Biografia Nato a Bologna da Giacomo Gotti e Chiara Capardi, nel 1680 vestì l'abito dei Domenicani nella Basilica di San Domenico (Bologna). Dopo aver studiato filosofia a Forlì e a Bologna, si addottorò in teologia all'Università di Salamanca. Ritornato in Italia nel 1688, ottenne la cattedra di teologia e filosofia dapprima a Mantova, poi alla scuola dei Domenicani annessa alla Basilica di Santa Maria sopra Minerva di Roma, e infine all'Università di Bologna; in seguito Clemente XI lo nominò inquisitore generale di Milano, carica che resse fino al 1717, anno in cui ottenne la cattedra di "Teologia polemica" a Milano. Provinciale dei Domenicani, nel 1725 rifiutò l'elezione a maestro generale. Nel 1728 Benedetto XIII, anch'egli domenicano, lo promosse patriarca titolare di Gerusalemme e cardinale col titolo di San Pancrazio prima e San Sisto dal 1738.

Assieme a Charles René Billuart, Gotti è stato il principale esponente della Scuola Tomistica. I suoi scritti comprendono molte opere di apologetica e di polemica soprattutto contro Luterani e Calvinisti. In quest'ambito scrisse De vera Christi Ecclesia (La vera Chiesa di Cristo), stampata a Roma nel 1719 e, in una nuova edizione accresciuta, a Milano nel 1734, contro il calvinista svizzero Giacomo Picenino. L'opera più importante consiste nello studio della Summa di Tommaso d'Aquino (Theologia scholastico-dogmatica juxta mentem D. Thomae Aquinatis ad usum discipulorum).

Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Cardinale Gaspare Carpegna Cardinale Giacomo Boncompagni Cardinale Vincenzo Ludovico Gotti

La successione apostolica è: Vescovo Giovanni Andrea Balbi (1728) Vescovo Giovanni Battista Rondoni (1732) Vescovo Rizzardo Isolani (1734)

Opere

Bibliografia

Giovanni Mario Crescimbeni, Le vite degli Arcadi illustri, V, Roma 1751, pp. 103–114; Giovanni Fantuzzi, Notizie degli scrittori bolognesi, IV, Bologna 1784, pp. 194–205;

Umberto Dallari, I rotuli dei lettori legisti ed artisti dello studio bolognese dal 1384 al 1799, III, 1, Bologna 1891; 2, ibid. 1919, ad indices; Jacques Quétif, Jacques Échard, Scriptores Ordinis praedicatorum…, a cura di R. Coulon, A. Papillon, Paris-Rome 1910-34, II, pp. 730–736; Ludwig von Pastor, Storia dei papi, XV, Roma 1933; XVI, 1, ibid. 1953, ad indices; Angelus Maria Walz, I cardinali domenicani, Firenze-Roma 1940, p. 45; V. Alce - A. D'Amato, La Biblioteca di S. Domenico in Bologna, Firenze 1961, ad ind.; Alfonso D'Amato, I domenicani e l'Università di Bologna, Bologna 1988, ad ind.; Alfonso D'Amato, I domenicani a Bologna, II, ibid. 1988, ad ind.; A.M. Artola, Dictamen histórico-teológico sobre la "Mistica ciudad de Dios" en relación con la causa de canonización de la ven. María de Jesús de Agreda, Deusto 1993, pp. 63, 65, 68;

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Collegamenti esterni

J. MacCaffrey, History of the Catholic Church, Vol I, cap. 10, 1914.

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