Cresciuto a Gragnano, è conosciuto per la sua opera di studioso di Storia delle religioni e di antropologia religiosaFonte: . Storico delle religioni e antropologo ha insegnato nelle Università di Siena e di Roma. Dopo gli studi sugli apocrifi cristiani e sul misticismo ebraico, si è occupato di religiosità popolare (1976), di folclore italiano (1983, 1994) e della figura del diavolo (1987). Ha diretto lEnciclopedia delle religioni (1970-76), della quale ha redatto tutte le voci sulle religioni non cristiane. All'antropologia della morte e del lutto sono dedicati i lavori degli ultimi anni (1995).

È stato componente, unitamente ad altri intellettuali italiani, della presidenza del comitato promotore dellAssociazione culturale marxista fondata nel 1987L'Associazione culturale marxista composta da oltre cento professori universitari italiani fu presieduta da Armando Cossutta unitamente a un comitato composto da: Ludovico Geymonat, Alfonso Maria Di Nola, Mario Alinei, Umberto Carpi, Umberto Crippa e Claudio Villi (cfr. ). Lo scopo dell'Associazione era quello di riprendere "l'iniziativa marxista nel mondo della cultura" (Cfr. )..

Biografia Gli anni giovanili: dalla lotta sindacale agli studi sulla storia delle religioni Studioso e lettore infaticabile, fin da ragazzo inizia ad interessarsi al tema della religiosità con un approccio dichiaratamente laico derivante dall'esperienza di lotta e dalla formazione marxiana acquisite durante gli anni Quaranta, periodo in cui viveva e lottava accanto agli operai dei pastifici di Gragnano condividendo con loro battaglie volte a denunciare le condizioni disumane nelle quali vivevano ed erano costretti a lavorare.

Quest'ambiente diviene, come lui stesso scrive: «La mia università, un'autentica scuola di vita». Formazione marxiana che acquisisce durante gli anni al liceo Plinio Seniore di Castellammare di Stabia, da insegnanti come i fratelli Libero ed Ennio Villone, il primo tra i capi del movimento anarchico italiano e direttore di Bandiera Rossa, una delle prime riviste anarchiche italiane, il secondo militante del Partito Comunista.

Entra, giovanissimo, clandestinamente, nel Partito Comunista napoletano vivendone in prima persona la storia iniziale insieme al gruppo di militanti rientrati dalla Tunisia, come Valenzi e Gomez d'Ayala. In questo periodo rifiuta più volte l'offerta di candidature a cariche pubbliche, anzi ricorda, con rammarico, che «la classe operaia, a Napoli, non è mai riuscita ad esprimere un suo autentico rappresentante», in quanto fra essa ed il marxismo «si è interposta la stratificazione tipicamente napoletana degli avvocati, un solo operaio, Fasano, fu eletto deputato, ma morì tre giorni dopo».

La collaborazione con Ugo Guanda Alla fine degli anni Quaranta inizia la lunga e costruttiva collaborazione con l'editore Ugo Guanda che, passata la sconvolgente avventura dell'ultima guerra, riprende la sua attività editoriale cercando di ricostruire, proprio su quel cumulo di macerie che ormai l'uomo era diventato insieme alle sue città, quelli che Alfonso Di Nola chiama «i sentieri dell'anima» invitando a cercare dentro ognuno di noi la «vena della sorgente seppellita»: la poesia.

La collaborazione con Guanda, saldata anche da un profondo rapporto d'amicizia, dà vita ai suoi primi lavori: nel 1950 esce Autunno del mondo (Parma, Guanda, 1950) un volumetto di poesie che di Nola invia, subito dopo la fine della guerra, a Parma, spacciandolo come traduzione di testi raccolti dalla voce di un soldato tedesco. Il classico espediente letterario non serve a celare l'identità dell'autore e, nel 1950, la raccolta è pubblicata con il suo nome.

