Porto Maurizio è uno dei due borghi principali che, insieme ad Oneglia, costituiscono la città di Imperia, in Liguria. Ancora oggi ha un antico centro storico praticamente integro, situato su di un promontorio roccioso sul mare.Un tempo attivo luogo di produzione e commercio dell'olio d'oliva, Porto Maurizio è oggi soprattutto una cittadina turistica e di servizi, facendo parte del capoluogo della provincia di Imperia.
Per il toponimo di Porto Maurizio sono state proposte varie origini: Una plausibile ipotesi lo ricollega e alla dominazione bizantina di cui era divenuto un caposaldo marittimo e all'imperatore Maurizio. Una seconda ipotesi fa derivarne nome da san Maurizio martire, santo della Chiesa cattolica comandante della leggendaria Legione Tebea dell'antica Roma e patrono della locale chiesa.Gianni De Moro, Porto Maurizio fra Aristocrazia e Rivoluzione (1700-1801), vol. I Porto Maurizio nel Settecento, Ed. Circolo Parasio, 1978. Secondo una terza ipotesiElio Baudo, I Benedettini a Porto Maurizio, Ed. Dominici, 1998. (la documentazione disponibile è molto scarsa) il nome deriverebbe invece da un Portus Murisius (cioè "Porto dei Mori"), in quanto intorno al IX secolo i Saraceni avevano stabilito vari insediamenti in ProvenzaIl più noto è quello di Frassineto. e Liguria. Alla loro cacciata questo nome, divenuto sgradevole, sarebbe stato mutato in quello, molto simile, di Mauritius, che nel dialetto locale si pronuncia in modo quasi identico, e si "inventò" la derivazione da san Maurizio.
Le origini La presenza del favorevole promontorio roccioso sul mare, facile da difendere, costituiva il naturale luogo propizio per la fondazione di un insediamento dell'antica popolazione dei Liguri Ingauni. Abili navigatori dediti al commercio e alla pirateria, gli Ingauni governavano sul territorio esteso da Finale Ligure (confinante con i Sabates di Savona) fino a Sanremo (confinante con gli Intemeli di Ventimiglia)).
Nonostante le limitate tracce archeologiche, è plausibile che Porto Maurizio, come molti altri simili approdi, sia stato frequentato anche da mercanti fenici, greci ed etruschi.
Roma Dopo la Prima guerra punica, nella seconda metà del III secolo a.C. Roma inizia la sua espansione in Liguria. Procedendo dal Levante deve affrontare l'ostilità delle varie comunità.
Nel 234 a.C. la flotta romana, comandata da Quinto Fabio Massimo al suo primo consolato, si scontra con quella dei Liguri e libera il controllo della rotta costiera verso la Gallia.
Gli Ingauni entrano nella storia con la guerra annibalica: rivali dei Genuenses, rimasti fedeli a Roma, sono in lotta con gli Epanteri MontaniGli Epanteri Montani erano gli abitanti delle alte valli della Bormida e del Tanaro e nel 205 a.C. si alleano al cartaginese Magone che era sbarcato a Savona. Dopo la sconfitta di Magone nel 203 a.C., nel 201 a.C. gli Ingauni stringono un foedus con Roma.
Conclusa la Seconda guerra punica nel 202 a.C., Roma può dedicarsi anche alla pacificazione e romanizzazione della Liguria. L'impresa richiederà tuttavia ancora lunghi decenni di lotta sui vari fronti.
Nell'anno 185 a.C. gli Ingauni sono nuovamente in lotta contro Roma. Il console Appio Claudio, dopo aver riportato alcuni successi ne devasta il paese.Nel 181 il console Lucio Emilio Paolo riporta la vittoria decisiva sugli Ingauni, ne cattura l'intera flotta e celebra a Roma il Trionfo solenne.
Gli Ingauni, privati delle loro navi, tornano alleati di Roma. La pacificazione si compie l'anno seguente e vengono loro assegnate terre tolte ai Montani. In questa occasione per la prima volta gli Ingauni vengono menzionati come distinti dagli IntimiliGli Intimili, intorno ad Album Intimilium (Ventimiglia), erano i loro vicini ad occidente..
Nell'89 a.C., alla fine della guerra sociale, la Liguria è parte della provincia Gallia Cisalpina e i suoi abitanti ricevono la cittadinanza romana. Nel 42 a.C., la provincia viene abolita, divenendo parte integrante dell'Italia romana.
