Nel 2003 un'associazione di 47 comuni della Lombardia e del Veneto richiamò all'attenzione nazionale e delle rispettive istituzioni regionali, la questione riguardante il malcontento di alcuni comuni di montagna siti nelle rispettive due regioni; asseritamente privi di finanziamenti pubblici e agevolazioni fiscali comparabili con quelli appartenenti alle Province autonome di Trento e BolzanoMagda Biglia, La fuga in massa frenata dalla Regione, articolo del quotidiano "Il Resto del Carlino" del 14 giugno 2008. La vicenda si è evoluta in un numero di progetti di aggregazione di comuni al Trentino-Alto Adige.
Tra il 2005 e il 2014 sono stati quindi svolti referendum per l'aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige in 27 comuni confinanti la regione (25 veneti e 2 lombardi). L'iter di aggregazione alla regione non è ancora stato completato per nessuno dei comuni in cui il referendum ha avuto successo.
Storia Il Parlamento italiano per attenuare le richieste degli enti locali, nel dicembre 2005, approvò, con un provvedimento della legge finanziaria, lo stanziamento di 10 milioni di euro ai comuni delle province di Sondrio, Brescia, Verona, Belluno e Vicenza confinanti con le due Province autonome.
Tra l'ottobre 2005 e il marzo 2008, i due comuni bellunesi di Lamon e Sovramonte, quello vicentino di Pedemonte e gli otto comuni dell'Altopiano di Asiago, tramite referendum approvato dalla popolazione, hanno chiesto l'aggregazione al Trentino. I comuni bellunesi di Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana hanno chiesto l'aggregazione con l'Alto Adige con referendum nel 2007.
Successivamente anche due comuni bresciani, Magasa e Valvestino, rivendicando un'appartenenza storica al Trentino, con una consultazione popolare indetta nel settembre 2008 esprimevano il loro consenso all'aggregazioneI bresciani di Magasa vogliono Trento, articolo del quotidiano L'Adige del 16 settembre 2007.Beatrice Raspa, Valanga di voti anti-Lombardia, articolo del quotidiano Libero del 23 settembre 2008.Mario Pari, Ritorno a Trento, senza nessun rimpianto, articolo del quotidiano Il Giorno del 23 settembre 2008.. Ulteriori comuni veneti hanno svolto referendum sull'aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige tra il 2013 e il 2014; di questi referendum quelli dei comuni di Taibon Agordino e Voltago Agordino hanno avuto riscontro positivo per la richiesta di passaggio di regione.
È da precisare inoltre referendum per il distacco-aggregazione è approvato se vota a favore la maggioranza degli aventi diritto. Il corpo elettorale comprende sia i cittadini residenti in Italia sia quelli residenti all'estero registrati all'AIRE. In molti comuni montani, come quelli della Provincia di Belluno, è rilevata un'alta percentuale di italiani residenti all'estero, e se questi non rientrano in Italia per votare, ciò può riflettersi negativamente sull'esito del referendum perché la maggioranza è calcolata sul totale degli elettori e non su quello dei partecipanti alla consultazione.
I comuni di Lamon e Sovramonte Il comune di Lamon fu il primo a chiedere l'aggregazione al Trentino, nonostante non ne avesse mai fatto parte, in virtù di una stretta comunanza di carattere storico, geografico e culturale con le comunità di Tesino e Primiero nonché in virtù della distribuzione dei servizi.
Nel 2005 si svolse il referendum che, con il 57,26% di Sì rispetto agli aventi diritto, votò per l'aggregazione al Trentino.
L'anno successivo il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, prima di pronunciare il proprio obbligatorio parere, volle sentire il parere facoltativo dei due consigli provinciali e il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano espresse a stragrande maggioranza parere negativo benché l'aggregazione riguardasse la Provincia autonoma di TrentoLavori Consiglio: no all'aggregazione di Lamon, 06.12.2006., sicché anche il Consiglio regionale espresse poi parere negativoLamon. No della Regione, Alto Adige, 17 gennaio 2007..
