La cerimonia di apertura dei Giochi olimpici è il momento in cui vengono ufficialmente dichiarati aperti i giochi olimpici. La cerimonia di apertura, così come quella di chiusura, segue un rigido protocollo codificato nella Carta Olimpica, l'insieme di norme che codifica il funzionamento del Comitato Olimpico Internazionale e la celebrazione dei Giochi olimpici.

Al comitato organizzatore di ogni paese spetta la redazione del programma della cerimonia di apertura che deve essere preventivamente sottoposto e approvato dal CIO.

Storia Nelle prime edizioni dei Giochi olimpici moderni, la cerimonia di apertura rispondeva a esigenze puramente istituzionali. Ad Atene 1896, il programma si limitava alla dichiarazione di apertura da parte di re Giorgio I e all'esecuzione dell'inno olimpico: fino al 1960, anno in cui il CIO dichiarò l’opera inno ufficiale dei Giochi, i primi giochi olimpici moderni furono l’unica edizione in cui venne suonato l’inno di Samara.

Fu con i Giochi della IV Olimpiade (Londra 1908) che venne introdotto l'elemento della sfilata delle nazioni, durante la quale gli atleti marciavano per la prima volta in uniforme dietro le rispettive bandiere nazionali. Il protocollo si arricchì ulteriormente nel primo dopoguerra: ad Anversa 1920 debuttarono la bandiera olimpica a cinque cerchi, il giuramento degli atleti (scritto da Pierre de Coubertin) e il rilascio simbolico delle colombe come auspicio di pace, mentre l’edizione di Amsterdam 1928 stabilì definitivamente l'ordine della sfilata, con la delegazione greca in testa e quella del paese ospitante in coda, oltre a vedere la prima accensione di un braciere olimpico monumentale. A partire da , a precedere il paese ospitante sfila la delegazione che ospiterà l’edizione successiva dei Giochi.

La trasformazione della cerimonia da atto formale a evento con elementi artistici iniziò negli anni trenta. I Giochi di Los Angeles 1932 introdussero elementi di intrattenimento più dinamici, ma fu l’edizione di Berlino 1936, fortemente influenzata dalla propaganda nazista, a segnare una svolta epocale: per la prima volta la cerimonia venne concepita come una produzione coreografica di massa; fu proprio nel 1936 che venne introdotta la staffetta della torcia olimpica, con l’accensione della fiaccola a Olimpia e la staffetta dei tedofori fino alla città ospitante.

Nel secondo dopoguerra, l'influenza dei mass media accelerò il processo di "spettacolarizzazione". La cerimonia di apertura di fu la prima a essere trasmessa in diretta televisiva internazionale (mondovisione), costringendo gli organizzatori a curare l'estetica delle inquadrature e a ridurre i tempi morti tra i vari momenti del protocollo. Negli anni settanta, edizioni come Monaco 1972 e Montréal 1976 iniziarono a includere performance di danza e folklore locale, sebbene ancora subordinate alla sfilata atletica.

Il modello contemporaneo della cerimonia, intesa come un kolossal artistico-teatrale, è attribuito ai Giochi di Los Angeles 1984: la componente artistica (lo show) fu nettamente separata dalla parte protocollare, acquisendo una propria dignità e una durata considerevole. Quella di Los Angeles fu anche la prima cerimonia di apertura a presentare il segmento artistico prima di quello cerimoniale. Da quel momento le città ospitanti iniziarono ad affidare la regia a celebri direttori artistici, scenografi e registi cinematografici (come Danny Boyle per ). ha segnato un'altra rottura storica, portando la cerimonia fuori dallo stadio e lungo il fiume Senna.

Fasi della cerimonia Tutte le parti previste dal protocollo nonché i nomi delle Nazioni che stanno per sfilare sono annunciate prima in francese, poi in inglese e infine nella lingua del Paese ospitante (qualora questa sia diversa dalle prime due), e si alternano a momenti di spettacolo.