Il luogo di Porto Maurizio è stato un insediamento minore in epoca imperiale. Vari sono stati i ritrovamenti archeologici quali resti di murature e pavimenti, vasellame e monete, tombe, cippi miliari ed un ponte romano di età adrianea alla foce del Prino. Nella ripartizione dell'Italia operata da Augusto il luogo di Porto Maurizio apparteneva alla Regio IX che si estendeva da Nicaea (Nizza) fino alla foce del fiume Macra (Magra).
Il sistema viario della zona era costituito dalla via Eraclea (via militare costruita nel 241 a.C. dal console Aurelio Cotta) e dalla Via Julia Augusta (14 d.C.).
Scavi fortuiti in via dei Giardini nel 2016 hanno portato alla luce un tratto della via Julia Augusta (I-II secolo).
Nel ponente Ligure la via di comunicazione marittima è menzionata nel portolano dellItinerarium Maritimum (III secolo) che descrive, da est a ovest, i portus di Vada Sabatia, Albingaunum e Portus Maurici, il fluvius di Taggia e la plagia di Albintimilium.
Dopo la morte di Nerone, nell'anno 69 il territorio è coinvolto nella guerra di successione tra OtonePer intercettare le forze vitelliane, in arrivo dalla Germania, prima che queste entrassero in Italia Otone aveva imbarcato sulla flotta di capo Miseno tutte le forze di cui disponeva a Roma. Queste forze furono sbarcate nei pressi di Albintimilium. e Vitellio. Dopo un duro scontro in Provenza, gli otoniani vincitori si ritirano ad Albingaunum.
In Liguria il Cristianesimo si diffonde verosimilmente agli inizi del III secolo.
Nella riorganizzazione amministrativa di Diocleziano del 292 tutta l'Italia è riunita in un'unica diocesi ed è governata dallaugusto Massimiano. Nella seconda terarchia nel 305 il governo sull'Italia passa al cesare Severo.
Nel 314 Costantino suddivide la diocesi d'Italia in due vicariatiL'Italia suburbicaria con capoluogo Roma e l'Italia annonaria con capoluogo Mediolanum., ognuno governato da un vicarius. La Liguria è una provincia consolare inserita nel vicariato annonario.
Dal V all'VIII secolo Il V secolo segna gli ultimi anni della decadenza dell'Impero romano d'Occidente vedendo il passaggio di varie popolazioni barbare e le ultime lotte di Roma per contrastarle.
In questi anni lo scrittore Claudio Rutilio NamazianoDe reditu suo., in viaggio marittimo lungo la costa ligure da Luni alla Gallia, descrive lo stato di desolazione della regione.
I Visigoti nel 421 istituiscono la Liguria come Provincia Maritima.
Nel 476 il barbaro Odoacre, re degli Eruli, depone l'ultimo imperatore romano Romolo Augusto, ponendo così fine all'Impero; la Liguria diviene parte del regno erulo di OdoacreFunzionari barbari amministravano le città, mentre gli antichi possedimenti erano depauperati di un terzo, assegnato agli “hospites” cioè a famiglie di barbari invasori. Tutte le aree agricole tra Ventimiglia ed Albenga patirono questa sorte, in particolare quando si trattava di terre favorevoli a buoni insediamenti stabili..
Nel 493 Teodorico, ribellatosi, gli succede stabilmente ed instaura il suo regno ostrogoto che comprende anche tutta la penisola italiana.
La dominazione gotica perdura fino alla riconquista dell'Occidente decisa da Giustiniano: nel 552, a conclusione della guerra gotica, Porto Maurizio è parte dell'Impero romano d'Oriente che, da insediamento romano minore, ne fa ora un importante caposaldo della difesa marittima dell'Esarcato d'ItaliaDopo la vittoria bizantina viene emanata la Prammatica Sanzione per cui Giustiniano restituisce agli antichi proprietari le terre confiscate dai Goti..
I Bizantini istituiscono la Liguria come Provincia Maritima Italorum e con il ritrovato periodo di pace la zona gode di una ripresa economica per quasi un secolo.La Liguria bizantina finì per identificarsi con la piccola regione odierna e le sue città principali erano “Vintimilium”, "Portus Mauricii", la “civitas Varicottis”, “Vadum”, la “civitas di Soana” (Savona), la capitale “Genua marittima” e a levante “Portus Veneris (Portovenere). Essa faceva parte dei sette grandi governatorati in cui era stata divisa dai Bizantini la Provincia d’Italia: a capo di ognuno di essi stava un “Duca” detto anche “Magister equitum”..
