L'omicidio di Carlo Falvella avvenne a Salerno il 7 luglio 1972. Falvella, studente di filosofia all'Università degli Studi di Salerno e vicepresidente del FUAN di Salerno, organizzazione universitaria del MSI, fu coinvolto insieme al compagno di partito Giovanni Alfinito in un primo diverbio con gli anarchici Giovanni Marini e Gennaro Scariati. Circa due ore dopo, in via Velia, il confronto si ripeté alla presenza anche di Francesco Mastrogiovanni. Nel frattempo Marini si era recato a casa, procurandosi un coltello. Durante la successiva colluttazione, Marini colpì Falvella con il coltello, provocandogli una ferita all'aorta; trasportato in ospedale, Falvella morì durante l'intervento chirurgico. Marini fu successivamente condannato per omicidio preterintenzionale e concorso in rissa.

Storia L'omicidio

Di padre liberal-tradizionalista e cattolico, Carlo Falvella si iscrisse alla facoltà di filosofia. Il giovane aveva gravi problemi alla vista che, secondo i medici, gli avrebbero comportato entro i trent'anni la completa cecitàLuca Telese, Cuori neri, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006, pag. 33: "È stato operato tre volte di cataratta: solo il progresso della scienza oculistica, dicono i medici, potrebbe salvarlo dalla cecità totale entro i trent'anni di età". Scherzando sulla propria malattia era solito dire ai genitori "Ho scelto Filosofia, perché potrei comunque continuare a insegnarla anche senza dover scrivere. Ma devo far presto a laurearmi. Devo assolutamente riuscirci prima di diventare cieco"Luca Telese, Cuori neri, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006, pag. 33. Nel 1971 aderì al FUAN, l'organizzazione universitaria del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, in un periodo politicamente teso per via dei frequenti contrasti tra militanti di destra e di sinistra. La passione per la politica gli giungeva da sua madre, missina convinta.

Il 7 luglio 1972, sul lungomare Trieste di Salerno, verso le 19.30, insieme a Giovanni Alfinito (altro iscritto al FUAN) ebbero un primo diverbio con il trentenne Giovanni Marini e con il suo amico Gennaro Scariati, entrambi aderenti ai gruppi anarchici, con cui si erano casualmente incrociati. Scariati raccontò poi alla polizia di aver evitato il degenerare della situazione portando via l'amicoLuca Telese, Cuori neri, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006, pag. 30: "In questo preciso istante sono intervenuto dicendo al Marini «Lasciamo perdere, lasciamo stare»".. Circa due ore dopo, in via Velia, si ripeté il diverbio, ma ai due anarchici si era aggiunto Francesco Mastrogiovanni. Marini nel frattempo si era recato a casa e si era armato di un coltelloTestimonianza di Michele Santoro in Luca Telese, Cuori neri, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006, pag. 31: "Giovanni era esasperato, perse la testa. Per questo andò a casa, prese il coltello e... successe quello che successe".. Giovanni Alfinito nella deposizione resa l'8 luglio 1972:

Dopo lo scontro i tre anarchici fuggirono rendendosi irreperibili, ma Marini la sera stessa si costituì ai carabinieri e rilasciò il 9 luglio 1972 nel corso dell'interrogatorio la seguente ammissione:

Giovanni Alfinito, pur ferito, riuscì a far fermare una vettura e a far portare l'amico in ospedale presso il pronto soccorso dove morì nel corso dell'operazione.

Impatto mediatico L'8 luglio la federazione salernitana del PCI guidata da Giuseppe Amarante espresse il proprio sdegno, non mancando tuttavia di sottolineare il proprio allarme nei confronti delle "violenze fasciste". Relativamente all'omicidio scrisse:«La federazione comunista salernitana esprime il proprio profondo cordoglio per la giovane vita stroncata e lo sdegno e la condanna più netta per il ricorso alla violenza». Lotta Continua,

L'11 luglio, quattro giorni dopo la morte di Falvella, il Secolo d'Italia, organo ufficiale del Movimento Sociale Italiano, pubblicò in prima pagina il titolo: "Un altro martire per la gioventù d'Italia. Dopo Ugo Venturini il sacrificio di Carlo Falvella", definendo l'aggressione dell'estrema sinistra un "barbaro omicidio".

Il 14 luglio 1972 il ministro dell'interno, Mariano Rumor, riferì alla Camera dei deputati circa gli avvenimenti individuando nei tre giovani di area anarchica gli aggressori e in particolare in Marini il possessore del coltello a serramanico con cui fu colpito all'aorta Falvella.. Versione che verrà rifiutata dall'estrema sinistra.

Il PSI, invece, in netta controtendenza al PCI non espresse rammarico per la morte di Falvella.

Dal 2014 è attivo un comitato, intestato allo stesso Falvella, che si occupa di organizzare iniziative in vista dell'anniversario della sua morte.

La campagna innocentista di Soccorso Rosso

Poco dopo l'omicidio e la confessione di Marini, Soccorso Rosso Militante organizzò una campagna tesa a dimostrare l'innocenza di Marini e nel 1974, nel corso del processo, pubblicò un pamphlet intitolato "Il caso Marini" nel quale si illustrava una posizione di difesa nei confronti dell'anarchico. Parteciparono alla stesura del documento Pio Baldelli, Lanfranco Binni, Marco Boato, Sandro Canestrini, Dario Fo, Giambattista Lazagna, Roberto Matta, Franca Rame, Giulio Savelli, Giuliano Spazzali e Pietro Valpreda.Il caso Marini a cura di Soccorso Rosso, Bertani, Verona, 1974, i nominativi sono riportati sulla copertina Soccorso Rosso propose una ricostruzione dei fatti in cui Falvella e Alfinito, oltre ad essere accompagnati da un'altra decina di fascisti, sarebbero stati anche armati di coltello.

Sempre nel 1974 il "Comitato Anarchico G.Marini" di Firenze fece pubblicare un altro libro inchiesta dal titolo "Se scampi ai fascisti ci pensa lo Stato".

Lo stesso giugno l'avvocato Giacomo Mele, esponente missino di rilievo che rappresentava la famiglia Falvella, fece stampare in risposta al pamphlet preparato da Soccorso Rosso un altro documento intitolato: "Marini, una marionetta del sistema".

Il processo Nel 1975 Marini venne condannato a dodici anni per omicidio preterintenzionale aggravato e concorso in rissaLuca Telese, Cuori neri, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006, pag. 53. In appello la condanna venne ridotta a nove anni, sette dei quali effettivamente scontati. Alfinito, Mastrogiovanni e Scariati vennero invece assolti dall'accusa di rissa.

Note

Bibliografia Luca Telese, Cuori neri, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006. Tony Fabrizio, "E me ne vanto". La storia di Carlo Falvella, Altaforte Edizioni, 2025.

Omicidio Falvella Falvella Categoria:Casi di omicidio nel 1972