Cittaslow, ufficialmente Cittaslow International , denominata “Rete internazionale delle città del buon vivere”, è un'associazione internazionale fondata in Italia nel 1999.

Ispirata ai principi del movimento Slow Food, l'organizzazione si pone l'obiettivo di promuovere e diffondere la cultura del "buon vivere", migliorando la qualità della vita nei centri abitati attraverso la tutela dell'ambiente, la riduzione dei ritmi urbani e la valorizzazione delle tradizioni locali.

Storia Il movimento è nato nell'ottobre del 1999 grazie a Paolo Saturnini, all'epoca sindaco di Greve in Chianti. La sua proposta di applicare i principi dello slow food all'amministrazione cittadina fu immediatamente appoggiata dai sindaci di altre tre città italiane, come Bra, Orvieto e Positano. La fondazione ufficiale avvenne con il sostegno diretto di Carlo Petrini, creatore di Slow Food.

L'associazione è stata concepita come risposta all'omologazione culturale e sociale portata dalla globalizzazione, ponendosi in controtendenza rispetto alla frenesia della vita moderna. Fin dai primi anni, la sede operativa e il coordinamento internazionale dell'organizzazione sono stati stabiliti a Orvieto.

Partito inizialmente come progetto legato ai comuni italiani, il movimento si è rapidamente internazionalizzato. Nel 2003, la cittadina di Ludlow, in Regno Unito, è diventata la prima "Cittaslow" del mondo anglosassone.

Nel 2004 Reszel ha inaugurato l'ingresso della Polonia, che nel tempo è diventato uno dei paesi con la più alta concentrazione di comuni aderenti dopo l'Italia.

L'espansione ha superato i confini europei nel 2007, quando Goolwa, in Australia, è diventata la prima città non europea a ottenere la certificazione, seguita da numerose amministrazioni in Corea del Sud, Canada e Turchia.

La rete raggruppa circa 300 città dislocate in una trentina di nazioni.

Obiettivi e criteri di ammissione Le amministrazioni comunali che aderiscono alla rete si impegnano a promuovere uno sviluppo sostenibile, incentivando l'economia circolare, la mobilità dolce e la salvaguardia del patrimonio storico, artistico ed enogastronomico locale. Lo slogan ufficiale del movimento è "Innovation by tradition" (Innovazione attraverso la tradizione).

Per poter presentare la candidatura ed entrare a far parte della rete, un comune deve obbligatoriamente soddisfare un requisito demografico principale: avere una popolazione inferiore ai 50.000 abitanti.

Inoltre, l'ammissione è subordinata al superamento di un processo di valutazione basato su oltre 70 parametri qualitativi, suddivisi in diverse macro-aree d'intervento: Politiche ambientali: gestione dei rifiuti, efficienza energetica, tutela del paesaggio. Politiche infrastrutturali: arredo urbano, abbattimento delle barriere architettoniche, mobilità sostenibile. Qualità urbana: riqualificazione dei centri storici e recupero delle tradizioni. Politiche agricole e artigianali: tutela dei prodotti locali e dei presìdi Slow Food. Ospitalità e consapevolezza: educazione dei cittadini e accoglienza turistica di qualità.

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