Il termine canovaccio (anche canavàccio e canevàccio) indica, in modo generico, un tessuto con armatura in tela, dalla trama larga e grossolana. Può essere ottenuto a partire da varie fibre, come canapa, juta, cotone, lino, ma può essere anche a base di seta grezza, di solito in filo costituito da più capi ritorti.
Etimologia ll suo nome deriva da canapa (dal lat. cannăbis), deformato attraverso adattamenti dialettali settentrionali, oppure dal termine francese canevas (canapa).
Simili sono i termini di altre lingue europee: canevas (francese), cañamazo (spagnolo), Kanevas (tedesco), canvas (inglese).
Usi Può trovare impieghi differenziati in base anche alla fattura della stoffa: può essere usato, infatti, come strofinaccio per le pulizie, come asciugamano, o, quando di fattura più fine e a larghi buchi regolari, come tela di base per i lavori di ricamo.
Base da ricamo
Il canovaccio viene usato anche come base per il ricamo a punto croce o a mezzo punto, anche se può essere decorato con il ricamo fiorentino, il punto bargello e altri punti di riempitura e da tappezzeria. Se usato come guida, cioè come riferimento di dove deve essere infilato l'ago, viene provvisoriamente applicato su un'altra stoffa (meno regolare) e poi tolto sfilando i singoli fili, a ricamo completato.
Caratteristiche Le caratteristiche di un canovaccio sono quelle di un tessuto robusto e stabile realizzato con: filato resistente, non particolarmente sottile, ad alta torsione armatura a tela riduzione larga e regolare, che lasci degli interstizi ben visibili tra trama e ordito.
Come canovaccio possono essere usati vari tipi di tessuto con tali caratteristiche come la stamigna, il calicot, la tela aida, l'emiane.
Note
Voci correlate Glossario di cucito Glossario di tessitura Stamigna Strofinaccio Ricamo Punto croce
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