Alla metà del VI secolo i Longobardi giungono in Italia e cominciano a scontrarsi con i Bizantini. Per contrastare l'invasione Porto Maurizio si dimostra caposaldo militare importantePer contrastare i Longobardi ed impedire che anche i litorali cadessero in loro potere era necessario disporre del controllo marittimo, e quindi di una flotta efficiente. Così i Bizantini si affrettarono a recuperare gli antichi scali romani e furono perciò rafforzati, oltre a Porto Maurizio e Varigotti, anche i porti di Ventimiglia (Albintimilium), Toirano (Varatelia), Albenga (Albingaunum), Vado Ligure (Vada Sabatia), Savona (Savo), Genova (Genua), Portofino (Portus delphini), Sestri Levante (Segesta Tigulliorum), Moneglia (Monilia), Framura (Antium), Portovenere (Portus Veneris), Lerici (Eryx) e Luna (la base navale romana nel Golfo di Spezia)..
Nel 642 il re longobardo Rotari riesce a conquistare la LiguriaFrattanto il re Rotari conquistò tutte le città costiere dei Romani (i Bizantini, ndT) da Luni, in Tuscia, fino ai confini della Francia. Fonte: Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, libro IV, 46, che entra quindi a far parte del Ducato di Liguria nel Regno longobardo.
Nel primo quarto dell'VIII secolo l'espansione araba, iniziata nel secolo precedente, travalica in Europa, raggiunge la Provenza da dove inizia ad esercitare devastanti incursioni sulle coste liguri.
Nel 773, per le sue discordie interne, il regno longobardo cade sconfitto da Carlo Magno, re dei Franchi. Il territorio costiero è un contado esteso da Sanremo a Finale Ligure con Albenga capitale. Nell'ambito dell'Impero carolingio, alla successione di Carlo Magno, la regione è parte del Regno d'Italia.
La suddivisione dell'Impero carolingio comporta l'organizzazione feudale del Regnum italicum.
Dal IX al X secolo Ai primi del IX secolo, sotto la corona di Pipino, figlio di Carlo Magno, la Provincia venne denominata Litora Maris e viene suddivisa nei Comitati di Luni, Genova, Vado e AlbengaLa prima menzione del Comitato di Albenga risale al 25 maggio 869. affidati al governo di Conti.
Nel IX secolo la costa ligure vede crescere il flagello delle aggressioni islamiche: i predoni Saraceni dalla loro base di Frassineto in Provenza devastano tutta la zona prelevando schiavi, saccheggiando centri abitati e distruggendo chiese e monasteri. La vita, l'economia ed i commerci sono in difficoltà. A difesa della costa vengono via via erette torri di avvistamento, segnalazione e difesa. La struttura feudale viene rafforzata per un controllo ed una più efficace difesa dei territori.
Nel 950 la Liguria, nell'ambito del Regno d'Italia è infeudata da Berengario II in tre Marche: l'obertenga a est, l'aleramicaDa Aleramo della Marca di Savona derivano le dinastie aleramiche dei marchesi del Monferrato e dei marchesi del Vasto. al centro e l'arduinica a ovest.
Porto Maurizio fa parte della Marca Arduinica, che deriva il suo nome dal marchese Arduino il Glabro al quale era stata assegnata assegnata. A Castellazzo di Dolcedo era la residenza del funzionario del marchese Arduino, con diritto di tener milizia, riscuotere gabella e amministrare la giustizia.
Nel 972 le forze congiunte di liguri e provenzali distruggono la base saracena di Frassineto in Provenza. La minaccia islamica sulla Liguria risulta considerevolmente ridotta.
XI secolo
Ai primi dell'XI secolo potente signore della Marca Arduinica è Olderico Manfredi II, marchese di Susa e TorinoIl Marchese Olderico e sua moglie Berta nel 1028 fondano a Caramagna, in Piemonte, l'Abbazia di Santa Maria, di monache benedettine, dalla quale poco dopo deriverà il monastero di Caramagna Ligure.. Il territorio di Porto Maurizio è feudo del Comitato della Diocesi di Albenga.
Al 1001 risale la consacrazione della romanica Pieve di San Giorgio a Torrazza.