L'iter per l'aggregazione del comune al Trentino-Alto Adige è stato ripreso nel 2012 alla Camera dei deputati, a fine XVI legislatura, dove però la legge costituzionale per l'aggregazione venne rimessa in commissione per poi decadere con la fine della legislatura.
Anche nel comune di Sovramonte si è votato, con esito favorevole, il referendum per l'aggregazione al Trentino-Alto Adige nell'ottobre 2006, un anno dopo il confinante Lamon. L'iter per il distacco-aggregazione di Sovramonte non è stato completato.
L'Altopiano di Asiago Gli attuali sette comuni dell'Altopiano di Asiago furono costituiti per secoli (dal 1310 al 1807) in entità autonoma - che nel 1405 entrò a far parte volenterosamente nella Repubblica di Venezia - denominata "Federazione dei Sette Comuni". La popolazione della federazione all'epoca era composta prevalentemente da gente parlante lingua cimbra. Questa entità autonoma occupava stabilmente anche un vasto territorio attualmente compreso nel Trentino, dato che i confini riconosciuti arrivavano al lato sud del corso del fiume Brenta, in Valsugana. I comuni dell'altipiano furono annessi all'Italia nel 1866 e ricompresi dal 1948 nella regione Veneto.
I comuni chiamati a referendum, ad esito unificato, sull'aggregazione al Trentino sono stati Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo. I comuni dell'Altopiano hanno votato nel 2007 a maggioranza assoluta per l'aggregazione al Trentino, tuttavia anche in questo caso, il Consiglio provinciale di Bolzano ha espresso parere negativo all'aggregazione dei comuni dell'altopiano di Asiago alla regione Trentino-Alto AdigeLavori Consiglio: No ad Asiago, delibera del 07.11.2007. Dal sito ufficiale del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano. Secondo il parere di Walter Baumgartner, rappresentante del partito di maggioranza tedesco - SVP -, «in assenza di una motivazione storica non è possibile un'aggregazione»..
Di tutti i comuni che hanno richiesto, a seguito di referendum con esito positivo, l'aggregazione alla regione tra il 2005 e il 2014 il comune di Asiago è quello con popolazione maggiore (6.543 residenti nel 2007).
Due comuni dell'Altipiano, Lusiana e Conco, si sono successivamente fusi, il 20 febbraio 2019, istituendo il nuovo comune di Lusiana Conco a seguito di referendum in cui il 62,5% dei votanti si è espresso a favore della fusione.
La Ladinia bellunese I comuni di Ampezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia furono separati dal resto del Trentino-Alto Adige e aggregati alla provincia di Belluno nel 1923 con il regio decreto 21 gennaio 1923, n. 93 che istituiva anche la provincia di Trento.
Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia hanno votato nel referendum, ad esito unificato, indetto per il 25 ottobre 2007 a favore dell'aggregazione alla regione Trentino-Alto Adige. La richiesta dell'aggregazione è stata accolta favorevolmente da parte della Provincia autonoma di Bolzano e dalle istituzioni regionali ma l'iter per il distacco-aggregazione non ha avuto seguito dopo il referendum nonostante la proposta di legge costituzionale per il distacco fosse stata proposta più volte in Parlamento.
Il comune di Pedemonte
I comuni di Pedemonte e Casotto fecero parte del Principato vescovile di Trento, della Contea del Tirolo e poi della Provincia di Trento, ad essi succeduta, ininterrottamente dal 1535 al 1929 quando vennero staccati dal Trentino e trasferiti alla Provincia di Vicenza. Il comune di Casotto venne aggregato nel 1940 al nuovo comune di Valdastico da cui si è separato e unito al comune di Pedemonte con legge regionale 31 maggio 1980, n. 81 a seguito di referendum nello stesso anno. La consultazione ha visto 116 voti favorevoli e 21 contrari all'unione con Pedemonte ed un'affluenza dell'80,8%.
