La Benelli Armi Spa è un'azienda italiana produttrice di armi da fuoco con sede a Urbino.
Fondata nel 1967, è specializzata nella produzione di fucili semiautomatici per uso venatorio, sportivo e per la difesa ed esporta in 78 Stati del mondo.
Storia
Gli inizi L'azienda nasce nel 1967 per iniziativa di Giovanni Benelli, secondogenito della omonima famiglia. Insieme con il fratello Giuseppe, nel 1911 Giovanni Benelli aveva dato vita alla Benelli Moto. Qualche anno dopo, agli inizi degli anni Venti, ancora giovane si cimenta anche nel campo della produzione armiera costruendo artigianalmente, pezzo per pezzo, una doppietta a cani esterni.
Nel 1941 nella fabbrica pesarese di motociclette viene realizzato il primo semiautomatico calibro 12 con castello in speciale lega leggera a base di alluminio; il fucile è coperto da quattro brevetti. Giovanni Benelli pensa anche ad una versione calibro 16 del prototipo; doppietta e semiautomatico resteranno però dei prototipi senza mai giungere alla fase della produzione anche se questa fu avviata nel 1960.
Gli anni Sessanta e il 121: una nuova era Al 1960 infatti risale la messa a punto del sistema inerziale Benelli, ideato dal meccanico progettista bolognese Bruno Civolani. L'intuizione su cui Benelli scommette è quella appunto di sfruttare l'inerzia delle masse anziché il tradizionale meccanismo a presa di gas, assicurando un cinematismo molto più rapido. La nuova arma sviluppata da questo progetto, come recitava il claim di uno spot degli anni '70, era in grado di sparare cinque colpi in meno di un secondo, dimostrandosi l'automatico più veloce al mondo. Il primo modello prodotto è il 121, considerato il precursore di molte innovazioni tecnologiche e da molti addetti ai lavori ritenuto il miglior semiautomatico mai costruito. L'idea convince i Benelli, che di lì a poco aprono il nuovo stabilimento della Benelli Armi a Urbino, un capannone incassato in un vallone dove arriva la linea ferroviaria da Fano, perfettamente mimetizzato rispetto allo splendore rinascimentale del nucleo storico urbinate.
Gli anni Settanta Con l'introduzione del sistema a svincolo inerziale, sottoposto nel corso degli anni a continue migliorie tecniche, Benelli acquisisce un ruolo fondamentale nell'evoluzione del semiautomatico. Dal capostipite, il 121, discende nel 1978 una nuova serie di semiautomatici: la SL80, che comprende il 121, il 123, lo Special 80 e l'Extra Lusso. Nel 1975 l'azienda approda in Spagna, dove apre uno stabilimento oggi conosciuto sotto il nome BBI (Beretta Benelli Iberica).
Gli anni Ottanta Nel 1983 il Benelli Montefeltro (dal nome della regione storica a cavallo tra le Marche, l'Emilia-Romagna e la Toscana e del Duca di Urbino, Federico da Montefeltro); il Benelli Raffaello, omaggio al pittore urbinate Raffaello Sanzio, fucile che vede la luce nel 1987.
Gli anni Ottanta, segnano però anche un periodo di svolta. È infatti il 1983 quando la proprietà dell'azienda, dopo una fase di difficoltà, passa dalla famiglia Benelli alla Beretta, dal 1995 Beretta Holding.
Gli anni Novanta Nel 1992 viene realizzato il prodotto Super Black Eagle, seguito, nel 1997, dal Centro, un'evoluzione del Super 90. Sempre nel 1997 nella casa urbinate viene introdotto il Banco di prova nazionale, uno strumento che serve a validare i fucili certificandone direttamente in loco la qualità, la sicurezza e la funzionalità. Nello stesso anno apre i battenti la gemella americana dell'azienda, la Benelli Usa.
Gli anni Duemila: la fornitura ai Marines americani
Ad inizio anni duemila si verifica la vittoria dell'appalto per la fornitura al Corpo dei Marines americani. È il Benelli M4 Super 90 a convincere i Marines USA grazie alla sua resistenza, al funzionamento a presa di gas (Argo) e alle capacità di adattamento in situazioni estreme. Ad adottarlo sono in realtà tutte le branche dell'esercito, tanto che il semiautomatico va ad integrare tutto il combat shotgun in servizio. Per i 40 anni di attività dell'azienda viene realizzato un fucile chiamato Bimillionaire.
