La Coppa Bruno Carotti o Rieti-Terminillo è una cronoscalata automobilistica, che si svolge sulla strada statale 4 bis che collega Rieti al monte Terminillo. Organizzata dall'ACI di Rieti, è valida per il campionato Italiano Velocità Montagna e per il campionato europeo della stessa specialità.

Il nome della coppa è dedicato al pilota reatino Bruno Carotti, morto nel settembre 1950 mentre disputava una gara su quel percorso.50° Cronoscalata Rieti-Terminillo 9-10/07/2011 da monteterminillo.net

Percorso La partenza è posta in località Lisciano (al km 5,400 della Strada statale 4 bis del Terminillo) l'arrivo è situato al km 20,500 della stessa strada in località Campoforogna.

I 15 km del tracciato si sviluppano lungo un dislivello di 1125 metri per una pendenza media dell'8%.

Le caratteristiche della strada (tratti a forte pendenza intervallati da tratti medio veloci, quattro tornanti e due chicane) rendono il percorso tra i più veloci e selettivi d'Europa.

Storia La nascita della competizione (1966-1975) Già nella prima metà del XX secolo erano state organizzate manifestazioni motoristiche lungo la strada del Monte Terminillo; ad esempio nel 1939 si svolse una gara di velocità valida come eliminatoria del "Volante d'Argento". L'organizzazione dell'evento è da ricondurre al Cav. Quinto Allegri, primo direttore dell'Automobil Club di Rieti (allora Reale Automobile Club di Rieti), che contribuì anche alla costruzione della prima stazione di servizio sul Terminillo in località Pian de Valli.

La prima edizione della gara fu organizzata dall'Automobil Club di Rieti su iniziativa di Franco Allegri, figlio di Quinto (deceduto nel frattempo nel 1960). La competizione fu inserita nel calendario nazionale il primo fine settimana del mese di ottobre del 1966 e fu vinta dal fiorentino Romano Martini in arte "Sangrylà". Il toscano vinse a bordo di un'Alfa Romeo TZ1 giungendo in vetta col tempo di 8'10" alla media di 110 km/h, sul podio i piloti della scuderia Sagittario, Marignani e Barbaduscia. L'anno successivo, 1967, fu la volta di Gano con la sua Porsche Carrera 6 chiuse la gara in 7'50" stabilendo così il nuovo record della corsa.

La Coppa Carotti cominciò a vedere il meglio della specialità nel giugno del 1968. Per la terza edizione scesero in pista i migliori piloti Italiani, partecipanti al Campionato Italiano Velocità Salita. Vinse Franco Pilone, il pilota preferito da Carlo Abarth che trionfò al volante di una Porsche Carrera 6 in 7'47" abbassando di tre secondi il precedente record e lasciandosi tranquillamente alle spalle il toscano “Riccardone”, al secolo Carlo Benelli, titolare della Superiride, uno dei migliori interpreti dell'Alfa Romeo Gta. Nel gruppo 2 classe 500 la signorina Liliana de Menna stupì tutti vincendo una classe affollata da 13 concorrenti e stabilendo il record in 10'36” 6.

Nel 1969 Pilone bissò il successo al volante di una Fiat Abarth 2000, arrivando in cima con il tempo di 7'12" e ritoccando di ben 35 secondi il record dell'anno prima. Dietro di lui il futuro campione Domenico Scola che giunse alle sue spalle con tre secondi di ritardo.

Nel 1970 per la quinta edizione ci furono dei problemi e non tutti i big di allora presero parte alla corsa. Niente Pilone, Scola e Riccardone. Vinse Giuseppe Marotta a bordo di un'Alfa Romeo Gta con il tempo di 8'05". L'anno appresso, e siamo nel 1971, tornarono i campioni. Torna Franco Pilone che vinse al volante di una Fiat Abarth affidatagli da Abarth in persona, tagliando il traguardo il 6'41" alla media di oltre 130 km/h.

L'edizione del 1972 segnò l'esordio nella corsa di Mauro Nesti che diventerà l'uomo simbolo della cronoscalata reatina. Nesti, che ha poco meno di trent'anni, completò il percorso in 6'29" con una Chewron B21 lasciandosi alle spalle Pilone e il suo record. L'anno successivo Nesti volò sul Terminillo con una March BMW con il tempo straordinario di 6'19" alla media di oltre 140 km/h. Nel 1974 è sempre lui a comandare. Stavolta, però, al volante di una Lola BMW T294 non riuscì a ritoccare alcun record.