Nel 1954, con la pubblicazione di La visione magica del mondo. Saggio di filosofia della religiosità (Parma, Guanda, 1954), Di Nola inizia, ufficialmente, ad indagare scientificamente il mondo dell'esperienza religiosa con l'occhio del laico sempre rispettoso d'ogni dato culturale. Considerava l'esperienza religiosa una materia «che in ogni caso concerne la parte più umana dell'uomo, i temi della sua angoscia creaturale e della sua speranza, i suoi sogni, i grandi miti, le illusioni, le certezze di fede». A distanza d'anni, Di Nola non si riconosce più in questo libro, scritto fra i 18 e i 20 anni, che definirà approssimativo, intriso di una visione ingenua e di motivazioni irrazionalistiche.

Il suo primo lavoro sul campo può essere considerato Cristo in tuta. La questione dei preti operai . (Parma, Guanda, 1954), un'inchiesta sull'esperienza culturale e politica di quei preti francesi che lottavano a fianco della classe operaia, analizzandola «come forma di ribellione nei confronti di una Chiesa immobile e come riscoperta di un cristianesimo capace di sopravvivere, nel mutato contesto storico, solo se avesse compresa e fatta propria la causa della classe operaia» (Attraverso la storia delle religioni, ibidem, p. 9).

Nel 1957, con la pubblicazione del volume La preghiera dell'uomo. Antologia della preghiera di tutti i tempi e di tutti i popoli (Parma, Guanda, 1957), Di Nola propone uno straordinario viaggio attraverso le forme che in ogni tempo assumono i desideri, i bisogni, la religiosità di tutti i popoli del mondo. La preghiera, come nucleo essenziale di tutta la dinamica religiosa, viene a rappresentare l'eterno dialogo fra l'uomo e le sue divinità, tra la creatura inchiodata al suo spazio e al suo tempo e le energie cosmiche: dall'ingenuo grido desolato del primitivo invocante protezione contro il fulmine o cibo per i suoi piccoli al complesso testo di una liturgia shintoista. La raccolta comprende testi appartenenti alle popolazioni tradizionali ed arcaiche di livello etnologico, ai popoli dell'America precolombiana, alla religione nazionale cinese, al Confucianesimo, al Taoismo, al Tibet, al Giappone, alle varie forme di Buddhismo, all'Induismo, all'Egitto, alla Mesopotamia, all'Iran, ai Greci e Romani e ai Cristiani. Opera tradotta in Inghilterra (Heinemann, 1961), Francia (Seghers, 1958), Stati Uniti (Obolensky, 1961) e Germania (Diederichs, 1963), ristampata in edizione ridotta in Germania (Ebner, 1977) e da ultimo in Roma, Newton Compton, nel 1988.

Nel 1968 Di Nola curò, insieme a Paolo Brezzi, un'inchiesta televisiva RAI in sei puntate avente il medesimo titolo: La preghiera dell'uomo, ideata e coordinata da Francesco Demitry e realizzata da Arnaldo Genoino; alla serie — per la quale fu consulente padre Ernesto Balducci — parteciparono, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini e Carlo Levi.

Questo vagare attraverso il misterioso mondo religioso dell'uomo e in particolare delle culture primitive porta Di Nola anche alla raccolta di un vasto materiale che esula dal campo della preghiera e della magia presentandoci un mondo, quello indicato come "primitivo" utilizzando un termine non appropriato, sotto un aspetto completamente nuovo e molto affascinante. Tale materiale è stato riunito nel volume I canti erotici dei primitivi (Parma, Guanda, 1961, II ed.1964, ripubblicato negli anni Settanta a Roma da Lato Side; e a Milano, Garzanti, 1971). Antologia in cui Di Nola raccoglie il meglio dei patrimoni d'amore e di poesia salvati dagli etnologi negli ultimi decenni presso i popoli "primitivi".

Tappa finale di questo affascinante viaggio può essere considerato il volume Dal Nilo all'Eufrate. Letture dell'Egitto, dell'Assiria e di Babilonia (Novara, Edipem, 1974) dove sono raccolti testi, documenti, inni, miti, racconti e poesie profane di un mondo, quello vicino-orientale, che, nonostante la distanza millenaria fra noi e loro, rappresentano le radici dalle quali fluisce la nostra attitudine a trasformare la creazione poetica e narrativa in segno.