Lo stabilimento La Benelli ha sede ancor oggi nella città rinascimentale di Urbino, nelle Marche. Lo stabilimento, ampliato più volte, è in grado di impiegare 280 dipendenti, con un indotto che coinvolge circa 3.000 addetti.
Tecnologie e brevetti
Inerziale Il sistema inerziale, a firma dell'ingegner Bruno Civolani: risale al 1966, un anno prima che la fabbrica Benelli aprisse. L'intuizione fu quella di sfruttare l'energia del rinculo, grazie all'otturatore che rimane fermo subito dopo lo sparo e che si apre solo quando le pressioni in canna hanno raggiunto valori di sicurezza, per completare i cinematismi necessari al riarmo. Nell'otturatore è presente una robusta molla, appositamente tarata per il lavoro che deve svolgere, che assolve a tutte le funzioni del fucile. L'energia del rinculo viene prima immagazzinata dalla molla e poi riutilizzata per l'estrazione ed espulsione dei bossoli spenti, l'armamento del cane, l'introduzione di una nuova cartuccia, la chiusura dell'otturatore.
La modernità di questo sistema era data in primo luogo dal fatto di conferire all'arma una rapidità fino ad allora sconosciuta, tanto che il record che fu fatto (un cacciatore dipendente dell'azienda fu in grado di sparare nel 1969 cinque colpi in meno di un secondo, il tutto cronometrato da 5 giornalisti) ne conferma la velocità. Inoltre riduceva l'usura del fucile, consentendo al tempo stesso operazioni di pulizia meno frequenti. Infine dotava l'arma di una duttilità estrema nello sparo di una vasta gamma di cartucce.
Vinci Inertia System Il brevetto che porta questo nome “firma” un modulo otturatore che raggruppa in un unico insieme tutte le funzioni necessarie per il completo ciclo di riarmo. Rispetto ai tradizionali semiautomatici inerziali Benelli il Vinci Inertia System ha tutta la massa per il funzionamento inerziale concentrata nell'otturatore, che trova posto all'interno del modulo canna. Tutti i particolari che costituiscono il gruppo otturatore e che sono in movimento rispetto all'arma, si muovono assialmente al modulo canna. Ciò consente di avere un miglior bilanciamento ed una maggiore stabilità dell'arma all'atto dello sparo, assicurando maggiore affidabilità di funzionamento grazie alla semplicità del sistema.
Comfortech System Il Comfortech System è il primo sistema al mondo capace di assorbire parte dell'energia sprigionata al momento dello sparo. La geometria della calciatura e i materiali utilizzati permettono infatti di contenere l'urto prima che arrivi alla spalla del cacciatore. Consente inoltre di ammorbidire la spinta del rinculo e facilita il raggiungimento di migliori performance di tiro.
Progressive Comfort È un sistema utilizzato per la calciatura, l'evoluzione tecnologica del Comfortech System: agisce come un ammortizzatore. Il dispositivo sfrutta la stessa logica del sistema Comfortech, ma permette di avere un fucile molto più confortevole. Progressive Comfort consente infatti di assorbire il rinculo del fucile contro la spalla a seconda della grammatura della cartuccia che si spara. Un sistema altamente sensibile che grazie ad un meccanismo ad alette collegato direttamente al calciolo che si deforma progressivamente, assorbe gran parte dell'energia cinetica sprigionata dopo lo sparo.
A.R.G.O. Auto Regulating Gas Operated è il sistema, che presiede al meccanismo di funzionamento a presa di gas, impiegato nei modelli Argo e M4. Costituito da un gruppo a presa di gas contenente un pistone a corsa breve, A.R.G.O. è posto sotto la canna, in prossimità della camera di scoppio, così da sfruttare i gas più caldi e a pressione maggiore. I gas sprigionati dalla canna in questo modo si espandono accelerando la corsa del pistone che va contemporaneamente ad urtare contro il perno di spinta otturatore trasmettendo allo stesso un impulso sufficiente a farlo arrestare. Questo sistema serve a garantire precisione di tiro, affidabilità e durata nel tempo del fucile.
