Laffondamento della e della , avvenuto il 10 dicembre 1941, fu uno degli episodi più disastrosi per gli Alleati all'inizio della seconda guerra mondiale nel Pacifico. L'aviazione navale giapponese colpì in diverse ondate le due navi, causandone l'affondamento. Le perdite umane da parte britannica furono elevate; i naufraghi furono recuperati dai cacciatorpediniere di scorta HMS Electra, Express e Vampire, mentre il Tenedos, a causa della scarsità di carburante, aveva ricevuto l'ordine di tornare a Singapore. In Giappone l'episodio è conosciuto come .
Contesto strategico
La pianificazione strategica britannica in vista di una possibile guerra con l'impero del Sol Levante, che avrebbe evidentemente messo in pericolo le colonie inglesi, e in particolare la prestigiosa e fondamentale base navale di Singapore, si basava inizialmente sul previsto trasferimento dell'intera Mediterranean Fleet nelle acque del Sud-est asiatico (cosiddetta strategia della "Main Fleet to Singapore".), sostituita nel teatro mediterraneo dalla flotta francese che avrebbe dovuto assumere la direzione in esclusiva del contrasto alla marina italiana. Queste ottimistiche prospettive operative vennero totalmente sconvolte dal rapido crollo della Francia nell'estate 1940; due elementi nuovi costrinsero a rivedere completamente la pianificazione inglese: La Mediterranean Fleet dovette rimanere totalmente concentrata nel Mar Mediterraneo, venendo anzi rafforzata con navi della Home Fleet, raggruppate nella Forza H di base a Gibilterra, per affrontare la flotta italiana, decisamente consistente sul piano numerico e con ottime posizioni strategiche; Il Giappone poté sfruttare il crollo della Francia penetrando nelle colonie francesi del Tonchino (settembre 1940) e della Cocincina (luglio 1941), verso le quali aveva già messo in atto una strategia di avvicinamento durante la precedente guerra Franco-Thailandese, organizzando importanti basi aeree da cui minacciare molto da vicino (con le potenti e moderne forze aeree della marina e dell'esercito) Singapore e l'intera penisola malese.. Indubbiamente il sempre maggiore impegno diretto americano nell'estate del 1941 aveva modificato ulteriormente la situazione; il minaccioso posizionamento della Flotta del Pacifico alle Hawaii poteva paralizzare la volontà offensiva giapponese in direzione del sud-est Asiatico; e Winston Churchill, dopo l'incontro con Franklin Delano Roosevelt in Atlantico a Placentia Bay, proprio a bordo della Prince of Wales nell'agosto 1941, decise, anche per motivi di prestigio nazionale, di organizzare una nuova forza navale da inviare a Singapore con funzione di deterrenza e intimidazione nei confronti di possibili ostili iniziative nipponiche. La decisione del Primo Ministro inglese si basava su una pericolosa sottovalutazione del potenziale operativo e delle capacità della marina e delle forze aeree giapponesi e mostrava certamente un'eccessiva fiducia nell'efficacia e nella superiorità tecnica delle navi britanniche più recenti.
Il Primo Ministro inglese, quindi, respinse completamente le prudenti proposte del Primo Lord del Mare, ammiraglio sir Dudley Pound, volte alla costituzione di una forza navale difensiva (a protezione di Singapore e delle comunicazioni con il sub-continente indiano) organizzata intorno alle due corazzate classe Nelson, a quattro vecchie corazzate classe Revenge, e a due portaerei recenti.. Invece Churchill decise ostinatamente di inviare una forza navale più piccola, ma incentrata su una delle corazzate più moderne e veloci della classe King George V, sull'incrociatore da battaglia (appena rimodernato) e sulla portaerei , da impiegare offensivamente per minacciare le basi giapponesi e intimorire, con la sola presenza, il possibile nemico asiatico (sulla base di un presunto effetto psicologico scaturito dalla presenza della più nuova corazzata della Royal Navy nelle acque asiatiche).