Relativamente agli immobili il comune deve a tutt'oggi far capo e riferimento agli uffici catastali di Trento.
Nel 2008 a maggioranza assoluta degli aventi diritto gli elettori del comune di Pedemonte approvarono con referendum l'aggregazione alla Provincia autonoma di TrentoPedemonte sogna il Trentino, La voce del Nordest, 16.08.2008. Il successivo 18 maggio 2010 il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige diede l'obbligatorio parere favorevole all'aggregazione.
L'iter per l'aggregazione del comune al Trentino-Alto Adige non è stato completato. Il passaggio di regione è stato però nuovamente richiesto nel corso degli anni da parte del comune di Pedemonte che assieme a Magasa e Valvestino hanno riscontrato pareri favorevoli all'aggregazione da parte delle istituzioni della Provincia autonoma di Trento.
I comuni di Magasa e Valvestino
Fino al 1918 i sei comuni della Val Vestino facevano parte del Trentino e, quindi, dell'Impero austro-ungarico. La condivisione storico-culturale con Trento fu documentata, nel 1909, anche dal geografo e patriota Cesare Battisti che nella sua "Guida alle Giudicarie" descrivendo la Val Vestino, appena visitata, scrisse: "Allorché nel 1866 si venne alla delimitazione dei confini fra Austria e Italia la prima lasciò a questi paesiCon "questi paesi" Cesare Battisti si riferisce agli ex comuni di Armo, Bollone, Magasa, Moerna, Persone e Turano. il diritto di opzione. Ed essi, sperando di aver presto delle comunicazioni stradali, che a tutt'oggi non furono ancora costruite dichiararono fedeltà al governo austriaco"..
Nel 1929 i comuni di Armo, Bollone, Magasa, Moerna e Persone vennero aggregati al comune di Turano il quale cambiò denominazione in Valvestino nel 1932. Due anni dopo, nel 1934, il comune fu aggregato alla provincia di Brescia.
Nel 1948 il comune di Valvestino chiedeva inutilmente la riannessione alla provincia trentina. Difatti il 13 dicembre il consigliere regionale Remo Defant in occasione della prima seduta del Consiglio regionale del Trentino-Alto AdigeAtti della seduta del Consiglio della regione Trentino Alto Adige del 13 dicembre 1948., ricordava, in un suo intervento all'assemblea, che vi erano popolazioni fuori dal territorio trentino che avevano espresso, in numerosissime riunioni pubbliche, il desiderio di essere riannesse alla regione. Queste erano rappresentate dai comuni di Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia (in Provincia di Belluno), Casotto (allora parte del comune di Valdastico, a cui era stato arbitrariamente unito nel 1940) e Pedemonte in Provincia di Vicenza e i lombardi Valvestino assieme al comune di Magasa che era stato ricostituito nel 1947.Sempre in quella seduta il presidente della regione di allora, il dottor Luigi Menapace, assicurava il consigliere Defant, che la questione era nel pensiero di tutti i consiglieri ed appena le circostanze favorevoli lo avessero permesso si sarebbe passati "dalla forma alla sostanza" appoggiando disinteressatamente tutte le richieste presentate in proposito
Nel 2005 i comuni di Magasa e Valvestino aderivano all'Associazione dei comuni confinanti al fine di sensibilizzare le autorità regionali lombarde sui problemi economici dei piccoli comuni montani.
Di riflesso, sempre nell'agosto dello stesso anno, sorgeva a Magasa un comitato spontaneo di cittadini, denominato "Torniamo in Trentino" e il 29 settembre il consiglio comunale attribuiva il mandato al sindaco Ermes Venturini d'indire un referendum, previa verifica dei presupposti giuridici e storici, in cui la popolazione si pronunciasse sulla richiesta d'aggregazione al Trentino. Nel mese di ottobre sorgeva pure nel comune di Valvestino un comitato con lo scopo di raccogliere il consenso tra la popolazione residente per un referendum sull'aggregazione.