Ingresso delle autorità e innalzamento della bandiera Dopo un breve momento artistico, anticipato dal countdown per l’inizio della cerimonia, fanno ingresso nello stadio il presidente del CIO e il Capo di Stato del Paese ospitante (o un suo delegato), che prendono posto nella tribuna autorità. Successivamente viene innalzata la bandiera del Paese mentre viene suonato il relativo inno nazionale. La sfilata dei partecipanti Dopo un altro momento artistico ha luogo la sfilata dei Paesi partecipanti ai Giochi e degli atleti in gara nelle varie discipline.

Le delegazioni nazionali si susseguono in rigoroso ordine alfabetico, facendo riferimento al nome dello Stato nella lingua nazionale; fanno eccezione la Grecia, che tradizionalmente è il primo Stato a sfilare perché è la patria della città in cui sono nate le Olimpiadi, e la squadra del paese ospitante, che sfila per ultima. Alle Olimpiadi di Atene 2004 il portabandiera greco Pyrros Dīmas entrò per primo e la sfilata fu conclusa dal resto della squadra. Dal 2020, la nazione che ospiterà l'edizione successiva delle Olimpiadi è la penultima a sfilare.

La dichiarazione di apertura Dopo la sfilata, il Presidente del Comitato Organizzatore locale e il Presidente del CIO tengono brevi discorsi di benvenuto agli atleti e agli spettatori della cerimonia. La dichiarazione ufficiale di apertura dei giochi viene effettuata da parte del capo di Stato del paese ospitante seguendo una propria formula codificata che nel caso dei giochi estivi recita:

Nel caso dei giochi invernali la formula è invece la seguente:

L'arrivo della torcia olimpica e l'accensione della fiamma Dell'arrivo della fiamma olimpica all'interno dello stadio principale dei giochi olimpici è responsabile il comitato organizzatore.

La fiamma apparve per la prima volta nei giochi invernali di , mentre la staffetta dei tedofori è stata introdotta nel 1952. Il legame della fiamma con Olympia è ancora più recente, infatti le prime torce olimpiche furono accese in Norvegia a casa dell'inventore dello sci moderno Sondre Norheim, mentre nel 1956 fu accesa a Roma. Rilevante e simbolica è invece la scelta dell'ultimo tedoforo, cioè di colui che accende la fiamma olimpica, il cui nome è tenuto segreto fino all’ultimo.

Edizione dei giochi estiviAccensione della fiamma olimpicaBerlino 1936Fritz Schilgen (atletica leggera)Londra 1948John Mark (atletica leggera)Helsinki 1952Paavo Nurmi (atletica leggera)Melbourne 1956Ron Clarke (atletica leggera)Roma 1960Giancarlo Peris (atletica leggera)Tokyo 1964Yoshinori Sakaï (scolara)Città del Messico 1968Enriqueta Basilio (atletica leggera)Monaco 1972Günter Zahn (atletica leggera)Montreal 1976Sandra Henderson e Stéphane Préfontaine (atletica leggera)Mosca 1980Sergej Belov (pallacanestro)Los Angeles 1984Rafer Johnson (atletica leggera)Seoul 1988Chung Sun-Man, Kim Won-Tak, Sohn Mi-ChungBarcellona 1992Antonio Rebollo (tiro con l'arco)Atlanta 1996Muhammad Ali (pugilato)Sydney 2000Cathy Freeman (atletica leggera)Atene 2004Nikolaos Kaklamanakīs (vela)Pechino 2008Li Ning (ginnastica)Londra 2012Callum Airlie, Jordan Duckitt, Desiree Henry, Katie Kirk, Cameron McRitchie, Aidan Reynolds ed Adelle TraceyRio De Janeiro 2016Vanderlei de Lima (atletica leggera)Tokyo 2020Naomi Ōsaka (tennis)Parigi 2024Marie-José Pérec (atletica leggera) e Teddy Riner (judo)

La simbolica liberazione di alcuni colombi

L'introduzione ufficiale nel protocollo della cerimonia di apertura della liberazione di alcuni colombi, simbolo di pace, risale alle Olimpiadi di e da allora è sempre avvenuta. Fino al 1988 i colombi venivano fatti librare in volo prima dell'accensione della fiamma olimpica, ma il decesso di alcuni volatili incautamente posatisi sul braciere olimpico durante la cerimonia di apertura dei giochi di Seul ha fatto propendere per uno spostamento di questo punto del protocollo.