L'interesse per i Vangeli apocrifi Negli anni Sessanta Di Nola traduce e cura, sempre per Guanda, i testi apocrifi neotestamentari dei Vangeli, più volte ripubblicati anche da altri editori: L'evangelo arabo dell'Infanzia (Parma, Guanda, 1963); L'evangelo della natività (Pseudo-Matteo), (Parma, Guanda, 1963); Protovangelo di Giacomo: la natività di Maria, (Parma, Guanda, 1966), poi ripubblicati in un volume unico dal titolo Vangeli apocrifi. Natività e infanzia, (Parma, Guanda, 1977, 1986, 1993; Roma, Lato Side, 1979, con un'intervista di Michele Straniero; Milano, TEA, 1996). Traduzione integrale di tre testi riguardanti la natività della Madonna e l'infanzia di Gesù, con un'appendice di documenti che integrano e illuminano alcune tematiche presenti in essi. Nascita verginale di Maria, la sua adolescenza, il matrimonio con Giuseppe, la nascita di Gesù, i miracoli, i giochi, la scuola; Gesù che ammansisce i draghi, entra nella tana della leonessa, apre le acque del Giordano, caccia i demoni, svela i misteri dell'alfabeto e dell'astronomia...Leggende solo apparentemente ingenue, presenti da sempre nella tradizione popolare. Per secoli se n'è fatta una lettura a livello popolare seguendo i toni di narrazione fantastica del testo, perdendo di vista la complessità e ricchezza dei contrasti dottrinali e delle dispute teologiche che stanno dietro a questo quadro di spontaneità e gratuità narrativa solo apparente.

Ancora dalla tradizione apocrifa, relativa alla vita e agli insegnamenti di Cristo e delle prime comunità dei suoi seguaci, trae origine il volume Parole segrete di Gesù, (Boringhieri, Torino, 1964; ristampato da Lato Side, Roma, 1980, e da Newton Compton, Roma, 1989 con il titolo Gesù segreto. Ascesi e rivoluzione sessuale nel cristianesimo nascente). In quest'opera s'illustrano e commentano, in una visione interdisciplinare, i loghia («le cose dette») e gli agrapha («le cose non scritte») più significativi di un mondo agitato e affascinante quale era quello del cristianesimo primitivo animato da polemiche furibonde sulla figura di un "Gesù segreto", "diverso", quale emerge da questa tradizione apocrifa («nascosta»).

Nel 1966 traduce e cura per Vallecchi (Firenze, ristampato a Roma nel 1980 da Newton Compton) La storia dei re magi di Giovanni di Hildesheim, monaco carmelitano tedesco del XIV secolo, proponendo una lettura critica del fugace episodio evangelico dei Magi che, al di là del compiacimento per il fantastico, riconduce a tutte le fonti parallele greche, siriache, latine e sassoni.

Sempre all'interno di questa tradizione apocrifa Di Nola individua un ulteriore percorso, quello "apocalittico". Proprio a questa visione del mondo apocalittica, quale si sviluppò nella storia cristiana, Di Nola dedica un nuovo lavoro, Apocalissi apocrife (Parma, Guanda, 1978; rist. Milano, TEA, 1993), proponendo un viaggio verso mondi oggi non più credibili ma comunque verso la dimensione di un quadro culturale nel quale l'istinto apocalittico, sottostante ad ogni epoca, si delinea in una sua chiarezza e decodificabilità immediate di immagini. I testi esaminati, non da un punto di vista filologico ma contenutistico, cioè con un criterio fondato sulla sostanza dei temi individuati in essi, non appaiono come distanti esercitazioni dotte di monaci, ma come base e origine di un disagio del tempo sempre riemergente, in ogni epoca, ininterrottamente fino a noi, quindi una sequenza fra pensiero apocalittico cristiano tardo-antico e apocalitticità presente.

Gli anni dell'Enciclopedia Sono anni, questi, molto intensi e prolifici per Di Nola che, nella volontaria rinunzia ad ogni ambizione accademica, e al di là delle numerose pubblicazioni già elencate, è venuto maturando un alto livello di specializzazione nella ricerca storico-religiosa portando avanti un progetto complesso ed immenso nello stesso tempo, a cui dedicherà ben dieci anni di lavoro, per quindici ore il giorno, che culminerà con la pubblicazione di un'opera monumentale lEnciclopedia delle religioni (6 voll., Firenze, Vallecchi, 1970-1976).