante dei test, l'Alfa Romeo di Patrick Depailler chiuse con 1'13"20, nuovo record del tracciato, che era stato comunque modificato rispetto alle edizioni precedenti. Nel corso di questi test, il 21 maggio, Eddie Cheever su Osella fu protagonista di un brutto incidente dovuto alla rottura di una sospensione e del freno della ruota posteriore sinistra; perse il controllo della monoposto che sbatté violentemente contro il guardrail. Non vi furono conseguenze fisiche per il pilota statunitense.

Rispetto ai soliti partecipanti al campionato si aggiunsero il pilota locale Emilio de Villota, su una Williams FW07 della RAM Racing e Vittorio Brambilla su una terza Alfa Romeo. Non venne invece confermata la terza Brabham affidata allo statunitense Rick Mears. De Villota aveva già preso parte a due gran premi iridati, e non si era qualificato in altri otto. La RAM, supportata dal Banco Occidental, tornava nel mondiale dai tempi del Gran Premio d'Olanda 1977, in cui non si era qualificata, utilizzando delle March. Brambilla invece ritornava in F1 dall'ultima prova del , il GP del Watkins Glen, disputato sempre con la casa milanese.

Ciò portava il numero di iscritti a 29, una unità in più rispetto al numero massimo di piloti consentiti per la pista spagnola. Questo avrebbe dovuto portare alla tenuta di prequalifiche: la cancellazione delle stesse nel gran premio di Monaco, faceva però immaginare che anche nel caso del gran premio spagnolo non sarebbero state tenute. In effetti non venne previsto questo turno preliminare di prove.

L'Ensign sostituì Tiff Needell col francese Patrick Gaillard, preferito a Brian Henton, che non era risultato molto competitivo nei test effettuati al Jarama nei giorni precedenti la gara. Gaillard aveva già disputato 5 gran premi nel , sempre al volante dell'Ensign, e nel corso del 1980 era impegnato in F2. L'iscrizione di Gaillard venne inizialmente rifiutata in quanto non era stata effettuata col margine tre settimane prima della gara, chiesto dal regolamento. Mo Nunn, patron del team, per poter far disputare la gara a Gaillard, doveva dimostrare la causa di "forza maggiore" che lo aveva costretto a sostituire Needell.

Invalidità del gran premio Contrasto FISA-FOCA Il 22 febbraio 1980 si era tenuta a Parigi una riunione della Commissione tecnica della Formula 1. La FOCA, l'associazione dei costruttori, aveva chiesto delle limitazioni all'utilizzo dei motori turbocompressi, che andavano dalla riduzione della cilindrata (da 1.500 cm³ a 1.400) alla riduzione della pressione del turbo stesso, a delle limitazioni all'utilizzo del carburante; la FISA, la federazione internazionale, decise invece di abolire l'utilizzo delle minigonne a partire dalla stagione , scelta tecnica che invece penalizzava maggiormente le vetture spinte dal tradizionale motore a pressione atmosferica. Questa scelta avrebbe infranto la norma che imponeva la possibilità di effettuare cambiamenti al regolamento tecnico solo con un preavviso quinquennale, ma la FISA era pronta a giustificare l'immediata validità di tali decisioni per "ragioni di sicurezza", come previsto dall'art. 15 del regolamento tecnico. Queste decisioni provocarono una rottura all'interno della GPDA, il sindacato dei piloti: i corridori delle vetture a motore Cosworth, che sfruttavano al meglio le minigonne, imputarono a Jody Scheckter, presidente dell'associazione e pilota della Ferrari, di aver fatto prevalere gli interessi della sua scuderia. John Watson e Nelson Piquet, per protesta, dettero il loro addio all'associazione.

Dopo una riunione a Rio de Janeiro, il 18 aprile, la FISA presentò il calendario per la stagione : erano previsti solo 15 gran premi, in pratica con la conferma di tutte le gare già previste per il 1980, ad eccezione di quella da tenersi, ma poi saltata, a Las Vegas. La FISA decise inoltre di vietare la possibilità per un costruttore di organizzare un gran premio: ciò si scontrava contro gli interessi di Bernie Ecclestone che, oltre a dirigere la Brabham, organizzava il Gran Premio del Brasile, quello di Germania, e aveva la responsabilità economica per le gare di Spagna, Sudafrica e Austria.

A seguito delle decisioni prese dalla FISA, in merito ai cambiamenti sul regolamento tecnico, la FOCA propose una sorta di patto interno per rendere le vetture più sicure, secondo un proprio codice autonomo. In una conferenza stampa tenuta nel weekend del gran premio Jean-Marie Balestre, presidente della FISA, ribadì che solo la Federazione Internazionale aveva il diritto di stabilire le regole tecniche del campionato. Balestre confermò la volontà di bandire le "minigonne" a partire dal 1981, assieme a tutta una serie di altre norme che avrebbero dovuto rendere più sicure le monoposto.

