Nota anche come la Tigre di Cremona, è considerata una delle voci più talentuose nella storia della canzone italiana. Possiede una voce caratterizzata da grande ampiezza ed estensione, nonché da notevoli potenza e duttilità, sostenute da una tecnica saldissima. Si distingue anche per le doti interpretative e l'eclettismo, che l'hanno portata a confrontarsi con generi musicali molto diversi tra loro.

In costante attività dal 1958 e con una stima di oltre 150 milioni di dischi venduti, Mina è l’artista musicale italiana più venduta nel mondo (primato che condivide con Adriano Celentano). In carriera ha pubblicato più di 1.500 brani, sia su supporti singoli sia su album: 9 sue canzoni sono arrivate al numero uno nelle classifiche settimanali italiane, mentre dei suoi 145 album tra prodotti in studio/live/raccolte principali, ben 25 sono giunti al numero uno (attuale migliore prestazione italiana di tutti i tempi, davanti a Vasco Rossi con 24). La cantante vanta inoltre partecipazioni in importanti manifestazioni canore, tra cui due al Festival di Sanremo e tre alla Mostra Internazionale di Musica Leggera, nonché svariati premi e riconoscimenti, tra i quali una Targa Tenco e l'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

Mina è altresì nota per le sue conduzioni televisive in numerosi programmi Rai di grande successo degli anni Sessanta e Settanta, tra i quali Studio Uno, Canzonissima, Senza Rete e Milleluci.

Sulla scena internazionale la cantante ha raccolto il plauso di artisti quali Frank Sinatra, Louis Armstrong, Antony and the Johnsons, Mónica Naranjo, Liza Minnelli, Céline Dion, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo e Sarah Vaughan.

Biografia Infanzia e adolescenza

Mina è nata a Busto Arsizio (VA) il 25 marzo 1940, figlia di Giacomo "Mino" Mazzini (industriale cremonese, 1914-1997) e Regina "Gina" Zoni (casalinga di origini bustocche, 1918-2003). La sua permanenza nella città lombarda dura poco, perché agli inizi del 1943 Mina si trasferisce con la famiglia a Cremona, sua città adottiva. Lì nell'aprile dello stesso anno nasce suo fratello minore, Alfredo Mazzini, anch'egli futuro cantante con lo pseudonimo di Geronimo, che purtroppo perderà prematuramente la vita nel 1965 in un tragico incidente stradale.

Quando Mina ha tredici anni, il padre la iscrive alla Canottieri Baldesio, società sportiva frequentata dalla borghesia cremonese. La ragazza diventa una discreta nuotatrice e partecipa a diverse gare, arrivando anche seconda in una competizione regionale.. Ed è proprio sul bordo della piscina che a circa sedici anni Mina conosce il suo primo fidanzato, Daniele Parolini, terzino della e in seguito cronista sportivo per il Corriere della Sera.

A infonderle l'amore per la musica è invece sua nonna paterna Amelia, cantante lirica di origini spagnole e appassionata di Puccini, che dà alla nipote anche i primi rudimenti di spagnolo, allo stesso tempo spingendola a prendere lezioni di pianoforte (anche se l'approccio allo studio di uno strumento non si rivelerà congeniale per lei)..

Dopo aver concluso le scuole medie presso il collegio delle Suore della Beata Vergine, Mina inizia a frequentare ragioneria presso l'Istituto Tecnico Statale "Eugenio Beltrami" di Cremona; tuttavia, questo indirizzo scolastico non corrisponde alle sue vere inclinazioni, tanto che alla fine del quarto anno Mina abbandona gli studi, volgendosi a ciò che più la appassiona; ha altri interessi, tra cui la lettura (ama i libri di Carlo Emilio Gadda) e soprattutto il canto, cui si dedica con grandi slancio e passione: su richiesta dei compagni di classe ha già trovato modo di esibirsi a scuola, ballando e cantando sui banchi durante la ricreazione.

Gli anni Cinquanta Gli esordi alla Bussola e con gli "Happy Boys" Una notte d'estate del 1958, quando con la famiglia si trova in vacanza a Forte dei Marmi, Mina viene sfidata dai suoi amici a salire sul palco del locale "La Bussola" di Marina di Pietrasanta, subito dopo una performance del noto interprete cubano Don Marino Barreto jr. Lei accetta, riceve il microfono dallo stesso Barreto e attacca a cantare senza alcun imbarazzo. Nelle serate successive il proprietario del locale, Sergio Bernardini, faticherà a frenarla dal salire sul palco per esibirsi.