Il salto qualitativo della validità europea (1975-1981)

Nel 1975 giunse finalmente la validità europea. L'edizione fu nobilitata dalla presenza di molte vetture competitive, tra le quali la sibilante Porsche 908/4 turbo iscritta dalla scuderia Nettuno per il tedesco Jost. Il grande favorito Mauro Nesti, che quell'anno si laureò Campione d'Europa, fu sorprendentemente battuto transalpino Michei Pignard, che a bordo di una bianca March BMW 75/S distaccò Nesti di quasi due secondi giungendo a Campoforogna in 6'13" alla media di 143,4 km/h. L'anno successivo, Nesti risalì sul gradino più alto per il suo quarto successo in cinque partecipazioni, ma la sua fiammante Chewron Cosworth non gli consentì di riprendersi il record, anche se si consolò laureandosi nuovamente campione d'Europa a fine anno.

Il 1976 segnò il salto qualitativo a livello di organizzazione: 90 commissari di percorso, dislocati su 45 posizioni fisse, dotati di radiotelefoni, assicurano ai concorrenti una protezione riscontrabile solo nei circuiti fissi.

Nel 1977 la corsa chiamò a sé solo gli italiani impegnati nel campionato tricolore e senza i mostri sacri fu una passeggiata per Gianni Varese che con l'Osella BMW salì sul Terminillo in 6 minuti e 25 secondi. Dietro di lui Domenico Scola che per vincere la Coppa Carotti ha dovuto aspettare ben trentasei anni. Nel 1978, per l'edizione numero tredici, tornarono i campioni. A vincere fu Nesti che con la sua Lola BMW mise in riga il francese Pignard, chiudendo in 6 minuti e 6 secondi, e frantumando il record firmato tre anni prima dal francese, alla media di quasi 150 km/h.

L'edizione del 1979 fu sottotono rispetto alle precedenti: mancavano i grandi della specialità, impegnati nel rush finale dell'Europeo, che quell'anno non si svolse a Rieti. A darsi battaglia ci pensarono i tanti italiani ed in particolar modo una nutrita schiera di piloti reatini. Vinse Mario Casciaro che chiuse la sua gara col tempo di 6'26" a bordo di una Osella PA6 motorizzata BMW.

Nel 1980 per la quindicesima edizione si tornò alla validità europea. Fu una delle migliori corse andate in scena fino a quel momento. Tutti aspettavano con ansia il duello tra Michael Pignard e Mauro Nesti che non delusero le aspettative dei quasi 15.000 spettatori presenti lungo tutto il tracciato. Nesti tagliò il traguardo in un ottimo 6'10" ma Pignard lo superò con 6'6" e 74 centesimi riuscendo per soli 19 centesimi a battere il record che Nesti deteneva dal '78. Per Pignard, fino a quel momento unico straniero a vincere la Carotti, fu il secondo successo sul Terminillo che gli consentì di laurearsi campione d'Europa.

Il dominio di Nesti (1981-1992) Intanto l'evoluzione dei motori proseguiva a ritmo serrato e nel 1981 Mauro Nesti si presentò alla partenza con una fiammante Osella PA8 BMW. Non c'è più Pignard e il toscano torna alla vittoria sulla "sua" montagna, con il tempo di 6'08". Per altri cinque anni, fino al 1986, Mauro Nesti diventa il padrone assoluto dominando sei edizioni consecutive della Coppa Carotti, abbassando il record sino a 6'02"5 con 149 km/h di media.

La XIX edizione 1984 vide infrangersi la barriera dei 6 minuti: Mauro Nesti impiegò 5'58” 39 (con una media superiore al 150 all'ora) per coprire i 15,100 km che separano la colonna di lisciano dall'arrivo. Dietro di lui si piazzano Casciaro, il tedesco Stenger e Baribbi che pur disponendo della stessa vettura di Nesti non riuscì ad andare oltre la quarta posizione. Il dominio continuò anche nel 1985 quando a bordo dell'Osella PA9 Bmw si aggiudicò la ventesima edizione abbassando ancora il suo record sino a 5 minuti, 56 secondi e 86 centesimi. Per Nesti si trattò della decima vittoria su quattordici partecipazioni.

