Nel 1848 partecipò alle vicende storiche di quell'anno ed all'indomani dell'unificazione italiana divenne il primo presidente del Consiglio provinciale di Benevento. Sindaco di Cerreto Sannita, è stato per quattro legislature deputato al Parlamento nelle file della sinistra storica.

Biografia I primi anni e la carriera nella magistratura Figlio di Giambattista e di Maria Antonia Savoja, discendeva da una fra le più importanti e illustri famiglie cerretesi il cui capostipite era Giulio Ungaro, governatore della contea superiore dei Carafa dal 1718..

Educato fin da giovane in un Collegio gesuita, studiò successivamente presso il Seminario Diocesano di Cerreto Sannita per poi laurearsi in legge a Napoli. Nel 1846, dopo aver vinto un concorso, divenne giudice eseguendo l'apprendistato presso la Procura del Re nel Tribunale di Napoli.

Allo scoppio dei moti del 1848 egli si trovava nel suo paese natale dove, all'annuncio della concessione di una Carta Costituzionale da parte del Re, con altri giovani cerretesi allestì un carro anarchico che attraversò la cittadina al grido di "Viva l'Italia, Viva la Costituzione".

Nel 1849 fu nominato Giudice di prima classe nella Corte di Casoria. Successivamente passò al Tribunale di Sora e, infine, al Tribunale di Sala Consilina dove giudicò alcuni personaggi minori che parteciparono alla spedizione di Sapri..

Uno storico coevo scrisse che Ungaro "diede opera in Napoli alla Giurisprudenza secondo suo ingegno e con profitto da suo pari... quando prese a giudicare era pel suo legal sapere dottorevolissimo"..

L'attività di divulgatore, scrittore ed editore

Contestualmente al suo ingresso in magistratura, Michele Ungaro si era interessato al grande progetto di traduzione dal francese all'italiano della "Biblioteca di Istruzione Elementare", una enciclopedia composta da una ventina di volumi in cui un saggio immaginario di nome Maestro Pietro forniva nozioni semplici ed efficaci su ogni branca del sapere: storia, geografia, agricoltura, chimica, educazione, igiene, geometria, zoologia, trattenimenti co' fanciulli, errori e pregiudizi del volgo, ecc..

Nel 1843 pubblicò Italia alla tomba di Torquato stanze, la sua prima opera poetica, un inno patriottico alla rinascita e all'unificazione della penisola.. Nel 1848 diede alle stampe una raccolta di poesie (Alcune poesie di Michele Ungaro) e un romanzo intitolato "I misteri di Acerra". Le composizioni poetiche di Ungaro, assai originali, tendevano a comunicare con più persone e di culture diverse grazie alla contaminazione linguistica fra l'italiano e le altre lingue..

All'indomani della concessione della costituzione da parte di Ferdinando II di Borbone, pubblicò il componimento "Il Risorgimento. Per la Costituzione Napolitana del 1848" che celebrava l'"immortal decreto", foriero di tante belle speranze per i giovani intellettuali meridionali. Dopo appena un anno, con l'abrogazione della costituzione da parte dello stesso sovrano che l'aveva concessa, Ungaro sperimentò la fine delle illusioni patriottiche e iniziò ad allontanarsi dalla dinastia borbonica..

Nel 1853 si interessò di giurisprudenza scrivendo il saggio "Al ragionamento sul falso incidente civile del regio giudice Ignazio Porrivecchi / risposta del regio giudice di 1. classe Michele Ungaro".

L'ingresso in politica e la presidenza della Provincia di Benevento Nel 1860 abbandonò la magistratura per dedicarsi all'avvocatura e alla politica. Nello stesso anni aderì al Comitato di Azione che mirava a supportare localmente la causa dell'unificazione italiana..

Nel 1861, all'indomani dell'Unità d'Italia, fu eletto primo presidente del Consiglio provinciale di Benevento, carica che mantenne fino al 1863 e alla quale venne nuovamente rieletto nel 1865 e nel 1871.

