La penisola iberica, anche conosciuta come Iberia (da non confondere con l'omonima Iberia, corrispondente all'incirca alle parti orientali e meridionali dell'odierna Georgia storica) rappresenta l'estrema propaggine dell'Europa sud-occidentale. Ha una superficie di circa , benché i due maggiori Stati, Spagna e Portogallo, ne comprendano da soli quasi tutta l'estensione.Inoltre alcuni territori spagnoli si trovano oltre il displuvio nei Pirenei tra cui l'unica exclave Llivia e l'Isola dei Fagiani, un condominio nel mezzo del fiume Bidasoa che segna il confine tra Francia e Spagna Andorra e Gibilterra sono microstati.

Parte della Francia (Alta Cerdagna), un tempo di lingua maggioritaria catalana prima della francesizzazione forzata, era sotto la Spagna e si trova geograficamente nella penisola iberica. La popolazione ammonta a 56.730.914 abitantiSomma delle popolazioni di Andorra, Portogallo, Spagna, Alta Cerdagna e Gibilterra.

Separa il Mar Mediterraneo dall'Oceano Atlantico (Stretto di Gibilterra) e ha un confine naturale parziale con la Francia nella catena dei Pirenei. La sua forma è rozzamente rettangolare e per effetto di ciò gran parte del suo territorio è lontana dal mare, il che causa nette differenze climatiche fra le parti costiere e quelle più interne. Il nome della regione deriva dagli Iberi, denominazione degli antichi abitanti del luogo (originari di tale regione) attribuita da Erodoto.

Etimologia Si deve ai Greci il nome Iberia. Citato da Erodoto nel V secolo a.C., indicava popolazioni stanziate presso il fiume Iber (forse l'Ebro, ma non necessariamente). I Romani latinizzarono il nome in Hiberia, tuttavia denominarono sempre le loro province iberiche come Hispania, utilizzando il toponimo cartaginese Span o Spania, forse con il significato di "occulto" (per indicare un paese nascosto o remoto). Da ciò derivò la coincidenza ed intercambiabilità dei concetti di iberico e ispanico/spagnolo e di Iberia e Spagna; tale intercambiabilità venne meno solo nel corso dell'Età moderna quando il termine Spagna passerà soprattutto ad indicare (prima di fatto, poi ufficialmente) l'entità statuale comprendente gran parte della Penisola, mentre Iberia ad indicare la Penisola nel suo insieme.

Nelle varie lingue della penisola, essa viene indicata come:

Península Ibérica in castigliano, portoghese, galiziano, asturiano ed estremegno; Península Ibèrica in catalano; Iberiar penintsula in basco; Peninsula Iberica in aragonese e occitano; Península Eibérica in mirandese; Péninsule Ibérique in francese.

Geografia fisica

I confini della penisola iberica sono vasti. A nord confina con l’oceano Atlantico. A est confina con la Francia e con il mar Mediterraneo. A sud confina con il mar Mediterraneo. A ovest confina con l’oceano Atlantico.

Altopiani La maggior parte del territorio continentale della penisola è costituita da un grande altopiano, la Meseta, con un'altezza media di circa 600-800 m. Questa conformazione è all'origine del clima continentale che ne caratterizza le regioni non costiere.

Sistemi montuosi I sistemi montuosi principali sono: il Sistema dei Pirenei, che separa la Penisola dal resto dell'Europa; la Cordigliera Cantabrica, che costituisce il margine montuoso settentrionale; il Sistema Centrale, composto da varie catene montuose, che corre dal Portogallo (Serra da Estrela) verso est. Questo complesso separa la Meseta settentrionale da quella meridionale, e il bacino del Duero da quello del Tago; la Cordigliera Betica, dove la Sierra Nevada ospita la cima più alta della penisola, il Pico de Mulhacén, e che riaffiora nel Mediterraneo nelle Isole Baleari. il Sistema Iberico, che delimita il bacino dell'Ebro; la Sierra Navada, il sistema più meridionale, che delimita il bacino del Guadalquivir.

Idrografia L'idrografia è pesantemente condizionata dalla presenza di estesi altopiani e dalla scarsità delle precipitazioni sulla maggior parte della penisola.