Nel 1986 Nesti conquista la sesta vittoria di fila che lo consacra il più forte. Un monologo che il pilota toscano chiude con il tempo di 6'03" dietro di lui ancora Baribbi e Stenger. Nell'edizione numero 22, anno 1987, dopo 16 anni torna alla vittoria il redivivo Franco Pilone con l'Osella Bmw. La gara era valida per il solo campionato italiano e la quarta vittoria personale di Pilone, con un modesto 6'34", riporta sulla Terra i concorrenti.

Nel 1988 la corsa torna ad essere valida per l'Europeo. La vittoria va ancora a Mauro Nesti che chiude la gara in 6' netti, ma l'idolo del pubblico fu lo spagnolo Andres Vilarino che pur classificandosi al terzo posto, a bordo della sua Lola Repsol entusiasmò il pubblico. Secondo si piazzò ancora una volta Baribbi.

Nel 1989 fu la pioggia la vera protagonista della corsa. Gara valida per il campionato italiano che vede trionfare Maurizio Iacoangeli con l'Alfa Romeo 75. Alle sue spalle giunge il reatino Claudio Giobbi che qualche anno più tardi diventerà campione d'Italia. Nel 1990 la Coppa Carotti festeggiò i suoi venticinque anni con la tredicesima vittoria di Mauro Nesti che scalò il Terminillo in 6 minuti e 4 secondi.

L'anno successivo Nesti si trovò a dividere il ruolo di favorito con lo spagnolo Egozgue. Il duello terminò in favore dell'italiano che oltre alla vittoria batte ancora il suo record, che durava da sei anni: 5'55"81. Secondo Egozkue che salirà alla ribalta negli anni successivi, terzo ancora Baribbi.

Questa fu la quattordicesima e ultima vittoria di Mauro Nesti, a cui seguirono tre secondi posti prima dell'addio alle corse.

Irlando, l'erede di Nesti (1992-2000) Nel 1992, finita l'era di Nesti iniziò quella del pugliese Pasquale Irlando che in quell'anno vince la sua prima Coppa Carotti al volante di un Osella Bmw, migliorando il record del tracciato con 5'55"26 che però durerà soltanto una stagione.

Nel 1993 fu lo spagnolo Francisco (detto "Pablo") Egozkue ad aggiungere il suo nome nell'Albo d'oro della corsa che fino a quel momento vedeva in Pignard l'unico straniero ad aver trionfato sul Terminillo. Egozkue oltre a vincere ed allineare dietro di lui l'andorrano Joan Vinyes Dabad e l'inossidabile Nesti, segnò il nuovo record fermando il cronometro sul tempo di 5'52"61 tre secondi meglio di quello di Irlando. Al termine di quel campionato, Egozgue portò a casa anche il titolo europeo. Lo spagnolo si ripeté l'anno dopo, nel 1994. Alle sue spalle giunsero ancora una volta Dabad e l'emergente Fabio Danti.

Nel 1995 i favoriti erano il tedesco Faustmann, Irlando, Savoldi, Regosa e Faggioli. Faustmann domina le prove libere ma in gara deve arrendersi a Irlando che torna al trionfo con la nuovissima Osella PA20 e demolisce il record di Egozgue con il tempo di 5'47"59 alla media di 156 km/h. Nesti, che ancora non ne vuole sapere di smettere, arriva secondo mentre Faustmann si piazza terzo.

Nel 1996 Irlando arriva alla Carotti da detentore del titolo continentale e di numerosi record sui tracciati. Lo sfidante principale è Mirko Savoldi, che ingaggia con Irlando un duello a distanza. Irlando però non ha problemi a confermarsi campione, migliorando il suo stesso record di 40 centesimi. Savoldi si deve accontentare del secondo posto mentre al terzo giunge ancora il tedesco Faustmann.

Savoldi si riscatta l'anno dopo: Irlando non va oltre il quarto posto, e il pilota della Lucchini BMW vince la sua prima Carotti portando il record a 5'41"94. Al secondo posto giunge Ricky, terza posizione, ancora una volta per Faustmann. Nel 1998 Irlando si riprese il trono nonostante la pioggia che cadde solo nella seconda metà del tracciato. Dietro di lui giunse Nesti, mentre sul gradino più basso del podio si piazza "l'armadio altoatesino" Franz Tschager.

La trentaquattresima edizione, 1999, fu una delle più spettacolari della storia. Pasquale Irlando all'apice della sua carriera, arrivò al Terminillo da grande favorito. A sfidarlo per la vittoria della Carotti e del titolo europeo era Tschager. L'altoatesino sfilò sotto lo striscione dell'arrivo con il tempo record di 5'40"20