Durante il suo discorso di insediamento riservò ampia attenzione all'economia locale e allo sviluppo dell'agricoltura proponendo numerose iniziative tra le quali "l'innesto sia dell’orto sperimentale, sia de’ poderi modelli ne’ Comuni, sia delle scuole agricole alla istituzione della Società Economica, affinché essa non torni nome vano ed inutile dispendio per la provincia. Ciascuno di voi frattante vorrà raccogliere nelle rispettive contrade ogni elemento necessario a poter questo Consiglio ampiamente discutere a suo tempo intorno a questo importantissimo obbiettivo"..

Nel gennaio del 1865 scrisse un opuscolo nel quale, prendendo come spunto un recente progetto di legge che mirava a riorganizzare la rete ferroviaria italiana, condannò fortemente l'azione politica della destra al governo, la quale aveva concesso "per un secolo intero il monopolio di tutte le Ferrovie dell'Italia nelle mani di quattro sole Società industriali". Nell'opuscolo Michele Ungaro ribadiva la sua ferma opposizione contro qualsiasi tipologia di monopolio affermando, tra l'altro, che è necessario che le imprese "abbiano il maggior possibile numero di concorrenti i quali, anche quando siano esteri, produrranno sempre i due immensi vantaggi, l'uno di migliorare le condizioni delle intraprese per riuscire a preferenza di altri, il secondo di essere di sprone e di esempio ai nazionali per fecondare e per promuovere lo spirito di associazione"..

Deputato al Parlamento In Parlamento sedette fra le file della sinistra storica e divenne ottimo amico di Garibaldi come testimonia un telegramma autografo che l'Eroe dei due Mondi spedì all'Ungaro. La sua appartenenza alla sinistra storica trova conferma in un manifesto del 1867 diretto ai suoi elettori, nel quale contestò duramente i governi di destra che sino ad allora si erano succeduti. Nel manifesto affermò chiaramente che sarebbe rimasto all'opposizione fino a quando il governo non "avesse cambiato sistema" e fatto "quel bene che la Nazione ha diritto di attendersi dal Governo".. Primo mandato Il 22 ottobre 1865 venne eletto deputato nel collegio di Caiazzo per la IX legislatura.

Durante il primo mandato, Michele Ungaro fu protagonista di una vera e propria battaglia parlamentare contro l'aumento della tassazione sul "sale comune", il sale poco raffinato destinato alla gran parte della popolazione italiana. Durante i suoi interventi espose dettagliatamente la questione dimostrando ampia padronanza delle norme tributarie e ricevendo gli elogi del presidente della Commissione bilancio Lanza, appartenente alla destra storica. Propose alla maggioranza, più volte, l'aumento della tassazione del solo "sale di lusso", per non intaccare ulteriormente le tasche della povera gente. La tenacia di Ungaro portò alla nascita di un vero e proprio gruppo (chiamato dal deputato piemontese Valerio "gli amici di Michele Ungaro") che elaborò un emendamento allo scopo di aumentare la tassazione del sale di lusso, bloccando l'aumento di quello sul sale comune. La discussione che seguì, lunga ed animata a causa delle vivaci proteste della sinistra storica, si concluse con la bocciatura della proposta della maggioranza, consegnando a Michele Ungaro una prima grande affermazione nell'emiciclo..

Si adoperò, inoltre, per sollecitare il pagamento degli indennizzi che i comuni del suo collegio vantavano per il passaggio delle truppe durante il periodo dell'unificazione italiana e per salvaguardare i diritti della costruenda linea ferroviaria Napoli-Benevento e Benevento-Foggia..

Al termine del primo mandato divulgò un resoconto ai suoi elettori, affermando orgogliosamente di non aver voluto far parte della maggioranza di destra e di volere continuare a battersi per il bene comune fra i banchi dell'opposizione fino a quando "il Governo non avesse cangiato sistema"..