A quel tempo Mina viene descritta come una ragazza tranquilla, piuttosto solitaria e al contempo irrequieta, sensibile e piena di un entusiasmo che in realtà sembra celare una profonda timidezza.. È dotata di una voce e di una sensibilità musicale decisamente fuori dal comune, che ha saputo coltivare grazie all'ascolto di prestigiosi cantanti statunitensi (Frank Sinatra, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Elvis Presley) e di una gestualità stravagante unita a un innato senso del ritmo..Gli inizi della carriera di Mina si incrociano con un gruppo cremonese che al tempo sta riscuotendo un discreto successo. Si tratta degli Happy Boys., una band fondata nel 1949 da Nino Donzelli e di cui fanno parte il fratello di questi, il chitarrista Renzo, il pianista Giorgio Levi, il cantante-bassista Giacomo "Micio" Masseroli e il batterista Fausto Coelli. Donzelli e i suoi sono diventati ben presto famosi nelle balere del cremonese, nonché nelle limitrofe provincie di Mantova, Parma, Piacenza. In un pomeriggio di fine agosto 1958, il giorno dopo aver assistito a un'esibizione del gruppo al Circolo Filodrammatici di Cremona (e una sola settimana dopo la sua prima improvvisata esibizione alla Bussola), Mina si reca a casa di Nino e Renzo Donzelli, proponendosi come cantante. Basta giusto una dimostrazione delle sue doti vocali e i due fratelli sono lieti di accoglierla nel gruppo, già ingaggiato per alcune serate nelle balere locali. Desiderosa di parteciparvi, la ragazza prova per tutta la settimana e fa la sua prima apparizione con la band il 14 settembre 1958 a Croce Santo Spirito, una frazione di Castelvetro Piacentino. Viene presentata con il nome di "Mina Georgi" e il pubblico ne rimane entusiasta..

Il debutto vero e proprio avviene qualche giorno più tardi, il 23 settembre 1958, a Rivarolo del Re, comune del cremonese. Qui gli Happy Boys devono esibirsi alla serata finale di una rassegna canora insieme a due noti cantanti italiani dell'epoca, Natalino Otto e Flo Sandon's, marito e moglie.. L'esibizione di Mina è coinvolgente, al punto che il pubblico ne richiede a gran voce il bis. Tra gli organizzatori, se pur soddisfatti della performance, compare un certo imbarazzo: il bis è in realtà previsto per i soli coniugi Otto e Sandon's, i quali finiscono per lasciare il palco un po' risentiti.. Un decennio più tardi la stessa Flo Sandon's, ospite di Mina a Canzonissima 68, ricordando l'episodio le confiderà pubblicamente: «Quella volta tu, Mina, mi hai rovinato la serata». A sua volta, la Tigre di Cremona a distanza di mezzo secolo così narrerà quell'esperienza a Rivarolo del Re sul quotidiano La Stampa del 22 settembre 2008:

Ancora, sul settimanale Vanity Fair del 5 ottobre 2011, ricordando Flo Sandon's affermerà:

Nel frattempo, gli Happy Boys sono davvero entusiasti di Mina e Nino Donzelli invita il titolare della casa discografica Italdisc, Davide Matalon, ad assistere alla loro successiva esibizione, prevista a Casteldidone.

"Baby Gate" e la Mina urlatrice

Davide Matalon all'inizio è un po' titubante, ma viene convinto dal suo consulente musicale e direttore d'orchestra Giulio Libano, il quale è rimasto del tutto impressionato dall'esibizione della giovane cantante. Il manager, pertanto, si decide e le fa pubblicare a dicembre 1958 quattro brani cover su due 45 giri: Be Bop a Lula (brano di Gene Vincent) e When (dei Kalin Twins) con l'etichetta Broadway e il nome d'arte di "Baby Gate"; Non partir (di Armando Romeo, già proposta nel 1958 da Buscaglione e da Dallara) e Malatia (di Rabagliati, già rifatta sempre nel 1958 da Buscaglione e da Peppino Di Capri) con l'etichetta Italdisc come Mina. In attesa di capire quale delle due immagini artistiche riscuoterà il maggior successo di pubblico, in questa primissima fase della sua carriera Mina convive sul mercato discografico con il suo alter ego Baby Gate.