Crio System L'impiego della criogenia, trattamento diffuso soprattutto nel settore aerospazioale e in quello della strumentazione chirurgica, riguarda la canna e lo strozzatore dei fucili Benelli, questi componenti vengono trattati termicamente venendo messi all'interno di apposite celle frigorifere. Il Crio system consente di contenere e uniformare le vibrazioni e le dilatazioni al momento dello sparo. L'applicazione di questa tecnica sullo strozzatore serve invece ad evitare la deformazione dei pallini di piombo dovuta alla presenza di addensamenti.
Shotgun M4 Nel novembre 2024 viene lanciato il primo fucile anti drone, il Shotgun M4, un calibro 12 munito di un sistema brevettato Advanced Impact che aumenta di 20 metri al secondo la velocità della cartuccia sparata, che può colpire fino a 100 metri. Ogni caricatore contiene 6 cartucce.
Prodotti Fucili a canna liscia Benelli Serie 121 - semiautomatico Benelli 121/122/123 - 12 e 20 gauge Benelli Serie SL80 - 12 e 20 gauge Benelli 121 SL80/123 SL80 12 e 20 gauge Benelli Super 90 - semiautomatico, 12 e 20 gauge Benelli M1 Super 90 - semiautomatico 12 e 20 gauage Benelli M2 Super 90 - semiautomatico, 12 e 20 gauge Benelli M3 Super 90 - semiautomatico o a pompa, 12 gauge Benelli M4 Super 90 - semiautomatico, 12 gauge Benelli Raffaello - semiautomatico, 12 gauge Benelli Raffaello CrioComfort - semiautomatico, 12 e 20 gauge Benelli Raffaello Crio 28 - semiautomatico, 28 gauge Benelli Vinci - semiautomatico, 12 gauge Benelli Montefeltro - semiautomatico, 12 e 20 gauge Benelli Super Black Eagle I - semiautomatico, 12 gauge Benelli Super Black Eagle II - semiautomatico, 12 gauge Benelli Nova Benelli Nova Tactical - a pompa, 12 e 20 gauge Benelli Nova Field - a pompa, 12 e 20 gauge Supernova - a pompa, 12 gauge Benelli 828U -sovrapposto - 12 e 20 gauge
Fucili Benelli Argo - semiautomatico Benelli Argo Comfortech Benelli Argo EL Benelli Argo Special Benelli Argo Deluxe Benelli MR1 - semiautomatico, 5,56 × 45 mm NATO Benelli R1
Pistole semiautomatiche da competizione Benelli MP 90 s - semiautomatico, .22 Long Rifle/.32 S&W Long Wadcutter Benelli MP 95 E - semiautomatico, .22 LR/.32 S&W
Pistole semiautomatiche Benelli B76
Armi ad aria compressa Benelli Kite - pistola
Serie Limitate
Il 1981 segna l'anno di esordio delle prime serie limitate, con le quali Benelli commemora anniversari e importanti avvenimenti. Il primo fucile di questo tipo, realizzato nel quinto centenario dalla morte di Federico da Montefeltro, è il “Federico Duca di Urbino”. Degli 11 esemplari uno viene donato al re di Spagna Juan Carlos. Il 1992 è invece la volta del “Colombo”, prodotto in mille esemplari, dedicato alla scoperta dell'America. Tre anni dopo, siamo nel 1995, la Benelli commemora il Rinascimento, con un semiautomatico che ricorda proprio quella felice fase storica urbinate e che riporta inciso nella carcassa lo stemma del Ducato. Nel trentennale dell'azienda è invece “Giubileo” a celebrare la ricorrenza. Nel 1998 è ancora Federico il protagonista: l'omonimo semiautomatico riproduce infatti un'incisione con l'inconfondibile profilo del Duca. Il 1999 è l'anno del “Millionaire”, voluto per celebrare il milionesimo semiautomatico della casa urbinate, una serie ripresa almeno concettualmente dal “Bimillionaire”, che nel 2007 celebra i 40 anni di attività e i due milioni di fucili prodotti. Nel 2004 Benelli decide di dedicare un pezzo unico a Roberto Baggio. Pensato per celebrare il palmarès del giocatore, il fucile viene denominato “Baggio”. Altro esemplare realizzato in serie limitata, con una tiratura di 350 copie, in calibro 12 e 20, è il “Dynamic”. Gli ultimi pezzi in serie limitata sono la carabina “ArgoE Limited edition”, il “Super Black Eagle II” e il “Raffaello Arabesque” in calibro 12 e 20.
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