Secondo mandato Fece approvare della Camera un ordine del giorno che spronava il governo a pagare gli stipendi arretrati ai ferrovieri e cercò di agevolare con delle proposte i complessi lavori parlamentari riguardanti la destinazione dei beni ecclesiastici soppressi. Spronò duramente la maggioranza, assieme agli altri colleghi della sinistra, ad adoperarsi per equiparare l'estensione della rete viaria meridionale a quella del resto della penisola al fine di agevolare soprattutto il commercio delle province meridionali..

Davanti alla mole di lavoro parlamentare, propose di tenere due sedute al giorno anziché una ma questa proposta fu bocciata. Si fece promotore, assieme a Nicotera e ad altri deputati della sinistra, di alcune riforme finanziarie e avviò, una nuova e importante battaglia parlamentare contro l'aumento della tassazione sulle "vetture pubbliche", destinate al trasporto collettivo. I discorsi di Michele Ungaro evidenziano una profonda conoscenza dell'argomento e spaziano soprattutto sugli effetti negativi che l'aumento delle tasse avrebbe portato nelle aree più represse del Mezzogiorno..

Numerosi furono i suoi interventi contro gli sprechi della spesa pubblica..

Terzo mandato Durante la legislatura successiva fu inviato in Egitto dal governo per difendere i diritti dei coloni italiani. Al termine di questa missione scrisse un libro dal titolo "La vera questione egiziana" edito dalla casa editrice Pergola nel 1869. Nel 1870 tenne una interpellanza dal titolo "sulle questioni da vari anni pendenti tra diversi cittadini italiani ed il Governo egiziano, e sulle misure che il Governo italiano crederà di adottare per la tutela degli interessi di quei nostri connazionali e del decoro della colonia e del nome italiano in Egitto." Tale interpellanza fu talmente lunga e dettagliata che una intera seduta della Camera fu riservata ad essa. Ungaro espose tutti i problemi che interessavano la minoranza italiana in Egitto, chiedendo al governo interventi concreti: il ministero degli esteri rispose affermando la volontà di impegnarsi maggiormente..

Si fece, inoltre, promotore dell'istituzione di un consolato italiano a Gerusalemme, chiese maggiore trasparenza sui rapporti fra governo e Banca Nazionale e propose, inutilmente, di decentrare la riscossione di alcune imposte a causa del sistema viario delle province meridionali, ancora insufficiente ed impervio. Propose anche di effettuare controlli preventivi sulla spesa pubblica, per bloccare alla fonte gli sprechi, invece di continuare ad effettuare solo controlli consuntivi..

Quarto mandato Nel quarto ed ultimo mandato parlamentare, Michele Ungaro continuò il suo percorso all'interno dell'opposizione, fra gli uomini della sinistra storica. Assieme a Garibaldi, Nicotera, Depretis e Cavallotti firmò una proposta di legge per ricreare la provincia di Nuoro ed altri due progetti riguardanti l'istituzione di porti franchi in Italia e il riconoscimento delle onorificenze concesse dagli stati nazionali italiani sorti nel 1848-49. Presentò un accorato appello al ministro dei lavori pubblici per l'agro di Telese e si interessò nuovamente del riordinamento dei beni ecclesiastici confiscati. Partecipò attivamente alla discussione sulla riforma del notariato..

Durante la storica seduta del 18 marzo 1876 che segnò il passaggio del governo dalla destra alla sinistra, Ungaro fu fra i 242 deputati che provocarono la crisi di governo. Subito dopo, appoggiò convintamente il primo governo della sinistra storica, quello di Depretis..

Sindaco di Cerreto Sannita

Dal 1874 al 1878 ricoprì la carica di Sindaco di Cerreto Sannita.

Durante il suo mandato cercò di ridurre il debito comunale che al 1873 ammontava a 50.000 lire (circa 200.000 euro). A causa della carenza di fondi comunali rifece a sue spese la strada che oggi porta il suo nome, dall'angolo di vico Molino all'angolo di vico dei Platani, della lunghezza di 110 metri, che era impervia "e disonorevole per essere frequentata e posta in vicinanza alla piazza principale della Città e quindi osservata a nostro disdoro da tutti i forestieri"..