Il 30 aprile, nel frattempo, durante una riunione della FOCA a Modena, Enzo Ferrari aveva chiesto che ogni decisione di questa associazione rimanesse confermata per almeno un anno; che la FOCA dovesse mantenere la sua funzione di catalizzatrice degli interessi dei costruttori nei confronti degli organizzatori dei gran premi; infine che la FOCA confermasse il potere in ambito sportivo della FISA e la necessaria esigenza evolutiva richiesta all'automobilismo sportivo. Ferrari propose la creazione di una commissione di tre membri (Mauro Forghieri, Colin Chapman e Gordon Murray), alla quale la FOCA avrebbe aggiunto altre tre personalità, in grado di determinare con chiarezza il futuro tecnico della Formula 1. La proposta venne accettata all'unanimità dalla FOCA. Il 13 maggio la FISA nominò i tre suoi delegati a tale commissione: Enrico Benzing, Crombac e Schild. La prima riunione avrebbe dovuto tenersi il 20 maggio, ma Ecclestone cancellò tale incontro affermando che la riunione avrebbe avuto una componente più politica che costruttiva-tecnica.

I fatti del Gran Premio del Belgio Dal Gran Premio del Belgio era diventato obbligatorio per i piloti partecipare a un briefing pregara, al fine di monitorare e migliorare le condizioni di sicurezza, da tenersi 45 minuti prima del via. La FISA decise di multare di 2.000 dollari ciascuno e di minacciare di squalifica tutti i piloti che non avevano preso parte alla riunione pre-gara, prevista prima del Gran Premio. Si trattava di 17 conduttori, tutti quelli dei team più vicini alla FOCA.

La FISA decise di sospendere, a partire dal gran premio di Spagna, 13 piloti, che si erano rifiutati di pagare l'ammenda prevista per non aver partecipato alla riunione pre-gara del Belgio. I sospesi erano Alan Jones e Carlos Reutemann della Williams, Jan Lammers dell'ATS, Alain Prost e John Watson della McLaren, Emerson Fittipaldi e Keke Rosberg della Fittipaldi, Elio De Angelis della Lotus, Didier Pironi e Jacques Laffite della Ligier, Nelson Piquet e Ricardo Zunino della Brabham e Tiff Needell dell'Ensign (quest'ultimo però non era stato confermato al volante dalla scuderia britannica). Dei primi sei piloti della graduatoria del mondiale il solo René Arnoux, della Renault, non era coinvolto nella decisione. In realtà la norma che consentiva questa sospensione, pur votata nella riunione di Rio de Janeiro, non era stata ancora inserita nel regolamento sportivo.

Bernie Ecclestone, patron della Brabham e capo della FOCA, accusò la FISA di aver anticipato al sabato, senza preavviso, il briefing del gran premio del Belgio, cercando così di mettere in difficoltà i piloti delle scuderie legate alla sua organizzazione. Ecclestone aveva inoltre minacciato l'assenza, per il gran premio di Spagna, delle scuderie coinvolte.

La FISA sospese successivamente anche Riccardo Patrese e Jochen Mass dell'Arrows e Derek Daly della Tyrrell, che non avevano preso parte alla riunione pre-gara prevista per il gran premio di Monaco, stabilendo in tal caso una multa di 2.000 franchi svizzeri. La Federazione pose come limite per il pagamento delle multe il venerdì mattina, prima della gara di Spagna. Mario Andretti e Alain Prost, dal loro canto, avevano già regolarizzato la posizione, pagando quanto dovuto.

Ecclestone regolò le multe relative al Gran Premio di Monaco ma si rifiutò di pagare quanto stabilito per la mancata partecipazione al briefing prima del Gran Premio del Belgio. Un tentativo di mediazione venne portato dal presidente della FIA, Paul Alfons von Metternich, il quale propose che tutti i piloti, anche quelli sospesi, potessero partecipare alla gara, demandando poi alla Corte d'Appello della FIA stessa la decisione finale.

Contrasto RACE-FEA Il gran premio era di competenza del Real Automóvil Club de España (RACE), che ne aveva affidato, dall'ottobre precedente, l'organizzazione alla Real Federación Española de Automovilismo (FEA), la sua branca sportiva.

Il RACE dichiarò che non avrebbe impedito a nessuno dei piloti sospesi dalla FISA di prendere parte al gran premio, e si offrì anche di versare 20.000 dollari alla FISA a copertura di quanto richiesto dalla FISA, rimettendo la decisione finale alla Corte d'Appello della FIA, che si sarebbe riunita il 10 giugno.