I tentativi di dissuasione di Dudley Pound (volti a chiarire al Primo Ministro la pericolosità di una simile missione di guerriglia navale di fronte alle numerose e capaci forze giapponesi) fallirono di fronte all'ostinata volontà di Churchill; . Nella sua valutazione operativa, Churchill si basava apparentemente su una precedente negativa esperienza inglese: l'effetto paralizzante sulla Home Fleet provocato dalla sola presenza della corazzata tedesca Tirpitz nelle acque norvegesi, vedere in ..
La missione Il 23 ottobre 1941, quindi, la corazzata Prince of Wales, della classe King George V, reduce della battaglia con la Bismarck, salpava dal porto militare di Glasgow diretta verso Singapore, la grande base navale britannica in Estremo Oriente, prestigioso simbolo della potenza dell'Impero britannico. L'11 novembre la Repulse venne a sua volta dirottata verso Ceylon per ricongiungersi alla nave ammiraglia che a bordo aveva il comandante designato della piccola squadra navale: l'energico e stimato ammiraglio Sir Thomas Phillips, vicecapo di Stato Maggiore dell'Ammiragliato e quindi principale aiutante di Dudley Pound, soprannominato Tom Pouce per la sua bassa statura. Un primo grave inconveniente si verificò subito con lo spiacevole incidente che occorse alla portaerei Indomitable, di cui era previsto l'impiego accanto alle due navi da battaglia: durante manovre di addestramento nelle Antille, si arenò e non poté per questo raggiungere la squadra diretta a Singapore, indebolendo così in modo significativo la protezione aerea disponibile..
Nonostante questo incidente e l'impossibilità di una pronta sostituzione della portaerei in avaria, la squadra dell'ammiraglio Phillips proseguì la navigazione giungendo il 2 dicembre nella base navale di Singapore. All'evento fu data grande pubblicità dalla propaganda britannica, sempre nel tentativo di intimorire l'avversario nipponico e frenarne le velleità espansionistiche. Il 5 dicembre l'ammiraglio Phillips, nominato immediatamente comandante in capo della Eastern Fleet, dopo essersi incontrato con il governatore della colonia, sir Shenton Thomas, e con i responsabili militari britannici del posto (il maresciallo dell'aria - Air Marshall - sir Robert Brooke-Popham, comandante in capo del Comando dell'Estremo Oriente; l'ammiraglio Spooner, comandante delle forze navali in loco, e il vice maresciallo dell'aria - Air Vice Marshall - Pulford, comandante dei reparti aerei della RAF in Malesia), raggiunse Manila per incontrare il generale MacArthur e l'ammiraglio Hart, rispettivamente comandante in capo delle forze americane delle Filippine e capo delle forze navali americane nel teatro - la cosiddetta Asiatic Fleet.
La discussione evidenziò come la situazione fosse molto meno rosea del previsto e quanto fosse pericoloso stazionare con le preziose navi da battaglia appena arrivate, a Singapore o a Manila, luoghi alla portata delle forze aeree nemiche, posizionate in Indocina; da Londra, l'Ammiragliato propose addirittura un ripiegamento fino a Darwin in Australia; il vice maresciallo dell'aria Pulford aveva già sottolineato la debolezza delle sue forze e l'impossibilità quindi di garantire un'efficace copertura aerea alle navi dell'ammiraglio Phillips. Gli eventi però incalzavano ormai. Il 7 dicembre 1941 i giapponesi attaccavano di sorpresa a Pearl Harbor la flotta americana del Pacifico, paralizzandola e contemporaneamente iniziavano sbarchi nell'istmo di Kra e sulla costa orientale della penisola malese.