Il giuramento olimpico da parte di un atleta e da parte di un giudice di gara

Pronunciato per la prima volta nel 1920 da un atleta belga, Victor Boin (nuotatore, pallanuotista e schermidore), il giuramento è molto simile a quello pronunciato dagli atleti dei giochi olimpici antichi. Il giuramento però viene pronunciato sulla bandiera olimpica e non più sulle interiora di animali sacrificati.

Il giuramento da parte di un giudice di gara è stato introdotto nel 1972, mentre nelle Olimpiadi di Rio 2016 è stato introdotto quello dell’allenatore.

A partire dalle Olimpiadi invernali di , invece, si tiene un solo giuramento.

Un atleta, un giudice ed un allenatore leggono le seguenti righe, una a testa rispettivamente: «A nome di tutti gli atleti,

A nome di tutti i giudici,

A nome di tutti gli allenatori e gli altri membri dell'entourage degli atleti» A quel punto l'atleta completa il giuramento con la seguente formula. «Promettiamo di prendere parte a questi Giochi Olimpici rispettando le regole e nello spirito del fair play. Ci impegniamo a praticare lo sport senza doping e imbrogli, per la gloria dello sport, per l'onore delle nostre squadre ed in rispetto dei Principi Fondamentali dell'Olimpismo.»

Il programma artistico L'inno nazionale del paese ospitante è seguito dal programma artistico, solitamente tenuto segreto fino all'ultimo, e nel quale il comitato organizzatore cerca di mescolare elementi di protocollo, riferimenti culturali e spettacolarità per festeggiare l'inizio dell'evento sportivo.

Impianti della Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici

Giochi olimpici estivi EdizioneImpiantoCittàCapacitàAtene 1896Stadio PanathinaikoAtene80 000Parigi 1900Velodromo di VincennesParigi50 000St. Louis 1904Francis FieldSaint Louis19 000Londra 1908White City StadiumLondra68 000Stoccolma 1912OlympiastadionStoccolma20 000Anversa 1920Stadio olimpicoAnversa12 771Parigi 1924Stadio olimpico Yves du ManoirParigi45 000Amsterdam 1928Olympisch StadionAmsterdam31 600Los Angeles 1932Los Angeles Memorial ColiseumLos Angeles101 574Berlino 1936OlympiastadionBerlino110 000Londra 1948Wembley StadiumLondra82 000Helsinki 1952OlympiastadionHelsinki70 000Melbourne 1956Melbourne Cricket GroundMelbourne115 000Roma 1960Stadio OlimpicoRoma90 000Tokyo 1964Stadio OlimpicoTokyo71 556Città del Messico 1968Estadio Olímpico UniversitarioCittà del Messico83 700Monaco 1972OlympiastadionMonaco di Baviera80 000Montreal 1976Stadio OlimpicoMontréal103 000Mosca 1980Stadio LužnikiMosca103 000Los Angeles 1984Los Angeles Memorial ColiseumLos Angeles92 516Seul 1988Stadio OlimpicoSeul100 000Barcellona 1992Stadio olimpico Lluís CompanysBarcellona60 000Atlanta 1996Centennial Olympic StadiumAtlanta85 000Sydney 2000Stadium AustraliaSydney114 714Atene 2004Stadio olimpico Spyros LouīsAtene72 000Pechino 2008Stadio nazionale di PechinoPechino91 000Londra 2012Olympic StadiumLondra80 000Rio De Janeiro 2016MaracanàRio de Janeiro78 838Tokyo 2020Stadio nazionaleTokyo68 000Parigi 2024Giardini del Trocadero e la SennaParigi100 000

Giochi olimpici invernali