Fiumi

La rete fluviale della penisola è ricca, ma di portata regolare sono solo i brevi fiumi del nord, grazie al clima umido oceanico. L'inclinazione prevalente della meseta verso ovest orienta verso l'Atlantico lo sbocco di gran parte dei fiumi peninsulari eccetto uno, ovvero l'unico fiume importante che sbocca nel Mediterraneo: l'Ebro. Per la forza delle maree oceaniche, i fiumi che sfociano nell'Atlantico hanno tutti uno sbocco a estuario. I maggiori sono, da nord a sud: il Miño (lungo 310 km), che nasce in Spagna, nella Cordillera Cantàbrica, e costituisce la frontiera nord tra Spagna e Portogallo; il Duero (Douro, in portoghese, lungo 895 km), che nasce in Spagna, nel Sistema iberico, attraversa tra l'altro Burgos, Valladolid, e sfocia a Porto; il Tago (Tejo, in portoghese, il fiume più lungo della penisola, con i suoi 1.007 km), che nasce anch'esso in Spagna nel Sistema Iberico, attraversa fra l'altro Toledo e sfocia nel grande estuario e porto di Lisbona; il Guadiana (lungo 778 km), che nasce anch'esso in Spagna nel Sistema Centrale, sfocia nel golfo di Cadice e segna alcuni tratti della frontiera est del Portogallo con la Spagna (città di confine, Badajoz); il Guadalquivir, il fiume dell'Andalusia (lungo 657 km), che corre tutto in terra spagnola ed è navigabile fino a Siviglia (un tempo lo era fino a Cordova); il Segura, nasce presso la Sierra omonima e sfocia presso Guardamar del Segura nel mar Mediterraneo. Purtroppo, per la siccità in cui versa è il fiume più inquinato della Spagna. Esso però, ha un carattere assai capriccioso: al fronte della siccità (e dunque della bassa portata), durante le piogge torrenziali che si verificano ogni 5-9 anni, esonda assai facilmente, distruggendo ogni cosa sul suo cammino e provocando svariate vittime.

Il principale fiume che sfocia nel Mediterraneo è l'Ebro (lungo 910 km), che nasce nella Cordillera Cantàbrica e il cui ampio e complesso bacino attraversa tutto il corpo della Penisola da nordovest a sudest. È il fiume di maggiore portata della Penisola, soggetto a piene invernali e primaverili, attraversa fra l'altro Saragozza, e finisce in un delta a due bracci sede della zona umida più vasta del Mediterraneo occidentale, sede di grandi coltivazioni di riso e classificata parco naturale.

Laghi Non ci sono laghi rilevanti, la regione è attraversata principalmente da fiumi.

Coste La maggiore esposizione costiera (55%) è rivolta verso l'Atlantico, separato dal versante mediterraneo (che sviluppa circa 1.660 km di costa) dallo stretto di Gibilterra. Le coste sono ripide e montuose nella fascia settentrionale (tanto da formare, in Galizia, una sorta di fiordi, detti rìas), poi digradano dal Portogallo meridionale e diventano generalmente pianeggianti sul versante mediterraneo.

La costa nord est del versante Atlantico è denominata golfo di Biscaglia, quella a sud-ovest Golfo di Cadice. La costa mediterranea è denominata (procedendo da sud verso nordest): Costa del Sol, Costa Blanca, Costa del Azahar, Costa Daurada, Costa Brava.

Isole Di fronte alla Costa del Azahar è posto l'arcipelago delle Baleari, composto da due gruppi di isole di diversa natura geologica: a nord-est le Gimnesie, di cui le principali sono Maiorca, Minorca e Cabrera; più vicine alla costa le Pitiuse: Ibiza, Formentera e i loro isolotti.

Punti estremi Punto più meridionale: Punta de Tarifa, Tarifa (Spagna). Punto più a nord: Punta di Estaca de Bares, Mañón (Spagna). Punto più a est: Cabo de Creus, Cadaqués (Spagna). Punto più a ovest: Cabo da Roca, Sintra (Portogallo). Punto più profondo: Torca del Cerro del Cuevón. (-1.589 m). Punto più elevato: Mulhacén (3.482 m). Temperatura più elevata: +47.4 °C a Siviglia, (Spagna), 1. agosto 2003. Temperatura più bassa: -32 °C presso il lago Estangento (Lleida, Spagna), 2 febbraio 1956.