Alla notizia degli sbarchi, pervenuta l'8 dicembre 1941, l'ammiraglio Phillips, notoriamente dotato di elevato spirito offensivo, decise di salpare immediatamente con la sua Forza Z, denominazione della squadra navale composta dalle due navi da battaglia e da una piccola scorta di cacciatorpediniere, per dirigere verso le zone di sbarco ed eventualmente attaccare le forze navali nipponiche, contrastando quindi le operazioni offensive dell'Esercito imperiale giapponese. In effetti, a Singapore si trovavano anche altre unità navali, tra cui vari incrociatori e cacciatorpediniere, ma una buona parte di esse non era pronta a prendere il mare e quelle che lo erano troppo lente per tenere il passo della squadra. Inoltre, come aveva sottolineato inutilmente Pulford, non vi era alcuna forza aerea in grado di fornire una scorta a lungo raggio, eccettuati alcuni vecchi Brewster F2A Buffalo dello Squadron 453 della Royal Australian Air Force. dislocati a Sembawang. Tra l'altro si deve rilevare che i servizi di informazione inglesi (ed anche americani) sottovalutavano grossolanamente il potenziale delle forze aeree giapponesi, descritte nei numerosi rapporti come "leggermente inferiori (dal punto di vista della modernità ed efficienza operativa) a quelle italiane (che non erano considerate molto pericolose)"..
La battaglia e l'affondamento Inizio della sortita navale inglese L'8 dicembre 1941 alle ore 17.35, salutata dalla banda schierata sul molo, la squadra (costituita dalla nave da battaglia Prince of Wales, al comando del capitano di vascello John Catterall Leach, dall'incrociatore da battaglia Repulse, al comando del capitano di vascello William G. Tennant e dai cacciatorpediniere Electra, Express, Vampire e Tenedos) prese il mare verso nord in direzione delle presunte zone degli sbarchi; la mancanza di informazioni precise sulle operazioni giapponesi e sulla presenza della flotta di invasione nipponica, provocarono confusione e incertezza tra i comandanti e tra gli equipaggi delle navi britanniche..
In precedenza l'ammiraglio aveva richiesto l'intervento della RAF per la ricognizione davanti alla squadra navale e per la copertura dei caccia sopra Singora per il giorno 10 dicembre. ma, a causa della scarsa disponibilità di mezzi aerei e della precarietà degli aeroporti britannici a nord della penisola malese (già minacciati dalle forze di invasione giapponesi), il vice maresciallo Pulford comunicò di non poter assicurare l'appoggio richiesto, ma Phillips, che apprese l'incresciosa notizia già in mare dopo essere salpato (alle ore 01:25 del 9 dicembre.) da un messaggio del contrammiraglio Palliser (il suo capo di stato maggiore che era rimasto a Singapore)In . Nel messaggio Palliser sottolineava il pericolo della situazione e la presenza di grandi forze aeree giapponesi in Cocincina e "... forse anche in Thailandia".., decise di continuare verso nord in direzione della più vicina Kota Bahru (dove erano segnalati altri sbarchi giapponesi), sperando nell'effetto sorpresa, dopo una veloce navigazione notturna, ed anche nella protezione del tempo instabile e piovoso poco favorevole all'attività aerea..
L'ammiraglio giapponese Nobutake Kondō, comandante della 2ª Flotta impegnata a organizzare e proteggere gli sbarchi della XXV Armata giapponese a Pattani, Singora e Kota Bahru (sulla costa orientale della penisola malese), disponeva di due navi da battaglia veloci classe Kongo, di numerosi incrociatori e cacciatorpediniere (in parte organizzati in una squadra di appoggio ravvicinato ai trasporti truppe, guidata dal capace ammiraglio Jisaburō Ozawa - con cinque incrociatori pesanti, un incrociatore leggero e quattordici cacciatorpediniere.) e della 4ª Flottiglia sottomarini del contrammiraglio Yoshitomi. Consapevole della inferiorità delle sue navi da battaglia rispetto alle corazzate inglesi appena giunte a Singapore, in uno scontro classico tra navi di linea, Kondo decise di ritirare la Kongo e la Hiei al riparo al largo del Capo Saint Jacques, di affidare a Ozawa la protezione dei trasporti delle truppe giapponesi, di organizzare uno schermo di sottomarini per individuare in tempo utile le navi nemiche e di affidare la distruzione della squadra inglese agli aerei della 22ª Flottiglia (forze aeree della Marina Imperiale) schierata in numerosi aeroporti attorno a Singora (Indocina)..