Per saggiarne le potenzialità, Matalon la iscrive anche alla Sei giorni della canzone, competizione canora milanese organizzata dal Corriere Lombardo e ripresa dalla televisione. Il 1º dicembre 1958, con il brano Proteggimi, Mina partecipa alla serata inaugurale al Teatro Smeraldo, con presentatore Corrado e ospite d'onore Mike Bongiorno. Arriva seconda (alle spalle di Wera Nepy e la sua Chiamami autunno) e ottiene un successo travolgente.

Matalon offre quindi agli Happy Boys l'opportunità di una tournée in Turchia, ma i genitori di Mina oppongono un netto rifiuto; è soprattutto il padre a dissentire, perché non vuole che la figlia abbandoni definitivamente la scuola. Contemporaneamente, anche Fausto Coelli decide di non partire per ragioni familiari. Rimasti a Cremona, Mina e Fausto decidono così di formare un nuovo gruppo e, insieme con Lino Pavesi al sax, Lamberto "Memo" Fieschi al piano, Ermanno Scolari al contrabbasso ed Enrico Grossi alla chitarra, fondano "I Solitari".

Il nuovo complesso debutta l'11 gennaio 1959 nella tavernetta dellHotel Continental di Cremona e, forte della crescente popolarità di Mina, riceve subito una serie di richieste non solo dai locali della zona, ma anche da quelli fuori provincia, come il night club El Maroco di Milano e lHotel Moresco di Ischia. Nel frattempo i due dischi di Mina editi dalla Italdisc/Broadway superano tutte le aspettative e, in un'epoca in cui vendere 70.000 copie è un'impresa, entrambi i 45 giri pubblicati a fine 1958 superano la quota di 100.000 copie.. Ecco quindi che Matalon ingaggia Mina con un contratto di tre anni (fino al 1961), impegnandola a incidere per l'anno seguente una serie di 45 giri contenenti per lo più cover di canzoni (spesso straniere) molto note e di successo.

Così, nel febbraio 1959 escono La febbre dell'hula hoop (cover di un pezzo di Celentano)/Ho scritto col fuoco (primo vero brano originale di Mina pubblicato) e quindi il già citato Proteggimi accoppiato a L'ultima preghiera (canzone di Rabagliati del 1946); segue a ruota un singolo con due cover di brani famosi inciso come Baby Gate: Passion Flower (dei Fraternity Brothers)/My true love (di Jack Scott). In primavera, poi, subito dopo il Festival di Sanremo 1959 Mina pubblica, come consuetudine di quel tempo, un singolo con due brani presentati da quattro donne alla manifestazione canora: si tratta di Tua, una canzone proposta da Betty Curtis affiancata da una sensuale Jula De Palma, e di Nessuno, brano melodico cantato da Wilma De Angelis oltreché da Tonina Torrielli, che Mina stravolge letteralmente, interpretandolo in maniera sincopata e in fortissimo. Questa canzone, destinata a diventare il primo grande exploit commerciale di Mina., verrà poi da lei presentata pubblicamente nel corso di una nuova edizione della Sei giorni della canzone in un affollatissimo Palazzo del Ghiaccio di Milano. Sempre collegato al Festival del 1959 è il lato A del successivo singolo, Io sono il vento, brano di un certo successo giunto secondo a Sanremo nelle interpretazioni di Arturo Testa e di Gino Latilla (il lato B, Tu senza di me, non è una cover).

Neĺ frattempo Matalon trova finalmente uno spazio in televisione per un artista della sua scuderia, grazie all'interesse suscitato da Mina. Quest'ultima, infatti, fa il suo debutto in Rai il 1º marzo 1959 nella seguitissima trasmissione Lascia o raddoppia? condotta da Mike Bongiorno, sempre con il brano Nessuno, che nei mesi successivi entrerà stabilmente nella top-ten delle nostrane charts singoli di quell'anno, primo di una lunga serie.