Geografia politica Politicamente la penisola iberica è divisa in vari Stati e dipendenze elencati nella tabella seguente:

Nome Popolazione Estensione (km²) Capitale Lingua/e ufficiali Spagna48 797 875506 030 Madridspagnolo (castigliano)gallego, basco, catalano, aranese Portogallo10 343 06692 152 Lisbonaportoghese, mirandese Andorra85 101 468 Andorra la Vellacatalano Gibilterra ( Regno Unito)34 0036,5 Gibilterrainglese Francia 26 5001 085,76 (su territorio iberico) Parigifrancese Totale59 286 545583.544

Storia Epoca preistorica: Iberi, Celti, Celtiberi

Nel nord della penisola popolazioni autoctone (dette solo convenzionalmente Iberi, come si è visto sopra) hanno lasciato tracce fin dall'epoca neolitica: risalgono a circa 15.000 anni prima dell'era moderna le straordinarie pitture rupestri delle grotta di Altamira, attribuite a cacciatori neolitici, e ancora in Cantabria sono state scavate (VI millennio a.C.) strutture megalitiche e fondi di capanne a Penha Oviedo. Il territorio, che doveva essere scarsamente popolato, fu successivamente occupato dai Celti, battagliera popolazione indoeuropea le cui varie tribù, migrando dalle originarie pianure dell'Europa centrale, si espansero a partire dal III millennio a.C. verso occidente (fino all'Irlanda e poi lungo la costa atlantica ispanica) e verso sud (i Celti), in parte assoggettando le popolazioni autoctone e in parte mischiandosi ad esse (qui, i Celti stanziati nella meseta centrale divennero i Celtiberi, quelli localizzati a nordovest e ad ovest si chiamarono Lusitani).

Epoca protostorica: Fenici, Cartaginesi, Greci, Etruschi

La diffusione dell'uso dei metalli nelle civiltà mediterranee orientali determinò la crescita del traffico marittimo finalizzato agli scambi nell'intero bacino. Ne conseguì, sulle coste (comprese le Baleari) e lungo il corso dei fiumi maggiori della penisola iberica, l'avvicendarsi lungo il I millennio a.C. di molti insediamenti di popolazioni provenienti da oriente: sono attestate presenze fenicio-cartaginesi (800/750-625/600) nel Sud, poi greche (625/600-540/530) - di cui la più nota e certa è Cadice, in Andalusia; di Tartesso, benché citatissima, non si è mai definito con esattezza il sito; infine anche etrusche a partire dal 590/570 con un apice dal 570/560 al 540/530. La convivenza di queste colonie, in forte concorrenza tra loro e con le popolazioni preesistenti, fu a volte pacifica e a volte no; certo le Guerre puniche ne costituirono la fase conclusiva, ad esclusivo beneficio dei Romani.

Epoca romana: le Provincia Hispania dal II secolo a.C. al V secolo

Fu nella Penisola iberica che si costituirono, nel 197 a.C., le prime due province romane fuori dalla Penisola italica: la Hispania citerior, comprendente la fascia costiera ad est dal basso corso dell'Ebro fino a Carthago Nova e la Hispania superior, che occupava la zona a sud-ovest. La Penisola restava tuttavia solo parzialmente conquistata, perdurando l'influenza dei Cartaginesi a sud e la resistenza delle bellicose popolazioni lusitane e celtibere a nord. La colonizzazione romana poté dirsi definitiva solo con la distruzione di Numanzia nel 133 a.C., e da allora le Hispaniae si avviarono a diventare le province tra le più ricche e meglio romanizzate del successivo impero. Augusto ne riorganizzò la suddivisione amministrativa in 3 province: la Betica (Provincia Hispania Ulterior Baetica), con capitale Cordova, corrispondente all'odierna Andalusia; la Lusitania (Provincia Hispania Ulterior Lusitania), comprendente l'odierno Portogallo centro-meridionale e parte della Spagna centrale, separata dalla Betica dal fiume Guadiana e con capitale Merida; e la Tarraconensis (Provincia Hispania Citerior, la più ampia, estesa dalla Catalogna alla Galizia e al nord del Portogallo, con capitale Tarragona).

I regni barbarici di Vandali, Suebi e Visigoti (409-711)